martedì, agosto 07, 2018

ORISTANO E CAGLIARI, ECONOMICAMENTE DUE MONDI DIVERSI. ORISTANO, DA SEMPRE CENERENTOLA, PRIMA COME PARTE DELLA PROVINCIA CAGLIARITANA E OGGI AUTONOMA SOLO FORMALMENTE.


Oristano 7 Agosto 2018
Cari amici,
Considerata la mia non più verde età, ho conosciuto Oristano nella prima metà del secolo scorso appartenente alla Provincia di Cagliari; ho partecipato ai festeggiamenti per l’ottenuta autonomia nel 1974, e, strada facendo, ho anche assistito alla istituzione delle strutture di riferimento: Prefettura, Comando Provinciale delle varie forze militari, Camera di Commercio, Ragioneria Provinciale dello Stato, Filiale della Banca d’Italia e i numerosi altri uffici che spettano ad ogni capoluogo di Provincia.
Tutto questo sembrava portare ad un “cambio di passo”, ad una crescita sociale, politica ed economica che avrebbe finalmente affrancato Oristano dall’annosa sudditanza da Cagliari. Eppure col passare degli anni (ne sono passati 44 dalla nascita della Provincia), dopo i primi brindisi, poco o niente è cambiato. L’economia reale non è mai decollata e lentamente ma inesorabilmente la gran parte di quegli uffici che avrebbero davuto essere il perno della ripresa, dando lustro e rango alla neo Provincia, si sono volatilizzati; dopo la Ragioneria Provinciale, la Banca d’Italia, e in data recentissima la Camera di Commercio che tornerà, come in passato, ad essere una piccola parte della Camera della Provincia di Cagliari.
Sono anche dell’opinione che il declino non è ancora terminato, in quanto credo vacilli (nonostante dopo un periodo di attesa senza Prefetto quest’ultimo sia stato rinominato e sia al momento operativo) sia la Prefettura che, a cascata, molti altri uffici che come base di appoggio hanno proprio il Palazzo del Governo. Perché, cari amici, Vi dico tutto questo? Perché è la realtà dei fatti, e per rendersene conto basta dare uno sguardo agli ultimi dati elaborati dallo Svimez per il Sole 24 Ore.
Dai dati ricavati si rileva che Oristano è la Provincia del Mezzogiorno con il minore stock di imprese registrate (967) e, seguita solo da Nuoro, l'ultima per start-up (2,09 su 10mila imprese), contro una media nazionale di 14,72. Cagliari, invece, con una media di 14,71 neo-imprese su mille, è la seconda del Sud. Oristano, insomma, sempre Cenerentola, in quanto è la Provincia del Mezzogiorno con il rapporto più alto di popolazione in età non attiva sulla popolazione attiva (39,6%). Dati che evidenziano in maniera inequivocabile uno status a dir poco pre-comatoso.
Il primo a riconoscere che i dati Svimez non sono certo confortanti è il Sindaco della Citta, Ing. Andrea Lutzu (vincitore delle ultime elezioni con Forza Italia), che ha sconfitto la precedente Amministrazione di Sinistra. Lutzu concorda che la Provincia di problemi ne ha, eccome! È sì una Provincia votata all’agricoltura - sostiene - ma tutto questo non basta, in quanto oggi nel Terzo Millennio è necessario investire in ben altro, soprattutto nella salvaguardia del territorio. “Dobbiamo investire nella tutela del paesaggio, nella valorizzazione delle risorse culturali e nel turismo”, sostiene con forza Andrea.
“Sul turismo sicuramente si può fare molto”, è il suo convincimento; è necessario dare maggior valore al porto di ottimo livello esistente, aprendolo ai crocieristici, avviare la costruzione di un nuovo complesso golfistico per completare il percorso del golf sardo, che già ha campi di ottimo livello, diffondere turisticamente la conoscenza dei propri tesori, da Tharros ad una maggiore valorizzazione della Sartiglia, dai monumenti dell’epoca giudicale al Crocifisso di Nicodemo, dai Giganti di Mont'e Prama ai 47 siti di interesse culturale della città.

Oggi la Sardegna se vuole davvero recitare un ruolo incisivo in campo turistico, deve muoversi all’unisono, non singolarmente in ordine sparso; senza un piano integrato regionale, agricoltura-turismo-industria - dice Lutzu - non può esserci sviluppo, non solo per Oristano, ma per la Sardegna intera. Serve un progetto comune che, come un puzzle ben costruito, crei un’attrazione verso l’Isola, dove ognuno possa reclamizzare se stesso ed allo stesso tempo gli altri, individuando al meglio le vocazioni di ogni area.
Arborea, con la sua importante industria lattiero casearia (la 3A), è certamente un fiore all’occhiello della nostra Provincia, ma questo non basta. La Provincia deve completare quel puzzle che dicevo prima: investire in colture di qualità, affiancare un’industria di trasformazione agricola, puntare maggiormente sul turismo, dai B&B agli alberghi stellati, dai percorsi-natura a cavallo o in bici, alla ricerca di antichi saperi e sapori. In Provincia di Oristano, in particolare nei piccoli paesi (come quelli intorno al Lago Omodeo), potrebbero sorgere iniziative di alto valore turistico e con un buon ritorno economico.
Cari amici, passare dalle teoria alla pratica non è certo semplice e, spesso, c’è di mezzo “il mare”! Un mare impregnato di un grande individualismo che sembra essere parte integrante del DNA dei sardi. L’isola, volendo, ce la può fare, ma non da sola! La Regione Sardegna (e in particolare la Provincia di Oristano) potrebbe davvero crescere e migliorare, ma servono le infrastrutture mancanti: la rete del metano, l'elettrificazione dei treni, la continuità territoriale. Tutte cose chieste e richieste da anni, ma, forse, per il Governo Centrale i sardi contano poco: sono “Quattro Gatti” che hanno poco valore (elettorale), perchè avrebbero diritto a tutto questo? Intanto restiamo come prima, isola Cenerentola, che vede i propri paesi spopolarsi e lentamente morire, come ho avuto modo di ribadire su questo blog anche pochi giorni fa.
A domani.
Mario

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