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domenica, marzo 31, 2019

L’IITALIA COL FRENO A MANO TIRATO (IN RECESSIONE) RALLENTA IL PIL DI TUTTA L’EUROZONA. RESISTERÀ IL GOVERNO AL DOPO ELEZIONI EUROPEE?


Oristano 31 marzo 2019
Cari amici,
Il post che chiude le mie riflessioni di marzo credo che evidenzi tutta la preoccupazione che serpeggia nel nostro Paese. L'illusione, come ben sappiamo dura pochissimo, proprio un attimo, e in economia, poi, anche di meno. Se gli inizi di questo mese di marzo a livello metereologico sembravano già entrati nella primavera, è bastato poco per tornare alle gelate invernali. Credo che, economicamente parlando, dopo i primi sprazzi di speranza, allo stesso modo siamo ripiombati nella precedente, triste situazione di precarietà. In realtà ad illuderci era stato in primo luogo lo stabilizzarsi dello spread, in particolare dopo la seduta del 6 marzo quando i mercati finanziari in chiusura registrarono un livello di spread tornato ai livelli del settembre precedente, con la soddisfazione di una bella calmata anche sui tassi dei titoli a 2 anni, quelli maggiormente oggetto di speculazione. 
In realtà la tranquillità dei mercati era dovuta al fatto che Mario Draghi aveva annunciato che la BCE avrebbe continuato a sostenere l’economia dell’Eurozona, allargando nuovamente i cordono della borsa. La BCE aveva annunciato che avrebbe ripreso a finanziare le banche bisognose di liquidità e avrebbe mantenuto i tassi invariati almeno fino al 2020. Sicuramente una bella boccata d’ossigeno per le banche di molti Paesi, che però, a differenza dell’Italia, nuotano in acque meno agitate. Un salvagente, quello lanciato da Draghi, necessario per tenere a galla economie in stato precario, ma non troppo appesantite, come invece la nostra, gravata da un debito pubblico esagerato.
A leggere le previsioni economiche di casa nostra per l’anno in corso, la prevista crescita dell’1,5 per cento del PIL ipotizzata dal governo a settembre, non solo salirà di quella percentuale ma nemmeno della metà (Bankitalia pronosticava lo 0,6 a gennaio); crescerà addirittura meno di quanto ipotizzato dalla Commissione europea, che calcolava a febbraio solo uno 0,2 per cento. L’ipotesi che sta diventando realtà purtroppo è ben altra: un’Italia ormai in recessione (inutile dire tecnica) non solo resterà a crescita zero ma vedrà il PIL diminuire dello 0,2 per cento!
Una situazione, la nostra, davvero ingarbugliata, che vede in difficoltà non solo il nostro Paese ma diversi altri dell’Unione. Come sostiene l’OCSE nelle sue previsioni, le prospettive di crescita economica dell’intera Eurozona sono in forte frenata, con un possibile attestarsi ad una crescita dell’1,1 per cento per quest’anno, rispetto all’1,7 per cento calcolato solo tre mesi fa. A contribuire a questo forte rallentamento hanno contribuito sicuramente diversi fattori, tra cui la Brexit e il confronto- scontro Usa-Cina.
L’eurozona e l’Italia pagano oggi le decisioni precedentemente ipotizzate dai governi, che calcolavano soprattutto uno sviluppo basato prevalentemente sulle esportazioni, diventando di fatto, in tale modo, etero-dipendenti dalle economie extraeuropee. A questo punto, considerato il rallentamento in particolare del colosso asiatico, secondo i calcoli della BCE, la domanda estera di prodotti dell’eurozona aumenterà nel 2019 solo del 2,2 per cento e non del 3,1 per cento come previsto solo pochi mesi fa.
Il rallentamento italiano, dunque, come hanno sottolineato sia l’OCSE che Mario Draghi, è frutto di fattori misti, esterni ma anche interni, tra cui appunto la recessione sui consumi di casa nostra. A chi si chiede il perché della frenata della domanda interna, si può certamente rispondere con buona sicurezza che questo è derivato in buona parte dall’incertezza politica che grava sul Paese, che ha di fatto determinato una paralisi di consumi ed investimenti. Quest’incertezza potrebbe essere superata solo ridando subito fiducia a produttori e consumatori, dando un'accelerata agli investimenti e alle riforme strutturali, in particolare in chiave di liberalizzazione e deregolamentazione.
Le parole purtroppo non bastano a tranquillizzare produttori e consumatori, ci vogliono i fatti: come è successo per esempio sulle deregolamentazioni, a partire dalla vicenda delle aperture domenicali dei negozi. La coalizione gialloverde al governo, invece, ha scelto di puntare sui consumi, cercando di stimolare la domanda delle famiglie con la concessione del reddito di cittadinanza. La misura, però, a detta degli economisti, non riuscirà a spingere il Pil neanche di uno 0,2 per cento, effetto, tra l’altro, almeno in parte annullato dalla “Quota 100”, in quanto chi va in pensione avrà meno possibilità di spendere, data la riduzione dell’introito mensile.
E non è tutto, amici. La recessione in atto rischia di rimettere in discussione il disavanzo concordato con Bruxelles al 2 per cento del Pil nel 2019. Le previsioni, infatti erano che lo sviluppo economico (e, in particolare, delle entrate fiscali) sarebbe stato almeno dell’1 per cento. Che fare ora che le previsioni sono per un meno 0,2 per cento come pronosticato dall’Ocse? Non solo c’è il pericolo di andare oltre quel 2,4 per cento già negato, ma corriamo il rischio di superare quel tetto invalicabile del 3 per cento!
Sarà certamente necessaria una nuova manovra (anche se si cerca di negarla), che dovrebbe essere vicina ai dieci miliardi di euro, per riportare il disavanzo al 2 per cento come inizialmente previsto. Ma un intervento di questa portata riproporrebbe il paradosso dell’austerità, già visto in questi anni. Bruxelles chiede all’Italia di tamponare deficit e disavanzo, perché teme un contagio sui mercati finanziari e conseguenti problemi per l’euro. Ma una manovra all’insegna di tagli e tasse aggraverebbe la recessione e, dunque, anche il bilancio dello Stato.
Che fare allora? Credo che l’Italia sia in un ‘cul de sac’ dal quale non sarà facile uscire, se pensiamo che ormai è già partito e sarà presto operativo il reddito di cittadinanza e i prepensionamenti derivanti da quota 100. E non è tutto.
A questo, poi, ci sarebbe anche da aggiungere anche la “Flat Tax”, che a quanto si dice potrebbe addirittura costare 50 miliardi di euro. Dove potremo mai trovare tutti questi soldi? Sara forse una tremenda, pesante patrimoniale a provare a risolvere il problema? A breve ne sapremo certamente di più, anche perché entro il 10 Aprile, sei settimane prima delle elezioni europee, dovrebbe essere varato il Documento di economia e finanza con cui il Ministero del Tesoro mette nero su bianco la strategia per il 2020, e in queste condizioni viene difficile capire come farà a far quadrare il bilancio.
Cari amici, credo che in tanti si siano già posti la domanda: Sopravviverà l’attuale governo al “dopo elezioni europee”? È un passaggio difficilissimo quello che attende il governo in carica, ma anche noi poveri cittadini che con grande difficoltà cuciamo un mese con l’altro, ed è perciò che siamo seriamente preoccupati. Le quotidiane schermaglie delle due diverse forze che ci governano, le convulsioni a cui stiamo assistendo in queste ore, a partire dalla TAV per finire alla Flat Tax, potrebbero essere solo una pallida anticipazione di quello che ci aspetta nei prossimi mesi.
A domani.
Mario



sabato, marzo 30, 2019

ASSEGNATO A MARTINO FADDA IL 19° ATTESTATO CULTURALE EPDO. LA CERIMONIA DI CONSEGNA È AVVENUTA AL “NABABBO” GIOVEDÌ 28 MARZO.


Oristano 30 marzo 2019
Cari amici,
Il “Gruppo di ispirazione culturale oristanese”, composto da diverse anime del territorio che si esprimono nelle diverse forme del lavoro intellettuale e creativo, che si sono aggregate grazie alla brillante idea di Roberto CAU, uomo di cultura oltre che editore artigianale di libri (la sua casa editrice EPDO, opera in Via Bellini ad Oristano),  Giovedì 28 marzo si è riunito presso la pizzeria “NABABBO” ad Oristano per festeggiare l’assegnazione del 19° “Attestato Culturale EPDO”, riconoscimento ideato e portato avanti proprio dal vulcanico Roberto Cau. A ricevere l’apprezzato riconoscimento Martino FADDA, personaggio eclettico e di multiforme ingegno del nostro territorio.
Martino, nato e dimorante in Oristano, è persona davvero dotata di grande ingegno: è uno straordinario artista-artigiano, scrittore e cultore della nostra storia, ma allo stesso tempo un validissimo artigiano della ceramica, un uomo che, come risulta dall’Attestato Culturale EPDO, gli è stato attribuito “per la sensibilità alla storia dell'uomo, sviluppata attraverso le sue numerose pubblicazioni e per l'impegno artistico e artigianale dimostrato con la personale realizzazione dei suoi manufatti”. 
Ecco, per chi non lo conosce a dovere, il suo eccezionale Curriculum Vitae che merita di essere portato a conoscenza.
Martino è un uomo che la vita ha forgiato nella sua particolare fucina fin da giovane. Dopo aver frequentato il Liceo Classico De Castro di Oristano, ha prestato servizio come ufficiale nella Marina Militare Italiana. Titolare e Direttore artistico presso Anticomare, ha operato presso diverse Capitanerie di porto - Guardia costiera; ha poi effettuato gli studi presso Il Battaglione San Marco e frequentato il Collegio Navale F. Morosini a Venezia. Successivamente, rientrato a casa, ha deciso di dedicare la sua vita all’arte, espressa in diverse sfumature. Mai dimentico della sua missione di ufficiale, da tempo dirige la sezione oristanese dell’U.N.U.C.I., quella degli ufficiali in congedo.
Per Martino Fadda il mare è sempre stato una irrinunciabile passione, a cui aggiunge l’amore per il territorio circostante la sua zona, quel Sinis ricco di storia, da Tharros al tempio dei Giganti di Mont’e Prama, che ci affascina oggi come e più di ieri.  Martino, come ho detto prima, è un creativo a tutto tondo: un Artista – Artigiano - Scrittore, che ha avuto il merito di ideare e promuovere anche il Premio di Merito "Cultura e Creatività Mediterranea". Sognatore, come tutti gli artisti, vive "Il suo mondo artistico in una sorta di costante sogno creativo", che lo induce a dare forma alle idee e ai suoi sogni, nell’intento di ricreare oggi gli antichi segni di vita ormai sepolti, attraverso l’utilizzo di una tecnica artigianale personalissima e un abile uso di materiali anche insoliti.
Attaccato alle tradizioni svolge la sua attività artigiana, dove produce le sue opere, in un laboratorio sito rigorosamente nella via Figoli, così chiamata in quanto in passato vi operavano le più importanti botteghe dei figoli oristanesi. Apprezzato artista anche fuori dal territorio locale, in diverse interviste ha avuto modo, parlando della sua arte, di dichiarare: “Dedico le mie opere al Mediterraneo, intenso bagliore di civiltà, di storia e di arte e alle genti che ci hanno lasciato questa preziosa eredità. Mediterraneo, mare nelle cui acque si celano le antiche divinità, come gli dei del mare, le sirene, e tanti mostri fantastici; mare ricco di millenni di storia e di miti, che annegano e rinascono ogni giorno! Mare imperituro denominatore che lega da sempre popoli separati nello spazio e nel tempo. Quel ‘Mare Nostrum’ immutabile, amato e odiato, combattuto e conteso, che da sempre attende l’arrivo del tempo dell'umana amicizia”.
Roberto Cau, editore di EPDO e anima di questo simposio culturale, ha detto di Lui: “L'amore per il mondo antico e soprattutto per quello sotto il nostro Mare Mediterraneo ha fatto dell’amico Martino Fadda una personalità unica e speciale. Posso affermare, conoscendolo da sempre, che la sua profonda sensibilità, nonché la sua sincera curiosità lo hanno reso libero di inabissarsi e di viaggiare attraverso i nostri e i suoi straordinari fondali fatti di forti sensazioni e di forti emozioni, proiettandolo prima alla ricerca e allo studio del nostro semplice e straordinario passato e poi costringendolo alla effettiva realizzazione di quei particolari manufatti, anche artistici, che i nostri antenati, misteriosi navigatori, hanno disseminato nei millenni sotto i nostri incantevoli mari”.
Martino ha dimostrato eccellenza anche nello scrivere. Oltre Le sue innumerevoli realizzazioni artistiche, ha scritto ben 7 libri, tutti di grande interesse, editi da EPDO. Tutti praticamente dedicati al mare: ecco i titoli. ANTICO MARE, UOMINI E PESCI, UOMINI E BARCHE, UOMINI E GABBIANI, UOMINI E IDENTITÀ, UOMINI E ARSELLE E UOMINI E ANFORE.
Gli amici del “Gruppo culturale oristanese” nell’incontro di giovedì scorso al Nababbo lo hanno festeggiato a lungo. Dopo che Roberto Cau ha introdotto l’argomento della premiazione di Martino agli amici presenti, sono stato io a riepilogare il suo C.V., a cui ha fatto seguito la consegna dell’attestato, fatta da Roger Emi (storico e filologo, in particolare della nobiltà) che ha parlato di alcuni aspetti di Martino, in particolare sugli stemmi nobiliari da lui confezionati. Un caloroso, lungo applauso ha contribuito a rendere la serata particolarmente emozionante.
Cari amici, non c’è età per le emozioni! Lo stato emozionale di Martino era evidente e si toccava con mano. Dopo la consumazione della pizza, il festeggiato ha voluto ringraziare tutti offrendo una torta davvero speciale, bagnata da numerosi brindisi augurali. Emozionati tutti, e, oltre il festeggiato, indubbiamente più degli altri Roberto Cau, che vede la sua idea di aggregazione di un gruppo culturale oristanese crescere e prosperare!   
Personalmente sono convinto che questo “Cenacolo culturale EPDO” potrà crescere ancora: ci sono personaggi importanti ad Oristano che meritano di entrare a farne parte, e che noi dovremmo cercare di coinvolgere. Lo dobbiamo fare, e…se son rose sono sicuro che fioriranno!
Grazie, amici, a domani!
Mario