martedì, ottobre 31, 2023

GRANDE SUCCESSO DELL'ARTISTA ORUNESE DINA MONTESU, ORISTANESE D'ADOZIONE.


Oristano 31 ottobre 2023

Cari amici,

La poliedrica artista DINA MONTESU, da anni operante in Oristano, è di recente salita alla ribalta internazionale con la sua partecipazione ad eventi importanti fuori dalla Sardegna. Barbaricina di Orune, amata dai suoi allievi, è sarda orgogliosa, che esprime il suo grande amore per la Sardegna con bellissime poesie in limba, oltre che dipingere con rara maestria. Anche nell'isola, alla fine di ottobre ha partecipato alla Biennale d’arte Federico Garcia Lorca, in calendario dal 25 al 29 ottobre a San Vero Milis con dipinti e poesie.

Il 4 novembre prossimo, invece, alla Mostra Internazionale presso il Museo di Arte Sacra ed Etnologia di Fatima, l’artista presenterà un quadro particolare e una poesia in limba, entrambe dedicate alla Madonna di Fatima. Le opere degli artisti partecipanti, provenienti da ogni parte del mondo, rimarranno esposte fino al 7 gennaio 2024. Indubbiamente quello di Fatima è un evento straordinariamente importante per la nostra artista, in quanto allestito e curato da eccellenti nomi dell'arte, tra cui lo storico e critico dell’arte Mattea Micello.

La nostra artista Dina Montesu è presente alla mostra con due pregevoli opere: un quadro che porta come titolo “I dolci fili di Maria” e una emozionante poesia in sardo intitolata “A sa Madonna e' Fatima”. Radio Maria ha intervistato il critico Mattea Micello sui vari partecipanti alla Mostra Internazionale a Fatima, tra cui la nostra Dina Montesu; un dialogo piacevole anche con Simao Pedro, direttore del museo, padre conventuale di Fatima. La gradevole intervista di Claudia Santos, in lingua portoghese, verteva sul contenuto della mostra collettiva Mae do rosario, “Ecos musicais no ceu e na terra”.

Amici, di certo una grande soddisfazione per la nostra grande artista sarda Dina Montesu, che nelle interviste ha non solo dichiarato la sua gioia, ma ha anche affermato che “La Madonna di Fatima ed il suo grande santuario l’hanno sempre attirata molto più degli altri luoghi di preghiera a Lei dedicati”. Il fatto che la Madonna a Fatima sia voluta apparire a tre persone umili, i tre pastorelli, ha avuto per lei un impatto alquanto positivo, dimostrando un importante segno di amore per la semplicità e la povertà. “È certamente un grande onore per me aver potuto partecipare a questa mostra”, ha dichiarato.

Cari amici lettori, la mia amicizia con Dina ne esce rafforzata da questa sua interessante esperienza, che dimostra non solo la sua grande bravura come artista, ma anche la sua grande fede. Le due opere, il quadro i dolci fili di Maria e la pergamena con la poesia, Dina le ha volute lasciare in dono al Museo, “in segno di gratitudine e della sua grande fede e amore per la Madonna”. La poesia in limba, donata al museo (la donazione avverrà durante l'inaugurazione della mostra), è stata ricopiata su carta da una alunna di Dina, Giada Pinna, per le sue particolari doti grafiche.

Grazie Dina un abbraccio.

Mario

lunedì, ottobre 30, 2023

ALIMENTAZIONE UMANA E SALUTE. LE PARTI DEGLI ANIMALI CHE SI POSSONO MANGIARE E IL LORO APPORTO PROTEICO E VITAMINICO.


Oristano 30 ottobre 2023

Cari amici,

La CARNE è,  nell’alimentazione umana, una fonte primaria di Proteine di ottima qualità, di Vitamine e di Sali minerali. In particolare le Proteine, che vengono utilizzate per garantire la regolare crescita del corpo umano, oltre a fornire tutti gli aminoacidi essenziali che l'organismo non è in grado di produrre autonomamente. Le proteine della carne, inoltre, sono facilmente digeribili anche nel periodo di svezzamento dei minori.

Ebbene, amici, a fornire la gran parte della carne necessaria all'alimentazione umana sono in particolar modo gli animali di grossa taglia come i bovini, che i macellai dividono di norma in quattro parti principali: due anteriori e due posteriori, da cui derivano i tagli di carne più nobili e conosciuti, come il filetto, la costata, la spalla e la guancia. Tutto ciò che rimane fuori da questa selezione è considerato (erroneamente) di poco valore ed è chiamato “QUINTO QUARTO”, che rappresenta appunto il quinto taglio dell’animale, che comprende: cervello, cuore, fegato, lingua, diaframma, milza, pancreas, ghiandole di vario genere, reni, polmoni, intestino, stomaco, zampe, coda e nervi.

Ebbene, di questo “quinto quarto” poco si parla, quando si prendono in considerazione le diete alimentari, che si limitano a consigliare di consumare i tagli più conosciuti prima elencati, evitando di parlare delle proprietà nutritive del quinto quarto, che, invece, non sono assolutamente da sottovalutare! La realtà, infatti, è che le interiora per un lungo periodo sono state considerate le parti dell’animale destinate ad una cucina povera, consumate per necessità da chi non poteva permettersi di alimentarsi con i tagli pregiati dell’animale.

Convinzione questa alquanto antica, che oggi però è assolutamente da scartare, in quanto questo “quinto quarto” contiene sostanze molto utili al nostro organismo, oltre anche ad avere un sapore e un gusto molto intenso, grazie alla sapiente preparazione degli esperti di cucina; gli chef di oggi riescono a cucinare queste parti dell'animale in modo sfizioso, rendendole molto apprezzate dagli italiani, tanto che esse, da “popolari” qual erano, oggi sono servite a tavola non solo nelle cucine di casa, ma anche nel mondo della ristorazione: dalle trattorie tradizionali ai ristoranti stellati.

È tempo, amici, di sfatare il mito che le frattaglie rappresentino tagli di carne particolarmente grassi, perché la realtà è ben diversa: ognuna delle parti dell’animale ha le sue proprietà; per esempio, è giusto sapere che tra i componenti del quinto quarto i grassi sono davvero pochi, mentre sono ben presenti le vitamine e sali minerali utili al nostro organismo. Questo significa che le frattaglie, avendo pochi grassi, possono essere facilmente inserite nelle diete di chi soffre di anemia, di carenze vitaminiche, in particolar modo della A, o di chi soffre di diabete, grazie alla scarsa presenza di zuccheri. Le frattaglie sarebbero, invece, da evitare da chi soffre di iperuricemia e di calcolosi.

Amici, per una migliore comprensione di questa parte degli animali così trascurate, che invece dovremmo utilizzare di più per alimentarci, ora voglio indicarvi meglio il loro valore, espresso in calorie. Inoltre, non dovremo dimenticare i tempi in cui viviamo: evitiamo nel modo migliore possibile l’enorme spreco delle risorse alimentari presenti in natura! Risorse che spesso ignoriamo e che invece dovremo tenere in considerazione, se vogliamo davvero preservare la vita futura delle nuove generazioni. Ecco, riepilogate. voce per voce, le parti dell’animale che rientrano nel “quinto quarto” con il loro valore espresso in calorie, considerando 100 grammi di prodotto:

Animelle: 236 calorie. Le animelle sono un insieme di più organi del vitello o del bovino, come pancreas e ghiandole salivari ed endocrina. Sono ricche di vitamina B, C, PP, di fosforo e potassio. •Cervello: 157 calorie. Bovino e suino sono gli animali di cui viene consumato anche il cervello, hanno più o meno lo stesso contributo calorico e non contengono molte vitamine, ma principalmente fosforo, potassio e sodio. Tra i tagli del quinto quarto è probabilmente quello meno nutriente. Viene infatti consumato spesso fritto e contiene circa 2.000 mg di colesterolo per 100 grammi.

•Coda: 100 calorie. La coda è ricca di ferro, magnesio, fosforo, potassio, vitamina B ed E. •Coratella: 109 calorie. La coratella è un insieme di tagli che comprende il polmone, l’intestino, i reni e il fegato, non è molto calorica e le proprietà dipendono quindi da quelle dei tagli da cui è composta. Cuore: 159 calorie. Il cuore suino contiene molto potassio e fosforo, ma modeste quantità di vitamina A e B. Diaframma: 220 calorie. Il diaframma è ricco di ferro e di vitamina B12. Fegato di bovino e suino: 140 calorie. Si tratta di un alimento ricco di vitamina A, potassio, fosforo e sodio. Contiene anche minori quantità di vitamina B12 e C, di calcio e ferro.

Fegato d’oca: 341 calorie. Decisamente più calorico del fegato di bovino e suino, ha pressoché le stesse proprietà. •Lingua di bovino: 232 calorie. La lingua non ha in realtà particolari valori nutritivi. •Milza: 107 calorie. La milza ha come caratteristica principale la grande quantità di ferro al suo interno. •Nervetti: 135 calorie. I nervetti sono particolarmente ricchi di fosforo. Reni: 120 calorie. I reni sono l’ingrediente principale del rognone e sono ricchi di ferro, selenio e zinco. Trippa di bovino: 108 calorie. La trippa contiene moltissimo sodio e fosforo. •Zampe di maiale: 212 calorie. Le zampe di maiale sono un alimento ricco di calcio e collagene.

Cari amici, la realtà è che di certo dovremmo stare molto più attenti alle risorse alimentari disponibili. In un’ottica di sostenibilità, sempre più necessaria, dovremmo, tutti, includere l’abitudine a non limitarci a mangiare solo le parti nobili degli animali, ma utilizzarle proficuamente tutte, comprese anche le parti del quinto quarto, con il risultato di mangiare comunque bene e di avere un sicuro impatto positivo sull’ambiente!

A domani.

Mario

domenica, ottobre 29, 2023

L’IMPORTANZA DEL LINGUAGGIO DEL CORPO. LA BORSA, PER ESEMPIO: DA COME LA PORTIAMO, METTIAMO IN EVIDENZA, MOSTRANDOLO, IL NOSTRO CARATTERE.


Oristano 29 ottobre 2023

Cari amici,

Sul linguaggio del corpo e la sua importanza ho scritto diverse volte su questo blog. Riprendo oggi l’argomento, focalizzando l'attenzione su un accessorio praticamente sempre presente, sia addosso agli uomini che alle donne, e di come lo si indossa: “LA BORSA”. Piccola o grande che sia, in cuoio pregiato o in altro materiale povero, particolarmente fantasiosa per le donne e spesso di severa eleganza per gli uomini, è il modo di portarla ad evidenziare il carattere di chi la porta. Sono effettivamente molto diversi i modi di portarla con sé: a mano, sulla spalla, a tracolla, sul petto o dietro la schiena. Ebbene, ognuno di questi modi mette in luce il carattere di chi la porta. Proviamo a vedere insieme questi comportamenti.

Il nostro corpo parla di noi in molti modi, ed è proprio facendo attenzione a questo linguaggio che possiamo valutare la persona che ci troviamo davanti; osservando il modo in cui porta la borsa possiamo capire molto della sua personalità. Le borse, che tra l’altro sono di un’infinita varietà, possono essere indossate in molti modi; ed è proprio osservando con attenzione il modo in cui viene portata che possiamo scoprire molti lati del carattere: dalla timidezza all’estro, dalla fantasia alla capacità relazionale. Ecco per Voi qualche segreto che di certo non conoscevate. Essendo uomini e donne psicologicamente diversi, vediamo separatamente i lati dei diversi caratteri.

VEDIAMO PRIMA GLI UOMINI.

1) Borsa dietro la schiena: l’uomo che indossa la borsa in questo modo è una persona socievole, semplice e onesta; preoccupato in primis dei bisogni personali, questo soggetto tende a mettere gli altri in secondo piano. Di norma è portato ad agire d’istinto, senza particolare riflessione o intendimenti; insomma, una persona genuina.

2) Borsa tenuta in mano: l’uomo che usa portare la borsa in mano è di norma svagato, con la testa fra le nuvole; sono soggetti che erano distratti anche da piccoli, con la testa tra le nuvole. Amano molto fantasticare e vivono immersi in un loro mondo irreale. Cambiano spesso idea, risultando portati anche a cambiare lavoro. Odiano la quotidianità, avendo bisogno di distrarsi, di divertirsi, e perciò trovano noiose le persone troppo tranquille;

3
) Borsa tenuta sulla spalla: è questo il metodo più pratico di portare pesi e l’uomo che usa la borsa in questo modo è una persona alquanto ottimista, amante della comodità e della tranquillità; refrattario e quindi infastidito dai controlli, è molto intelligente ma allo stesso tempo parecchio ingenuo; è capace di parlare per ore ed ore dello stesso argomento, ma è anche un ottimo ascoltatore;

4)
Borsa tenuta a tracolla: chi porta con disinvoltura la borsa a tracolla è di certo una persona alquanto ambiziosa, ma allo stesso tempo non proprio avara; persone di questo tipo non considerano importante il denaro o desiderano porsi al vertice, ovvero essere delle autorità; ciò non significa che disdegnino di vivere bene, tuttavia non impazziscono per il desiderio di accumulare denaro;

5) Borsa portata sul petto: chi la usa in questo modo è persona molto fiduciosa. Questi soggetti credono nelle proprie capacità e non danno peso alle opinioni e ai giudizi degli altri. Sono persone molto riservate, che però non hanno peli sulla lingua all’occorrenza, e, se non si vuole essere feriti, è meglio non chiedere la loro opinione su se stessi; inoltre, di norma non fanno mai complimenti e, cosa molto importante, dicono sempre quello che pensano.


ECCO ORA LE DONNE.

1)A BRACCIO. La donna che porta la borsa sul braccio, poco dopo il polso, a prescindere che questa sia grande o piccola, è persona ambiziosa, perfettamente conscia del suo ruolo e lo dimostra. A volte lascia penzolare la borsa, in modo tale da mostrarla a tutti, ma al momento giusto stringe a sé la borsa, un modo per dimostrare a tutti la sua forza e la sua sicurezza.

2)A BAGUETTE. La donna che indossa la borsa a baguette è persona molto concreta, senza fronzoli e e decisa, insomma lei non fa mai castelli in aria. Questa donna forte, che ama portare la borsa sotto al braccio, è da considerare una donna alquanto pragmatica, molto concreta, che non ama girare intorno alle cose, ma localizza e arriva sempre dritta al punto, senza tentennamenti: insomma, senza se e senza ma.

3)A SPALLA. La donna che porta con disinvoltura la borsa a spalla è una donna pratica, libera, che non perde tempo, andando sempre di fretta. Se capita che indossa la borsa appoggiata sulla spalla, ciò significa che probabilmente ha mille pensieri per la testa, e l’ultimo riguarda proprio la borsa. Eppure, questa donna è persona che non lascia mai niente al caso, anche nella scelta delle borsa perfetta.

4)A TRACOLLA. Chi usa la borsa in questo modo è certamente una donna giovane e piena di sprint! Le donne chi indossano la borsa in questo modo, sono quelle che hanno fatto della praticità il suo stile di vita. Sono sempre col sorriso sul viso, hanno sempre voglia di fare e hanno un’agenda piena di appuntamenti, corsi, workshop e molto altro. Sono iperattive, tanto che non riescono quasi mai a stare ferme!

5)SULLA SCHIENA. La donna che usa portare la borsa sulla schiena, insomma che usa la borsa come uno zaino, è desiderosa di scoprire il mondo; con lo zaino in spalla è pronta a raggiungere la prossima meta. La donna che ama portare lo zaino o la borsa sulla schiena, considera la vita una scoperta quotidiana, tanto che non vorrebbe mai fermarsi. È indubbiamente una persona speciale, sempre pronta a sorridere e anche a tendere una mano verso gli altri.

Cari amici, per quanto possa apparire sorprendente, anche il modo con cui portiamo la borsa è ricco di significati: evidenzia “chi siamo e cosa vogliamo”. L’ho detto tante volte e lo ripeto: il linguaggio del corpo, che parla da solo, in modo chiaro e lampante senza consultarci, evidenzia, in modo inequivocabile, la nostra forza, la nostra personalità, ovvero il nostro modo di essere! Sapete cosa vi dico? Provare per credere!

A domani.

Mario

sabato, ottobre 28, 2023

IL PICCOLO “DAVIDE” SARDO LOTTA E VINCE CONTRO IL “GIGANTE GOLIA”! MATTIA MUGGITTU, TITOLARE DELLA PICCOLA CANTINA SARDA “MUGGITTU-BOELI”, BATTE IL GIGANTE RED BULL.


Oristano 28 ottobre 2023

Cari amici,

L’antica lotta che oppose Davide al Gigante Golia è stata rivissuta di recente in Sardegna, che ha visto, come protagonisti, una piccola cantina sarda di Mamoiada la “Muggittu-Boeli”, opporsi al gigante “Red Bull” che contestava il marchio utilizzato sulle bottiglie del suo cannonau. Una storia che, oltre che dare giustizia ai piccoli, quando il grande si avvale della sua potenza, dimostra anche la strenua capacità dei sardi a non subire senza opporsi, senza combattere.

Tutto è iniziato nel 2020, quanto Mattia Muggittu, ragazzo mamoiadino di 20 anni, decide di fondare la sua azienda vitivinicola, trasformando in lavoro la sua grande passione: coltivare i vigneti di famiglia per ricavarne un vino forte, di qualità, come il cannonau. Matteo cerca così di perpetuare la tradizione del suo paese, Mamoiada, nel Nuorese, dove il cannonau è l'oro rosso dell'economia locale. Nel 2021 inaugura le sue prime bottiglie, con l'etichetta "Muggittu-Boeli", che raffigura due buoi, uno vicino all'altro, con sotto il segno rosso dell'aratro e sopra la rappresentazione dei cerchi della stele di Boeli, un menhir che risale al Neolitico e che si trova nel territorio di Mamoiada.

La gioia, però, dura poco. Il 6 dicembre dello stesso anno, la multinazionale austriaca Red Bull, che produce l'omonima bevanda energetica, lo ha diffidato dal registrare l'etichetta da lui concepita per "violazione del marchio e concorrenza sleale", facendo così vacillare il suo orgoglioso progetto di vita. Secondo la Red Bull, infatti, la cantina aveva copiato il famoso logo con i due tori, inserendolo sulle etichette dei vini e generando quindi confusione tra i due marchi.

A Mattia in un primo tempo cascarono le braccia, in quanto gli pareva che gli fosse crollato addosso il mondo dei suoi sogni. Dare vita ad una battaglia legale contro un colosso come la Red Bull, gli pareva impossibile, ma la caparbietà dei barbaricini non è certo seconda a nessuno! Decide tuttavia di combattere la apparente, impari lotta, che inizialmente pareva presentare poche speranze di vittoria, ma che, invece, si è conclusa per lui con una bella vittoria!

La Direzione generale per la tutela della proposta industriale del Ministero delle Imprese e del made in Italy, infatti, nonostante la corposa presenza degli avvocati del colosso dell'energy drink, ha respinto l'opposizione alla registrazione del marchio contenente i due tori e ora il giovane Mattia Muggittu - seguito nella vicenda legale dall'avvocato Mauro Intagliato - potrà orgogliosamente continuare a utilizzarlo per la sua cantina che distribuisce sul mercato un ottimo cannonau!

La gioia di Mattia ora appare incontenibile! “Oggi ha vinto Davide contro Golia - ha commentato a caldo il 23enne di Mamoiada - non sempre vincono i più forti e grossi, ma ogni tanto la possono spuntare anche i più piccoli, se sono nel giusto e credono abbastanza in sé stessi". "ll logo - ha poi proseguito - è frutto di una rappresentazione grafica che ricostruisce la nostra storia come noi abbiamo sostenuto dall'inizio ". Insomma, mai darla vinta a chi non ha ragione, e ai sardi la caparbietà non manca di certo! Per il legale dell'azienda Mauro Intagliato, che lo ha assistito nella disputa, "il marchio rappresenta perfettamente la storia rurale della Barbagia e dell'intera Sardegna: è per questo che ha vinto il cannonau, un prodotto naturale frutto del lavoro e della terra di Sardegna".  L'etichetta dei vini "Muggittu Boeli" infatti raffigura due buoi, uno vicino all'altro, con sotto il segno rosso dell'aratro e sopra la rappresentazione dei cerchi della stele di Boeli, un menhir che risale al Neolitico e che si trova proprio nel territorio di Mamoiada.

Cari amici, come ha voluto sottolineare il giovane Mattia, barbaricino caparbio, "I buoi sono il simbolo della viticoltura di Mamoiada e operano ancora oggi nelle nostre vigne ultracentenarie dove non entrano i mezzi meccanici, mentre i cerchi concentrici sono quelli scolpiti sulla stele di Boeli. Con questo marchio ho voluto raccontare la mia storia e quella del paese, ma anche omaggiare questo monumento dal grande valore storico". Questo giovane sardo merita grande rispetto e personalmente gli faccio i mei migliori auguri, auspicando anche che il suo esempio contagi tanti altri giovani sardi che possono portare la Sardegna del futuro fuori dal guado e dalle difficoltà attuali. Lottare oggi per costruire e vivere meglio il domani!

A domani.

Mario 

venerdì, ottobre 27, 2023

LA DIRETTIVA U.E. PER L'EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELLE ABITAZIONI PREVEDE CHE NEGLI STATI MEMBRI TUTTE LE ABITAZIONI DOVRANNO ESSERE “CLIMATICAMENTE NEUTRE” ENTRO IL 2050.


Oristano 27 ottobre 2050

Cari amici,

Lo scorso 14 marzo, la Direttiva dell’Unione Europea sul necessario, miglioramento energetico delle abitazioni ha ottenuto il lascia passare del Parlamento Europeo. Il 6 giugno a Bruxelles si è discusso sul testo, predisposto per l’efficienza energetica “direttiva case green” degli edifici di tutta l’Europa. Il testo, emendato dal Parlamento europeo, sarà ora oggetto del negoziato finale tra il Consiglio UE e l’Esecutivo Europeo, prima di tornare in seduta Plenaria. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e il consumo finale di energia nel settore edile dell’Unione entro il 2030 e renderlo climaticamente neutro entro il 2050.

Stando al testo approvato, gli edifici residenziali dovranno raggiungere una classe di prestazione energetica minima di tipo “E” entro il 2030 e “D” entro il 2033. Nella classificazione di efficienza energetica (dalla lettera A alla G), la classe G dovrà essere del 15% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori in ogni Stato membro. Gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche dovranno essere effettuati, secondo quanto riporta la Direttiva, al momento della vendita dell’immobile, oppure al momento della ristrutturazione dell’edificio. In media potrebbero servire per ogni abitazione circa 60.000 euro per l’adeguamento.

Stando al testo ormai in dirittura d'arrivo, gli edifici residenziali dovranno raggiungere entro il 2033 una classe di prestazione energetica tale da ridurre sia gli sprechi di energia che una maggiore salute del pianeta. La nuova normativa andrà dunque ad imporre una serie di ristrutturazioni agli edifici esistenti, affinché diventino meno inquinanti e più efficienti sul piano energetico. Gli addetti ai lavori, a questo proposito, chiariscono che gli interventi di ristrutturazione volti al miglioramento dell'efficienza energetica dovranno essere svolti sia quando arriva un nuovo inquilino nell'abitazione oppure in concomitanza di una vendita o ristrutturazione dell'intero edificio. Sulla carta, dunque, se una famiglia non ha intenzione di lasciare la propria abitazione o di ristrutturarla, non sarà obbligata a seguire la direttiva dell'Unione Europea.

Non è un mistero che la Direttiva sul miglioramento energetico rientra nel piano Fit for 55, il programma che prevede la riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto a quelle registrate nel 1990. E non è nemmeno un mistero che la direttiva risulta fortemente osteggiata nel nostro Paese, essendo indubbiamente un problema di non poco conto, in quanto economicamente pesante. Contro il provvedimento si è scagliato ad esempio il Presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, che lo ha definito "intriso di fanatismo e ideologia", e chiedendo allo stesso tempo alla premier Meloni di fermare la normativa UE.

Alla normativa prima richiamata, che ormai sta entrando in dirittura d’arrivo, ci sono delle eccezioni, meglio dire delle deroghe, che nel nostro Paese escludono circa 4 milioni di edifici: il 30% circa degli immobili interessati. Inoltre, gli Stati membri potranno aggiungere ulteriori deroghe nel recepimento della Direttiva UE. Ecco le tipologie di immobili esonerati dal nuovo obbligo di adeguamento e miglioramento energetico: le abitazioni unifamiliari di superficie inferiore a 50 metri quadri; le seconde case utilizzate meno di quattro mesi l’anno; gli edifici ricadenti nei centri storici; gli edifici vincolati dai Beni Culturali; le chiese e gli altri edifici di culto; gli edifici di proprietà delle Forze armate o del Governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale.

Insomma, amici, entro pochi anni, la gran parte delle nostre case dovrà adeguarsi ai nuovi standard. Secondo le stime effettuate dall’Enea, il 74% delle abitazioni italiane, cioè 11 milioni, sarebbe in classe energetica inferiore alla “D”. L’Italia è al nono posto nella classifica pubblicata dallo U.S. Green Building Council (USGBC) dei 10 migliori Paesi al mondo per edifici certificati sostenibili nel 2022. Al momento la Direttiva UE non prevede sanzioni in caso di mancata ristrutturazione degli immobili, secondo le sue previsioni. I governi avranno, tuttavia, la possibilità di prevedere delle sanzioni.

Cari amici, la Direttiva UE sulle Case Green si avvia verso l'ok finale. L'Italia, come prima accennato, è contraria alla normativa, che obbliga milioni di cittadini degli Stati membri a tutta una serie di costose ristrutturazioni ai loro edifici. In sintesi il dubbio è: cosa disporrà, alla fine, questo importante provvedimento? Ciaran Cuffe, relatore per l’Europarlamento ha precisato: “Bruxelles non dirà agli Stati membri cosa fare”, “Gli emendamenti lasciano ampia flessibilità”. Quanto alla flessibilità, io qualche dubbio lo avrei, e tanti italiani soffrono nell’attesa di conoscere di che morte debbono morire…

A domani.

Mario

giovedì, ottobre 26, 2023

LA DRASTICA, NECESSARIA TRASFORMAZIONE FUTURA DELLE CITTÀ: CREARE UN MAGGIOR BENESSERE URBANO. SI PUNTA SULLE “WELLBEING CITY”, LE CITTÀ DEL BENESSERE.


Oristano, 26 ottobre 2023

Cari amici,

C'è un obiettivo che diversi architetti dalla mente illuminata hanno già adottato: partire da subito per “RIGENERARE LE CITTÀ”, diventate troppo inquinate e poco vivibili. Queste, nate con lo scopo di accogliere, spesso anche in modo disarticolato, milioni di persone provenienti dai piccoli centri e dalle zone di campagna o di montagna, si sono poi rivelate solo un grande, caotico alveare; in sostanza, un vivere una vita caotica, anonima, con poco o nullo benessere. Indubbiamente una situazione che non poteva continuare a durare.

Ora però un gruppo di architetti particolarmente sensibili hanno deciso di intervenire, e, anche con l’aiuto della tecnologia più avanzata, cercano di dare vita ad ambienti urbani più consoni, capaci di donare quel benessere che purtroppo manca nella gran parte delle città. È una nuova, grande sfida, sociale e ambientale quella da loro lanciata, che si sta rivelando una vera chiave di volta nelle politiche di rigenerazione urbana; una sfida che, stabilendo nuovi principi abitativi, punta alla realizzazione di “WELLBEING CITY”, ovvero a creare delle reali città del benessere.

"Migliorare e assicurare a tutti i residenti dei popolosi centri urbani una migliore qualità della vita", questo è l’obiettivo che progettisti e architetti si sono posti! Ma come? Realizzando, attraverso interventi di progettazione e riqualificazione, un modello abitativo posto al servizio del benessere. Creare una Wellbeing City, amici, è il frutto di un grande lavoro di squadra, portato avanti da una serie di professionisti animati da una seria volontà di costruire città a misura d'uomo. Il tutto attraverso un approccio multidisciplinare su tutti quegli aspetti che possono rendere gli spazi abitativi delle città più vivibili, ovvero città capaci di fornire ai propri cittadini stili di vita più sani e consoni.

Finora le città si sono espanse in modo alquanto frammentario: quartieri spesso scollegati da qualunque altro contesto, senza spazi esterni vivibili e senza i necessari collegamenti. Mai si era pensato prima a collegare case, palazzi e spazi esterni, in cui ogni abitante poteva trovare la sua giusta dimensione. Ora, invece, si cerca di realizzare una città con spazi multifunzione, che non si limiti a creare luoghi esteticamente di qualità, ma anche ampi spazi esterni vivibili, ambienti polivalenti che, nel loro insieme, creano un unicum che apporta non poco benessere.

Amici, le città del futuro prevedono ambienti domestici capaci di coesistere con gli ambienti esterni; spazi comuni che creano aggregazione, capaci di fornire una nuova dimensione al modo di vivere e di intendere la sfera privata, ma allo stesso tempo in grado di garantire l’accesso a tutti quei servizi sociali oggi cruciali per il benessere quotidiano individuale e collettivo. Le future Wellbeing city avranno spazi capaci di offrire un ambiente domestico in cui tutto è centrale e fortemente connesso con l’esterno, ma soprattutto in cui servizi condominiali evoluti coesistono con una vasta gamma di servizi, grazie ad abitazioni edificate in prossimità di zone commerciali, poli sanitari, università, aree ludiche e centri di ricerca.

Una delle prime città d’Italia che ha voluto cimentarsi in questa trasformazione urbana è Milano, dove è già in corso il progetto “UPTOWN”, sorto in un’area strategica nel quadrante nord ovest della metropoli lombarda. Esso si sviluppa in un perimetro di circa 605.000 metri quadrati di area verde, accanto ad alcuni dei più importanti asset della città, come il Campus Universitario e il nuovo ospedale Galeazzi. Il progetto, sviluppato con il proposito di offrire residenze capaci di andare oltre le classiche mura domestiche, intende creare un ampio quartiere residenziale dove lo spazio urbano risulta in sintonia con l’elemento natura, alla luce dei più recenti modelli sociali e culturali che negli ultimi anni hanno plasmato la nuova idea di benessere abitativo.

Le unità abitative sono ubicate in aree esclusive e circondate da parchi pubblici e, oltre a essere completamente a impatto zero, sono dotate di palestra, aree per il coworking, micro nido, servizio conciergerie e aree wellness. Sviluppare ampie zone aperte connesse con l’interno, consente, tra l’altro di soddisfare nuove e più equilibrate connessioni con il mondo del lavoro; con l’avanzare dello smartworking, per esempio, gli spazi domestici dedicati si rivelano spesso insufficienti o poco adatti al contesto professionale, mentre possono essere utilizzati proficuamente gli spazi comuni esterni.

In futuro, stare a casa per lavorare potrebbe essere una libera scelta, un modo di favorire la conciliazione dei tempi lavoro/famiglia, ma anche uno strumento per affrontare emergenze urbane che fino ad oggi hanno faticato a trovare soluzioni”, ha dichiarato Luigi Borré, professore Associato presso l’Università Commerciale 'Luigi Bocconi' e Founding Partner at Pro&Co-Studio Associato. “Fare leva sulle abitazioni e sullo smart working per desincronizzare gli spostamenti delle persone e decongestionare le città non è una mera ipotesi futuristica, ma è una possibilità già oggi alla nostra portata”, ha concluso.

Cari amici, dopo le città alveare, caotiche, inquinate, con gli abitanti privi di qualsiasi piacere e benessere, sembra ora iniziata una nuova era, che intende mettere al primo posto il benessere dei suoi abitanti! Speriamo di vederne presto il risultato!

A domani.

Mario