Oristano 26 maggio 2026
Cari amici,
La SVEZIA, dopo essere
stata per anni una pioniera nel campo della digitalizzazione nelle scuole, ha
deciso di fermarsi, di dire stop. Di recente, ha preso una drastica decisione: tornare
a puntare su libri di carta stampata, di riprendere con la scrittura a mano e l’utilizzo
di materiali stampati. Questa scelta, certamente controcorrente, sta accendendo
un dibattito globale. In realtà appare come una vera e propria “inversione di
marcia”, un cambio di rotta nel proprio sistema scolastico, con una drastica
riduzione dell'uso dei dispositivi digitali a favore dei metodi tradizionali,
come la scrittura a mano e i libri di testo cartacei.
Indubbiamente una
decisione forte, che si concretizza nel 2026, e mira a contrastare il crescente
“ANALFABETISMO DI RITORNO”, oltre al calo delle capacità di
concentrazione e comprensione dei testi on line, osservato negli studenti dopo
anni di digitalizzazione precoce. Questa “marcia indietro”, messa in atto da di
uno dei Paesi più tecnologicamente avanzati del mondo, ha scatenato un
dibattito globale, che ha coinvolto non solo la Svezia ma anche altri stati
nordici come Danimarca e Finlandia, che stanno riconsiderando le loro politiche
digitali.
La Svezia, dunque, è il
primo Paese che decide di fare marcia indietro, nei confronti del dilagare
della digitalizzazione, reintroducendo libri cartacei e quaderni e penne nelle
aule scolastiche. Con lo slogan “från skärm till pärm” (che in svedese
significa “dallo schermo al raccoglitore” (uno slogan che in svedese è ben più accattivante
che in italiano), il Governo di Stoccolma sta smantellando il primato degli
schermi per riportare in auge carta, penne e volumi cartacei al centro della
didattica. Dopo aver imposto l’uso dei dispositivi digitali persino negli asili
nel 2019, la nuova coalizione di destra ha invertito bruscamente la rotta,
stanziando oltre 200 milioni di dollari per riacquistare libri di testo e
imponendo un divieto totale sui dispositivi.
Amici, che la decisione
presa dalla Svezia abbia creato un forte dibattito è di certo una logica
conseguenza: un vero e proprio paradosso geografico, stante il fatto che la
Svezia è una delle nazioni più digitalizzate al mondo! Ora, invece, questa
nazione, pioniera della digitalizzazione, sta scommettendo sul ritorno
all’analogico per salvare i propri studenti da un pericoloso declino
“accademico” che si sta facendo ogni
anno più preoccupante, con prospettive di peggioramento in tempi brevi.
La scelta fatta, amici, non è una
questione di nostalgia, ma una risposta ai preoccupanti dati ricavati dei test
PISA (Il test PISA (Programme for International Student Assessment) è
un'indagine internazionale dell'OCSE che valuta ogni tre anni le competenze di
lettura, matematica e scienze dei quindicenni. Svolto al computer, mira a
misurare la capacità di applicare le conoscenze scolastiche a contesti reali,
fornendo ai Paesi dati per migliorare i propri sistemi educativi.), che hanno
visto crollare le competenze svedesi in lettura e matematica. Come scrive la
BBC, supportato da neuroscienziati del Karolinska Institute di Solna, il Governo
sostiene che gli schermi agiscano come un costante elemento di disturbo,
frammentando l’attenzione e ostacolando la capacità del cervello di elaborare
informazioni complesse.
Per il Governo, supportato
dai migliori specialisti del settore, leggere su carta e scrivere a mano non
sono esercizi obsoleti, ma condizioni necessarie per acquisire conoscenze che
la digitalizzazione sembra aver polverizzato, portando quasi un quarto dei
15enni svedesi a non raggiungere i livelli minimi di comprensione del testo. Le
reazioni, in particolare quelle degli ambienti economici, non si sono fatte
attendere. le aziende tecnologiche, preoccupate che un distacco eccessivo dal
digitale possa minare la competitività economica hanno avuto reazioni alquanto
negative. Anche gli educatori hanno mostrato perplessità, in quanto – secondo loro
- limitare l’accesso alla tecnologia potrebbe lasciare gli studenti impreparati
nei confronti di un mercato del lavoro sempre più digitale.
Cari amici, personalmente
credo che, come in molte altre problematiche, la giusta misura sta nel mezzo. La
svolta impressa dalla Svezia non rappresenta una totale bocciatura della
tecnologia, ma la chiara volontà di ripristinare un giusto equilibrio, limitando gli
schermi alle sole funzioni essenziali, e ridando importanza e vitalità alle basi
cognitive tradizionali.
A domani.
Mario


































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