Oristano 27 febbraio 2026
Cari amici,
Come cambia il mondo! Una
volta anche solo per fare il Maestro di scuola, era necessario un titolo
specifico, così come anche di più per insegnare al Liceo o all’Università, ma a quanto pare,
tutto cambia. Lo scorso 20 febbraio 2026, è stato annunciato ufficialmente che
Luigi Di Maio, ex ministro degli Esteri italiano ed ex leader del Movimento 5
Stelle, è stato nominato “HONORARY PROFESSOR” (professore onorario)
presso il King's College di Londra. Gigino, come è più noto, collaborerà con il
Dipartimento di studi sulla Difesa (Defence Studies Department) della
prestigiosa università londinese, all'interno della facoltà di scienze sociali,
portando la sua precedente esperienza istituzionale.
Nel Regno Unito viene
nominato "Honorary Professor" un personaggio riconosciuto “di alto livello”
che abbia maturato una non comune esperienza in determinati campi. Per Di Maio
la nomina è arrivata durante il suo incarico come Inviato Speciale dell'Unione
Europea per il Golfo Persico. La notizia dell'incarico a di Di Maio ha suscitato un ampio
dibattito, con reazioni contrastanti tra chi ha sottolineato la carriera
politica (da vicepresidente della Camera a Ministro), in possesso, quindi, di
una certa competenza pratica, e chi, invece, ha criticato il prestigioso riconoscimento
accademico, concesso ad una figura senza un regolare percorso di studi
universitari tradizionali.
Sul versante del percorso culturale, ecco –
in sintesi – il percorso di studi del nostro neo professore onorario. Luigi Di
Maio è nato ad Avellino il 6 luglio 1986, ma è cresciuto a Pomigliano d’Arco,
in provincia di Napoli, città d’origine della sua famiglia. Dopo aver
conseguito la licenza media, si è iscritto al Liceo classico "Vittorio
Imbriani" di Pomigliano d’Arco, dove ha conseguito il diploma di Maturità
nel 2004. Successivamente si è iscritto all’Università degli Studi di Napoli
"Federico II": scegliendo prima il corso di laurea in Ingegneria
informatica, preferendo, poi, passare alla facoltà di Giurisprudenza.
Nonostante il periodo
trascorso all’Università, Luigi Di Maio non ha mai conseguito la laurea,
preferendo scendere in campo nel mondo dell’attivismo politico con il Movimento
5 Stelle. Dal 2007 è anche giornalista pubblicista e nel corso della sua vita
ha fatto diversi lavori (webmaster, tecnico informatico, assistente alla regia,
agente di commercio, cameriere, assistente allo stadio San Paolo di Napoli e manovale
per la ditta di famiglia). Amici, nonostante questo zoppicante percorso di
formazione , Gigino Di Maio ha scalato "vertici" che difficilmente riesce a
raggiungere anche chi ha fior di lauree conseguite nel modo tradizionale.
Nel 2013, a soli 26 anni,
divenne il più giovane vicepresidente della Camera nella storia repubblicana.
Poi leader del M5S, vicepremier nei governi Conte I e II, ministro dello
Sviluppo economico e del Lavoro, ministro degli Esteri nei governi Conte II e
Draghi. Ha poi presieduto riunioni G20, negoziato su crisi internazionali,
presieduto il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Oggi, come
rappresentante speciale UE per il Golfo (nomina proposta da Josep Borrell nel
2023, prorogata fino al febbraio 2027 con possibilità di rinnovo), gestisce
dialoghi strategici su energia, sicurezza e relazioni Europa-Golfo in un
contesto geopolitico complesso. La partecipazione a eventi come la Munich
Security Conference e il contributo a think tank internazionali, completano un
profilo di esperto pratico, non teorico.
Cari amici, questa
inusuale, straordinaria carriera ha fatto nascere un’infinità di reazioni, tra
positive e negative. C’è chi gli accredita un “successo meritato” apprezzandone
la concretezza pratica, ma anche chi gli ha rivolto feroci critiche, sottolineando
l’assenza di titoli formali, esprimendo grande delusione per la scelta fatta
del prestigioso ateneo inglese. Eppure, il King's College di Londra ha scelto
il nostro Gigino Di Maio basandosi sull’esperienza reale maturata: crisi
gestite, negoziati condotti, relazioni internazionali costruite. In questo caso
credo che valga sempre l’antico detto “VALE PIÙ LA PRATICA DELLA GRAMMATICA”!
A domani.
Mario






































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