Oristano 8 novembre 2026
Cari amici,
Che il pericoloso
avanzare dell’Intelligenza Artificiale, sempre più autonoma e in grado di
autogestirsi, stia preoccupando non poco gli scienziati è una concreta realtà.
Si, amici, uno di questo personaggi che teme seriamente questo pericolo è il
fisico MAX TEGMARK, svedese trapiantato in USA (nato a Stoccolma il 5 maggio
1967), cosmologo e accademico oltre che professore di fisica al Massachusetts Institute of
Technology (MIT). Particolarmente noto per i sui studi su Cosmologia e
Multiverso, sostiene l’ipotesi dell'Universo Matematico: "la realtà fondamentale
è di natura puramente matematica", e, di conseguenza, la struttura matematica esiste
indipendentemente dalla mente umana.
Studioso di Intelligenza
Artificiale ed Etica, negli ultimi anni ha spostato gran parte della sua
attenzione sull'impatto dell'intelligenza artificiale. È cofondatore e
presidente del Future of Life Institute, un'organizzazione che si occupa
di mitigare i rischi esistenziali legati alle tecnologie avanzate. La sua
convinzione sulla pericolosità dell’I.A. senza controlli, lo ha portato a
dialogare con i membri della Commissione vaticana sull’intelligenza artificiale
presieduta dal cardinale Michael Czerny.
In Vaticano sono infatti
in corso i lavori di un seminario (a porte chiuse) organizzato dalla Pontificia
accademia per la vita assieme al Future of Life Institute, unitamente ad un gruppo di
esperti che arrivano da tutto il mondo. È questo, in realtà, il “secondo tempo”: il primo
si è svolto nel settembre dello scorso anno, quando gli stessi esperti hanno
predisposto per il Pontefice un «Appello» per lo sviluppo dell’AI. Nel
frattempo sono successe moltissime cose: è arrivata l’enciclica Magnifica
Humanitas, si sono scoperti decine di incidenti in cui agenti di
intelligenza artificiale sono entrati in sistemi informatici senza
autorizzazione; e la Casa Bianca ha escluso qualunque forma di controllo
internazionale sulla corsa che considera decisiva per dominare il mondo. In
questo contesto complicato la Santa Sede ha deciso di riconvocare alcuni
esperti per sentire la loro opinione su cosa dovrebbe accadere adesso.
Di questo gruppo di
esperti Max Tegmark è forse la figura più nota: 59 anni, fisico del
Massachusetts Institute of Technology e fondatore, come accennato prima, del
Future of Life Institute, è stato il primo a suonare l’allarme, nella primavera
del 2023, lanciando un appello per una moratoria di almeno sei mesi. Sono
passati invece tre anni e mezzo: che bilancio si può fare di quella lettera
aperta che venne firmata da moltissimi scienziati famosi e da Elon Musk? È
stato un fallimento? «Ricordo perché prendemmo quella iniziativa. ChatGPT era
appena arrivato, tutti dicevano in privato che era pericoloso proseguire su
quella strada ma nessuno aveva il coraggio di uscire allo scoperto. Lo facemmo
noi e oggi penso che sia stato un grande successo anche se non abbiamo ottenuto
la moratoria: ma tutte le persone che erano preoccupate, quando hanno visto
questo elenco di scienziati famosi dirlo, si sono sentite legittimate. Da
allora è diventato socialmente accettabile dire: sono preoccupato».
E come considerare la
firma di Elon Musk, il quale tre mesi più tardi avrebbe lanciato la sua impresa
per vincere la corsa dell’intelligenza artificiale? «Conosco Elon Musk da più
di dieci anni, e potrei dire lo stesso della maggior parte degli altri amministratori
delegati delle aziende che sviluppano AI. Vedo tutta la vicenda come una
tragedia greca. Anthropic, Google, e anche OpenAI: tutte hanno infranto
promesse che avevano fatto. E Elon, Sam Altman, Dario Amodei e Demis Hassabis
sono chiaramente convinti che sia una cosa così pericolosa al punto da non
fidarsi di nessuno degli altri tre. Ogni singolo protagonista è intrappolato in
questo destino: anche se capisce qual è la maledizione, non riesce a spezzarla.
Per questo il resto del mondo deve intervenire e aiutarli a uscire da questa
situazione».
Cari amici, come si fa ad
essere ottimisti in una situazione così pericolosa? Ecco le parole di Max Tegmark: «In realtà sono ottimista.
Negli ultimi tre mesi ho visto più cambiamenti nel discorso politico americano
su questo tema che negli ultimi dieci anni. Ora parlare di perdita di controllo
dell’AI è una discussione su qualcosa che è già successo. Così è arrivato il
movimento pro-umani. Che un anno fa sarebbe sembrato ridicolo. Che cosa vuol
dire, poi, essere pro-umani? Non siamo tutti pro-umani? All’improvviso è
diventata una cosa reale. Il mese scorso a Washington abbiamo tenuto la prima
Pro-Human Assembly. È stato surreale. Ero sul palco e mi è toccato presentare
Bernie Sanders e Steve Bannon. Quasi mi veniva da darmi un pizzicotto per
dirmi: sto sognando? C’è stata una sveglia potentissima. C’è fame di leadership
morale, perché la maggior parte degli argomenti che sentiamo sono motivati solo
dal profitto, o da come dare più potere a questo o a quel Paese. In questo
scenario arriva il Papa che parla invece di qual è la cosa moralmente giusta da
fare. Prevedo che ci sarà un enorme cambiamento».
Amici lettori, come ha confermato
MAX TEGMARK, a giorni Il Papa vola in Argentina, il primo Paese al mondo ad aver
proposto di legalizzare aziende gestite dall’intelligenza artificiale, senza
esseri umani. «Spero che dica al Presidente Javier Milei la stessa cosa che ha
detto a noi. Ha anche detto che "dovremmo puntare a costruire strumenti, non
esseri coscienti o che meritino qualche tipo di diritto". Insomma, oggi si è
collegato in pieno ai dibattiti reali che attraversano la società in questo
momento.
Amici, il pericolo credo
sia concreto, e la paura di certo non manca…
A domani.
Mario















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