Oristano 3 giugno 2026
Cari amici,
Credo che sia successo un
po’ a tutti, di fermarci per strada e non ricordare dove avevamo lasciato
l’auto, oppure di incontrare qualcuno al supermercato e non riuscire a
ricordare il suo nome. In quei momenti ci assale una certa ansia e un po’ di
panico, pensando magari di non essere più perfettamente attivi e in grado di
ricordare come una volta! In realtà non è esattamente così. Il nostro cervello
è un computer straordinario ma particolare, che riesce a gestire quella grande massa
di informazioni di cui siamo in possesso ma in modo selettivo, ovvero
“SELEZIONANDO PER IMPORTANZA”, in modo da avere una maggiore efficienza e non
certo per ragioni di dimenticanza!
Il nostro cervello,
amici, non dimentica, ma opera sempre attivamente con grande efficienza,
selezionando quella miriade di informazioni di cui è in possesso, ma distinguendo
e selezionando, evidenziando prima quelle rilevanti e trascurando quelle meno
importanti. È una selezione messa in atto per non sovraccaricarsi,
privilegiando ciò che più merita. Si tratta proprio di strategia: la nostra memoria
è progettata per scartare i dettagli non necessari e focalizzarsi sul presente.
La sua attività selettiva tiene conto della “Gestione dell'Energia”: Il cervello, essendo
un'entità finita, accantona le informazioni meno importanti per mantenere
l'efficienza!
Per capire meglio questa
straordinaria selezione fatta dal nostro cervello dobbiamo prima comprendere
come funziona la nostra memoria. Essa può essere suddivisa in tre fasi
principali: Acquisizione, Consolidamento e Recupero. Acquisizione:
Quando impariamo qualcosa di nuovo, il cervello registra un’impronta’ di queste
informazioni. Consolidamento: Questo processo avviene durante il sonno
(fra le altre situazioni) e permette di stabilizzare il ricordo. Recupero:
Si tratta dell’abilità della nostra mente di recuperare queste informazioni
quando necessario.
Certo, amici, se è pur
vero che quando non ricordiamo chi è la persona che ci saluta, ci troviamo in
difficoltà, la prima cosa che pensiamo è che il nostro cervello ha delle
dimenticanze, nel senso che non arriviamo a pensare che, invece, trattasi di
una selezione che non è assolutamente negativa! Gli scienziati ipotizzano,
infatti, che trattasi di una strategia evolutiva, in quanto – come prima
accennato - la memoria è progettata per scartare le informazioni ritenute non
rilevanti, permettendoci di vivere nel presente e affrontare le nuove
esperienze senza essere sovraccarichi di dati inutili o poco importanti.
La selezione fatta dal
nostro cervello ha anche finalità protettive nei nostri confronti. Per esempio,
dimenticare certi fatti dolorosi può aiutarci a superare le esperienze negative
vissute. Se ricordassimo costantemente ogni insuccesso o particolari eventi
traumatici, la nostra salute mentale potrebbe risentirne enormemente. Bene,
amici lettori, ora che abbiamo capito perché capita che dimentichiamo, ci
domandiamo: cosa possiamo fare per cercare di migliorare la nostra memoria
quando ci serve? Ecco alcune strategie suggerite dalla ricerca scientifica.
Partendo dal presupposto
che il nostro cervello accantona le cose meno importanti per non trovarsi
“troppo impegnato e affaticato”, sta a noi aiutarlo a rilassarsi e avere,
quindi, più possibilità di ricordarci le cose. Sono diverse le cose che
possiamo mettere in atto per sostenerlo. La prima è riposare perfettamente, con
un sonno di qualità. Non è un caso che si dica che una buona notte di sonno
“aggiusta” tutto. Dormire adeguatamente è fondamentale per il consolidamento
della memoria. Gli studi dimostrano che persone che dormono a sufficienza sono
in grado di ricordare informazioni meglio rispetto a chi soffre di privazione
di sonno.
Un altro valido aiuto al
nostro cervello può arrivare dall’alimentazione e dall’attività fisica svolta. Mantenere
uno stile di vita sano è cruciale per la funzione cerebrale. Una dieta ricca di
antiossidanti, acidi grassi omega-3 e vitamine, è associata a una memoria più
acuta. Inoltre, l’attività fisica regolare migliora il flusso sanguigno al
cervello, favorendo la salute neuronale. Possiamo anche dare ulteriore aiuto
attivando delle “Tecniche di memorizzazione. Vari metodi possono aiutare nel
recupero delle informazioni, come la ripetizione spaziale, che consiste nel
ripassare le informazioni a intervalli crescenti. Anche le tecniche mnemoniche
visive e verbali possono essere estremamente efficaci.
In ultima analisi, amici
lettori, non dimentichiamo che, purtroppo, può anche succedere che il nostro
cervello possa arrivare ad un “Declino cognitivo”. Distinguere tra dimenticanza
normale e declino cognitivo è fondamentale. Mancanze di memoria frequenti e
persistenti possono essere un segnale di disturbi più gravi come l’Alzheimer.
Se arriviamo a sospettare che le dimenticanze vadano oltre la norma, il
consiglio è quello di consultate un medico per un’analisi più approfondita.
Cari amici, anche il “dimenticare”
fa parte della natura umana, per cui ciascuno
di noi dovrebbe arrivare ad applicare le diverse strategie che possono aiutare
a mantenerci su un percorso mentale più efficiente. La chiave sta nell’adottare
abitudini che promuovono la salute del nostro cervello, perché, alla fine,
anche il cervello ha bisogno della sua dose di cura e attenzione!
A domani.
Mario















































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