Oristano 7 FEBBRAIO 2026
Cari amici,
Le fasi della vita umana
sono costituite da tappe, tutte importanti: c’è l'infanzia, la fase di
preparazione iniziale, poi l'adolescenza, che completa la formazione, e infine
si arriva alla maturità lavorativa, che consente quella realizzazione socio
economica che tutti si aspettano. Qualunque sia l’attività svolta, poi, essa culmina
nella fase finale, quella delle PENSIONE. È questa una fase particolare,
oserei dire riflessiva, che può essere vissuta in molti modi: da un relax
assoluto a quello di “un nuovo inizio”, di un nuovo impegno, capace di dare
corpo a quei sogni che magari, per tante ragioni, non si sono potuti realizzare
a tempo debito.
Il momento in cui arriva
il “PENSIONAMENTO” rappresenta una tappa molto importate nella vita di tutti
noi, un momento che, come accennato prima, viene vissuto in modo diverso da ciascuno di noi; può
essere un traguardo agognato, uno spauracchio, un’occasione per ripensare alla
propria vita e rimettersi ancora in gioco; è un passaggio molto importante, vissuto
anche, psicologicamente, con una certa crisi, dovuta al radicale cambiamento delle
abitudini durate tanti anni. Insomma, amici, è un momento particolare, che il nostro
cervello vive con tanta ansia e preoccupazione.
Si, nel nostro cervello
scatta una rielaborazione delle nostre abitudini consolidate, e, la prima
considerazione che gli specialisti fanno è che «il pensionamento è
considerato a livello psicopatologico un momento di grande stress che può
aumentare in maniera decisiva il rischio di patologie depressive in persone
predisposte», come ha avuto modo di spiegare al Corriere Salute
il professor Giancarlo Cerveri, psichiatra, Consigliere della Società Italiana
di Psichiatria.
Come conferma il
professor Giancarlo Cerveri, il pensionamento viene vissuto in modo differente dai
diversi soggetti; non è un evento uniforme, nel senso che presenta profonde
differenze di ordine psicopatologico, anagrafico e sociale, da cui dipende il
successivo periodo ancora da vivere. Le possibili variabili in gioco possono
influire, infatti, sul futuro del “Pensionato”: «Tutto si gioca con la capacità
di adattamento che un soggetto riesce a mettere in campo nei momenti di
cambiamento», afferma lo psichiatra.
Il nuovo percorso che
verrà intrapreso deriva molto anche dal tipo di lavoro svolto: se l’occupazione
precedente era gravosa dal punto di vista fisico, oppure, al contrario, era un
lavoro qualificato con maggiore libertà e soddisfazione personale. «I soggetti
coinvolti in queste due tipologie di lavori hanno una modalità alquanto diversa di affrontare il
pensionamento - osserva Cerveri -: mentre per i primi la fine del lavoro offre
un profondo alleggerimento rispetto a tutta una serie di sollecitazioni di
stress sentite come particolarmente gravose (anche per l'avanzare dell'età),
per gli altri il pensionamento rappresenta una perdita di identità e
gratificazioni».
Ci sono anche differenze
di genere nel modo in cui si vive il distacco dal lavoro: «Da un punto di vista
psichiatrico i problemi che seguono il momento del pensionamento riguardano più
frequentemente gli uomini - afferma Cerveri -, soprattutto le persone che hanno
avuto un percorso lavorativo di grande successo, poi, andati in pensione, non
riescono ad adattarsi; questo produce quadri depressivi particolarmente
intensi, anche resistenti ai trattamenti farmacologici». Per le donne, da
sempre impegnate anche in casa, il passaggio alla pensione risulta meno
traumatico. Anche l’età anagrafica
può influire in maniera positiva o negativa, nella fase successiva del proprio
progetto di vita: «Più precocemente si va in pensione maggiore è l'energia che
una persona ha a disposizione per costruirsi una vita alternativa - chiarisce
Cerveri -. Molto spesso le persone che vanno in pensione tardi sono anche
quelle che hanno investito di più nella carriera. Insomma, tutto si gioca con
la capacità di adattamento ai cambiamenti, sia nell’uomo che nella donna.
Amici, quale il consiglio migliore che si può dare per arrivare preparati alla pensione? In fondo la data del
pensionamento non arriva all’improvviso e la si conosce un bel po’ di tempo
prima! Il segreto sta nel “prepararsi per tempo” alla vita che si andrà
a condurre dopo il pensionamento. Ciascuno di noi, in particolare in età giovanile,
ha cavalcato dei sogni, la gran parte dei quali non si sono potuti realizzare. Ecco
prepararsi qualche tempo prima di andare in pensione, elaborando la realizzazione
di uno di questi sogni è indubbiamente la scelta migliore!
Cari amici lettori, io ho
già vissuto questa esperienza molti anni fa! Pur essendomi realizzato nella
vita in maniera economicamente eccellente, avrei voluto viverla in altro modo,
ovvero facendo il lavoro dei miei sogni. Quando a 57 anni mi ritrovai
pensionato, ripresi in mano la mia vita e cercai di realizzare quel bel sogno
cullato fin da bambino e che purtroppo non si realizzò: occuparmi di comunicazione! Tornai sui banchi
dell’Università alle soglie dei 60 anni e coronai il mio sogno: oggi, dopo aver
frequentato con successo (… e con lode) i corsi di laurea in Comunicazione, Giornalismo e Politiche
Pubbliche, oggi da giornalista pubblicista collaboro con 2 giornali, ho il mio blog
dove scrivo tutti i giorni, e fino ad oggi ho scritto e pubblicato 14 libri…. Sapete
una cosa? Sono davvero felice di questa nuova vita e voglio continuare!!!
A domani.
Mario


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