Oristano 4 marzo 2026
Cari amici,
L’idea di trovare un
sistema per non dipendere totalmente dal denaro contante nacque negli USA nel
1950. A ideare il giusto marchingegno fu un certo Frank McNamara. Un giorno l’uomo, trovandosi
in difficoltà dopo aver dimenticato di portarsi appresso il contante per pagare una cena importante, iniziò
a pensare ad un metodo di pagamento universale che potesse consentire di pagare
acquisti e servizi senza l’uso del contante. L'obiettivo era quello di eliminare
il disagio di trasportare sempre con se il denaro necessario, ipotizzando un
particolare sistema per poter pagare ristoranti e servizi in modo semplice e
veloce.
Dall’idea di Frank
McNamara nacque la prima “CARTA DI CREDITO”: nel 1950 nacque il "Diners
Club", accettato inizialmente in 27 ristoranti di New York, basato su un
cartoncino che garantiva il pagamento. Nel 1958 la Bank of America lanciò la BankAmericard (poi Visa) a
Fresno, in California, che fu la prima, vera carta "generalista", realizzata in plastica. La
diffusione di massa avvenne negli anni '60 con l'introduzione della banda
magnetica e la nascita di circuiti internazionali come MasterCard. Ma vediamo
il concreto funzionamento di queste “Carte” sostitutive del contante.
Per poter erogare denaro
le Carte hanno necessità di una macchina (il Bancomat), che funzioni senza
intervento di impiegati, e, per poter prelevare, di digitare un apposito codice
che ne legittima il titolare. L’inventore di questo codice fu, nel 1967, lo
scozzese John Shepherd-Barron, che progettò il primo bancomat della
storia, che fu installato per la Barclays Bank. Indubbiamente l’idea del codice era
rivoluzionaria: permettere alle persone di prelevare contanti senza
l’intervento di un impiegato e a qualsiasi ora del giorno o della notte era una novità assoluta! Insomma,
una vera e propria rivoluzione!
Seppure in apparenza
tutto appaia facile, c’era un problema fondamentale da risolvere: come
identificare con certezza l’utente in modo sicuro e pratico? Indubbiamente fornendo, per l’utilizzo, un codice numerico. Ma, composto come e a quante cifre? 6 o 4 CIFRE? Inizialmente,
Shepherd-Barron era convinto che un codice di 6 cifre fosse il giusto
compromesso tra sicurezza e protezione contro le frodi. Era un codice ispirato
al proprio numero di identificazione militare, composto proprio da sei
caratteri.
Prima di standardizzare
il sistema, però, Barron fece una prova molto semplice: chiese a sua moglie Caroline
di memorizzare diversi codici numerici. Il risultato fu sorprendente. Caroline
riusciva a ricordare i codici a 6 cifre solo per breve tempo. Dopo pochi
minuti, però, ricordava con certezza solo le prime 4 cifre, mentre le altre
diventavano confuse. Quella osservazione sul comportamento della moglie portò John
Shepherd-Barron a una conclusione fondamentale: per essere adottato su larga
scala, un sistema tecnologico deve essere intuitivo, facile da usare e ricordare, e quindi non
frustrante.
La scelta di un codice di
4 cifre fu giustificata dal fatto che un codice troppo lungo avrebbe causato: errori
frequenti, blocchi delle carte, frustrazione negli utenti e rifiuto della
tecnologia. Per questa ragione Shepherd-Barron prese una decisione cruciale:
adottare il codice a sole 4 cifre, che così divenne lo standard. Si, uno
standard che ha resistito a lungo nel tempo, davvero in modo sorprendente, tanto
che è ancora in uso oggi! Basti pensare che a tutt’oggi miliardi di persone nel
mondo utilizzano ogni giorno un PIN di 4 cifre.
Cari amici, è pur vero
che alcune banche (come in Svizzera) ora usano PIN a 6 cifre, dato che i sistemi moderni
aggiungono ulteriori livelli extra di sicurezza (chip, limiti, antifrode, etc.),
ma la struttura base è rimasta fedele a quella scelta iniziale. Certo, è curioso,
addirittura affascinante, pensare che una delle decisioni tecniche più
importanti della storia finanziaria moderna, che protegge il denaro di miliardi
di persone nel mondo, sia nata da una conversazione informale tra Shepherd-Barron, a colazione con sua moglie, in una casa scozzese qualunque, per verificare la capacità di
memorizzazione di una donna!
A domani, amici lettori.
Mario





















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