Oristano 9 maggio 2026
Cari amici,
La Sardegna è una terra
unica e straordinaria! Abitata fin da tempi antichissimi, è oggi un immenso museo a
cielo aperto, con migliaia di nuraghi, betili, monumentali tombe di Giganti e
Domus de Janas. Un patrimonio in parte visibile all’esterno, anche se il suo
fascino più arcaico si nasconde addirittura nel sottosuolo. Le Domus de
Janas appellativo sardo delle antiche sepolture, termine che letteralmente tradotto
significa “case delle fate”, sono tombe ipogeiche preistoriche, scavate nella
roccia viva tra il V e il III millennio a.C.. Un patrimonio immenso, quello
lasciatoci dai nostri antenati, che merita di essere ulteriormente valorizzato.
Nel luglio 2025, queste straordinarie testimonianze pre-nuragiche sono entrate
ufficialmente nel Patrimonio Mondiale UNESCO, all'interno del sito seriale
"Arte e architettura della Sardegna preistorica”.
Le recenti nuove scoperte,
in particolare fatte da appassionati, continuano, e di recente alcune ”Domus de
janas". Sono state rinvenute casualmente nel sottosuolo, nascoste per
millenni alla vista. Una di queste ultime scoperte è avvenuta per merito di due
appassionati di archeologia, Giorgio Fenu e Denise Diana, marito e
moglie di Iglesias, che pubblicano le loro scoperte su Facebook dove contano
oltre 52mila follower. Giorgio e Denise vanno in giro per l’isola a scoprire in
modo certosino i numerosi siti archeologici, raccontando, poi, le loro scoperte
sui social, dove contano migliaia di appassionati.
Ebbene, di recente, quasi
per caso, i due si sono imbattuti, nella zona di Sassari (a PONTE SECCO), calandosi
un anfratto nascosto da rovi e sterpaglie, in una grande Domus de Janas. Per
chi, come loro, ha l’occhio esperto, abituato a perlustrare il mondo sotterraneo, è bastato
un attimo per capire che poteva trattarsi di qualcosa di magnifico e importante
per la storia archeologica della Sardegna. Giorgio ha capito subito che in
quell’anfratto si nascondeva qualcosa di molto importante, tanto da fargli
esclamare: «Cari amici qui non saprei davvero da dove cominciare, forse
questa è la città sotterranea ipogeica più grande della Sardegna mai ritrovata,
grande quasi come quella di Alghero».
Con l’aiuto della moglie
Denise, che con la telecamera del telefono puntata sul marito filmava il
rinvenimento, Giorgio Fenu ha poi potuto mostrare e raccontare ai suoi fans quello
che per lui era un sito archeologico incredibile: «Stiamo entrando in un mondo
sotterraneo di una necropoli che è gigantesca, forse una delle più grandi».
«Guardate le dimensioni di questa necropoli» - ha raccontato Fenu ai followers
- «Abbiamo celle un po’ ovunque, siamo intorno ai 100 metri quadri di tomba con
pilastri di grandi dimensioni».
Amici, per la coppia
amante dell’archeologia si tratterebbe di una «incredibile necropoli con
protome rovesciata, scolpita con la tecnica in rilievo su parete frontale
all’ingresso. Giorgio ha poi continuato
ad informare i followers: «Non è una Domus de Janas molto comune; questa tomba
è stata certamente catalogata dalle Università negli anni Ottanta, ma poiché si
trova all’interno di una proprietà privata, forse bisognerebbe trovare un modo
per renderla fruibile». Poi precisa ancora: «In Sardegna le Domus de janas sono
migliaia: andrebbero tutte salvaguardate. Anche questa andrebbe svuotata e
tutelata trovando un accordo col proprietario, magari facendo un corridoio di
passaggio per renderla fruibile agli appassionati di archeologia e dunque anche
ai turisti perché c’è sete di cultura».
«L’incredibile Domus de
janas – scrive ancora Giorgio sulla sua pagina Facebook – custodisce al suo
interno scolpite a rilievo sul pilastro centrale le rarissime protomi
Spiraliformi, segno di forza e di virilità; oltre a delle protomi taurine
scolpite sopra l’ingresso, lunghe circa 50 centimetri. Questa singolare domus
de janas risulta completamente interrata ed è difficilissimo entrarci, ed è
unica in Sardegna».
Cari amici, voglio fare
da questo mio blog un grande plauso a
GIORGIO FENU E DENISE DIANA, per il loro amore per la nostra isola e per la
loro determinazione nel migliorare la conoscenza della nostra antica e preziosa
storia! La Sardegna avrebbe bisogno di molti altri come loro! Ecco il loro
recente appello: «Il destino di questa favolosa necropoli è nelle mani del
proprietario del fondo, basterebbe sensibilizzarlo a edificare un colletto in
pietre intorno per evitare che ancora altra terra precipiti all’interno della
domus, coprendola definitivamente». Grazie, amici lettori, della Vostra
attenzione!
A domani.
Mario

























.jpg)






























