Oristano 25 aprile 2026
Cari amici,
Il ruolo svolto dai nonni
nell’educazione dei propri nipoti è non solo pregevole e di grande aiuto per i
genitori, ma da considerarsi addirittura fondamentale dal punto di vista
educativo. In sintesi, essi portano alle nuove generazioni la loro esperienza,
i loro valori, le loro tradizioni, consolidando così la memoria storica della famiglia di appartenenza. Questo
straordinario ponte tra generazioni è in grado di offrire, alle nuove generazioni, un valido supporto
emotivo e un concreta sicurezza e stabilità, arricchendo in questo modo la
positiva crescita dei nipoti, e, allo stesso tempo supportando i genitori,
ancora molto impegnati nel lavoro, nella necessaria, doverosa formazione dei loro figli.
Si, amici, la funzione
dei nonni è basilare, di grande validità anche come “capaci mediatori” nei possibili conflitti familiari. Il rapporto Nonni/Nipoti si
basa su una “particolare complicità”, fatta di affetto e anche di piccole
trasgressioni innocue, che, però, non arrivano quasi mai a scavalcare il ruolo
educativo dei genitori. Essi riescono a “smussare gli angoli” nelle relazioni
familiari Genitori/Figli, contribuendo in questo modo ad aiutare i nipoti ad
elaborare positive emozioni. I nonni non solo trasmettono, ma sostengono lo
sviluppo cognitivo e intellettivo dei loro nipoti; la loro presenza è cruciale
anche in ambito scolastico e formativo, rafforzando la continuità educativa.
La funzione svolta dai
nonni, dunque, risulta della massima importanza durante la crescita dei nipoti,
ma è anche una funzione molto delicata, nella quale, spesso, si può cadere in errore,
creando fratture difficili da sanare. Il vero ostacolo, nella relazione tra
nonni e nipoti adolescenti, è spesso il giudizio implicito che i nonni, figli
di un’altra generazione, che può creare fratture insanabili. Il nonno, per esempio,
che commenta “ai miei tempi si stava fuori tutto il giorno senza fare queste
cose”, non sta solo esprimendo nostalgia: sta, involontariamente, squalificando
il mondo di suo nipote, appartenente ad una generazione molto diversa!
In questi casi il nipote
si comporta sbuffando, messo davanti a sistemi di vita del passato che non
condivide, e, la sua presa di posizione, altro non è che la difesa della
propria identità, che non accetta confronti con il mondo del passato, alquanto diverso. L’intervento
del nonno allora lo percepisce come una critica velata. I nonni, spesso, tendono a
interpretare i nuovi sistemi di vita come degrado, non come evoluzione. I
nipoti, invece, tendono a interpretare i valori dei nonni come retaggi del
passato, limitazioni fuori luogo, non come risorse. Due visioni che si scontrano pericolosamente.
La trappola in cui,
spesso, cadono molti nonni è quella di forzare il dialogo, imponendo senza cercare
il dialogo; magari fingere interesse per il loro mondo senza conoscerlo, in
quanto a loro noto solo “per sentito dire”. I ragazzi lo percepiscono immediatamente e lo
trovano alquanto imbarazzante. Ciò che funziona tra nonni e nipoti è il dialogo
autentico: la curiosità vera. Ecco qualche esempio. Se un nonno vuole sapere
dal nipote notizie su “TIK TOK”, non dovrebbe rivolgersi dicendo “ma cos’è
questo TikTok?”, ma chiedere con curiosità: “mostrami cosa guardi, voglio
capire cosa ti piace”. La differenza è sottile ma radicale.
Nel primo caso si parte
dall’idea che ci sia qualcosa di strano da spiegare. Nel secondo si parte
dall’idea che il nipote abbia qualcosa di interessante da mostrare che lui non
conosce. Gli adolescenti rispondono positivamente agli adulti che dimostrano
interesse genuino e curiosità per la loro vita, anche quando questi adulti non
condividono i loro gusti. Quello che cercano negli adulti non è un’approvazione
incondizionata, ma un vero rispetto per la propria visione del mondo.
Cari amici, senza questi
accorgimenti, senza questa elasticità che possiamo definire “rispetto reciproco”, la
relazione tra nonni e nipoti prima vacilla e poi cade de tutto. La mancanza di sintonia
è il segnale che qualcosa nel necessario dialogo si è inceppato. E mentre i
nonni pensano che le nuove generazioni sono ben lontane da quelle di una volta,
dall’altra parte, i ragazzi spesso descrivono i nonni come “quelli che non
capiscono niente” o “che vivono in un altro mondo”. Entrambi pensano di avere
ragione, almeno in parte, ma entrambi stanno perdendo qualcosa di prezioso.
A domani.
Mario


































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