Oristano 12 marzo 2026
Cari amici,
L’assetto globale del
mondo, rimasto praticamente fermo, sopito, per circa 70 anni, si sta radicalmente modificando.
Le diverse, pericolose guerre in atto, dove si combatte su più fronti, hanno già
allertato diverse nazioni che già si preparano a difendersi da eventuali
attacchi. Si, amici, in risposta ai pericolosi mutamenti dell'ordine mondiale e
alle crescenti tensioni esistenti negli Stati d’Europa, ci si prepara al riarmo difensivo. LA CROAZIA è la prima
nazione che ha ufficialmente reintrodotto il servizio militare obbligatorio,
con decorrenza praticamente immediata! A partire dallo scorso 9 marzo, dopo 17 anni
di sospensione (la leva era stata abolita nel 2008), il richiamo alle armi è
stato ufficialmente reintrodotto.
La Croazia, che aderisce
alla NATO dal 1º aprile 2009 e dal 1º luglio 2013 è il 28º membro dell'Unione
europea, ha, dunque, già iniziato a mettere in atto il suo piano protettivo,
reintroducendo la “Leva obbligatoria”. La decisione è stata presa dal Governo,
con l’obiettivo primario di rafforzare la sicurezza nazionale. Lo scorso 9
marzo le prime 800 reclute hanno iniziato l’addestramento in tre caserme
militari predisposte per il nuovo programma. Il servizio riguarda i giovani croati che compiono 19 anni, e prevede due mesi di addestramento militare di
base.
Il piano, in precedenza
già approvato dal Parlamento nell’ottobre del 2025, stabilisce che i ragazzi
svolgano un periodo di formazione militare iniziale di due mesi. Al termine
dell’addestramento entreranno nella riserva dell’esercito croato fino ai 55
anni. Ogni anno saranno formate circa 4mila reclute, che riceveranno un
compenso mensile di circa 2.200 euro durante il periodo di servizio. La leva riguarda giovani tra i 19 e i 30 anni, anche se l’obbligo è pensato
principalmente per chi compie 19 anni nel corso dell’anno. Quanto alle donne,
esse non sono soggette all’obbligo, ma potranno comunque partecipare su base
volontaria.
La Costituzione croata
garantisce anche la possibilità di obiezione di coscienza. Chi decide di non
svolgere il servizio militare potrà scegliere tra due diverse alternative: tre
mesi di formazione nella Protezione civile, oppure quattro mesi di attività
presso Enti locali o regionali, senza compenso. Secondo i dati del Ministero
della Difesa, per il momento solo una decina di giovani ha scelto una di queste
due opzioni. La decisione di reintrodurre la leva è stata motivata non solo per
la necessità di prepararsi a fronteggiare possibili minacce alla sicurezza
nazionale, ma anche per contrastare i crescenti attacchi informatici, minacce
ibride e calamità naturali, considerate sempre più frequenti.
Amici, negli ultimi anni
anche altri Paesi europei come Francia e Germania, tra cui anche l’ITALIA,
stanno valutando il ritorno a forme di servizio militare obbligatorio, considerato l'attuale contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche. il Ministro
della Difesa Guido Crosetto sta predisponendo un disegno di legge da
presentare al Consiglio dei Ministri, per introdurre il “Servizio
militare volontario”, necessario per rinforzare le Forze Armate attualmente
carenti di organico. Rinforzo necessario non solo per il possibile rischio di
un conflitto armato, ma anche per fronteggiare gli attacchi cyber giornalieri
che colpiscono il nostro Paese.
Il Ministro Crosetto,
infatti, ha posto la CYBERSICUREZZA al centro della strategia nazionale. Di
recente è stato pubblicato un “Non-paper” contenente un piano operativo volto a
rafforzare la resilienza del Paese nel dominio cibernetico. Per fronteggiare la
guerra ibrida, il Ministro prevede nuovi investimenti sia a livello
organizzativo sia di personale: i cosiddetti “cyber soldati” dovrebbero contare
tra le 5.000 e le 15.000 unità. La realtà attuale, amici, è che nessuno finora era preparato ad
operare nella realtà che stiamo vivendo oggi. Per questo motivo, il Ministro
ritiene che l’unica via per l’Italia sia coinvolgere il maggior numero
possibile di esperti, affiancando alle Forze Armate i professionisti dei
diversi settori, pronti a mettere a disposizione le proprie competenze.
Cari amici, che ogni
nazione debba sempre essere pronta, preparata a garantire nel modo migliore la
difesa nazionale è una necessità inderogabile. La difesa della patria riguarda
tutti, e i nostri giovani non debbono dimenticare che la Leva Militare obbligatoria in
Italia non è stata mai abolita, ma solo “Sospesa”, con la Legge del 23 agosto 2004,
n. 226, variando la modalità di arruolamento. Ora, una volta approvata la nuova
norma, la “Nuova Leva” sarà operativa su base volontaria, formata da circa 10.000-15.000 giovani,
che costituiranno una riserva ausiliaria, di supporto agli attuali, carenti
organici. Insomma, quello ipotizzato è un modello volontario/incentivato, e non un
vero e proprio ritorno alla "naia" obbligatoria per tutti. Chissà come andrà a finire!
A domani.
Mario

































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