Oristano 30 aprile 2026
Cari amici,
Chiudo i post di aprile riflettendo su un argomento che ogni giorno che passa fa più tristezza: la vera ricchezza è sempre di più in poche mani, mentre aumenta lo stuolo dei poveri! Il mondo diventa sempre più iniquo! Si, è proprio vero, c'è chi fortunatamente
nasce ricco, nel senso che i genitori erano già ricchi, e chi, poi, riesce a
diventarlo. Chi, con capacità ed ingegno, riesce a diventare ricco, una volta arrivato alla ricchezza, ha
comportamenti alquanto diversi: c'è chi la “OSTENTA”, chi la “NASCONDE”, e c’è anche chi se ne VERGOGNA.
Insomma, essere ricchi, ovvero avere molto di più di quello che sarebbe
necessario per vivere, ha diversi modi comportamentali, nel senso che applica diversi sistemi per convivere con i soldi.
La ricchezza, amici, è davvero vissuta in tanti modi diversi, tant’è che chi
osserva da fuori, impara presto a distinguere un ricco dall’altro.
Si, amici, La ricchezza è
un fenomeno complesso che va ben oltre la disponibilità economica, influenzando
profondamente la psicologia e il comportamento sociale. Come prima evidenziato,
l'atteggiamento verso il denaro si divide principalmente in tre categorie: chi
lo ostenta, chi lo nasconde e chi se ne vergogna. Sono davvero tanti i modi in
cui i ricchi vivono la loro fortunata vita, con curiose posture, codici comportamentali
e innumerevoli manie dettate della ricchezza; c’è chi vive l’abbondanza con fastidio,
e chi, invece, gode della sua forza, che consente di togliersi ogni desiderio.
La ricchezza, amici, non
è qualcosa nata nei nostri tempi, ma è di antica origine, perdendosi nella
notte dei tempi. Nell’antichità Faraoni, Re e imperatori, con il vasto seguito
di potenti al loro servizio, accumulavano grandi ricchezze, mentre il popolo che amministravano produceva
per loro in schiavitù. Col passare dei secoli, una parvenza di equità riuscì a mitigare
la distribuzione della ricchezza, ma per quanto si osanni la DEMOCRAZIA, oggi
come ieri c’è chi è enormemente ricco e chi fatica a sfamare la famiglia. Come
ben scisse Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne "Il Gattopardo", per mantenere lo Status Quo, "Bisogna
cambiare tutto per non cambiare niente",
Quanto alle varie facce
della ricchezza, come prima accennato, ne abbiamo davvero di semplici ma anche
di molto curiose, che vanno da chi è nato ricco a chi, invece, lo è diventato nei
modi più particolari. Vediamo, dunque, con grande ironia, i diversi
comportamenti adottati dagli attuali “RICCHI”, sia quelli di nascita che quelli
arrivati alla ricchezza per le favorevoli, successive occasioni. Dal ricco di
nascita al “PARVENU”, i comportamenti adottati sono davvero interessanti e
curiosi!
Partiamo da “CHI NASCE
RICCO”. Per questi privilegiati il denaro non è nulla di strano. Loro lo vivono
in modo sobrio, per loro i soldi abbondanti sono pane quotidiano. Si potrebbe
dire che nemmeno vivano con gioia la loro bella vita, perché semplicemente nati
ricchi. Essi vivono la ricchezza con naturalezza, in modo gentile, sobrio, tant’è
che, spesso, sono delle piacevoli persone. Sono anche attenti, comprano con
molto tatto, e seppure vivono in ville o case esageratamente belle, la loro non
è una ricchezza esibita.
Arriviamo al “PARVUNU”.
Il termine parvenu dal francese parvenir "pervenire, arrivare")
indica una persona di umili origini che ha ottenuto rapidamente un elevato
status economico o sociale, senza tuttavia acquisire lo stile, la cultura o i
modi adeguati al nuovo ceto. È spesso usato con disprezzo come
"arricchito" o "arrampicatore sociale. Per questi il denaro,
considerato che se lo sono dovuto sudare, appare come una manna da esibire, tant’è
che viene vissuto in un’atmosfera frizzante. La gente arricchita ci tiene
all’epopea personale del far soldi, e quindi addio leggerezza. Il
parvenu-plutocrate ha bisogno di esibire, di raccontare la propria formidabile
ascesa.
Il denaro accumulato in
realtà non lo fa rilassare! Semplicemente perché ogni acquisto, ogni successo,
in lui conserva qualcosa della rivincita. C’è una specie di fervore molto
volgare, il denaro (che prima doveva solo assolvere la funzione di: comprare)
smette di essere elastico ed è caricato di un significato ulteriore: deve anche
certificare una persona che ha avuto successo. Per questo il Parvenu-Plutocrate
tende sempre, più o meno consapevolmente, a sovra-interpretare il proprio
benessere leggendolo come merito. Per questa sua insicurezza si circonda di
cose sbagliate: mogli vistose, macchinone, orologi di grande marca, costosi abiti
su misura fatti troppo accuratamente.
Amici, c’è anche, come
accennato prima, chi del molto denaro accumulato se ne vergona. Si, questi sono i “QUIET
LUXURY” o Sobri-per-calcolo. Da un lato ci tengono a sembrare di quel mondo,
ricchi, eleganti, ma esibendo austerità. A volte viene loro tanta voglia di postare
dalla barca, dall’hotel di lusso, per ostentare le loro piccole vittorie di
classe, ma si trattengono, perché sarebbe una macchia di unto nel loro curriculum.
Il problema, però, è che non hanno stile, perché non capiscono il momento in
cui si può esagerare, che è il corredo di chi ricco lo è di nascita; inutile
comprare Loro Piana chiari, non tingersi i capelli, non farsi troppa piega
liscia dal parrucchiere, arredare casa con l’incredibile divano design; inutile
indossare vesti che non si possiedono! Basterebbe la sincerità: dire
pubblicamente e senza nascondimenti: “Io i soldi li ho fatti, e allora??”
Cari amici, non so Voi, ma a me questo mondo appare proprio strano, e anche mi infastidisce… la mia mente pensa che una maggiore equità, non guasterebbe!!
A domani.
Mario



















































