Oristano
29 maggio 2019
Cari amici,
Il desiderio dell’uomo di
rappresentare e tramandare le sensazioni che provava, di esternare agli altri,
in particolare a quelli che sarebbero venuti dopo di lui, le emozioni e le
bellezze del creato, risale agli inizi della sua vita sulla terra. L'arte
rupestre, che noi oggi possiamo osservare con tanta curiosità e ammirazione in grotte ed
anfratti dove l'uomo primitivo si riparava, si è magicamente conservata nel tempo, rivelandoci
con le sue meraviglie il grande desiderio di voler lasciare
una traccia di se ad uso e consumo delle generazioni successive.

Su questa strada l’uomo
ha continuato tempo per tempo, perfezionando sempre di più il modo di
trasmettere le sue emozioni. Col passare dei secoli e dei millenni Egli ha
cercato di perfezionare sempre di più le tecniche pittoriche, arricchendole enormemente,
arrivando ad offrire ai giorni nostri opere realizzate in una miriade di forme espressive, utilizzando i mezzi più svariati, mettendo su diverse scuole di pensiero, inventando sempre nuovi stili e innovative tecniche di realizzazione.

Questa forma d’arte, originariamente di
matrice religiosa, nacque come “decorazione d'altare", e la sua struttura "richiudibile” era in funzione di particolari esigenze; le due ante laterali, infatti, incernierate a quella centrale, avevano lo scopo di coprire la figura al centro del trittico quando era
in posizione chiusa. L’invenzione, legata sicuramente ad esigenze liturgiche (e forse anche
di trasporto), aveva la funzione di "celare" l'immagine principale, che veniva mostrata al
pubblico solo in determinate circostanze. Col passare del tempo il trittico
si diffuse anche in altri contesti, uscendo dal campo religioso e diventando una semplice opera d’arte realizzata in
tre scomparti, non necessariamente chiudibili.
Amici, i trittici di cui voglio
parlare specificatamente con Voi oggi sono quelli realizzati, in un lungo arco di tempo, dal
caro amico Roberto Cau, personaggio noto anche come ‘Editore artigianale di libri pregiati’ con la sua Casa editrice EPDO. Siamo in tanti ad aver utilizzato la sua competenza e la sua bravura per realizzare le opere di cui siamo stati autori! Roberto, infatti, uomo
eclettico e di multiforme ingegno, si è cimentato in diverse forme d’arte,
anche se, fin da bambino, due in particolare sono state le sue "grandi passioni": quella per
la pittura, espressa nella particolare forma d'arte del trittico, e la passione per lo scarabeo, lo straordinario amuleto
egizio, che ha riprodotto in innumerevoli opere, realizzate in un’infinità di materiali e forme.

L’eclettismo di Roberto è a 360 gradi, spaziando dalla pittura alla scultura, dallo scrivere allo stampare, trovandosi sempre a suo agio nella
rappresentazione del mondo che lo circonda. Una passione la sua diventata nel tempo "contagiosa", avendo creato intorno a se un gruppo di "amici" con i quali cercare di fare cultura, in una città, Oristano, che possiamo definire, ricordando il passato, come una "bella addormentata".
Nei suoi meravigliosi trittici, opere d'arte davvero straordinarie, Roberto, paesaggista figurativo, riesce a trasmettere in modo ecellente la sua solarità interiore che traspare dalla luce e dalla pace che i suoi quadri ispirano. Egli dipinge i suoi trittici con grande amore, illustrando le bellezze del creato, in particolare quelle poste intorno a lui, quelle ‘di casa’: dai prati alle colline, dalle marine agli ambienti rilassanti, che godono di viste meravigliose, praticamente uniche. Roberto ha un gusto e un senso dello spazio straordinari: Aladino unico e affascinante, che dalla sua lampada fa uscire, come in una magia, fiumi di luce e di colori, trasmettendo al mondo la sua profonda libertà di pensiero, la sua visione di persona solare e genuina, capace di aprire il suo Io agli altri senza nascondimenti o timori.
Nei suoi meravigliosi trittici, opere d'arte davvero straordinarie, Roberto, paesaggista figurativo, riesce a trasmettere in modo ecellente la sua solarità interiore che traspare dalla luce e dalla pace che i suoi quadri ispirano. Egli dipinge i suoi trittici con grande amore, illustrando le bellezze del creato, in particolare quelle poste intorno a lui, quelle ‘di casa’: dai prati alle colline, dalle marine agli ambienti rilassanti, che godono di viste meravigliose, praticamente uniche. Roberto ha un gusto e un senso dello spazio straordinari: Aladino unico e affascinante, che dalla sua lampada fa uscire, come in una magia, fiumi di luce e di colori, trasmettendo al mondo la sua profonda libertà di pensiero, la sua visione di persona solare e genuina, capace di aprire il suo Io agli altri senza nascondimenti o timori.
Ecco la sua risposta, a
chi gli chiede il perché dell’utilizzo del trittico nelle sue espressioni
pittoriche: "I trittici mi permettono di creare grandi finestre, dalle quali
posso vedere e vivere visivamente quello che la mia anima desidera. Posso così
spaziare con libertà spirituale e pittorica attraverso i miei giardini, con
particolari giochi prospettici e architettonici, con grandi pergolati, alberi,
fiori, campi, il mare e gli orizzonti lontani, profondamente immersi nella
natura e nelle sue incantevoli bellezze.".
Amici, di recente Roberto
ha realizzato un video (di cui allego il link) e che consiglio a Voi tutti di visionare;
è una bella e lunga carrellata che riporta i suoi trittici più interessanti,
che consente a chi li guarda di immergersi nel suo luminoso e riposante mondo
artistico. È vero, il filmato non è proprio breve (dura circa 10 minuti), ma credo
che valga la pena di vederlo!
https://www.youtube.com/watch?v=D1odnPaTH50&feature=share
https://www.youtube.com/watch?v=D1odnPaTH50&feature=share
A domani, amici.
Mario
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