martedì, giugno 18, 2019

SARDEGNA E GIUDICATO D’ARBOREA. IL GOVERNO DEL TERRITORIO IN EPOCA MEDIOEVALE, TRA ISTITUZIONI LAICHE ED ECCLESIASTICHE.



Oristano 18 giugno 2019
Cari amici,
Davvero interessante il convegno di domenica 16 giugno organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano, dalla Fondazione Sa Sartiglia Onlus e da MuseoOristano. La conferenza, che per titolo aveva “La ripartizione del territorio arborense tra istituzioni laiche ed ecclesiastiche”, è stata tenuta dall'Architetto Raimondo Pinna, studioso e ricercatore da tempo impegnato nello studio dell’urbanistica e dei paesaggi; era l’ultimo degli incontri culturali organizzati prima della pausa estiva, parte del ciclo di conferenze proposte da MuseoOristano e inserite nel calendario degli appuntamenti di “Una Città nella Storia”.
Nonostante il caldo pomeriggio estivo, domenica 16 giugno, alle 18.30, un buon numero di affezionati si è recato al Museo Diocesano Arborense per ascoltare dalla viva voce dell’architetto Raimondo Pinna, quali erano le norme giuridiche e d’uso che governavano il territorio dell’Isola nel periodo Medioevale, quando sia le Istituzioni, sia laiche che ecclesiastiche, si contendevano il potere di governo temporale delle varie Comunità della Sardegna, con particolare riferimento alla riscossione dei tributi. 
Per il Comune di Oristano era presente il Vice Sindaco e Assessore Massimiliano Sanna, per la Fondazione Sa Sartiglia il Direttore Francesco Obino, Maurizio Casu, Presidente Istar e Curatore di MuseoOristano e per il Museo Diocesano la Direttrice Silvia Oppo, oltre a rappresentanti di altre istituzioni culturali.
Ad aprire i lavori Maurizio Casu, che, dopo aver presentato l’architetto Pinna e ringraziato il Museo Diocesano per la costante e preziosa accoglienza, ha detto: “quest’ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, offre l’occasione per salutare il pubblico che, puntualmente segue con interesse e attenzione gli incontri programmati da MuseoOristano; incontri che sono una nuova opportunità culturale offerta alla città, un motivo d’incontro e di confronto tra cittadini e studiosi, un’occasione per condividere le tante storie che raccontano la storia della nostra città e del suo territorio”.
Anche Massimiliano Sanna, che ha preso la parola dopo di lui, ha detto: “Le interessanti conferenze messe in atto da MuseoOristano, mettono in luce la preziosa collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano e il prestigioso Museo Diocesano Arborense che ormai da diversi anni, con le sue preziose e ricche esposizioni temporanee e permanenti, arricchisce non poco l’offerta culturale che si è voluta dare alla città”. Dopo il saluto della direttrice del museo Silvia Oppo, ha avuto inizio la conferenza.
L’illustre studioso Raimondo Pinna, per meglio rendere edotto il pubblico sulle ricerche effettuate si è aiutato con un interessante P.P., attraverso il quale il pubblico ha potuto osservare tra copie di pagine del “Condaghe di S. Maria di Bonarcado”, antiche cartine e antica corrispondenza, l’antico e complesso funzionamento delle Istituzioni di governo del territorio nel periodo giudicale in Sardegna, tra potere laico e potere ecclesiastico, spesso in conflitto tra di loro per la gestione economica derivante dal mantenimento del potere temporale allora esercitato dalla Chiesa.
L’architetto Pinna è partito dall’attento studio effettuato sul Condaghe di S. Maria di Bonarcado, nel quale, relativamente all’organizzazione territoriale allora esistente nel Giudicato d’Arborea, il territorio era diviso in speciali ‘Curatorie’, una sorta di ‘demanio ecclesiastico autonomo’ più noto come “Piscopio”, di estensione praticamente pari a quella di una “Curatoria” laica. Questa doppia competenza, spesso conflittuale, faceva sì che demanio regio e demanio ecclesiastico operassero necessariamente separati; il che avveniva per il tramite di un sistema di dogane, che garantiva ad entrambi i poteri (reale ed ecclesiastico) l’autonomia finanziaria.
Tanti gli esempi portati dal professore, che ha mostrato al pubblico col suo P. P., le pagine del Condaghe e di altri documenti probanti. Pur mancando della ‘certezza assoluta’ per carenza di fonti inequivocabili, l’ipotesi più plausibile, ha commentato il professore, è che l’Ordinamento amministrativo e contabile del Giudicato d’Arborea fosse perfettamente organizzato per la riscossione del gettito fiscale; la riscossione dei tributiti era esercitata nei punti di transito, tramite l’istituzione di ‘Dogane interne’ che controllavano il passaggio di uomini e merci tra una Curatoria e l’altra. La demanialità delle strade era la conditio sine qua non per l’esistenza e la funzionalità delle Dogane.
Il professore, attraverso l’analisi delle cartine mostrate al pubblico ha anche ricostruito con buona certezza, seppure in ipotesi, quali potevano essere i punti di ‘dogana’ dislocati nel territorio, come quello posto nell’attuale territorio di Tramatza, dove passava la strada Serra Tramatza, coincidente con “Sa bia De Logu”, la strada principale del Giudicato Arborense che diventerà il “Camino Real” del Regno di Sardegna. Altri numerosi punti di dogana si trovavamo nell’attuale Sinis di Cabras, quando a Tharros era presente l’importante Diocesi.
Analizzando poi la situazione delle Province Ecclesiastiche esistenti in Sardegna, il professore ha affermato che resta in dubbio il momento del passaggio da due a tre. Le due preesistenti, infatti, in un secondo periodo furono affiancate da una terza (anche se resta alquanto in dubbio quale sia stato il momento della nascita nell’Isola di quest'ultima), quella Arborense, che si aggiunse (al centro) a quella Calaritana a Sud e Turrense al Nord); Provincia sicuramente frutto dell’unione tra le diocesi Tharrense e Arborense, avvenuta, stando ai pochi dati esistenti, intorno al 1070. La ricostruzione storica del formarsi della nuova Provincia Arborense, pare negare la presunta confluenza del territorio della Diocesi di Forum Traiani in quella nuova di Santa Giusta, in quanto questa Diocesi fu creata ex novo al momento della costituzione della nuova Provincia ecclesiastica Arborense.
Cari amici, una conferenza davvero interessante che ho ascoltato con vero interesse; ho apprezzato la franchezza del prof. Pinna, che ha parlato di molte ipotesi e di poche certezze, in quanto le ricostruzioni storiche se da un lato non sciolgono tutti i dubbi, in quanto prive di dati e riscontri oggettivi in grado di avallare le ipotesi formulate per mancanza di documenti probanti, dall’altro aprono comunque una nuova luce su quel complesso mondo giudicale nel quale il Giudicato d’Arborea non solo era presente e parte attiva, ma era anche fra i più fulgidi e importanti!
A domani.
Mario

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