Oristano
25 Giugno 2018
Cari amici,
Nei giorni scorsi anche ad Oristano si sono potuti ammirare 2 quadri del famoso pittore spagnolo Francisco
Goya. La mostra sul grande pittore spagnolo è stata promossa e organizzata
dall’Associazione Morsi d’Arte, curata dal direttore artistico Anna Sanna. Oltre i
quadri oggetto di esposizione e studio, Oristano ha annoverato anche la
presenza di esperti d'arte di fama internazionale. Con le opere, infatti, sono
arrivati dalla Spagna gli esperti di Goya Daniel José Carrasco de Jaime e
Amparo Sacristian Carrasco (ordinaria del dipartimento di Architettura del
computer Università di Matarò Barcellona); presenti anche Paolo Emilio
Mangiante, altro esperto e collezionista d’arte, e Pasquale Lettieri critico
d’arte. A turno questi esperti hanno dissertato a lungo su Goya, definito un artista di grande
modernità che, pur vivendo alla corte del sovrano di Spagna, era considerato un soggetto
apertamente trasgressivo che non disdegnava di frequentare persone dalla vita
sregolata, compresi detenuti e malati di mente.
Proprio sul Fil Rouge
di questa vita di trasgressione del pittore, la mostra «Goya, il segreto
calligrafico» ha visto, prima della collocazione nell’Antiquarium Arborense,
il passaggio delle opere nella sala conferenze della Casa circondariale di
Oristano, con un'anteprima, concepita per creare con l’arte un'ulteriore via di redenzione,
che ha privilegiato i detenuti della casa di pena di Massama. A rendere
possibile l'iniziativa è stata la collaborazione tra l'Associazione culturale
Morsi d'Arte, la Cooperativa Il Seme, la Direzione della Casa circondariale,
l'Antiquarium Arborense e il Comune di Oristano.
Giovedì 14 Giugno le due
opere del grande pittore spagnolo, Il dipinto “Iam Tándem Italiae fugientes
prendimus oras” del 1771, uno dei primi quattro lavori dell’artista
documentati durante la sua presenza a Roma, che ritrae lo sbarco di Enea nelle
coste laziali e il ritratto di un uomo politico, Miguel Soler, probabile Ministro
del sovrano spagnolo Carlo IV di Borbone, datato 1803 e praticamente inedito, sono
state presentate in anteprima nella Casa di reclusione di Massama.

Tutti, ospiti e reclusi, hanno assistito con interesse alle relazioni illustrative delle opere, in particolare quella curata da Daniel José Carrasco de Jaime, uno dei più autorevoli studiosi di Goya.
De Jaime, con seria
competenza, ha cercato di tratteggiare i caratteri dell’opera del grande pittore
spagnolo, spiegando come l’attribuzione a Goya dei due quadri abbia tenuto
conto non solo dello stile pittorico ma anche del personale modo dell’artista di
firmare le tele, attraverso particolari e quasi impercettibili grafismi: "SEGRETI CALLIGRAFICI", appunto.

La mostra dei due
quadri, Venerdì 15, si è spostata al Museo Antiquarium Arborense, dove alle 19,00
è stata ufficialmente inaugurata con un convegno aperto al pubblico, nel corso
del quale è stata illustrata anche la particolare tecnica, messa a punto da una
docente dell’Università di Barcellona, Amparo Sacristian Carrasco, utilizzata
per leggere quanto cripticamente contenuto nei dipinti, un contenuto quasi
invisibile ad occhio nudo nella superficie dei dipinti di Goya.

Si, amici, una mostra, quella
portata avanti da Anna Sanna, Alberto Severino e Morsi d’Arte, capace di rafforzare
e divulgare la conoscenza degli stretti legami sempre esistiti tra l’arte sarda e
quella spagnola, retaggio dei connubi esistiti in passato tra la
Spagna e la nostra Isola. Favorire la conoscenza, la divulgazione dell’arte e
degli artisti internazionali, del passato e del presente, rappresenta una
crescita culturale notevole, destinata a segnare una svolta nella sonnolenta cultura attuale
della città.
La
mostra, allestita nei locali dell'Antiquarium Arborense, consentirà di
osservare le due opere e di ammirarle praticamente per tutta l'estate, fino a Settembre.
Grazie, amici, a
domani.
Mario
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