giovedì, marzo 05, 2026

“HOMESCHOOLING”: ECCO COME FUNZIONA L'ISTRUZIONE PARENTALE IN ITALIA, E IN CHE PERCENTUALE I GENITORI ISTRUISCONO I FIGLI A CASA.


Oristano 5 marzo 2026

Cari amici,

L’istruzione dei propri figli a casa, ovvero, per usare un termine inglese oramai tanto diffuso “L’HOMESCHOOLING”, è un argomento di cui, fino a poco tempo fa, poco si parlava. A portare in auge questo metodo di istruzione diretta dei ragazzi da parte dei genitori è stato il contestato caso della “famiglia che abitava nel bosco”, un problema che – tra l’altro - risulta ancora sulle pagine dei giornali e sui social. Ebbene, come metodo di istruzione, c’è da dire che nel nostro Paese è consentito, ovviamente a determinale condizioni. Sull’interessante argomento, relativo a questa famiglia, ho già scritto su questo blog in data 15 dicembre 2025, e, chi vuole, può andare a leggere quanto scrissi cliccando sul seguente link: https://amicomario.blogspot.com/2025/12/listruzione-obbligatoria-e.html.

L’Ordinamento scolastico del nostro Paese stabilisce che la scuola è obbligatoria fino ai 16 anni. Quanto al metodo di istruzione, in Italia risulta legale anche istruire i propri figli da casa, senza doverli mandare obbligatoriamente a scuola. Nella legislazione italiana, infatti, fermo restando che di norma i ragazzi debbono frequentare la scuola, in particolare quella pubblica, esiste «un'alternativa alla frequenza delle aule scolastiche». Su richiesta della famiglia, che ha scelto di provvedere direttamente all'educazione dei propri figli, può essere concessa la possibilità di istruzione diretta, vincolata però al rispetto di alcuni criteri specifici, a partire dalla dichiarazione annuale da consegnare al dirigente scolastico, fino all'esame di idoneità fatto allo studente che si è formato a casa.

Come specificato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, in Italia l'istruzione parentale, conosciuta anche come “scuola familiare” o “homeschooling”, rappresenta un'alternativa riconosciuta al percorso scolastico tradizionale in aula. In particolare, questa opzione è regolata dall'articolo 2 del Decreto Legislativo 62/2017, che riconosce alla famiglia la possibilità di scegliere di provvedere direttamente all'educazione e all'istruzione dei propri figli. Tuttavia, l'attuazione dell'istruzione parentale, come già prima specificato, è vincolata alle rigide procedure previste e a dei requisiti ben specificati. Vediamoli un po’ in dettaglio. Innanzitutto, la famiglia che decide di avvalersi dell'istruzione parentale è tenuta a comunicare tale decisione ogni anno al dirigente scolastico della scuola statale più vicina alla propria residenza. Questa comunicazione deve essere inoltrata entro i termini stabiliti, ma l'aspetto cruciale è che la famiglia “deve dimostrare di possedere le capacità tecniche ed economiche necessarie”, per provvedere in modo autonomo all'insegnamento. Il dirigente scolastico, poi, avrà il dovere di verificare la correttezza di quanto dichiarato dai genitori e sarà obbligato a vigilare sull'adempimento dell'obbligo di istruzione del minore.

Il secondo pilastro dell'homeschooling è invece l'esame di idoneità, al quale ogni alunno deve sottoporsi annualmente per poter accedere alla classe successiva. Questo esame viene sostenuto – direttamente in una scuola statale o paritaria – come candidato esterno - e serve proprio a verificare che l’alunno abbia effettivamente acquisito le competenze relative al suo grado di studio. Nel caso in cui l’alunno non superi l’esame di idoneità, o se la famiglia non dovesse presentare tutta la documentazione necessaria, il dirigente scolastico dovrà attivare le procedure per l’iscrizione immediata dell’alunno presso una scuola. In altre parole, se i requisiti stabiliti dalla legge non dovessero essere rispettati, lo studente sarà obbligato a frequentare fisicamente la scuola, dovendo quindi rinunciare all'istruzione parentale da casa.

Amici, secondo i dati più recenti disponibili, dati ufficiali rilasciati dal Ministero dell'Istruzione, nel corso degli ultimi anni l'istruzione parentale è aumentata anche in Italia, soprattutto a seguito della pandemia da Covid-19. Nello specifico, se nell'anno scolastico 2018/2019 gli studenti educati a casa dai genitori erano circa 5.126, già nel 2020/2021 questo numero aveva raggiunto i 15.361.

Al momento, il record sembra essere stato raggiunto per l'anno scolastico 2024/2025, quando il Ministero registrò circa 16.000 studenti e studentesse istruiti da casa, a fronte di un totale di 7.073.587 di studenti tornati tra i banchi di scuola. Insomma, pur in crescita, si tratta, comunque, di una quota estremamente ridotta, pari allo 0,23% degli alunni totali. Per quest'anno la quota si ferma a 10.600, ma i dirigenti scolastici hanno tempo fino alla fine dell'anno per comunicare il numero definitivo di studenti in Homeschooling.

Cari amici, rispetto alla situazione italiana, guardando invece all'estero, tra i Paesi più avanzati sotto il profilo dell'Homeschooling ci sono gli Stati Uniti: secondo i dati ufficiali rilasciati dal National Center for Education Statistics (NCES), nell'anno scolastico 2022/2023 circa il 3,4% degli studenti – dalla scuola materna fino all'ultimo anno di liceo – ricorreva all'homeschooling. Che dirvi, amici lettori, personalmente credo che la percentuale deve restare alquanto bassa, in quanto la scuola non è solo "istruzione", ovvero apprendimento di conoscenza, ma anche "apprendimento d'insieme", per un sano inserimento dei giovani nella “VITA SOCIALE”!

A domani.

Mario

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