giovedì, marzo 26, 2026

IL NOSTRO CERVELLO E LA SUA CAPACITÀ DI DISTINGUERE LE NOTIZIE VERE DA QUELLE FALSE. MOLTO DIPENDE DALLA FONTE DA CUI LE NOTIZIE PROVENGONO.


Oristano 26 marzo 2026

Cari amici,

Il nostro CERVELLO è sicuramente uno straordinario “Super-computer”, capace di analizzare e filtrare, giorno dopo giorno, la montagna di notizie di cui veniamo costantemente a conoscenza. Questa capacità cognitiva consente alla nostra mente di distinguere le notizie vere da quelle false; in che modo? selezionando e distinguendo il vero dal falso, essendo il nostro cervello dotato di un’abilità non comune. Si, è, indubbiamente, un’abilità straordinaria,  una capacità cognitiva fra le più complesse, quella del cervello umano.

In che modo e con quali mezzi, dunque, il nostro cervello riesce a destreggiarsi in questo difficilissimo compito? Innanzitutto interpretando i sottili e complessi segnali sociali ricevuti, e analizzando e valutando le intenzioni di quelli che ci circondano, ricavando, infine, da tutto questo calderone informativo un ponderato giudizio sulla credibilità delle informazioni ricevute. Su questo interessante argomento, un nuovo studio di neuroimaging è stato di recente portato avanti da un gruppo di ricerca guidato dal professor Yingjie Liu della North China University of Science and Technology.

Questo gruppo di studio ha esaminato l'attività cerebrale di 66 adulti sani attraverso tecniche di neuroimaging, mentre questi erano impegnati in interazioni sociali controllate. Il protocollo sperimentale prevedeva che coppie di partecipanti, seduti uno di fronte all'altro ma comunicanti esclusivamente tramite schermi computerizzati, si scambiassero informazioni in contesti definiti come situazioni di "guadagno" o di "perdita". Questa distinzione metodologica ha permesso ai ricercatori di isolare l'effetto che la prospettiva di un risultato positivo o negativo esercitava sui processi decisionali legati alla fiducia.

L’interessante studio, pubblicato su “The Journal of Neuroscience JNeurosci”, getta una nuova luce sui meccanismi cerebrali che regolano questi processi, rivelando come il contesto emotivo e la relazione interpersonale possano alterare profondamente la nostra capacità di riconoscere l'inganno, rendendola paradossalmente più vulnerabile alle bugie “quando queste provengono da persone a noi vicine”. L'aspetto più rilevante della ricerca ha riguardato il ruolo delle relazioni interpersonali nell'elaborazione dell'inganno. Quando la fonte dell'informazione potenzialmente falsa proveniva da un amico, entrambi gli individui della coppia manifestavano pattern di attività cerebrale sincronizzati, un fenomeno questo che variava significativamente in funzione del contesto.

Amici, seppure desti meraviglia, la ricerca ha messo in luce che il cervello elabora le informazioni sociali attraverso circuiti distinti, a seconda della natura delle relazioni interpersonali intercorse, e che quando le notizie, anche se possibilmente false, ci pervengono da un amico, i meccanismi delegati alla valutazione critica, anche di fronte a segnali che dovrebbero suscitare sospetto, abbassano la guardia, ignorando il pericolo. Insomma, il nostro cervello, seppure in possesso di filtri capaci e collaudati, nei casi di cui sopra allenta i controlli, e le Reti Neurali deputate alla cognizione sociale sembrano entrare in una vulnerabilità specifica: quando aspettative positive e legami affettivi convergono, la capacità di discernere la verità dall'inganno risulta significativamente ridotta.

Cari amici, il nostro cervello, questo nostro straordinario super-computer, è costantemente impegnato a elaborare enormi quantità di informazioni e, nel distinguere le notizie vere da quelle false (fake news), agisce spesso attraverso "scorciatoie" cognitive che possono renderci vulnerabili. Le neuroscienze e la psicologia cognitiva evidenziano che, sebbene siamo in grado di riconoscere le informazioni false, quando queste ci arrivano da persone amiche di cui ci fidiamo, il controllo si allenta e finiamo per non attivare il processo di selezione! Amici lettori, la mente umana ha una naturale tendenza a credere nell’amicizia, e spesso capita - purtroppo - che questa tendenza riesca a sedurci abbassando la guardia!

A domani.

Mario

 

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