martedì, marzo 24, 2026

ESSERE SENSITIVI: LA STRAORDINARIA FACOLTÀ UMANA DI AVERE BEN PIÙ DEI 5 SENSI. C’È ANCHE CHI PREVEDE IL FUTURO. LA STORIA DI ISABELLA LA MAGA DEL VILLAGGIO FANTASMA D. S. CHIARA.



Oristano 24 marzo 2026

Cari amici,

Oggi la maggior parte dei neuroscienziati concorda sul fatto che abbiamo un numero molto più alto dei classici 5 sensi: c’è chi sostiene 14, chi addirittura 33. C’è, infatti, chi sostiene di essere in grado di prevedere il futuro (ed è per questo che viene comunemente definito indovino), quindi veggente o chiaroveggente. A seconda del metodo o contesto, questo soggetto può essere chiamato anche profeta, mago, oracolo, cartomante, o, in ambito di studi strategici, futurologo o futurista.

Chi è in possesso di queste particolari capacità,  è definito “SENSITIVO”, ovvero in possesso di una capacità che, secondo la credenza popolare, viene definita “extrasensoriale” (percezione extrasensoriale - PES), cosa che consente al soggetto di captare informazioni al di fuori dei cinque sensi tradizionali. Chi è dotato di questa “capacità sensitiva” sostiene di poter percepire eventi futuri, passati o nascosti, spesso interpretando segni, energie o ricevendo rivelazioni. Molti di noi hanno avuto occasione di incontrare persone sensitive, e, dopo il primo impatto di meraviglia, si arriva alla conclusione di essere di fronte a delle persone davvero particolari!

Amici lettori, nelle mie giornaliere scorribande su Facebook, sono incappato in un bell’articolo, tratto da La stampa e a firma di Nicola Pinna. Il pezzo parla di un personaggio davvero interessante:  ISABELLA FLORE. Isabella, che ha 86 anni, è definita più che Sensitiva “MAGA”; lei abita in un borgo praticamente disabitato: il villaggio di S. CHIARA, sorto vicino alla grande diga del Tirso; fu costruito al tempo della costruzione della diga, dalla Società Elettrica Sarda per le 30 famiglie degli operai che lavoravano all costruzione degli impianti elettrici. Il villaggio, dopo la chiusura dell’impianto (nel 1997) fu abbandonato, diventando un paese fantasma. Ebbene, è in questo borgo deserto che abita Isabella, definita la maga del borgo, in quanto capace di prevedere fatti importanti, come omicidi e terremoti.

Isabella, come dettagliatamente ha raccontato il giornalista Nicola Pinna, è un'anziana di ormai 86 anni, che ha già detto ai visitatori che la sua vita finirà ai 93 anni. Isabella su questo non ha dubbi: «Morirò a 93 anni, ne sono certa, questo è tutto previsto da tempo. Sono pronta a scommettere, ma la fregatura è che se vinco non potrò riscuotere il premio», dice, con grande ironia, parlando della sua sorte. Come lo abbia capito, o chi le abbia confidato la data della morte, non è dato sapere. Ma i misteri sono l’essenza della vita di una sensitiva! Lei è così creduta e apprezzata, tanto che qualche maresciallo continua a interpellarla per cercare di dare un nome a certi assassini difficili da scovare e per catturare i latitanti.

Isabella vive serena in questo villaggio fantasma; a Santa Chiara sul Tirso l’unica luce accesa è quella della sua cucina. Le altre case, quelle che ancora sono in piedi, sono tutte vuote: le porte e le finestre lasciate chiuse dagli ultimi abitanti, sono state abbattute dai vandali. Della vita di questo piccolo borgo affacciato sul lago Omodeo, al centro della Sardegna, sono rimaste davvero pochissime tracce: un vecchio materasso, due o tre pentole arrugginite, una forchetta sommersa dai calcinacci e una panchina corrosa dagli anni e nascosta dai cespugli.

Dentro il vecchio cinema resistono soltanto quattro sedie in legno, l’unico angolo sottratto all’incuria, ma non all’assalto dei teppisti, è la chiesetta. Isabella l’ha fatta ristrutturare e la tiene pulita, ma il parroco del paese vicino viene a celebrare qui soltanto due volte all’anno. «Io sono una donna molto religiosa, ma questo non basta per farmi traslocare – dice Isabella – Gesù Cristo lo incontro ogni giorno, ci parlo durante la notte, è sempre presente nella mia casa. Certo, se il prete venisse più spesso a celebrare sarebbe per me una grande gioia, ma non posso avere la messa quotidiana solo per me. Da qui, comunque, non vado via per nessuna ragione: questo è il mio paradiso, è l’unico luogo al mondo che mi può rendere felice. Non ho vicini di casa, è vero, ma non mi sento sola».

Isabella non è impensierita dalla solitudine. «Anche mio padre lavorava nella centrale e io qui sono cresciuta. Era bello una volta, eravamo tutti amici, le nostre famiglie andavano sempre d’accordo. Ci si aiutava a vicenda. A Santa Chiara avevamo tutto: adesso sembra un luogo fantasma, ma in passato questo era un paese vivo, vivace, allegro. Stavamo bene, non siamo fuggiti neanche quando abbiamo subito i bombardamenti, alla fine della Seconda guerra mondiale. La diga per fortuna ha resistito, altrimenti mezza Sardegna sarebbe stata inondata. Da molti anni, quando giro il villaggio, non entro più nelle altre case, sono distrutte, ed è una disperazione vederle così».

Quella di Isabella è la prima casa entrando a Santa Chiara: «Chiunque venga in pace è benvenuto», è scritto in un cartello affisso accanto al cancello. Le pareti sono tappezzate di vecchie fotografie e rosari. Nel grande giardino ci sono piante di ulivo e albicocche. Un tempo c’era anche un orto, ma ora è tutto regno di dieci gatti e un piccolo cane. «Quando ero in forma mi prendevo anche cura della terra, il terreno lo aravo io. Ho fatto di tutto nella mia vita: ho cresciuto tre figli con le mie forze, ho lottato per i diritti della mia bambina disabile e da sola ho pianto per la sua morte, mi sono ristrutturata questa casa, sono andata a scuola da grande, ho aiutato molta gente e pregato tanto. Ma non sono mai stata felice: prima sono finita nelle mani di un uomo che diceva di amarmi e che invece mi malmenava e mi violentava. Sono fuggita dalla sue grinfie e l’ho abbandonato, ma cinquant’anni fa le difficoltà per una donna separata erano tantissime. Anche dal punto di vista dei pregiudizi. Insomma, ho affrontato sempre nuove difficoltà e ora che sono vecchia sto continuando a soffrire».

Ai dolori fisici e a quelli dell’anima, la "regina-veggente del lago Omodeo" ha trovato sempre la stessa spiegazione: «Sono prove che Gesù Cristo mi sta dando, diciamo che me l’ha fatto capire tante volte. In cambio mi ha dato il privilegio di vedere e prevedere ciò che sta per accadere. È lui che mi sveglia la notte e mi mostra situazioni che ancora non sono avvenute. Non sono una folle, ve lo assicuro. Provate a chiederlo ai parenti di un uomo venuto qui da un paese vicino: gli avevo detto che qualcuno voleva ucciderlo e puntualmente è avvenuto. Oppure, chiedetelo al maresciallo che si è presentato più volte per farsi aiutare a stanare i delinquenti. Venticinque anni fa, in primavera, avevo visto una nave in fiamme: qualche giorno dopo c’è stato il dramma della Moby Prince nel porto di Livorno. E nei giorni scorsi, questo non l’ho confidato ancora a nessuno, avevo anche visto il terremoto. Ma certo non potevo sapere dove sarebbe successo».

Cari amici, un sincero grazie al collega giornalista Nicola Pinna, che mi piacerebbe anche conoscere, considerato che io, personalmente, so bene cosa significa essere SENSITIVI. La mia nonna materna, infatti, era sensitiva e nei tempi andati, quando il banditismo ed i furti di bestiame erano all’ordine del giorno, lei era molto consultata, in quanto era in grado di indirizzare le ricerche sia verso i ladri che per il ritrovamento del bestiame rubato! Avere questo dono è privilegio di pochi, e le poche persone che hanno questo potere, sono davvero uniche!

A domani.

Mario

 

 

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