Oristano 24 Gennaio 2017
Cari
amici,
L’idea
di trovare una soluzione per le lunghe attese in aeroporto tra un volo e l’altro,
che spesso costringono anche a stare per una notte intera malamente sdraiati
nelle anguste sale d’attesa, è nata in Giappone. Si, l’idea luminosa nasce con gli occhi
a mandorla, anche se pare che in poco tempo si stia diffondendo in tutto il mondo. Il “capsule
hotel” (così definito in quanto vera e propria ‘capsula’, ironicamente ribattezzato dagli
italiani “locul hotel”) nasce nell’aeroporto di Osaka. Le dimensioni sono davvero
ridottissime: la stanza è un loculo di due metri per uno dove è possibile sdraiarsi per
dormire o riposare un po'.
Si
tratta di piccolissimi box di 2 metri di lunghezza, 1 metro di altezza
e 1,5 metri di larghezza, realizzati in batteria. Certo, non sono delle vere camerette data la loro
ristrettezza, ma l’immediato successo ottenuto deriva da una componente essenziale:
il modico prezzo. All'idea partorita in Giappone, però, la nota fantasia italiana ha risposto adottandola al gusto italiano. L'idea giappnese è stata
ampiamente modificata, tanto da far assomigliare il nostro mini alloggio ad una vera e
propria cameretta. Il debutto italiano (strano ma vero) questa volta è avvenuto al Sud, anziché
al Nord: precisamente nello scalo partenopeo di Capodichino, dove il sistema è stato
inaugurato col nome di Benbo.
Collocato
all’interno della palazzina Pegaso, l’innovativo Bed and Boarding, è un vero e proprio piccolo hotel, sempre a
disposizione dei viaggiatori che potranno così dire addio alle fastidiose lunghe ore
passate nelle sale d’attesa aeroportuali, ai complicati risvegli prima
dell’imbarco ed alle corse dell’ultimo minuto per il volo successivo. Gli spazi interni delle
quarantadue capsule BenBo, realizzate con cura ed attenzione ai particolari da
un pool di esperti, mettono a disposizione dell’utenza, oltre al letto, anche
un vano bagaglio, una scrivania e una Tv.
I
prezzi? Abbastanza modesti: otto euro la prima ora, sette a partire dalla seconda e 25 per le nove
ore della notte. Spazio confortevole, dunque, utilizzabile
anche per riposare alcune ore. Il confort infatti non manca: smart-tv, scrivania, aria
condizionata e un bel letto. Anche l’Italia, dunque, ha inteso dotarsi di
questo alloggio volante, economico e
ben dotato. Stranamente, come detto prima, partendo dal Sud. «Questa è una soluzione innovativa»,
dichiara la Project Manager Carlotta Tartarone, «che sicuramente diventerà un
punto di forza di questo aeroporto. L'idea di rivalutare uno degli spazi
inutilizzati di questo edificio (quello utilizzato per la realizzazione) nasce non solo dall'idea di rinnovazione
strutturale, ma soprattutto dalla voglia di creare un servizio utile all'utenza».

La struttura è disponibile 24 ore su 24 e 7
giorni su 7. Nell’aeroporto di Capodichino il progetto
prevede 72 mini alloggi, di cui 2 riservati ai disabili, anche se si è partiti con
i primi 42. Gli alloggi sono prenotabili via web o app o con acquisto diretto
sul posto, alla reception presidiata nelle 24ore.
Il pool di imprenditori che in collaborazione
con la società aeroportuale ha lanciato il progetto è
sicuro del successo della formula. “La capsula è dotata di porta automatizzata
e di finestra con oscuranti come una normale camera di hotel” - come spiega la
manager Tartarone - “Il letto è un ampio 200 x 70 e non manca un
tavolino da lavoro di 50 x 60 cm”. Completano la dotazione specchio,
appendiabiti, docking station per smartphone, tv multimediale con
entertainment, connessione internet, aria condizionata e, tocco di ironia, “illuminazione
d’atmosfera”. I servizi igienici sono ovviamente esterni. Al check-out scatta la procedura di pulizia,
sanificazione e cambio biancheria della cabina.

A
domani.
Mario
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