Oristano 22 marzo 2025
Cari amici,
Con il recente “Via
libera”, dato dall’Autorità Europea per la sicurezza Alimentare (EFSA)
al consumo umano della "LENTICCHIA D'ACQUA", si apre ora un
capitolo nuovo nella sfida europea per l’alimentazione del futuro. Vediamo
allora, insieme, che tipo di pianta è questa Lenticchia d’acqua. Il suo termine
scientifico è Lemna minor L., ed è una pianta acquatica della famiglia
delle Aracee. La Lemna minor è una angiosperma, ha, cioè, il sistema
riproduttivo basato sulla produzione di fiori e semi, e, date le sue dimensioni
estremamente esigue, è tra le angiosperme più piccole esistenti.
La pianta è costituita da
una sola piccolissima foglia, ovale o tondeggiante, galleggiante sull'acqua,
che misura mediamente 2-3 mm di lunghezza, da cui si diparte inferiormente
un'unica piccola radice, a forma di filo, lunga circa 8 mm, flottante
nell'acqua. È una pianta dotata di una elevatissima velocità di moltiplicazione
vegetativa, tale che spesso gli specchi acquei sono completamente colonizzati
in superficie da un tappeto unico di decine di migliaia di piantine. La
diffusione della pianta non avviene (pur possedendoli) con i semi, ma ad opera delle piccolissime gemme stolonifere, che producono cloni identici della stessa piantina.
Questa interessante pianta acquatica è
ricchissima di proteine, ed è anche semplicissima da coltivare in modo sostenibile,
cosa che consente di dare una svolta importante alla transizione proteica e
alla prossima sfida alimentare europea, dopo la recente autorizzazione al
consumo umano. Un nullaosta, quest’ultimo, arrivato dopo quasi dieci anni di
ricerche, condotte dall'ateneo olandese Wageningen University & Research,
con a capo la ricercatrice Ingrid van der Meer.
Quanto alla Lemna minor, che è di origine Europea, è una pianta acquatica molto antica, in quanto sono
stati trovati fossili risalenti a oltre 50 milioni di anni fa. In Europa, la
lemna minor era già conosciuta dai Romani, dai quali veniva utilizzata per
purificare l'acqua e per fornire un buon habitat per i pesci. In Asia, invece, la lemna
minor è da sempre utilizzata come pianta medicinale: utilizzata per trattare una
varietà di affezioni, tra cui febbre, mal di testa e dissenteria. Col passare del tempo questa pianta si è ampiamente diffusa, tanto che oggi è presente in tutto il mondo.
La Lenticchia d’acqua, amici, per chi ha un grande giardino con uno specchio d'acqua, è
una pianta molto facile da coltivare, richiedendo anche poca manutenzione: cresce bene
sia in acqua dolce che salata; ha, però, bisogno di una fonte di luce
solare e di un substrato su cui crescere. È infatti alquanto utilizzata in acquari e
laghetti, poiché aiuta a purificare l'acqua e fornisce un buon habitat per i
piccoli animali acquatici. La lemna minor può anche essere utilizzata come
alimento per alcuni animali domestici, come pesci e tartarughe.
La pianta, come prima
accennato, e molto ricca di proteine, e per questo è da tempo utilizzata nella
cucina thailandese; ora, dopo aver ottenuto il nullaosta per il consumo umano
in Europa da parte dell’EFSA, presto potrebbe entrare in commercio anche da
noi. Perciò, questa pianta, così facile da coltivare, e soprattutto in modo
sostenibile, promette di dare una svolta alla transizione proteica e alla sfida
alimentare europea per il prossimo futuro.
Amici, indubbiamente la
lenticchia d’acqua può dare un contributo importante al futuro alimentare
dell’Europa. Le ricerche condotte dall'Università di Leeds hanno sottolineato
che questa pianta, contenendo circa il 43% di proteine, è una fonte proteica
competitiva rispetto ad altre piante: ad esempio potrebbe produrre 6 volte più
proteine vegetali per ettaro rispetto alla soia. Inoltre, non solo contiene
dosi massicce di proteine, ma anche altre importanti sostanze, tra cui anche diversi
macronutrienti.
Prima di tutto, è una fonte
completa di amminoacidi essenziali, possiede poi una bassa percentuale di
grassi, tra l'1% e il 5%, ed ha un alto contenuto di fibre alimentari. Per
quanto riguarda i micronutrienti invece, è un alimento relativamente ricco di
potassio e ferro e povero di sodio. Se introdotta nella dieta mediterranea,
soprattutto nella variante a ridotto consumo di carne, ne amplifica gli effetti
benefici. Inoltre, di certo contribuirebbe all'abbassamento dei valori del
glucosio nel sangue, con effetti positivi sulla glicemia postprandiale.
Quanto all’utilizzo in
cucina, le lenticchie d'acqua possono essere consumate in molte forme, sia fresche che congelate: le potremo anche trovare pronte per l'uso, sia come additivo
proteico che in busta nei supermercati; le troveremo confezionate in sacchetti di plastica
forati, come la lattuga o l'indivia fresca, oppure in cubetti congelati, come
gli spinaci. Le aziende alimentari possono anche utilizzare le lenticchie
d'acqua come ingrediente in confezioni di pasta, formaggio, torte o frullati, o addirittura come
sostituto della carne.
Si, cari amici, le
possibilità di utilizzo in casa della lenticchia d’acqua sono tante. “Una
possibilità è quella di lavorarle come cubetti surgelati, ma è anche possibile
imbustarle come prodotti freschi. In un sacchetto si conservano molto più a
lungo della lattuga fresca tagliata, per esempio”, ha detto la ricercatrice
Ingrid van der Meer. Non ci resta, dunque, che aspettare che l'industria alimentare
proceda alla commercializzazione: si stima che tra un paio d'anni sarà possibile
trovarla sugli scaffali.
A domani, cari lettori.
Mario
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