Oristano 13 giugno 2026
Cari amici,
Che esista una stretta
relazione tra l’uomo e la sua alimentazione, in particolare quella vegetale, è
stato evidenziato senza ombra di dubbio dagli studiosi, che hanno dimostrato
che il consumo costante di un ortaggio può addirittura arrivare a modificare il
DNA umano. Certo, per il verificarsi della variazione sono necessari tempi
lunghi, ad esempio dei millenni, applicando il meccanismo dell'evoluzione e
della selezione naturale. Uno degli esempi più affascinanti di questa
variazione è rappresentato dagli abitanti delle Ande, che, con il costante
consumo delle patate, ne hanno consentito la domesticazione, adattando l’organismo
a modificare e "riscrivere" il loro patrimonio genetico per favorire
la loro sopravvivenza in climi estremi.
Si, amici, circa 6.000 –
10,000 anni fa, le popolazioni indigene che vivevano sugli altopiani delle Ande
(nell'odierno Perù) iniziarono a coltivare e consumare la patata in grandissime
quantità. Questo vegetale, diventò così la base della loro alimentazione, e il
tubero giorno dopo giorno impose, in questo modo, nel loro organismo una forte
pressione selettiva biologica. La patata, è giusto sapere, che è un alimento
estremamente ricco di amido. Questo significa che, per poterlo digerire e
ricavarne l'energia necessaria, in un clima poco adatto a sopravvivere come quello delle
Ande, date le rigide temperature e all'altitudine, il corpo umano ha bisogno di
utilizzare un enzima presente nella saliva: l'amilasi, prodotto dal gene AMY1.
Il gene AMY1, che, come
accennato prima, consente la digestione dell'amido, negli abitanti delle Ande ha
subito un adattamento genetico: Nel corso di circa 400 generazioni, gli
individui andini che possedevano un numero maggiore di copie del gene AMY1
riuscivano a scomporre meglio i carboidrati; questo aumento ha migliorato la loro possibilità di sopravvivenza: chi digeriva l'amido in modo più efficiente aveva
un tasso di sopravvivenza e riproduzione superiore! Insomma, chi aveva il gene
adeguato sopravviveva, mentre gli individui che restavano con meno copie del
gene AMI1 sono stati "eliminati" dalla selezione naturale.
Amici, e oggi qual è la
situazione degli indigeni delle Ande? Gli individui della popolazione “Quechua-parlanti”
possiedono in media 10 copie del gene AMY1 nel loro DNA, circa 2-4 copie in più
rispetto a qualsiasi altra popolazione studiata nel mondo! Questa incredibile variazione,
insomma, ha trasformato in modo permanente il genoma di un intero popolo,
attraverso quello che gli antropologi definiscono un perfetto caso di
"cultura che plasma la biologia".
Amici lettori, il caso
degli abitanti delle Ande e dell’alimentazione con la patata non è certo
l’unico caso al mondo di mutazione genetica! In Groenlandia, per esempio,
secoli d'isolamento hanno modellato anche qui i geni della popolazione. Un isolamento, quest'ultimo, che
ha favorito la diffusione della variante del gene CPT1A, che regola il
metabolismo degli acidi grassi. La variante di questo gene ha permesso agli
antenati degli Inuit di sopravvivere seppure alimentandosi con diete ricche di
mammiferi marini (come foche e balene), ricchissime di grassi e povere di altre
risorse.
Esistono, amici lettori, anche altri
fenomeni. Nel resto d’Europa, per esempio, può essere osservato un fenomeno
biologicamente simile: è quello della tolleranza al lattosio, presente nel
latte destinato all’alimentazione iniziale delle specie. Con l’intensificarsi
dell’allevamento di animali produttori di latte, iniziò l’alimentazione umana
con il latte anche in età adulta. Inizialmente anche in questo caso avvenne la
selezione: chi era favorito e chi no: chi riusciva a digerire il LATTOSIO (PRESENTE NEL LATTE), da
adulto, riuscì ad adattare l’organismo e quindi sopravviveva, per gli altri arrivò, invece, la
selezione naturale, allo stesso modo che la coltivazione della patata riuscì a trasformare
gli abitanti delle Ande in "campioni mondiali" della digestione degli
amidi.
Cari amici, la ricerca scientifica ha
dimostrato in modo chiaro e lampante la stretta correlazione esistente tra cibo
e metabolismo. Una ricerca, quella che ho riportato oggi, davvero interessante,
che mette in evidenza come sia stato il nostro metabolismo, nel corso dei
millenni, ad adattarsi a diete specifiche e non viceversa. Sono avvenute delle incredibili variazioni
genetiche, che gli antropologi definiscono un perfetto caso di "cultura
che plasma la biologia".
A domani.
Mario








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