domenica, giugno 28, 2026

ANTICHI RITI E CREDENZE: IL “MALOCCHIO”, MITI E VERITÀ. LA SUA PRESENZA NELLA CULTURA ITALIANA.


Oristano 28 giugno 2026

Cari amici,

Il "MALOCCHIO", detto anche “Affascino”, è una credenza popolare antichissima, millenaria, secondo cui lo sguardo invidioso o malevolo di determinate persone può causare sfortuna, malessere o problemi fisici di varia natura. La Credenza risulta alimentata dall'invidia e dal risentimento. Il Malocchio affonda le sue radici nell'antichità classica, fondendosi poi con la tradizione popolare, la magia contadina e i rituali cattolici, diffondendosi e radicandosi in quasi tutte le culture.

I Greci e i Romani temevano il Malocchio, (per loro "fascinazione", dal latino fascinum, legata al verbo fari, cioè parlare/incantare). Figure come Plutarco e Plinio il Vecchio documentarono il potere dello sguardo invidioso. Nei secoli successivi l'antropologo Ernesto De Martino esplorò a fondo questa credenza, radicata nelle Comunità rurali del Sud Italia; il Malocchio in realtà rappresentava una reazione culturale all'ansia e all'incapacità di spiegare le avversità. Con l’arrivo del cristianesimo, la Chiesa trasformo la “Fascinazione” in “Sincretismo Religioso”: lo fece integrando le paure dell’uomo, ovvero trasformando gli antichi scongiuri pagani in preghiere, benedizioni e pratiche di "esorcismo popolare".

In Sardegna, queste antiche tradizioni evidenziano quanto questo fenomeno fosse presente nella vita quotidiana, in particolare ai tempi della civiltà contadina. I sintomi tradizionalmente associati al "malocchio" includono spossatezza, mal di testa, insonnia e un generale senso di malessere fisico e mentale. Per proteggersi o sconfiggere il malocchio, la tradizione sarda prevede rituali specifici: i Brebus: Si tratta di formule magiche di guarigione, tramandate oralmente e spesso recitate dalle anziane del paese. Poi si aggiungeva il rito dell'acqua: prevedeva l'uso di un piatto con acqua e olio. Se l'olio si allargava o formava delle figure, si riteneva che il malocchio era presente, e attraverso specifiche preghiere si procedeva a "tagliare" il malocchio.

Amici lettori, su questo blog il 28 novembre del 2011 affrontai in modo completo questo argomento, relativamente alla SARDEGNA. Chi fosse interessato può andare a leggere quanto scrissi, cliccando sul seguente link: https://amicomario.blogspot.com/2011/11/la-nostra-magica-e-scaramantica-cultura.html. È stata una difficile ricerca che, credo, valga la pena di leggere.  Ebbene, ma il Malocchio nella tecnologica società moderna ha ancora spazio e credenza?

Oggi il malocchio sopravvive tra generazioni anziane e in Comunità emigrate. Molti dicono “non ci credo, ma non si sa mai”. I Social media amplificano discussioni su invidia e negatività, mentre gli Influencer condividono amuleti trendy. Quanto agli aspetti Psicologici e Antropologici, gli antropologi vedono nel malocchio un meccanismo per mantenere l’uguaglianza sociale: chi eccelle rischia l’invidia, mentre gli psicologi considerano il malocchio e i suoi rituali come qualcosa capace di fornire rassicurazioni sull’ansia che ne deriva.

Nel nostro Paese c’è una forte differenza tra Regioni, circa la credenza nel Malocchio. Al Nord è meno radicata, ma presente, al Sud, specialmente Campania e Calabria, è presenza quotidiana. In Sicilia si parla di uocchie sicche. In Sardegna di “ocru malu”. Napoli vanta i rituali più elaborati con donne anziane custodi delle formule. Come Proteggersi Quotidianamente dal malocchio? A questa domanda le risposte sono ben più di una! Sulle protezioni sarde, andate a leggere il post del mio blog!

Un’ultima considerazione, amici lettori: il Ruolo delle Donne nelle Tradizioni del Malocchio. Nonne e “streghe buone” custodiscono le conoscenze. Tramandano preghiere solo a una persona per generazione, spesso a Natale. Femminilità e cura sono centrali nei rimedi. In conclusione: Il malocchio esiste? Possiamo rispondere in questo modo: Il malocchio esiste come potente elemento della tradizione, intrecciato a miti, riti e verità psicologiche. Non è magia nera, ma specchio di dinamiche umane come invidia e bisogno di protezione. Comprenderlo arricchisce la consapevolezza culturale e aiuta a navigare emozioni moderne.

Cari amici, personalmente credo che mantenere vivo questo patrimonio culturale senza paura eccessiva sia il vero equilibrio. Malocchio, jettatura e amuleti continuano ad affascinare, perché toccano paure universali. Nella società iperconnessa, ricordano l’importanza di relazioni genuine e positività.

A domani.

Mario

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