sabato, marzo 21, 2020

NAMIBIA: IL RECENTE SPETTACOLO DI UN SUO DESERTO INONDATO DI GIGLI. I CAPRICCI DELLA STAGIONE HANNO COSPARSO DI GIGLI IL DESERTO.


Oristano 21 marzo 2020

Cari amici,

Oggi è il primo giorno di Primavera. Vissuto purtroppo con poca gioia, per la presenza del terribile morbo del Coronavirus, ma nessuno deve perdere la speranza! Ce lo insegna proprio la Primavera, che dopo l'inverno, anche quello più duro, la natura si risveglia, rimette fuori le gemme e la vita continua! Sarà così anche per questo brutto momento che il mondo sta attraversando, e torneranno così i giorni della gioia dello stare insieme, degli abbracci, dell'armonia e del vivere sociale amandoci l'un l'altro. La speranza non ci deve mai abbandonare. Coraggio ce la faremo!
Anche il post di oggi parla di speranza. Ci sono zone al mondo in cui un bel temporale è sempre il benvenuto. Una di queste è la Namibia, una terra dove ci sono aree praticamente desertiche che la pioggia l’aspetterebbero più spesso, e l’arida terra, spesso rimane all’asciutto anche per anni. Per quanto difficile, però, anche in queste aree la vita sopravvive, sa attendere anche anni, e al primo temporale, quasi per incanto le aree aspre e secche, inondate da un improvviso temporale con abbondanti piogge, rifioriscono come d’incanto ricoprendosi di meravigliosi gigli.
La vita nel deserto della Namibia ha imparato a sopravvivere. Capace di dormire un sonno profondo per anni, per quanto saltuariamente è in grado di svegliarsi, perché la vita non era morta ma solo assopita. Con l'arrivo della pioggia riprende a rinascere, sbocciano i gigli, tutto rifiorisce, come quest'anno dopo 3 anni di secca. Si, in questo inizio di primavera, grazie alle abbondanti piogge, alcune zone desertificate hanno visto sbocciare una selva di meravigliosi gigli, creando una gioia immensa nei suoi abitanti. Un meraviglioso spettacolo che Madre Natura, anche senza scadenze precise, è sempre in grado di dare, dimostrando le sue grandi capacità a volte a noi sconosciute.
Allo straordinario evento hanno potuto assistere numerosi turisti provenienti dalle più diverse zone del mondo, venuti per ammirare il meraviglioso spettacolo di una incredibile fioritura, quasi magica, praticamente miracolosa. L’ultima fioritura infatti si era verificata nell'estate di tre anni fa. In questi luoghi stupendi e molto fragili, la vita è sempre purtroppo in pericolo, complice anche il cocente sole della Namibia, che anche dopo la nascita e la fioritura del risveglio, ne accorcia la vita.
I gigli del deserto della Namibia appartengono alla famiglia Hesperocallis, che crescono anche nelle aree desertiche del nord-ovest del Nord America, nel nord-ovest del Messico, in California e in Arizona. In Africa, e in particolare in alcune zone della Namibia e del Botswana, questi fiori sono noti con il nome di gigli Sandhof. Come spiega Herculus Jantze, consigliere della regione, "Tutti sono invitati a partecipare a questo spettacolo straordinario, in un sito della Namibia davvero unico, perché non esiste un’altra area in questo Paese che abbia circa 770 ettari continui di gigli".
In effetti quello che è possibile ammirare è uno spettacolo particolare e straordinario; è una vera fortuna poter osservare e gustare la bellezza di una immensità di bulbi dai meravigliosi e variegati colori, da cui si originano alcune foglie che crescono e poi di dividono in una o più parti e che poi si riproducono appena arriva l’acqua; è un vero miracolo! È la vita che rinasce in modo rigoglioso è audace, è qualcosa che dimostra la forza impressionante della natura, la sua resilienza. Tutta la Namibia entra in festa, quando le piogge arrivano particolarmente abbondanti e il verde velocemente riesce a sostituire il giallo che normalmente caratterizza uno delle zone più aride dell'Africa. 
La Namibia, amici, è una terra particolare e straordinaria. Nel suo territorio si possono ammirare ben dieci ambienti diversi: spazi a volte sconfinati, particolarità geologiche e specie animali che si adattano al terreno e alle complicate situazioni ambientali. Se un Paese merita la denominazione di “molte Afriche” questo è proprio la Namibia, che non solo ha tutto ma lo ha anche nelle sue più svariate forme, a volte anche estreme. Dune tra le più alte dell'Africa e quindi del mondo, sabbie di forme e colori differenti, mare e deserto che ci precipita dentro, animali nella savana e animali che vanno a scorrazzare sulla battigia dell'oceano, colonie di otarie ed elefanti sulle dune …; e popoli di antica cultura orgogliosamente sedentari, con etnie che rifiutano caparbiamente ogni contaminazione e occidentalizzazione.
Cari amici, nella zona della straordinaria fioritura dei gigli bellissimi prima descritti, vive il popolo degli Himba, la cui antica cultura ha usi e costumi affascinanti, da noi ormai dimenticati da secoli. Nella cultura degli Himba sono le donne ad avere il controllo familiare e ad ereditare il patrimonio; è un matriarcato che funziona e che regola la vita sociale in modo semplice e ben accettato. La loro femminile particolarità è quella di cospargersi il corpo con un unguento realizzato con ocra rossa mista a burro e cenere e spezie; il risultato, come si può vedere da qualche foto, è unico e affascinante! Si può notare il loro portamento fiero e regale, fatto di movimenti misurati e ponderati, da vere, sagge matriarche, capaci di regolare la vita della Comunità degli Himba in modo esemplare. 
Amici, chi ha avuto il piacere di visitare questa civiltà, dopo la sorpresa iniziale, ha capito che non sempre l’evolversi della civiltà nei secoli, l’industrializzazione, il progresso, siano stati un bene in toto. C’è chi è “rimasto indietro” (non discuto se volutamente o meno), ma certamente ha mantenuto stili di vita e conservato vantaggi a noi ormai sconosciuti! Per esempio, la fretta tipica del nostro mondo, gli Himba la considerano “contro natura”, non avendo con essa niente a che fare, e perciò la disprezzano perché in realtà (non solo per loro...) va contro gli originali ritmi naturali…
A domani.
Mario

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