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lunedì, dicembre 22, 2014

IL DIFFICILE MESTIERE DI GENITORI. ESSERE IPERPROTETTIVI O PERMISSIVI?



Oristano 21 Dicembre 2014
Cari amici,
ieri ho parlato di Genitori e di bugie, in particolare quelle dette dai loro figli adolescenti. Il difficile mestiere di genitore deve quotidianamente affrontare anche un altro difficile problema: quello dello “svezzamento”, ovvero quello di creare nei giovani che crescono la necessaria autonomia. Ebbene, gli esiti di un recente studio indicano che gli eccessi di “protezione”, spesso utilizzati, anziché giovare alla loro formazione e quindi a creare in loro quella giusta autonomia e senso di responsabilità, possono creare al contrario maggiore insicurezza, facendo aumentare la loro ansia.
Lo studio mette in luce che non pochi genitori rischiano con il loro comportamento di peggiorare la formazione autonoma dei loro figli, cadendo in quella che i ricercatori chiamano la "trappola della protezione". In sostanza, profondendo loro un eccesso di attenzione, creando intorno a loro una specie di “campana di vetro”, altro non fanno che aumentare la loro ansia nei confronti del mondo esterno. Privandoli dunque di quelle esperienze che, avrebbero messo a dura prova la loro capacità di reagire alle avversità esterne, li rendono meno forti, meno capaci di maturare la loro sicurezza e autonomia.
"Quando i genitori cercano di aiutare i loro figli ansiosi, fanno un sacco di cose ", ha detto Armando Pina, professore associato di psicologia dello sviluppo infantile presso l'Arizona State University, che ha partecipato allo studio prima indicato. "Alcune di queste sono positive, come la promozione del coraggio con calore e gentilezza. Altre sono meno efficaci, come la super-protezione intesa a evitare le difficoltà del mondo esterno, una tutela controproducente che genera ancora più ansia".
Questa iper protezione può portare ad altri problemi, ha osservato uno degli esperti. "Se non adeguatamente trattati, i disturbi d'ansia nei giovani risultano associati a un rischio maggiore di altri problemi psicologici e comportamentali, come la depressione e l’uso di sostanze ", ha detto Donna Pincus, direttore della ricerca presso il Programma per il Trattamento dell’Ansia e della Paura nei Bambini e negli adolescenti, presso la Boston University. Problemi di ansia possono anche portare a grosse criticità nell’equilibrio delle famiglie e determinare un andamento scolastico negativo.
Cari amici, è certamente comprensibile che i genitori si sentano preoccupati e in ansia per i loro figli; spesso essi si precipitano a confortarli quando appaiono in difficoltà, ma è necessario non sostituirsi mai a loro, altrimenti anziché migliorare la situazione questa può peggiorare.  
Lindsay Holly, uno degli autori dello studio ha detto: "A volte i genitori finiscono per fornire un’eccessiva rassicurazione al bambino, arrivando a fare le cose al posto suo, ad esempio porgere le scuse per non poter andare a una festa di compleanno, a causa dell’ansia provocata dalle situazioni sociali, o parlare al posto del ragazzo facendo un’ordinazione al ristorante”. Tutto questo non è positivo.
Nello studio prima citato i ricercatori hanno esaminato i risultati di un'analisi effettuata su 70 bambini di età compresa tra 6 e i 16 che sono stati curati per disturbi di ansia e depressione. I bambini erano equamente divisi tra maschi e femmine. I ricercatori hanno riscontrato che alcuni bambini avevano più probabilità di avere sintomi di ansia e depressione se i loro genitori, attraverso approcci diversi, avevano cercato di ridurre la loro ansia, in realtà contribuendo ad accrescerla, Tra i due gruppi etnici, "l'unica differenza era che i genitori di origine latina sembravano prendersi cura più spesso dell’ansia dei loro figli", ha detto la dottoressa Holly.
Cari amici, l’interessante ricerca portata avanti dall’Università americana ha certamente messo in evidenza che, ferma la necessaria formazione e protezione genitoriale, questa non deve mai essere tale da limitare le possibili esperienze che l’adolescente deve necessariamente fare per essere, poi, capace di affrontare le difficoltà della vita. Anche studi ed esperienze precedenti avevano indicato che per aiutare i bambini a diventare meno ansiosi e più resistenti, bisognava insegnare loro l'importanza di affrontare le paure. In sintesi gli obiettivi della ricerca sono stati quelli di stimolare e coinvolgere i genitori ansiosi: insegnare loro come riuscire a promuovere il coraggio nei bambini, attraverso l’utilizzo di una combinazione di calore e di gentilezza. La dottoressa Holly suggerisce che i genitori incoraggino i figli "a fare cose coraggiose che siano piccole e alla loro portata." Un bambino che abbia paura di parlare in pubblico, per esempio, potrebbe essere sollecitato a rispondere da solo a una domanda del cameriere al ristorante, così come provare da solo a fare degli acquisti.
Cari amici, ogni giorno, facendo bene il genitore, è un giorno diverso: è più quello che si apprende di quello che già si sa. Piccoli accorgimenti, come quelli prima evidenziati, possono essere adottati quotidianamente, cercando di alzare leggermente l'asticella ogni qual volta ci si accorge che il  proprio bambino sta via via acquisendo una maggiore sicurezza nell'interazione sociale. Le nostre soddisfazioni saranno grandi e l’ansia, piano piano, sparirà da noi e da loro!
Ciao, a domani.
Mario

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao amico mario non trovo una mail o un modo di contattarti. sto facendo un sito per sant'Efisio dove vorrei mettere anche dei racconti delle persone che hanno vissuto la processione. ti andrebbe di pubblicare il tuo racconto? in caso puoi contattarmi a info@santefisio.it

il sito è appunto www.santefisio.it

grazie, manuela