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mercoledì, febbraio 22, 2017

ZIPPOLE (O ZEPPOLE), UNA DOLCE STORIA! AD ORISTANO NON È CARNEVALE, SENZA VERNACCIA, MOSTACCIOLI E ZIPPOLE!



Oristano 23 Febbraio 2017
Cari amici,
A Carnevale le Zippole ad Oristano sono un dolce di cui proprio non si può fare a meno! Insieme alla Vernaccia (anche se dovrei dire "al vernaccia essendo il vino di genere maschile) ed ai mostaccioli questo dolce, fritto al momento e mangiato caldissimo, è qualcosa di irrinunciabile e non sarebbe festa carnevalesca se non ci fosse! Il giorno della Candelora, per esempio, giorno che sancisce “il via ufficiale” alla Sartiglia di quell’anno, quando i Presidenti dei due Gremi, quello dei contadini e dei falegnami, si recano a casa del rispettivo Componidori per consegnargli la candela benedetta e dargli in quel modo l'investitura ufficiale, i festeggiamenti seguenti sono rigorosamente scanditi da Vernaccia, mostaccioli e zippole.
A partire da quel giorno nelle strade, nelle case e nelle scuderie di Oristano è tutto un via vai di massaie che si affannano a confezionare questo dolce, ormai parte integrante della nostra Sartiglia e del nostro carnevale. 
Le zippole hanno una storia lunga, affondando la loro origine nei secoli, e col passare del tempo sono diventate una squisitezza, disponibile in numerosissime varianti, ovviamente tutte buonissime!
Questo dolce era in auge anche nell’antica Roma. Nella Roma degli imperatori il 17 Marzo si celebravano i “Liberalia”, festeggiamenti in onore delle divinità del vino e del grano. Per rendere omaggio al dio Bacco ed a Sileno, precettore e compagno di gozzoviglie del dio, nell’occasione, per ingraziarsi queste divinità, il vino scorreva a fiumi, accompagnato da una sorta di frittelle, confezionate con farina di frumento che venivano servite calde, appena fritte.
La tradizione romana non è andata perduta nel tempo, essendo stata assorbita successivamente dal Cristianesimo. Ricorrendo, infatti, solo due giorni dopo (il 19 Marzo), la festività di San Giuseppe, il popolo ha continuato a festeggiare come prima e le frittelle hanno continuato ad essere protagoniste, quali discendenti di quelle storiche e diventando così le “zeppole di S. Giuseppe”. 
Lasciando da parte le leggende, nella versione attuale, la zeppola di S. Giuseppe nasce come dolce conventuale: secondo alcuni nel convento di S. Gregorio Armeno, secondo altri in quello di Santa Patrizia, anche se c’è chi ne attribuisce “l’invenzione” alle monache della S. Croce di Lucca, o a quelle dello Splendore.
Il primo ad introdurre in un “ricettario” la zeppola di San Giuseppe pare sia stato nel 1837 il celebre gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino. C’è anche da considerare che il 19 Marzo già in tempi lontani si festeggiava, essendo la Primavera già nell’aria, la fine dell’inverno; questi festeggiamenti, che comprendevano i cosiddetti “riti di purificazione agraria”, si svolgevano con l’accensione nei paesi del Meridione d’Italia di grandi falò, durante i quali si preparavano grosse quantità di frittelle. 
Ebbene, dopo avervi detto tutto questo, avendo sicuramente solleticato il Vostro palato, ecco una bella ricetta per la preparazione casalinga delle saporite zippole carnevalesche (in sardo zippulas). Riporto quella classica, in auge nella nostra Oristano!

ZIPPOLE DEL CARNEVALE ORISTANESE
Ingredienti: (dosi approssimative per sei persone): un chilogrammo di farina di semola, tre uova di giornata, un quarto di litro di latte, un bicchiere di acquavite locale, un tocco di lievito sardo per il fermento, (sa mardighe), circa mezzo litro d'olio d'oliva, 200 grammi di zucchero, il succo spremuto di 6 arance, un pizzico di sale.
Preparazione: impastare la farina con acqua tiepida leggermente salata sino ad ottenere un impasto molto consistente che faciliti la lavorazione della massa con le mani, vale a dire quell'operazione che in sardo si dice sa cariadura.
Unire il lievito naturale, quindi lavorare su un piano di legno, sempre con le mani, a forza di braccia e aggiungendo lentamente altra acqua tiepida per ammorbidire un pochino l'impasto. Qualora la massa presenti difficoltà per la lavorazione, in quanto l'eccessivo ammorbidimento non permette di gramolarla sul piano del tavolo, versare tutto in una conca di coccio, in uno di quei recipienti rustici (is tianus), ideali per queste confezioni.
Aggiungere ora il latte caldo e farlo assorbire dalla massa; poi unirvi le uova intere, continuando la lavorazione manuale dei diversi ingredienti, accorpati in maniera energica e vigorosa, fino a che l'impasto non abbia acquistato una perfetta elasticità.
A questo punto, innaffiarlo con l'acquavite, a spruzzi, e renderlo duttile tanto da farlo agevolmente passare scivolando senza ostacoli attraverso lo speciale imbuto per la frittura, detto su canneddu de fai zippulas. A questo punto occorre fare lievitare il tutto per almeno mezz'ora, e, quando sull'impasto si formano delle piccole bollicine significa che è pronto. Ora nel calore dell'ambiente, si passa alla frittura in abbondante olio caldo, facendo uscire l'impasto dall'imbuto e disponendolo nel tegame di frittura in sottili forme a spirale.
Quando le zippole appaiono dorate al punto giusto, con una schiumarola e aiutandosi con un forchettone toglierle dall’olio, scolarle per bene e appoggiarle su della carta assorbente. Ora, dopo averle cosparse a piacere con lo zucchero, sono pronte per essere gustate, belle calde, accompagnate da un bel bicchiere di vernaccia di Oristano, oppure (per i più sfiziosi) di Malvasia di Bosa: entrambi questi vini creano un ottimo contrasto con il dolce naturale delle zippole. Cari amici, Una vera prelibatezza!
Buon Carnevale e Buona Sartiglia a tutti!
A domani.
Mario

martedì, febbraio 21, 2017

IL CORO GOSPEL LOVING STAR HA FESTEGGIATO IN CATTEDRALE L’ARCIVESCOVO PER IL SUO 75° COMPLEANNO.



Oristano 21 Febbraio 2017
Cari amici,
Il Coro Gospel “Loving Star” ha voluto affettuosamente festeggiare nel pomeriggio di Domenica 19 Febbraio l’Arcivescovo per il suo 75° compleanno. Il suo grande affetto deriva dal fatto che
fu Monsignor Sanna a tenerlo a battesimo, in occasione del concerto tenutosi il 1 Maggio a Bonarcado nel 3° Pellegrinaggio Diocesano svoltosi tra i Santuari del Rimedio e di Bonarcado.
Il Coro, nato nel 2004 sotto la direzione del M° Saba, incontrò subito i favori del pubblico, iniziando un'intensa attività concertistica; con una corale corposa, costituita da circa 40 elementi femminili, si esibisce con successo nei più importanti centri della Sardegna.
È il M° Saba il vero motore della compagine, che vanta un vasto repertorio che spazia dai canti Gospel agli Spiritual tradizionali, ma comprende anche brani di Gospel moderno. Il Maestro, diplomato in “flauto traverso” presso il Conservatorio di Cagliari, si è successivamente perfezionato in direzione corale con i maestri Peter Neuman e Mario Fulgoni. Dirige, fin dalla sua fondazione, il Coro tradizionale sardo Maurizio Carta di Oristano con il quale è impegnato in un'intensa attività concertistica a livello Nazionale ed Internazionale, ed è anche Direttore Artistico dell'Ente Concerti "Alba Pani Passino" di Oristano.

Nella bella serata di Domenica il coro ha magnificamente eseguito canti e spiritual molto noti, scatenando nel numeroso pubblico che ha riempito la Cattedrale caldi e lunghi applausi. Durante una pausa delle esecuzioni il coro, oltre agli auguri, ha voluto donare all’Arcivescovo, in affettuoso ricordo, il foulard di seta che completa l’abbigliamento delle coriste. Un gesto d'amore simpatico, che praticamente aveva il significato di accoglierlo idealmente come componente della corale. Monsignor Sanna ha ringraziato visibilmente commosso, ricordando proprio il fatto che il coro, che Lui aveva tenuto a battesimo, era magistralmente cresciuto e aveva raggiunto una bella notorietà.
Il concerto è poi proseguito con diversi altri brani che il pubblico ha gradito in modo particolare, accompagnando con il ritmo delle mani i pezzi più noti. Dopo i lunghi applausi finali l’Arcivescovo ha raggiunto e salutato affettuosamente tutti i componenti, abbracciando infine, in particolare, un bambino sfortunato, nato con una malattia molto rara che lo ha costretto (e ancora lo costringe) a cure difficili. L’affettuoso abbraccio di Monsignor Sanna al bambino è stato poi dettagliatamente spiegato dai genitori, che hanno riepilogato il calvario di sofferenza patito. La mamma, particolarmente commossa, ha detto che Lei caparbiamente rifiutò l’aborto perchè considera la vita "sacra e inviolabile", aiutata e confortata dalla fede e da un grande medico che opera a Roma. Ha ribadito, con lucida convinzione, che una vita deve essere in ogni modo salvaguardata perché è un dono del Signore: sempre!
Amici miei, il bel concerto se è vero che ci ha allietato tutti con le sue piacevolissime vocalità, ha fatto calare in noi anche un velo di tristezza; si, perchè questo “compleanno particolare”, segna anche la fine del mandato pastorale di Mons. Sanna, che proprio al compimento del 75° anno di età, come da prassi, ha rassegnato le Sue dimissioni a Papa Francesco. La sua bella esperienza tra di noi è praticamente arrivata al capolinea, con nostro grande dispiacere! Il nostro Arcivescovo, che è con noi da oltre 10 anni e che in terra d’Oristano ha trovato una Sua nuova patria non solo in funzione del Suo ministero pastorale, ci mancherà non poco.
Di recente, durante l’incontro del 13 Febbraio in Municipio con l’attuale Sindaco ed i suoi predecessori, evento da Lui sollecitato per poter meglio radiografare la città ed i suoi bisogni, in chiusura dell’incontro ha confidato a quanti erano presenti che Lui si sente oristanese a tutti gli effetti, anche se le Sue radici sono altrove. Il suo rapporto con Oristano è privilegiato: Oristano è il luogo dove ha lasciato il cuore e dove, in un giorno spera lontano, vorrà far riposare le Sue spoglie terrene. Come Arcivescovo, avendo il diritto di essere sepolto nella casa di Dio, nel Suo testamento ha scelto proprio come ultima dimora la Cattedrale di Oristano, nella Cappella alla destra dell'altare.
Auguri di vero cuore, caro Monsignor Sanna! Ho avuto il piacere di godere della Sua splendida amicizia, consolidatasi anche durante il mio mandato di Delegato per Oristano dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Delegazione alla quale Lei, in qualità di Priore, ha sempre dedicato un’attenzione straordinaria: da vero Padre; amicizia che mi ha molto onorato e mi onorerà sempre. Lei, per me e per tutti noi Cavalieri dell'Ordine, resterà per sempre nei nostri cuori: sarà sempre il nostro amato Arcivescovo.
A domani, cari amici che mi seguite.
Mario


lunedì, febbraio 20, 2017

ORISTANO E LA SARTIGLIA DEI BAMBINI: FAR CONOSCERE LE TRADIZIONI FIN DALLA PIÙ TENERA ETÀ! “SA SARTILL’E CANNA 2017” SI È SVOLTA CON GRANDE PARTECIPATAZIONE DI PUBBLICO E RICCA DI BELLE EMOZIONI!



Oristano 20 Febbraio 2017
Cari amici,
Dire Sartiglia, ormai, è come dire Oristano, perché l’abbinamento tra l’antica corsa alla stella e la città giudicale è un connubio consolidato. Col passare del tempo la manifestazione plurisecolare ha talmente permeato gli oristanesi che “La Sartiglia” è vissuta con commozione e trasporto tutto l’anno, non solo dai grandi ma anche dagli adolescenti (che ormai hanno una loro corsa riservata effettuata con i cavallini della Giara il Lunedì, posto tra la Domenica e il Martedì di carnevale, chiamata Sartigliedda) e addirittura dai bambini, che fin dai primi anni di vita si cimentano a viverla cavalcando i loro cavallini di canna e impugnando una piccola spada, sempre di canna, per cercare di cogliere la stella, trofeo colto dai più bravi e da esibire orgogliosamente ai compagnetti e ai genitori.
Ebbene, questa bella manifestazione che imita la grande Sartiglia, che ha preso il nome di “Sartill’e canna” perché il cavallino usato per cogliere la stella è una bella canna, opportunamente preparata e bardata dai volontari della “Associazione per la tutela e l'incremento dei cavallini di canna-Onlus”, guidata dal Presidente Flavio Fodde e con la supervisione del Parroco di Sant’Efisio (quartiere di “Su Brugu”) Don Gianfranco Murru, è nata (negli anni ’70) con l’intento di avvicinare alla storica corsa equestre anche i giovanissimi. È in effetti un bel gioco per bambini, ma che fa divertire anche i grandi! Si corre la penultima Domenica di Carnevale, una settimana prima di quella vera.
Gli esponenti della benemerita associazione, diversi giorni prima della manifestazione, provvedono a recuperare nelle campagne della città una scorta di robuste canne che, con abilità, trasformeranno in colorati cavallini bardati con le rosette da utilizzare nella competizione. Nella Scuderia Su Brugu (trattasi del salone parrocchiale dietro la Chiesa di Sant'Efisio) vengono preparati i ‘cavallini di canna’ in grande quantità: quest’anno oltre 3.000, che hanno fatto la gioia dei tanti bambini che li hanno cavalcati con grande passione alla ricerca della stella da cogliere tra gli applausi del pubblico, il rullare dei tamburi e gli squilli delle trombe, ritmate dai ragazzi dell’associazione tamburini e trombettieri. La bella manifestazione, col passare del tempo, ha aumentato sempre più la partecipazione alla gara di abilità dei bambini, che ora provengono anche da diverse parti dell’Isola e addirittura dal Continente. Quest’anno in scuderia, pensate, non è rimasto neppure un cavallino!
Per svolgere la prestigiosa funzione di Capo Corsa, l’agognato ruolo di Componidoreddu, deve essere presentata apposita domanda, riservata ai bambini di età compresa tra in 6 e i 12 anni che abitano nel quartiere oristanese di “Su Brugu” o che frequentino la scuola di catechismo nella Parrocchia di Sant'Efisio. Gli aspiranti capocorsa dovranno avere l'esplicito consenso dei genitori e dovranno essere presenti nel salone parrocchiale al momento dell’estrazione a sorte del prescelto. Chi avrà la fortuna di essere sorteggiato dovrà scegliere subito tra i presenti i suoi 2 aiutanti: Su Segundu e Su Terzu, che potranno essere anche di un altro quartiere di Oristano o anche di un’altra città. La partecipazione a Sa Sartill’e canna è gratuita e a tutti i bambini viene messo a disposizione un cavallino di canna per partecipare alla sfilata e alla corsa alla stella.
Domenica scorsa 19 Febbraio, subito dopo pranzo verso le 13,30, una gran folla era già assiepata dietro le transenne della piazza antistante la “Scuderia Su Brugu. Bambini vocianti, genitori eccitati e amici, che a fatica riuscivano a contenere l’entusiasmo dei piccoli. Dopo il rito della vestizione de su Componidoreddu (quest’anno la sorte ha premiato Alessio Statzu, 10 anni, che ha scelto Nicola Sanna come Segundu e Elisa Usai come Terzu), il piccolo capocorsa ha fatto per tre volte l’intreccio delle spade con su Segundu e poi ha, per primo, dato inizio alle discese alla stella. La fortuna lo ha subito premiato: la stella è stata infilzata al primo colpo tra gli applausi della folla. Poco dopo altrettanto ha fatto “Su Terzu” Elisa Usai di 9 anni. A Nicolò Sanna (10 anni), il centro della stella è sfuggito per un soffio.
Tra molti successi e pochi colpi a vuoto la manifestazione è proseguita, e anche quest’anno è arrivata una bella pioggia di stelle: ben 235 quelle centrate, che hanno arricchito il carniere dei bambini, provenienti da tutte le province della Sardegna, dalla Lombardia, dalla Sicilia e dalla Campania, dalla Francia e dalla Germania, con grande felicità e tanti occhi lucidi di emozione da parte dei genitori e del numeroso pubblico. Insomma successo pieno per l’edizione 2017 de “Sa Sartill’e canna”, il carnevale dei bambini che viene definito “unico al mondo” e che quest’anno ha esercitato un richiamo più forte rispetto al passato probabilmente per il tempo più favorevole che ha incoraggiato piccoli e adulti a partecipare.

Cari amici, uno spettacolo davvero senza precedenti, che ha stimolato ben 609 bambini a scendere in pista per la corsa alla stella e provare le emozioni più ambite del carnevale di Oristano riservato ai più piccoli. Il concorrente più giovane è stato Alex Cuccu, di appena 17 mesi, che ha anche centrato la stella; il più grande di anni, invece, ne aveva 10. La manifestazione si è chiusa con i mini tamburini e i mini trombettieri della Pro Loco, guidati da Pinuccio Utzeri, che si sono esibiti in diverse spettacolari pariglie.
Domenica prossima inizierà la Sartiglia vera, quella carica di anni e di gloria; Domenica 26 sarà la volta del Componidori del Gremio dei Contadini Sergio Ledda, mentre Martedì 28 la corsa sarà guidata da Peppe Sedda, Componidori del Gremio dei Falegnami. Nell’intervallo, Lunedì 27, verrà corsa la Sartigliedda, organizzata dalla Pro Loco di Oristano (quest’anno è il 37°), che come Componidoreddu ha scelto Giorgia Ariu 16 anni), coadiuvata da su segundu Giorgia Madeddu (14 anni) e da su terzu Sara Corrias (13 anni). Una pariglia tutta al femminile!
Insomma ad Oristano, per grandi, giovani e giovanissimi, è sempre Sartiglia, tutto l’anno! 
Speriamo tutti nella Buona Sorte!
A domani.
Mario
Il Presidente dell'associazione Flavio Fodde con un socio fondatore: Emilio Firinu