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domenica, febbraio 25, 2018

ORISTANO, FATTI E MISFATTI DI “SARTIGLIA”. L’EDIZIONE 2018 ANDRÀ IN ARCHIVIO CON RICORDI NON PROPRIO EDIFICANTI. L’OPINIONE DI FILIPPO MARTINEZ.



Oristano 25 Marzo2018

“Tanto tuonò che piovve”. La famosa frase viene dalla tradizione attribuita a Socrate; il famoso filosofo l’avrebbe pronunciata al culmine di un litigio con la moglie Santippe che, mentre era intento a dialogare con suo allievo, dopo aver a lungo inveito contro di Lui, gli rovesciò addosso una brocca d’acqua sporca.  Credo che quest’antico episodio calzi abbastanza bene anche ai fatti legati alla Sartiglia di quest’anno.
Avevo deciso in un primo tempo di non entrare in polemica su questo blog sui fatti e i misfatti successi nella Sartiglia di quest’anno, anche perché la mia convinzione è che, sostanzialmente, quello che è davvero mancato nel lungo braccio di ferro è il buon senso: in sintesi un costruttivo dialogo che avrebbe potuto conciliare ‘capra e cavoli’, ovvero sicurezza e rispetto della tradizione. Però, dopo aver letto con attenzione quanto sull’argomento ha inteso scrivere una persona capace che stimo molto, Filippo Martinez, ho deciso di riportare “per intero” quanto da Lui scritto, in particolare riferito allo sciopero dei cavalieri. Credo che serva a far meditare tutti: sia chi ha sbagliato che chi ha subito.
Ecco il pensiero di Filippo Martinez, regista, leader del movimento Oristano Capitale, Majorale del Gremio del Cavaliere Infinito oltre che Estetista di Aristan, sullo sciopero dei cavalieri.
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SARTIGLIA, SICUREZZA E POLEMICHE.
di Filippo Martinez.

Tutti noi umani abbiamo il dovere di essere sempre al di sopra della legge. Non fraintendetemi. Non voglio istigare nessuno a infischiarsene della legge, tutt'altro.
La legge bisogna conoscerla e, se non si tratta di una legge che va contro i sacrosanti diritti dell'uomo (vedi le leggi razziali), bisogna saper interpretarla. Questo è il punto: “saper interpretarla”. Perciò chi deve farla rispettare deve avere una reale, non meccanica, sapienza giuridica, una cultura adeguata (meglio se vasta ed eterogenea) e una sicura capacità di valutare le circostanze. Insomma, nel rispetto rigoroso dell'etimologia (“intelligere” significa comprendere), deve essere intelligente. Senza queste caratteristiche la legge potrebbe essere tranquillamente gestita da un robot. A Oristano l'ultima domenica del carnevale appena terminato, durante la celebrazione (uso questa parola per sottolinearne la sacralità) della Sartiglia i cavalieri che, per cimentarsi nella corsa alla stella, attendevano la consegna della spada dal Componidori (monarca incontrastato di quella che è molto più di una semplice giostra equestre), per la prima volta dopo parecchi secoli hanno trovato, letteralmente, fra i piedi dei loro cavalli le forze dell'ordine che, comandate dal Questore, in nome della “sicurezza suprema” (Oristano era blindata come se dovesse accogliere l'incontro tra Donald Trump e Kim Yong-un) procedevano a uno scrupoloso antidoping intralciando lo svolgersi degli eventi.

Il Componidori ha cercato di opporsi ma è stato inutile, così (giustamente, doverosamente) ha esercitato quel potere che nessun questore poteva insidiare: ha abolito le pariglie acrobatiche che tradizionalmente seguono la corsa alla stella. I cavalieri hanno sfilato fieri e ordinati davanti alla folla e il Componidori ha chiuso la manifestazione. Proteste. Recriminazioni. Polemiche. L'organizzazione ha voluto rendere i soldi del biglietto alla marea di persone che avevano preso il posto in tribuna.

C'è stato chi ha trovato l'atteggiamento dei cavalieri scandaloso, chi ha parlato di uno smacco inaccettabile nei confronti dei turisti giunti da mezzo mondo, chi ha detto che l’ “immagine” della Sartiglia ha subito una ferita mortale... Non sono d'accordo. Con questo gesto tutti, turisti compresi, hanno potuto assistere a una clamorosa performance di dignità, a un elegante esercizio di Regalità Individuale (di ciascuno dei cavalieri) che, nei tempi volgari che stiamo vivendo, vale molto più dello spettacolo che avevano acquistato pagando il biglietto.
Filippo Martinez
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Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo.
A domani.
Mario

sabato, febbraio 24, 2018

PESCA COL SISTEMA ELETTRICO? NO GRAZIE! A STRASBURGO L’EUROPARLAMENTO HA BOCCIATO LA PROPOSTA DI DEROGA: «DANNEGGIA IL MARE E L’ECOSISTEMA».



Peschereccio con attrezzatura per la pesca elettrica
Oristano 24 Febbraio 2018
Cari amici,
Nonostante la lobby dei grandi pescatori industriali, operanti su larga scala, premessero per avere mano libera ad usare le tecniche di cattura dei pesci con impulsi elettrici, l’Unione Europea ha detto NO. Eppure in molti erano convinti in un esito positivo della richiesta, potendo contare anche sull’appoggio della Commissione europea, ma la forte presa di posizione degli ambientalisti, impegnati a difendere l’ecosistema marino e il lavoro dei pescatori artigianali, ha convinto l’Europarlamento di Strasburgo a bocciare l’estensione della deroga alla pesca elettrica, concessa in precedenza in via sperimentale "limitatamente al Mare del Nord"; in realtà quest'eccezione veniva spesso superata, utilizzata in aree ben più vaste e da un crescente numero di pescherecci (soprattutto olandesi e britannici).
Questo tipo di pesca, vietata in molti Paesi del mondo, fu introdotta in Europa tempo fa su proposta della Commissione europea, concessa in via provvisoria con una “deroga sperimentale”: valida esclusivamente nei mari del Nord Europa. Deroga fortemente voluta dalla grande lobby che riunisce i proprietari dei grandi pescherecci, in particolare olandesi, che la ritenevano non solo efficace ma anche molto redditizia, in quanto consentiva di catturare specie pregiate come sogliole, rombi e platesse in tempi più ristretti e soprattutto ottenendo grossi risparmi.
La Commissione europea aveva fin da subito appoggiato le richieste esprimendo parere favorevole, considerando innovativa questa tecnica di cattura con impulsi elettrici, e proponendone l’introduzione limitata ed in via sperimentale; successivamente, poi, avallò la nuova proposta chiedendo di accordarla ben più ampia ed in via definitiva. Gli ambientalisti, però, già contrari alle reti a strascico, si rivelarono subito nettamente contrari, considerando la pesca elettrica una soluzione peggiorativa e non migliorativa, ritenuta molto pericolosa per il mantenimento dell’ecosistema.
A Strasburgo il voto contrario alla pesca elettrica, nonostante il parere favorevole della Commissione, ha creato una grande sorpresa anche nelle associazioni ambientaliste, rimaste davvero incredule per quel voto straordinario che dava torto alle lobby della grande pesca, rigettandone le caldeggiate istanze. 
Immediate sono state anche le reazioni dei gruppi parlamentari e delle associazioni, con ricadute a livello di governi nazionali, tra cui anche l’Italia.
Ai microfoni di euro news la Presidente dell'associazione Bloom, che ha capitanato il fronte del NO contro questo tipo di pesca, Claire Nouvian, ha dichiarato: "Il voto di oggi è un forte segnale politico che ci dà un mandato politico ampio per negoziare nella fase che si apre adesso”. Il voto è avvenuto all’interno dell’approvazione del “Nuovo regolamento europeo sulla pesca”, che, nel suo insieme, intende programmare le linee guida che le flotte europee dovranno rispettare nei prossimi anni. "E' un regolamento atteso da oltre dieci anni dai pescatori, che chiedono semplificazione e regionalizzazione delle scelte", sostiene l'eurodeputata PD Renata Briano, "ad oggi le misure tecniche, che sono le norme che stabiliscono come e dove i pescatori possano pescare, sono contenute in oltre 30 diversi regolamenti e atti dell’Unione. Il peso di questa complessità, per non dire confusione, grava su chi è soggetto a quelle regole: i pescatori.”
Sul fronte del NO fortemente contrari i Verdi dell'Europarlamento, che, con Marco Affronte, chiedono il ritiro di tutto il regolamento. Regolamento nuovo sì, ma che pur ampio e dettagliato, appare difficile da digerire in alcune sue parti, come quella appunto dedicata alla pesca elettrica, ritenuta una tecnica molto discussa: redditizia per le lobby ma aspramente criticata dalle ONG che puntano invece sulla necessaria difesa del mare e del suo ecosistema. Anche molti altri punti del “Regolamento” sono oggetto di aspre critiche.
Verdi, Sinistra unitaria e Grillini hanno provato fino all'ultimo a rimandare il voto sul nuovo Regolamento europeo sulla pesca, ma senza riuscirci; si è così iniziato a votare e, come previsto, è iniziato dalla pesca elettrica, a cui si farà seguito con l’esame di altri 30 atti legislativi che intendono gettare le linee guida per le flotte europee per i prossimi anni. La Vice Presidente della Commissione Pesca, Renata Briano, ha chiarito che il nuovo regolamento “riguarda tutti gli attrezzi utili alla pesca, compresi quelli innovativi, e prevede un periodo di sperimentazione di almeno quattro anni. Durante questo periodo il Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP) valuterà quali attrezzi siano sostenibili a livello ambientale".
Cari amici, la battaglia per la pesca, forte di lobby potentissime, è appena iniziata. La bocciatura di oggi, osannata dagli ambientalisti, non so quanto potrà durare, perché chi è potente non demorde, e tornerà presto all’attacco. L’importante è non mollare, perché la salute del mare e del suo ecosistema è così importante per la salvaguardia del mondo intero! Mollare, arrendersi, significherebbe mettere a repentaglio sul serio la vita nel nostro pianeta.
A domani.
Mario

venerdì, febbraio 23, 2018

CREATO IN LABORATORIO IL PRIMO OVOCITA UMANO IN PROVETTA, PRONTO PER ESSERE FECONDATO. LA PROCREAZIONE NEL TERZO MILLENNIO AVVERRÀ IN LABORATORIO?



Oristano 23 Febbraio 2018
Cari amici,
Forse siamo alle soglie della creazione dell’essere umano perfetto: costruito con tutte le caratteristiche desiderate in laboratorio. Questo sogno, relegato per anni nei libri di fantascienza, sembra essere, ora, approdato alle realtà. Si, recentemente è avvenuta la concretizzazione di un sogno a lungo covato, atteso da tempo, e che alla fine è arrivato. Degli ovociti umani, coltivati per la prima volta in laboratorio, sono riusciti a completare l'intero processo di maturazione e ora sono pronti per essere fecondati.
La straordinaria scoperta è stata pubblicata sulla rivista Molecular Human Reproduction il 30 Gennaio scorso, ed ha acceso fortemente le speranze di chi vorrebbe un figlio e finora non è riuscito nell’intento. Ora il risultato della ricerca appare in grado di rivoluzionare la fertilità, aprendo nuove vie per le maternità finora impossibili. La ricerca è stata condotta presso la Scuola di Scienze Biologiche dell'Università di Edimburgo, in collaborazione con il Royal Infirmary e l'ospedale pediatrico, sempre di Edimburgo, oltre che con il Centro per la Riproduzione Umana di New York. "Essere in grado di far sviluppare ovociti umani in laboratorio potrebbe allargare la portata degli attuali trattamenti per la fertilità", ha dichiarato la coordinatrice della ricerca, Evelyn Telfer.
La tecnica con cui sono stati ottenuti in laboratorio questi ovociti fecondabili è stata particolarmente impegnativa e si è sviluppata in 4 fasi, fino ad ottenere i primi ovociti “maturi”, ovvero arrivati a uno stadio di completa maturazione. Nella prima fase si è provveduto a prelevare la parte più esterna del tessuto ovarico da donne che si erano sottoposte a interventi chirurgici di routine. Prelevate delle parti di tessuto dove sono annidati i follicoli primari, ossia cellule molto primitive, che sono state immerse in un liquido di coltura, un cocktail di sostanze capaci di favorire il naturale sviluppo delle cellule.
Nella seconda fase, queste cellule primitive, immerse nell'ambiente ricco di nutrienti e fattori di crescita, hanno cominciato a svilupparsi fino a duplicare le loro dimensioni; successivamente i follicoli ovarici contenenti gli ovociti sono stati separati. Nella terza fase gli ovociti e le cellule che li circondavano sono stati rimossi dal liquido di coltura e collocati su una membrana ricca di nutrienti. Infine, nella quarta e ultima tappa del processo, gli ovociti sono arrivati alla piena maturazione, pronti quindi per essere fecondati.
Lo straordinario risultato ottenuto, se verrà confermato dall’avvenuta fecondazione, potrebbe risultare d’aiuto alle donne infertili o che soffrono di menopausa precoce. La tecnica messa in atto risulterebbe utile anche alle donne affette da tumore (applicata prima dell'inizio di una chemioterapia che potrebbe distruggere le cellule germinali e renderle infertili). In questo modo, una volta guarite, potrebbero disporre delle loro cellule uovo, in grado pertanto di concepire in vitro un figlio con il seme del marito, attraverso la procreazione medicalmente assistita. Ma non è tutto.
Se questa scoperta si rivelerà effettivamente in grado di creare ovociti fecondabili con regolarità, attraverso questa tecnica colturale potrà essere prodotto un ampio numero di ovociti umani in vitro, cosa che apre la strada ad una facile accessibilità alla fecondazione eterologa (con gamete femminile di donatrice) e anche alla clonazione umana per trasferimento di nucleo di cellula somatica (SCNT), entrambe oggi limitate, in considerazione anche della scarsa disponibilità di ovociti umani maturi.
Cari amici, quello che la scienza ci sta mettendo davanti, seppure tecnicamente possibile, in realtà cozza, entra terribilmente in contrasto, con le severe norme etiche che dovrebbero sempre guidare l’uomo. Nonostante la coltura e la maturazione in vitro di gameti umani di per se non sia intrinsecamente illecita (non si tratta di un organismo umano embrionale che si sta sviluppando ma solo di cellule del corpo umano), questo tipo di intervento bio-tecnologico appare agli occhi di molti eticamente inammissibile. La Chiesa cattolica per prima ha sempre giudicato negativamente manipolazioni di questo tipo giudicandole contro natura, in quanto la pratica della creazione in laboratorio di embrioni umani, intenzionalmente separata dall'atto d’amore coniugale tra la donna e l'uomo, risulta irrispettosa della vita e della dignità del concepito.
Anche il bioeticista e Presidente vicario del Comitato nazionale di bioetica (CNB), Lorenzo d'Avack, ha affermato in un’intervista rilasciata all’Ansa, che la recente scoperta è da considerarsi eticamente condannabile e scientificamente pericolosa, in quanto finalizzata alla artificiale procreazione umana; potrebbe essere considerata accettabile, ha continuato, solo se l’utilizzo degli ovociti sviluppati in laboratorio fossero destinati a curare malattie.
Cari amici, se è vero che la scienza continua a fare passi da gigante, è anche vero che l'etica non può essere gettata alle ortiche; con la procreazione non si può e non si deve scherzare! Costruire in modo artefatto o artificiale una nuova vita, significa per l'uomo giocare d'azzardo, trasformarsi in Dio creatore, senza averne, credo, le competenze e il diritto per farlo.
A domani.
Mario