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lunedì, maggio 20, 2019

LA “FARFALLA D’ARGENTO” DI 50&PIÙ A GIORGIO LUCIANO PANI, ESPONENTE DI SPICCO DELL’ASSOCIAZIONE PROVINCIALE ORISTANESE.


Oristano 20 maggio 2019
Cari amici,
Credo che avere un amico “POETA”, sia un privilegio che non tutti hanno! Il poeta, come ho già avuto modo più di una volta di scrivere anche su questo blog, è una persona fuori dal comune, una persona che nasce con dono speciale: quello di poter osservare la vita da un’angolazione ai più sconosciuta: quella che riesce a far vedere in tutte le cose del creato la vera essenza della loro esistenza. Cerco di spiegarmi meglio.
La natura con la sua perfezione è certamente ammirevole, così come lo sono le azioni positive svolte dall’uomo, ma per tanti di noi questa osservazione si limita alla percezione esterna: all’osservazione “del guscio”, non di quello che invece questo guscio contiene! Il poeta, invece, col suo magico periscopio riesce a “penetrare” all’interno: di un fiore, di un paesaggio, di un tramonto, del sorriso gioioso di un bambino, degli occhi tristi di una madre o in quelli disperati di un emigrante; Egli riesce ad osservarne l’essenza, il contenuto, come se leggesse un libro aperto. E di questo libro aperto egli poi riferisce a noi, comuni mortali, inabili all’osservazione diretta, attraverso le sue poesie.
Si, amici, come ho avuto modo di scrivere sul caro amico Giorgio nel mio post su questo blog il 19 marzo dello scorso anno (chi è curioso può andare a leggere o rileggere quanto scrissi cliccando sul seguente link http://amicomario.blogspot.com/2018/03/giorgio-luciano-pani-un-creativo.html), il poeta è proprio un essere speciale! Un soggetto che il Buon Dio ha voluto dotare di una sensibilità particolare, unica, in modo che Egli, con la sua capacità poetica, possa essere un vero "medico dello spirito", capace di lenire l’animo dei suoi lettori provati dalle fatiche della vita e che, con le sue poesie, si ristorano; poesia, dunque, ristorante placebo per i tanti mali che affliggono l'uomo nel duro percorso della vita.
Io, Giorgio e il presidente Augusto Grossi alla recente CICLOPEDALATA.
Ecco amici, io, avendo Giorgio come amico, sono felice di questa amicizia, che mi conforta e mi stimola e che mi consente, nei momenti di riflessione, di riscoprire la gioia delle cose e delle persone belle che mi circondano e che le angosce della vita spesso fanno dimenticare. Giorgio ha già pubblicato, oltre a numerose opere in prosa, 2 libri di poesie; nel suo secondo libro di poesie mi ha anche voluto onorare utilizzando come prefazione quanto scrissi nel mio blog su di Lui nel marzo scorso. Ebbene, amici, oggi plaudo con Voi per Lui, che proprio di recente ha ricevuto un ulteriore, importante riconoscimento, di cui oggi voglio con gioia farvi partecipi.
Sia Giorgio che io, insieme a tanti altri amici, facciamo parte dell’Associazione 50&PIÙ, sezione provinciale di Oristano, che riunisce gli over 50 del Commercio e dei Servizi di tutta Italia. Molto diffusa capillarmente, questa associazione solo nella nostra provincia annovera oltre 1.500 soci. Fondata nel 1974, è un'Associazione libera, volontaria e senza fini di lucro. Opera per la rappresentanza sindacale, la tutela e l'assistenza dei propri soci a sostegno dell’invecchiamento attivo, dell'affermazione e della valorizzazione del ruolo della persona anziana.  Organizza eventi e manifestazioni culturali, sportive e ricreative a livello internazionale, nazionale e territoriale. Forte oggi di oltre 330.000 iscritti offre ai propri soci tutela, assistenza e una vasta gamma di servizi e convenzioni, oltre alla possibilità di partecipare ad un’intensa vita associativa.
Ebbene, tra le attività culturali svolte vi sono anche concorsi di prosa e poesia, a cui il nostro Giorgio Luciano Pani ha di recente partecipato; Giorgio ha inviato una sua poesia che, nonostante la massiccia partecipazione dei soci di tutta Italia, è stata selezionata fra le prime e ammessa alle finali nazionali che si svolgeranno a Baveno (VB) dal 7 al 12 luglio prossimi. Giorgio, come finalista, ha dunque già conquistato la “Farfalla d’Argento”, candidandosi ora, insieme a pochi altri, alla conquista della “Farfalla d’Oro”!
Cari amici, quando il Presidente Augusto Grossi mi ha comunicato la notizia, conoscendo le grandi capacità di Giorgio, non mi sono sorpreso più di tanto, anche se tanta felicità mi ha pervaso! Per ora, dunque, un grande abbraccio a Giorgio per la conquistata Farfalla d’Argento, nell’attesa di poterlo abbracciare ancora, se la sorte vorrà premiarlo con la sognata Farfalla D’oro.
In tanti gli abbiamo fatto gli auguri meritatissimi, e Lui, con la sua grande modestia, ha ringraziato tutti, quasi scusandosi di tanto clamore nei suoi confronti! Nel ringraziare si è così espresso: “Questa è la poesia che ho scelto e che è stata selezionata dalla giuria per partecipare alla finale che avrà luogo a Baveno a luglio. Tutti i finalisti riceveranno la farfalla d'argento e le poesie saranno inserite in una raccolta di poesia e prosa del concorso 2019. Ciao a tutti e ancora grazie per l'affetto e la stima. Giorgio”.
Ecco, amici lettori del mio blog il testo della meravigliosa poesia scritta da Giorgio. È davvero bella, anzi bellissima. È un inno alla nostra stupenda Sardegna!
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Io vivo
Io vivo tra profumi e canti soavi
Nell’isola selvaggia dei Nuraghe,
Prati fioriti tra antichi splendori,
Vento che vibra sulle oscure corde.
Tutto intorno trionfa la natura
Di possente vigore mi circonda,
Montagne verdeggianti d’alti fusti,
Ruscelli impetuosi verso il mare.
Mi sommerge la marea sulla riva,
Gocce salmastre increspano la pelle,
Nuvole bianche danzano nel cielo,
Cinguettii melodiosi tra le fronde.
Natura che accendi tutti i sogni
Di bellezza circondi la mia anima,
Raggio di sole caldo all’orizzonte,
Io vivo nel tuo abbraccio ogni istante.
(Giorgio Luciano Pani)
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Giorgio, è un grande onore esserti amico! Auspico la conquista della farfalla d'oro!!!

A domani.
Mario



domenica, maggio 19, 2019

C’È UNA PIANTA CHE ALLUNGA LA VITA: È LA ANGELICA KEISKEI, DETTA ANCHE “PIANTA DEL SAMURAI”.


Oristano 19 maggio 2019
Cari amici,
Che l’uomo da millenni cerchi di raggiungere l’immortalità è cosa nota, perché la ricerca di una vita senza fine, magari restando giovani e prestanti, è il sogno di tutti. L'immortalità è certamente impossibile, però almeno un surrogato dell’elisir di lunga vita a quanto pare, tuttavia, esiste davvero: sarebbe contenuto in una pianta molto comune in Giappone che si chiama “Angelica keiskei (ashitaba in giapponese)”, ovvero foglia del domani. Si, amici, questa pianta pare possieda la molecola anti-invecchiamento, racchiusa proprio nelle sue foglie. L'Angelica è una pianta coltivata nel paese del Sol levante da oltre duemila anni.
Appartenente alla famiglia delle carote, quando viene masticata ha un vago sapore di sedano, e a quanto pare è molto popolare presso la popolazione giapponese. Può essere consumare cotta, ma anche essiccata, in quanto le sue foglie diventano un buon tè. L’angelica keiskei è molto usata nella medicina tradizionale asiatica e la sua fama nel tempo ha raggiunto anche gli Stati Uniti, dove la sua reputazione di superfood è da tempo molto nota. 
Ora, a prescindere dai benefici apportati e conosciuti da secoli, un recente studio, portato avanti dall'Università austriaca di Gaz e già pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha scoperto che nelle foglie di questa pianta, è presente una particolare molecola in grado di rallentare l'invecchiamento.
Lo studio condotto dal ricercatore Frank Madeo, ha rilevato che questa particolare molecola, testata su lieviti, vermi, moscerini e anche cellule umane, è in grado di allungarne la vita. Sono le speciali molecole antiossidanti contenute nelle foglie di questa pianta, dei particolari flavonoidi, che sono risultati in grado di ridurre il declino cellulare associato all’età. I ricercatori hanno preso in esame un gruppo specifico di flavonoidi estratti dall’Angelica keiskei, estrapolandone uno in particolare, il 4,4'-dimetossicossone, risultato capace di agire sul processo ossidativo delle cellule.
L’equipe diretta dal professor Madeo ha scoperto che la molecola in questione attiva il meccanismo di riciclaggio cellulare scoperto dal biologo giapponese Yoshinori Ohsumi, studio che gli valse il Nobel per la medicina nel 2016. Questo meccanismo, chiamato autofagia, rimuove e degrada i componenti cellulari danneggiati, come proteine e organelli, generando materia prima per costruire nuove molecole. Il cattivo funzionamento di questo meccanismo è all'origine sia di malattie molto diffuse, come infezioni, infiammazioni e tumori, sia di disturbi legati all'invecchiamento, a causa dell'accumulo di molecole tossiche nella cellula.
Nei test di laboratorio la sostanza ha allungato la vita di lievito, vermi e moscerini della frutta di circa il 20% e ha ridotto il declino cellulare associato all'età nelle cellule umane in coltura. La molecola è stata sperimentata anche nei topi con problemi al cuore, soggetti a riduzione del flusso sanguigno (ischemia miocardica prolungata), e il trattamento ha avuto l'effetto di proteggere i tessuti. In un secondo momento, l’osservazione approfondita dello studio ha interessato ulteriormente le cellule umane in coltura, facendo evidenziare risultati altrettanto positivi.
Il risultato, secondo gli autori, conferma il grande ruolo dell'autofagia nella protezione delle cellule e rappresenta un primo passo nell'identificazione di terapie anti-invecchiamento. Per meglio chiarire, l’autofagia è quel meccanismo biologico deputato alla pulizia delle cellule. Lo studio condotto dai ricercatori austriaci, ha evidenziato che il flavonoide estratto dall’Angelica keiskei è capace di attivare un particolare meccanismo in grado di eliminare dall’organismo, come detto prima, i vari scarti derivanti dalle proteine, dalla degradazione delle cellule e tutta una serie di sostanze inutili.
Nell’organismo umano questo processo di ricambio cellulare, è ben attivo in un organismo giovane, mentre diventa meno preciso ed efficiente con il passare degli anni. Rallentamento che, con uno scarso lavoro di pulizia, potrebbe innescare, secondo i ricercatori, l’insorgenza di malattie degenerative come il cancro. Ecco allora che, nonostante vi sia la necessità di ulteriori ricerche e approfondimenti, questa pianta appare, dagli studi effettuati, in grado di ricreare nell’uomo il necessario e utile meccanismo di ringiovanimento cellulare.
Cari amici, per ora per rallentare l'invecchiamento e allungare la vita dobbiamo accontentarci di usare uno stile di vita regolare e salutare, accompagnato sempre dalla necessaria attività fisica. Alimentarsi parcamente, poi, è provato che aiuta non poco: i benefici rinvenienti dall’essere spartani a tavola sono molteplici, e rimanere in linea consente di mantenersi giovani, avere la pelle più elastica, più energia e forza (anche sessuale), maggiore concentrazione e di conseguenza una vita più lunga.
In Giappone, del resto, come anche in Sardegna, vi sono le cosiddette "Blue Zones" (zone del mondo in cui si riscontrano tassi altissimi di longevità), frutto proprio del mangiare poco, tenersi attivi con il lavoro e vivere in Comunità prive del grande stress delle metropoli. 
Che dire, amici, questa scoperta apre davvero la strada a nuove speranze, anche se per ora dobbiamo accontententarci di fare una vita sana, parca e 'in movimento'!
A domani.
Mario

 Ashitaba