Oristano 24 luglio 2026
Cari amici,
Quando scoppia il
caldo feroce, come quello di questi giorni, basta che il nostro frigorifero inizi a fare le
bizze e ci vediamo perduti! Combattere la calura senza un frigorifero ci appare
assurdo, ma in passato, prima dell’arrivo dell’elettricità e degli
elettrodomestici moderni, diversi popoli intelligenti trovavano, comunque, il modo
per rinfrescare cibi e bevande. Un grande esempio ci viene dall’antico popolo
Persiano, che utilizzava una intelligente
tecnologia capace di sfidare il caldo più estremo già migliaia di anni fa.
Questo popolo, per
conservare cibi e bevande, sfruttava l'isolamento termico e il freddo naturale.
Vediamo come. Il metodo persiano, noto come “Yakhchal”, che significa
letteralmente “pozzo di ghiaccio”, era una struttura a cupola, in grado di
produrre e conservare il ghiaccio per tutto l'anno, persino nel deserto, dove le
temperature superavano i 40 gradi. Questi straordinari, antichi
"frigoriferi", funzionanti anche in pieno deserto, sfruttavano un'ingegneria
ingegnosa e sostenibile, capace di produrre e conservare enormi quantità di
ghiaccio anche in zone caldissime e desertiche.
Il funzionamento era allo
stesso tempo semplice e straordinario. Durante l’inverno, l’acqua proveniente
dai fiumi o dalla neve sciolta veniva convogliata all'interno di una particolare
struttura da loro costruita. Questa, era a prova di isolamento termico: le
pareti, spesse oltre due metri alla base, erano costruite con un malta
speciale, il sārūj (argilla, sabbia, albume d'uovo, pelo di capra e cenere),
che impediva al calore del sole di penetrare. Durante le gelide notti
invernali, l'acqua veniva incanalata in canali o vasche esposte al cielo, dove
gelava rapidamente. I blocchi di ghiaccio ricavati venivano conservati nei
sotterranei: riposto in profonde camere, coibentati con paglia e fieno per
mantenerli intatti fino all'estate. In alcune strutture venivano realizzate “Torri
del vento” (Bâdgirs): punti di ventilazione capaci di catturare le brezze e
spingere l'aria fresca e l'umidità nelle cisterne.
Il vero segreto della
conservazione del ghiaccio era nell’ingegneria: queste costruzioni, progettate
e studiate nei minimi dettagli, permettevano di trattenere il freddo persino
durante le estati più torride. Così, mentre fuori il sole rendeva l’aria quasi
irrespirabile, questi intelligenti persiani si potevano raffreddare le bevande,
conservare gli alimenti e persino utilizzare il ghiaccio per scopi medici! A ben pensare, fa certamente impressione sapere
che oltre duemila anni prima dei frigoriferi smart, qualcuno fosse già riuscito
ad “hackerare” la natura usando soltanto terra, acqua e l’escursione termica
del deserto!
Amici, gli “Yakhchal”, che
da fuori appaiono come delle semplici costruzioni di fango e mattoni, quasi delle
gigantesche cupole nel mezzo del terribile deserto, dietro quell’aspetto semplice,
essenziale, nascondevano un sistema ingegnoso, capace di produrre e conservare
enormi quantità di ghiaccio anche in zone desertiche! Oggi possiamo dirlo con
certezza, erano una di quelle invenzioni antiche che fanno sembrare il passato
molto più avanti di quanto, spesso, noi oggi lo immaginiamo.
Cari amici lettori, indubbiamente
l’uomo ha sempre brillato per acume e intelligenza, che derivava dalla costanze
osservazione dei fenomeni naturali. Degli Yakhchal, pensate, parla anche la Bibbia. Si, sono citati anche
nel grande Testo Sacro della Cristianità, quindi la loro presenza è documentata
da millenni. Utilizzati tutto l’anno, ma soprattutto nei mesi estivi, erano delle
grandi strutture di uso comune. Costruiti attorno ad una profonda buca che
conduceva ad un ampio sotterraneo; la struttura superiore, come prima indicato
era a forma di grande cono, con un foro centrale all’apice. Utilizzate
soprattutto per conservare le derrate, funzionavano egregiamente anche con temperature
torride! L’uomo antico, forse, utilizzava la natura meglio dell’uomo di oggi!
A domani.
Mario







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