martedì, aprile 28, 2026

MA TU PRATICHI L'AUTOIRONIA? È LA CAPACITÀ DI SAPER RIDERE DI SE STESSI, TRASFORMANDO I PROPRI DIFETTI IN PUNTI DI FORZA.


Oristano 28 aprile 2026

Cari amici,

Credo che ciascuno di noi, nel pesante bagaglio della propria vita, abbia, oltre ad un certo numero di pregi, anche non pochi pericolosi difetti. Questi, però, non debbono mai condizionare, in senso negativo, la nostra vita, per cui è davvero necessario saperli sdrammatizzare; si, questo è possibile e lo possiamo fare attraverso L'AUTOIRONIA.  È questa la capacità di saper sorridere di se stessi, dei propri difetti e delle proprie sventure, accettandole sempre, senza se e senza ma, in quanto essere ironici con se stessi è un positivo modo per migliorare la qualità della propria vita.

L’autoironia, amici, è un’arte che può cambiare la nostra vita, per cui non la dobbiamo mai sottovalutare. Essere ironici con se stessi non è semplicemente un modo di “non prendersi troppo sul serio”, ma è la capacità di riuscire ad alleggerire i propri difetti e trasformarli in punti di forza. Insomma, l’Autoironia funziona come un “cuscinetto emotivo”: riduce l’ansia, crea empatia e ci rende più flessibili mentalmente. Ovviamente, come ogni strumento psicologico, può diventare un’arma a doppio taglio, se usata per svalutarsi o per nascondere le proprie fragilità.

Questo interessante concetto è ribadito dalla dottoressa Lara Pelagotti, psicologa e psicoterapeuta, che si occupa di psicologia clinica e formazione, e che attraverso la sua attività divulgativa online racconta in modo chiaro e accessibile i meccanismi della mente. Ecco come l’esperta psicoterapeuta chiarisce i benefici di questa preziosa risorsa emotiva, con i possibili i rischi e le strategie da adottare, per poterla utilizzare con successo nella nostra vita quotidiana. Alla domanda: “Cos’è, secondo lei, l’autoironia? Ecco cosa risponde: «Più intima dell’ironia, cioè il ridere cioè delle cose del mondo, quella rivolta verso noi stessi ci mostra i nostri limiti e consente di riderci sopra. Non è solo scherzare di sé, ma condividere consapevolmente ciò che ci rende imperfetti».

Quanto ai benefici psicologici che può avere, ecco la sua risposta: «L’autoironia  è un grande strumento di forza interiore. Chi è autoironico ha un’autostima stabile e riesce a ridere dei propri difetti senza crollare. L’autoironia riduce l’ansia, crea risonanza con gli altri e può essere persino curativa. In terapia, la considero un segnale di guarigione». Poi così continua: «Alcuni hanno una predisposizione naturale, ma si può coltivare. Non è una capacità che si sviluppa nei primi anni di vita, ma crescendo sì. Molto dipende anche dall’ambiente: vivere in famiglie, o in contesti sociali che sdrammatizzano, aiuta. Se i genitori mostrano autoironia, i figli imparano ad affrontare meglio errori e difetti: è una forma di resilienza che si trasmette con l’esempio. Ma ci sono anche esercizi psicologici che aiutano a ridimensionare i pensieri e ad alleggerirli, favorendo l’autoironia».

Alla domanda se le Nuove Generazioni sono più o meno autoironiche, la Pelagotti così risponde: «Non è tanto un discorso generazionale, quanto di modalità, che sono diverse. Oggi l’autoironia viaggia molto sui social: è più diffusa, ma anche meno intima. A volte rischia di trasformarsi in autosvalutazione, usata per ottenere approvazione». Quanto al confine con l’autodenigrazione, ecco la risposta: «L’autoironia sana alleggerisce e crea legami, quella negativa svaluta e diventa continua. Se ci si prende sempre in giro senza valorizzarsi, non è più una risorsa ma un sabotaggio di se stessi».

Amici, la dottoressa Lara Pelagotti ritiene l’autoironia utile praticamente in tutti i contesti. «Purché calibrata – chiarisce -. Nelle relazioni scioglie tensioni, sul lavoro rende più umani. Ma serve intelligenza emotiva: non tutte le situazioni o le persone sono pronte a coglierla e accettarla. In alcuni casi può apparire come superficialità». Conferma anche che può avere dei rischi. «Sì, se diventa una maschera per nascondere problemi o un modo per evitare di affrontarli. Oppure se è mal interpretata: a volte viene scambiata per debolezza».

Cari amici, personalmente sono sempre stato favorevole all’autoironia (noi europei, che facciamo parte della cultura mediterranea siamo propensi all’autoironia, mentre in Asia prevale la serietà). In Gran Bretagna è più sottile e sarcastica. Quello che diverte in un Paese può non essere capito in un altro». La dottoressa, che ovviamente è ironica con se stessa, da a tutti noi un ultimo consiglio: “SE SEI IRONICO CON TE STESSO, VIVI MEGLIO”!

A domani cari amici lettori.

Mario

 

2 commenti:

Diario Digitale ha detto...

L' autoironia è giusta, non solo ci aiuta ad affrontare al meglio la nostra vita, ma anche ad ammettere i nostri difetti e permetterci di migliorarli.

Anonimo ha detto...

Solo le persone intelligenti sanno essere "graziosamente" ironiche’
.
Ciao Mario