Oristano 24 aprile 2026
Cari amici,
Di recente Angelo
De Mattia, giornalista e scrittore italiano noto per la sua capacità di analizzare e
riflettere sui vari aspetti della vita e della cultura, ha pubblicato su Milano
Finanza un interessante articolo dove, parlando di banche e banchieri, ha giustamente
affermato che un top manager bancario per essere considerato un grande banchiere
non deve essere solo un esperto di finanza, ma deve possedere anche una visione
multidimensionale che superi la sola competenza tecnica, unendo a questa conoscenza
economica, anche un'ampia cultura e molto umanesimo.
Nell’articolo, affrontando
le attuali difficoltà presenti nel contesto economico del consolidamento bancario europeo
(Unicredit-Commerzbank) e italiano (Banco Bpm), De Mattia sottolinea che la
forte complessità che emerge in questi contesti richiede, da parte dei top manager, eccellenti doti umane,
lungimiranza e grande capacità di lettura degli scenari allargati, non certo
limitandosi alla sola gestione operativa. Il vero banchiere, insomma, deve
essere un "uomo di cultura", in possesso di una visione d'insieme, requisito
fondamentale per poter guidare istituzioni complesse in tempi di incertezza
geopolitica e tecnologica come quelli che stiamo vivendo.
Il contesto finanziario odierno, come appare evidente, è segnato da alta complessità, richiede leader particolarmente preparati, che non
siano solo tecnocrati, ma "uomini di cultura", capaci di governare il
cambiamento. Il grande banchiere, secondo l'articolo di Angelo De
Mattia, deve saper navigare tra algoritmi e relazioni umane, trasformando i
dati contabili in strategie sostenibili, facendo in modo che la
banca da loro amministrata costituisca un vero pilastro economico e sociale.
Amici, come molti di Voi
sanno, ho trascorso, a livello manageriale, una vita all’interno di un Istituto di Credito (il Banco di Sardegna), in
particolare nella seconda metà del secolo scorso. Un periodo che ha visto la
banca dove lavoravo trasformarsi da Istituto di Credito di Diritto Pubblico in S.P.A.,
e vivendo anche un cambio di proprietà, quando il Banco di Sardegna entrò a far
parte del Gruppo Bper. Ebbene, in questi anni ho avuto modo di conoscere e
apprezzare un grande banchiere: il Dottor Angelo Giagu De Martini, all’epoca Direttore
Generale del Banco quando era ancora Istituto di Credito di Diritto Pubblico.
Sulla sua figura di
grande banchiere ho già parlato su questo blog, e il post relativo lo scrissi il
23 aprile del 2013, 10 anni dopo il mio collocamento in pensione. Chi è curioso può andare a leggere o rileggere quanto
scrissi cliccando sul seguente link: https://amicomario.blogspot.com/2013/04/angelo-giagu-de-martini-il-grande.html.
Ebbi diverse occasioni per apprezzare la sua opera e il suo modo di operare, riconoscendogli
non solo una grande preparazione tecnica specifica, ma anche una straordinaria
preparazione culturale ed umana.
Nel marzo scorso, a cent’anni
dalla nascita del dottor Giagu, la Fondazione di Sardegna ha presentato l’antologia sul suo
percorso di vita, curata da Caterina e Sandro Ruju. Il volume, dal titolo “Angelo
Giagu De Martini, il banchiere letterato, scrittore e giornalista”, pubblicato
da Edes (Editrice Democratica Sarda). Gli autori raccontano al pubblico la
“prima vita” di Giagu De Martini: quella dell’intellettuale, scrittore e
giornalista, prima ancora che Direttore Generale del Banco di Sardegna. Accanto
alla dimensione letteraria, il volume evidenzia anche la figura del banchiere, che, dal 1969 al 1991, guidò il Banco di Sardegna come Direttore Generale,
accompagnando la crescita dell'Istituto, con i significativi, eccellenti interventi
effettuati con grande intelligenza e lungimiranza nella allora fragile economia dell’isola.
Cari amici, Maria Luisa
Sini, co-autrice del libro, nel volume propone una lettura della figura di Giagu De
Martini alla luce della storia del Banco di Sardegna, insistendo sugli elementi
di continuità tra il giovane intellettuale e il futuro Direttore Generale
dell’Istituto: “Uno degli elementi di continuità più evidenti è l’attenzione
intelligente che riserva alla situazione economica e sociale della Sardegna e
alla necessità di tenere insieme funzione creditizia, tutela del risparmio e
autonomia gestionale”. La Sini ha ricostruito alcuni passaggi centrali della
vicenda del Banco, soffermandosi sul ruolo svolto da Giagu De Martini nel
consolidamento dell’Istituto, nel rafforzamento patrimoniale e nell’apertura
verso nuovi strumenti e servizi finanziari, senza interrompere il rapporto con
il territorio. Credo che Angelo Giagu De Martini abbia impersonato in modo
eclatante la vera, autentica figura del “BANCHIERE”, di ieri e di oggi!
A domani amici lettori.
Mario








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