domenica, aprile 12, 2026

LA MANIOCA, (MANIHOT ESCULENTA): UN ARBUSTO CON CUI SI FA UN PANE STRAORDINARIO...ANZI ETERNO! IN INDONESIA I CONTADINI USANO I SUOI RAMI COME RECINZIONE E FONTE ALIMENTARE.


Oristano 12 aprile 2026

Cari amici,

La MANIOCA (Manihot esculenta) è un arbusto della famiglia delle Euphorbiaceae, molto diffuso nei paesi dell’America spagnola e degli Stati Uniti. La manioca è ampiamente coltivata a cicli annuali nelle regioni tropicali e subtropicali del pianeta per la sua radice tuberosa commestibile, dove costituisce una delle principali fonti di carboidrati. La radice della manioca è lunga e affusolata, con una polpa soda e omogenea, racchiusa in una scorza legnosa di colore marrone. La manioca è classificata in due macrocategorie, dolce e amara. In particolar modo quest’ultima, come altre radici e tuberi, contiene tossine (cianuro) che le impongono di essere adeguatamente preparata prima del consumo per liberarne i soli effetti benefici.

Di origini antichissime, quest'arbusto è considerato il progenitore della manioca alimentare, in precedenza concentrato nell’Amazzonia centro occidentale; la sua coltivazione è iniziata oltre 10.000 anni fa, proprio negli attuali Paesi limitrofi: Brasile, Bolivia Paraguay, Colombia e Perù. A dimostrazione dell’enorme importanza nutrizionale di questa radice a tubero, si trovano affascinanti resti di ceramiche, tessuti e monumenti funebri delle civiltà Nazca, Moche e Paracas. Venne coltivata anche nell’attuale Colombia dalle civiltà dei Muisca e Tegua, dove questa civiltà era famosa per le abilità di ricavare medicinali dalle piante. La coltivazione della manioca si estese velocemente in tutta l’America latina, entrando a pieno titolo anche nella cultura Maya, mentre nei Paesi caraibici fu coniato per lei il termine Yuca.

Amici, considerato anche un basso fabbisogno idrico, ad oggi la manioca è coltivata in tutta la fascia tropicale del pianeta e rappresenta una delle principali fonti di carboidrati per oltre un miliardo di persone nel mondo. Sin dall’antichità è molto sfruttata per la produzione di una sostanza farinosa dalla quale si ricava una moltitudine di prodotti sostituti del pane, oltre che la tapioca. La manioca è una fonte qualitativa di energia ed ha un generale effetto ricostituente. Grazie alla presenza di amminoacidi come la lisina, leucina, valina e arginina svolge un’importante azione protettiva e di riparazione dei tessuti del corpo. Inoltre, grazie alla buona presenza di saponine e di fibre alimentari, questa radice ha un effetto significativo sull’abbassamento dei livelli di colesterolo agendo direttamente sulle lipoproteine a bassa densità (LDL o colesterolo “cattivo”) e sui livelli dei trigliceridi nel sangue.

Ebbene, considerata la sua grande importanza alimentare, in diverse parti del mondo, e in particolare in Indonesia, i contadini utilizzano le piante di manioca in modo alquanto intelligente e produttivo. Nel costruire le recinzioni necessarie per proteggere i terreni, anziché usare i soliti pali, usano proprio i rami di manioca. Preparati i numerosi rami necessari, viene costruita una rete fitta che crea una barriera bella solida. I rami così conficcati in realtà sono delle talee che, a contatto con il terreno presto germogliano, facendo nascere una bella rete di nuove piante!

Si, oltre che una solida barriera per proteggere i campi e le coltivazioni in essi contenute, la recinzione “VIVA” produce nuovo cibo ovvero nuovi tuberi edibili! Insomma la recinzione riesce, allo stesso tempo, a fornire protezione e anche essere una fonte di reddito e cibo. Un gran bel vantaggio, dunque, una soluzione alquanto sostenibile, che, sfruttando la versatilità della pianta protegge e produce tuberi edibili. Questa tecnica è un esempio di agricoltura funzionale ed efficiente, che integra la protezione delle colture con la produzione alimentare.

Cari amici, se è proprio vero che in natura c’è tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno per raggiungere al meglio i traguardi, è l’intelligenza dell’uomo che amplifica e moltiplica ciò che la natura ha creato e mette a disposizione! È, dunque sempre valido il detto “AIUTATI CHE DIO TI AIUTA”!

A domani.

Mario

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