Oristano 6 Gennaio 2019
Cari amici,
Oggi è l'Epifania, per cui spero che la Befana abbia portato a tutti Voi almeno un regalino gradito, e non del carbone (anche perchè ora l'energia prodotta dai fossili è considerata inquinante)! L'Epifania, poi, "tutte le feste si porta via", quindi rinnovo i miei migliori AUGURI di Buon Anno a tutti Voi!
Col nuovo anno è iniziato un altro giro della "ruota del tempo", che mai si ferma e che, per tutti noi umani, ribadisce che nulla è eterno: tutto e nuovo e nulla è nuovo, ma solo trasformato!
Si, amici, ogni cosa ha un principio ma anche una fine, essendo destinata, in tempi più o meno brevi, a diventare obsoleta, sostituita da qualcosa di nuovo, di più moderno, di più consono allo stile di vita che l’uomo ogni giorno cerca di darsi. Chi ha la mia età (sono nato nella prima metà del secolo scorso), ha avuto a che fare con tanti strumenti che ieri sembravano addirittura rivoluzionari, e che oggi, invece, appaiono così ‘fuori tempo’, così obsoleti da far solo sorridere chi non li ha conosciuti!
Col nuovo anno è iniziato un altro giro della "ruota del tempo", che mai si ferma e che, per tutti noi umani, ribadisce che nulla è eterno: tutto e nuovo e nulla è nuovo, ma solo trasformato!
Si, amici, ogni cosa ha un principio ma anche una fine, essendo destinata, in tempi più o meno brevi, a diventare obsoleta, sostituita da qualcosa di nuovo, di più moderno, di più consono allo stile di vita che l’uomo ogni giorno cerca di darsi. Chi ha la mia età (sono nato nella prima metà del secolo scorso), ha avuto a che fare con tanti strumenti che ieri sembravano addirittura rivoluzionari, e che oggi, invece, appaiono così ‘fuori tempo’, così obsoleti da far solo sorridere chi non li ha conosciuti!
Amici, quand’ero
ragazzo nel mio piccolo paese (Bauladu, che allora aveva poco meno di 1.000
abitanti) c’era un solo telefono pubblico, ubicato nel tabacchino, e per
telefonare o ricevere una telefonata era necessario prenotare la chiamata,
oppure si riceveva un bigliettino a casa, con l’invito a recarsi al posto
telefonico pubblico ad una data ora). Solo parecchio tempo dopo arrivarono le cabine telefoniche pubbliche poste sulle piazze e poi la possibilità di avere un proprio telefono a casa! Quando lo racconto ai ragazzi di oggi
(che hanno il cellulare in tasca fin dalla 1^ elementare) si mettono a ridere
pensando ad una favola!
Oggi la mia riflessione
con Voi vuole essere una specie di “carrellata
dei ricordi” (cosa che ho fatto più dettagliatamente nel mio libro MARIEDDU), un richiamare alla mente alcuni oggetti che costituivano in
altri tempi strumenti spesso desiderati (alcuni non era facile averli, perché i
denari erano davvero pochi) e che oggi, invece, fanno parte di quella schiera di
cose obsolete che i giovani guardano con tanta curiosa ironia. Eccone alcuni (né
indico 12), che sicuramente faranno scattare anche in Voi, lettori di una certa età, dei ricordi un po’ nostalgici di quegli anni poi non così lontani, come è successo a me!
Considerato che prima
ho accennato al telefono, partiamo da questo strumento. Una volta iniziata la diffusione
in grande stile del telefono, con il posizionamento di numerose cabine telefoniche pubbliche nelle strade e nelle piazze, c'era da risolvere il problema del pagamento. Furono coniati appositi gettoni e un po' tutti ne avevano un po' in tasca. Per poter telefonare era necessario inserire nell'apposita feritoia di un grosso apparecchio telefonico uno o più gettoni
telefonici, Gettoni che furono successivamente sostituiti dalla più
comoda scheda telefonica.
La successiva diffusione del
numero degli apparecchi telefonici, portati direttamente nelle case di chi poteva permettersi "certi lussi", fece sì che ogni utente avesse un suo
numero personale; fu pertanto necessario stampare degli appositi "elenchi, (forniti dall'allora SIP). Questi “elenchi telefonici”, a cui successivamente si aggiunsero le così dette “Pagine gialle”,
relative ai numeri di telefono delle attività commerciali, erano spesso dei
grossi volumi (per alcune zone erano dei veri e propri dizionari), che potevano
essere consultati nei luoghi pubblici dove erano ubicati gli apparecchi. Oggi sembra quasi una favola, ma era realtà! Ai giorni nostri questi sono solo ricordi, in quanto ognuno di noi ha un telefonino in tasca, del quale difficilmente si separa, e non ha bisogno di consultare rubriche, sta tutto nel cellulare!

Altro strumento che non
poteva mancare ad ogni studente o professionista era il vocabolario. Pesante e pure costoso, era “il compendio del sapere”,
che andava consultato in ogni circostanza, per ripassare la grammatica oppure
per conoscere con esattezza il significato di ogni termine. È scomparso con
Internet, in quanto tutto è consultabile oggi anche dal telefonino.

Ricordate, poi, il valore e la necessità di avere un Diario-Agenda-Rubrica? Strumento
assolutamente indispensabile, per studenti, professionisti e quant’altro. Ne
esistevano di grande pregio, con firme di prestigio e pure molto costose! Oggi anche
questo strumento è passato di moda: c’è il telefonino che assolve perfettamente
anche a questa funzione, avvisando anche con un messaggio vocale gli orari dei
nostri appuntamenti.

Se pensiamo alla musica, specie quella
ascoltata fuori casa, ecco che riappare il ricordo delle cassette musicali e del
mangianastri, che riproducevano i
nostri brani preferiti! Un piacere, allora, che consentiva di riunirsi anche in
campagna divertendoci in modo gioioso! Oggi non c’è bisogno di portarsi
appresso nulla: basta sempre il nostro telefonino, che assolve egregiamente
anche a questa funzione.


Nel campo della fotografia,
quando il digitale era ancora nel limbo, avere una buona macchina fotografica e un rullino, possibilmente a 36 pose, era un
orgoglio e un piacere di non poco conto! Oggi basta il telefonino, che, collegato al computer
e ai social trasmette in tempo reale ogni cosa che vuoi far sapere agli altri!

Amici, potrei continuare per molti altri aggeggi importanti che hanno caratterizzato la vita nel secolo scorso, ma credo che basti quanto scritto. Ho voluto
riportare, in questi giorni di relax festivo, una carrellata di ricordi…del
passato, per ricordare ai giovani quanto era diversa la vita della generazione dei loro nonni. Tutto cambia e nulla cambia, cari lettori, così come nulla si crea ma
tutto si trasforma! È la saggezza di chi ha percorso la strada prima di noi a
ricordarcelo, ad ogni piè sospinto!
A domani.
Mario
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