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sabato, gennaio 02, 2016

IL 2016 CI PORTERÀ ANCHE UNA NUOVA CARTA D’IDENTITÀ, CON ALCUNE IMPORTANTI NOVITÀ.



Oristano 2 Gennaio 2015
Cari amici,
chissà se quest’anno si riuscirà a varare il progetto della rivoluzionaria nuova Carta d’Identità elettronica. Il progetto, in effetti, non è tanto nuovo: era stato previsto già nel 1997 dalla legge Bassanini, con applicazione a partire dal 1º Gennaio del 2006, e allora creò non poche perplessità, sia operative che di privacy. Tuttavia, in alcuni Comuni-campione (che ricevettero nel 2002 le apparecchiature necessarie per il suo rilascio) l’esperimento fu portato avanti e la normale Carta d'Identità su supporto cartaceo, fu di volta in volta sostituita, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d'identità elettronica (articolo 7-vicies ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito della Legge 31 marzo 2005 n. 43).
Nonostante l’apparente scarso gradimento generale, alcuni Comuni lungimiranti (non essendo la distribuzione della CIE, Carta d’Identità Elettronica, diffusa in tutto il territorio nazionale), stabilirono di propria iniziativa e a proprie spese, di entrare nel gioco, unendosi agli iniziali Comuni-campione. In questo modo, alla fine del 2009 furono messe in circolazione ben 1,8 milioni di CIE, da parte di circa 180 Comuni italiani. Da premettere che la carta d'identità elettronica è uno degli strumenti principali previsti dal Codice dell'Amministrazione Digitale per l'accesso ai servizi web erogati dalla Pubblica Amministrazione.
Ora, a distanza di quasi vent’anni dalla prima ideazione, e soprattutto dopo gli esperimenti rivelatisi poco entusiasmanti, il Governo Renzi ci riprova! Elaborato dal Ministero dell’Interno, di concerto con i Ministeri dell'Economia e Finanze, della Semplificazione e della Pubblica amministrazione, il progetto della Carta d'Identità elettronica, con il Decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 Dicembre 2015, cerca di riprendere il suo corso. Il decreto, che ha stabilito le nuove regole di emissione della nuova Carta d'Identità da parte dei Comuni, ha previsto anche che, presso il Viminale, fosse istituita una Commissione Interministeriale per monitorare le varie fasi della realizzazione del progetto.

Nel nuovo documento, nettamente più sofisticato rispetto a quello attuale (integrato con microchip e Pin, necessario per la fruizione dei servizi che richiedono l'autentificazione in rete), non ci saranno solo i dati anagrafici, come in quello tradizionale, ma anche molte altre informazioni come, ad esempio, le impronte digitali (esclusi i bambini) e il dato (facoltativo) relativo alla volontà di donazione o diniego di organi o tessuti. Proprio la presenza di un sofisticato microchip ha consentito al documento di essere arricchito con un numero maggiore di dati: vi saranno, ad esempio, anche i nomi dei genitori del titolare e il codice fiscale. La CIE, inoltre, sarà realizzata a prova di falsificazione: verranno utilizzate le tecniche tipiche delle carte valori e sarà dotata di un microprocessore per la memorizzazione dei dati.
La richiesta di rilascio viene, come d’uso, presentata dal cittadino all'ufficio anagrafico del Comune di residenza o al Consolato, se residenti all'estero; sia il Comune che il Consolato acquisiscono direttamente "dal richiedente gli elementi biometrici primari" e "secondari", "la firma" e, per i soli maggiorenni, il "dato facoltativo relativo alla volontà di donazione o diniego di organi e tessuti" in caso di morte. Chi intende modificare la volontà precedentemente indicata può farlo contattando l'Asl di appartenenza, le aziende ospedaliere, gli ambulatori di medicina generale o i centri regionali per i trapianti.
Stabiliti tempi brevi anche per il suo rilascio: la consegna della CIE è prevista “entro 6 giorni lavorativi" dalla richiesta del cittadino. Una delle novità sostanziali del nuovo documento è il così detto “cartellino elettronico”; il Centro Nazionale Servizi Demografici (al quale potranno accedere le Questure) contiene le informazioni anagrafiche, la fotografia e la scansione della firma autografa del titolare del documento. Tutti dati utili e disponibili in tempo reale.
Il Governo Renzi, per la concreta riuscita del progetto, ha predisposto lo stanziamento di un fondo ad hoc, anche se la CIE, secondo alcuni, potrebbe anche non decollare. Il motivo è presto detto: il Decreto non prevede l’obbligatoria emissione del nuovo documento. Una delle note negative dell’istituzione della CIE è che l'articolo 4 del Decreto, anziché renderla obbligatoria, consente al cittadino, all’atto della richiesta del rilascio o del rinnovo, di optare ancora per il mantenimento del vecchio sistema. Non è possibile, infatti, sapere se la gente si vorrà dotare del nuovo documento digitale, oppure se preferirà mantenere quello cartaceo.
Cari amici, come ben sappiamo ogni innovazione crea molte ansie e non pochi problemi, nella convinzione che tutte le innovazioni, in particolare quelle elettroniche, sono capaci di violare sempre di più la nostra privacy. Io credo che di questi tempi, nei pubblici documenti il maggior numero di dati possibili sia – per le persone oneste - più un vantaggio che uno svantaggio, se non abbiamo niente da nascondere! Certo, con i tempi che corrono…
Grazie amici, a domani.
Mario



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