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lunedì, gennaio 04, 2016

DONNE E POTERE. L’ALTRA METÀ DEL CIELO ALLA CONQUISTA DEL “PONTE DI COMANDO” NEL MONDO. TRE DONNE ITALIANE TRA LE PIÙ POTENTI DEL PIANETA.



                                     PRADA         MOGHERINI     GIANOTTI


Oristano 4 Gennaio 2016

Cari amici,

che le donne stiano recuperando il tempo perduto dopo secoli di emarginazione è cosa ormai nota, che non meraviglia più nessuno. Questo mondo al femminile, da tempo immemorabile “messo da parte”, ritenuto inferiore, meno importante di quello maschile, anzi relegato e subordinato al potere del maschio dominante, si sta prendendo la sua rivincita. Per secoli ritenute utili solo per la necessaria riproduzione, l’allevamento dei figli e il supporto domestico, le donne stanno prepotentemente riprendendosi i loro spazi, cercando di recuperare il tempo perduto.
Noi sardi di questo silenzioso ma prepotente avanzare delle donne non ci meravigliamo più di tanto: da noi la donna è sempre stata “matriarca”, silenziosa e forte protagonista nel clan familiare come in poche altre Comunità; in Barbagia soprattutto, da secoli essa governa in casa con mano ferma, regolandone nel bene e nel male le vicende tristi o liete. Ora questa emancipazione della donna sta allargando i suoi orizzonti, e, mettendosi sempre più in evidenza, sta scalando vertici mai toccati prima. Gli esempi che lo dimostrano non mancano, né in politica né in economia e negli affari, sia in Europa che negli altri Continenti.

La rivista americana Forbes nei giorni scorsi ha diffuso la sua annuale classifica delle 100 donne più potenti al mondo (nella foto le prime 10 classificate). Al comando c’è sempre la Cancelliera tedesca Angela Merkel, per la decima volta in classifica negli ultimi 12 anni, e addirittura per la nona come numero uno. In seconda e terza posizione Hilary Clinton e Melinda Gates, ma è buona anche la posizione delle donne italiane; le nostre connazionali presenti sono 3: Federica Mogherini al 36° posto, Miuccia Prada al 79° posto e Fabiola Gianotti all'83° posto.
Di questi tre nomi importanti il più noto e certamente quello di Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza dal 1º novembre 2014 (in precedenza era Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel Governo Renzi), seguito da quello di Miuccia Prada, famosissima stilista e imprenditrice, che, insieme al marito Patrizio Bertelli, ha guidato e trasformato Prada in una delle case di moda più blasonate del mercato internazionale (già citata da Forbes nel 2013, è considerata la terza donna più ricca d’Italia, con un patrimonio stimato di 4,1 miliardi di dollari). Novità assoluta per gli italiani, invece, il terzo nome, quello di Fabiola Gianotti, straordinaria studiosa di fisica, che dal 1° di Gennaio di quest’anno ha assunto la Direzione Generale del CERN, il prestigioso Istituto di ricerca con sede a Ginevra.
Chi l’avrebbe mai detto, cari amici, che dopo tanta subordinazione secolare da parte delle donne, migliaia di uomini si sarebbero dovuti inchinare alla loro potenza, capacità e bravura? E, a sentire qualcuno, questo è solo l’inizio! In effetti questo avvenuto “sorpasso” in molti campi, da parte delle donne, non accenna ad arrestarsi: dalla politica all’economia, dall’industria alla ricerca, anche spaziale, le donne avanzano compatte, senza arretrare di un millimetro. Lo stesso Capo della Stato Mattarella, nel Suo discorso di fine anno pochi giorni fa, ha voluto citare 3 nostre eccellenze al femminile: Fabiola Gianotti, Samantha Cristoforetti e Nicole Orlando.

Quelle che il Presidente Mattarella ha voluto citare sono tre figure apicali di donne italiane definite «figure emblematiche e positive» dell’Italia: la Fabiola Gianotti, quale prima donna in assoluto a ricoprire la prestigiosa carica di Direttore del CERN di Ginevra, la Samantha Cristoforetti, grande astronauta che abbiamo seguito con affetto nello spazio e Nicole Orlando, l’atleta paralimpica che caparbiamente ha vinto quattro medaglie d’oro. «Nominando loro rivolgo un pensiero di riconoscenza a tutte le donne italiane», ha detto nel suo discorso il capo dello Stato. 
Tornando alla Fabiola Gianotti essa rappresenta proprio un luminoso esempio di capacità professionale, dedizione alla ricerca e determinazione. E' la prima donna in 61 anni di storia del CERN a guidarlo: il laboratorio di ricerca, infatti, è stato creato nel 1954. Il CERN oggi può essere considerato un vero e proprio “serbatoio di pensiero”, dove, ironicamente parlando, la materia grigia incontra la materia, e dove anche le innovative idee riguardanti molti aspetti scientifici collaterali sono in costante fermento.
Fabiola Gianotti è il terzo rappresentante italiano a conquistare la direzione del più importante laboratorio di fisica delle particelle a livello internazionale. Il primo era stato il Nobel Carlo Rubbia, dal 1989 al 1994, seguito da Luciano Maiani (dal 1999 al 2003). Il CERN tra i suoi “grandi” ha annoverato anche un altro italiano, Edoardo Amaldi, che è stato uno dei suoi fondatori. Al momento della sua nomina (avvenuta nel Novembre del 2014) la Gianotti, commossa e felice, annunciò di voler lavorare “per la scienza e per la pace”, e, circa la stesura e realizzazione del suo programma, disse: "mi adopererò per espandere l'eccellenza del CERN nella ricerca scientifica in fisica fondamentale e nello sviluppo di tecnologie innovative”.
Nata a Roma 53 anni fa, Fabiola Gianotti ha studiato a Milano ed è stata fra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, annunciata nel luglio 2012. Fu quella un'avventura indimenticabile, anche se il periodo che si sta aprendo ora al CERN promette di non essere da meno. Il più grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (LHC) ha infatti cominciato a funzionare all'energia record di 13.000 miliardi di elettronvolt (13 TeV), aprendo incredibili territori ancora inesplorati della fisica.
Cari amici, chi mi legge da tempo su questo blog sa bene come la penso sul mondo femminile che per me rappresenta, a pieno e paritario titolo, “l’altra metà del cielo”. La mia convinzione è che se le donne per molto tempo sono state relegate dall’uomo in posizione subordinata, non è perché ritenute inferiori (questa è la giustificazione), ma per il contrario: l’uomo si era già accorto della sua grande “diversità” che, sotto certi aspetti, lo avrebbe potuto far passare in secondo piano! Le donne sono più attente, più riflessive, hanno più intuito e, soprattutto, sanno amministrare molto più saggiamente le risorse disponibili. In sintesi potremmo dire che se l’uomo è il braccio operativo (forte e robusto), la donna è la mente, capace di gestire e programmare al meglio la forza dell’uomo.
A molti questo ragionamento non calza, ma io ne sono convinto, così come sono convinto che noi sardi, anche in questo campo, siamo tanto avanti: forse proprio perché il matriarcato in Sardegna è, da secoli, parte integrante della nostra cultura!
Ciao, amici, a domani.
Mario


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