giovedì, ottobre 22, 2026

LA LONGEVITÀ HA RADICI ANTICHE: ANCHE DUEMILACINQUECENTO ANNI FA, GRECI E ROMANI RAGIONAVANO SU COME OTTENERLA.


Oristano 22 ottobre 2026

Cari amici,

La LONGEVITÀ non è un traguardo dei nostri recenti secoli, in quanto già oltre duemilacinquecento anni fa, Greci e Romani, operavano con intelligenza per arrivare in salute fino in tarda età. Greci e romani consideravano la longevità il risultato di uno stile di vita equilibrato, basato su misura, alimentazione controllata e movimento quotidiano, anziché su una semplice ricerca della cura medica. Studi recenti, condotti da Konstantine Panegyres, docente di storia classica all'Università dell'Australia Occidentale, ha provato a ricostruire su The Conversation come Greci e Romani ragionavano sulla longevità. 

La rilettura dei racconti dell’epoca riporta che un certo Gorgias di Leontini, il più celebre oratore della Grecia antica, nacque nel 485 avanti Cristo e morì intorno al 380, a oltre cent'anni. Quando gli chiedevano il segreto di quella longevità, rispondeva con la sua ironia: "Non ho mai fatto nulla per il piacere" e, in un'altra occasione, "Non ho mai fatto nulla per gli altri". Probabilmente erano battute. Secondo alcuni, invece, la risposta vera era molto più semplice: aveva vissuto con moderazione.

Al di là dell'attendibilità di questi racconti, i medici antichi erano soliti osservare le abitudini quotidiane delle persone che vivevano a lungo, ovvero superavano una certa età, cercando schemi ripetibili. Il medico greco Galeno (129–216 d.C.), per esempio, conosceva di persona due anziani romani che considerava esempi da studiare. Il primo era un grammatico di nome Telefo, arrivato quasi a cent'anni. Panegyres ne riporta la dieta nelle parole di Galeno: "Miglio bollito in acqua con miele grezzo di qualità, e questo gli bastava per il primo pasto. Pranzava alla settima ora o poco prima, prendendo prima le verdure e poi assaggiando pesce o pollame. La sera mangiava solo pane, inumidito nel vino allungato". Quanto all'igiene, Telefo "era solito fare il bagno due volte al mese d'inverno e quattro volte in estate" e nei giorni senza bagno si faceva massaggiare con olio d'oliva.

Un altro secondo, curioso esempio viene da un medico di nome Antioco, vissuto fino agli ottant'anni con i sensi intatti. Anche lui, scrive Panegyres, seguiva una dieta semplice e invariabile: pane tostato con miele al mattino, pesce a pranzo — preferibilmente di roccia o di alto mare — e la sera "o miglio con oxymel (un misto di aceto e miele) o pollame con una salsa semplice". Ogni mattina faceva, poi, una lunga passeggiata. Per l'esercizio fisico degli anziani, Panegyres riporta la prescrizione di Galeno: "C'è una cosa che si dovrebbe fare per gli anziani al mattino come esercizio: dopo il massaggio con l'olio, farli camminare e svolgere esercizi passivi senza affaticarsi, tenendo conto della capacità della persona anziana".

Amici, sempre secondo Panegyres, la conclusione di Galeno sulla longevità è questa: "Prendendosi cura di sé stessi come indicato prima, in particolare nella vecchiaia, in questo modo si può arrivare ad invecchiare con i sensi intatti e le membra tutte in buon stato". Panegyres nelle sue ricerche richiama anche il saggio Sugli ottuagenari di Luciano, che scriveva: "Su ogni suolo e in ogni clima, le persone che osservano l'esercizio adeguato e la dieta più adatta alla salute sono vissute a lungo". Luciano consigliava di imitare lo stile di vita di chi era vissuto a lungo. E Seneca, riportato da Panegyres, aggiungeva una condizione che a suo modo chiudeva il cerchio: "Parte della salute è voler essere sani".

Amici lettori, le persone riportate nello studio, ovvero Telefo, Antioco e gli altri longevi dell'antichità avevano insomma alcune cose in comune: mangiavano poche volte al giorno, la loro dieta era a base di carni semplici, cereali integrali, pane e miele, e si mantenevano attivi ogni giorno. Un profilo che la ricerca contemporanea associa ancora oggi a una buona salute in età avanzata. I medici antichi non disponevano di strumenti scientifici moderni, ma usavano un metodo empirico: guardavano a chi era invecchiato bene e annotavano cosa mangiava, come si muoveva, quando si riposava.

Cari amici, come ricorda Panegyres su The Conversation, l'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce ancora oggi che molte persone si ammalano a causa di stili di vita scorretti, spesso determinati da cattive abitudini consolidate nel tempo. I Romani avevano già una risposta: le buone abitudini quotidiane vanno coltivate. E per capire come, guardavano a chi ci era già riuscito!

A domani.

Mario

 

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