domenica, maggio 31, 2026

TRIONFO DEI CANNONAU DI SARDEGNA NELLA 14^ EDIZIONE DEL GRENACHES DU MONDE. CONQUISTATE 37 MEDAGLIE: 22 ORI E 12 ARGENTI.


Oristano 31 maggio 2026

Cari amici,

Questo è l'ultimo post del mese di maggio, e lo voglio dedicare alla nostra meravigliosa SARDEGNA, che soffre non poco nonostante il suo grande potenziale economico in gran parte poco utilizzato! Uno dei settori purtroppo trascurati è l'agricoltura, in particolare la viticoltura, che annovera qualità di grande valore. Il vitigno "CANNONAU", per esempio, nel mondo più noto come "GRENACHE", produce vini di altissima qualità, che di recente hanno ottenuto eccellenti riconoscimenti a livello internazionale. 

Tra i grandi concorsi enologici internazionali riservati ai migliori vini, il
GRENACHES DU MONDE è uno dei più prestigiosi.  Il concorso, che si svolge in modo itinerante, è dedicato esclusivamente ai vini prodotti con uve della famiglia del Grenache (conosciuto in Italia, e in particolare in Sardegna, come CANNONAU). Il Grenache è il settimo vitigno più coltivato al mondo e il concorso – che nel 2026 ha celebrato la sua 14ª edizione ad Argelès-sur-Mer, nel cuore del Roussillon (Francia meridionale), mira a valorizzare la straordinaria biodiversità ed eccellenza di questo vino straordinario.

L'edizione di Argelès-sur-Mer si è tenuta dal 10 al 13 maggio 2026, tornando nella regione storica in cui fu fondato nel 2013. La rassegna ha visto un enorme trionfo della viticoltura sarda. I vini Cannonau di Sardegna hanno infatti ottenuto ben 37 riconoscimenti: 22 medaglie d'oro, 12 medaglie d'argento e 3 altri riconoscimenti di prestigio. La giuria, infatti, ha assegnato tre Double Gold, ovvero un punteggio superiore ai 96 centesimi, assegnando, come accennato, 22 ori e 12 argenti: in tutto 37 premi per l'Isola, sui 47 assegnati ai vini nazionali. Questi eccellenti risultati dimostrano l'altissima qualità raggiunta dai produttori isolani (tra cui cantine storiche come Argiolas e Santadi), capaci di primeggiare anche nella categoria dei vini rosati contro la grande tradizione provenzale.

Il massimo riconoscimento se lo sono aggiudicato la Cantina Argiolas di Serdiana (con Arjola 2025, cannonau di Sardegna Rosato Doc e anche Senes 2022, cannonau di Sardegna Riserva Doc) e Cantina di Santadi con Festa Noria, vino liquoroso non millesimato. Nella patria dei rosé è salito dunque sul gradino più alto del podio anche un rosato made in Sardegna. «Ciò dimostra che anche il rosato cannonau può essere premiato tra le eccellenze e reggere quindi benissimo il confronto con i grandi rosé provenienti da zone ben più blasonate per la produzione di questa tipologia, aprendo nuove opportunità commerciali», ha commentato Mariano Murru, Presidente Assoenologi Sardegna.

Amici lettori, i vini premiati provengono da diversi areali dell'Isola e sono stati apprezzati nelle diverse tipologie di vinificazione, dai classici rossi strutturati, ai vini freschi e fruttati, ancora, passiti, liquorosi e bollicine. «Tipologie che aprono nuovi scenari e guardano a un nuovo pubblico di consumatori, soprattutto giovane», ha aggiunto il Presidente Assoenologi Mariano Murru. La lista dei vini premiati è consultabili sul sito www.grenachesdumonde.com.

Il Grenache, ovvero detto alla sarda il CANNONAU, con una superficie di 163.000 ettari di vigneti, è il settimo vitigno più coltivato al mondo. È la varietà emblematica dei Paesi mediterranei, soprattutto Spagna e Francia, che insieme rappresentano quasi il 90% della superficie vitata mondiale. Spagna, Francia e Italia sono i tre principali Paesi produttori, ma il Grenache è molto diffuso in tutto il mondo: Nord e Sud Africa, Australia, Nord e Sud America, Croazia, Grecia, Libano, ecc.

Cari amici, credo fermamente che anche nel settore enologico la Sardegna possa portare sul mercato un grande prodotto di qualità. Personalmente credo nei giovani, e sono certo che se essi iniziassero a  smettere di emigrare, e ritornassero all’amore per la terra, la scommessa sarebbe vinta; perché la nostra isola può dare loro, davvero, grandi soddisfazioni! È tempo che i giovani smettano di lasciare l’isola attirati da chimere che poi lasciano loro l’amaro in bocca! La Regione, in questo campo, gioca un ruolo essenziale, assolutamente primario!

A domani.

Mario

 

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