Oristano 15 maggio 2026
Cari amici,
L'elicriso (Helichrysum Italicum),
è felicemente presente in Sardegna, specie nelle zone costiere, e la cui presenza è segnalata
al passante dal forte ed inebriante
profumo che con la brezza del maestrale leggero, si diffonde e impregna tutta
la campagna. È un profumo che colpisce subito il forestiero, appena arrivato
nella nostra isola, dandogli immediatamente la sensazione di essere arrivato in un
luogo straordinario! Su questa pianta, che
prende nome dai termini greci “helios” = sole e “Chrysos” = oro, per l’intenso
color oro dei suoi fiori che brillano alla luce del sole, ho già avuto modo di
scrivere su questo blog; il mio post del 14 dicembre del 2011, riporta un po’
la sua storia, e chi è curioso può andare a leggere o rileggere quanto scrissi,
cliccando sul seguente link: https://amicomario.blogspot.com/2011/12/lelicriso-il-semprevivo-sole-doro-della.html.
Amici, l’Elicriso era ben
noto e apprezzato molti millenni fa. I sacerdoti greci e romani lo apprezzavano così tanto che usavano incoronare le statue degli dèi con i suoi fiori, che
possiedono anche un’altra particolarità: pur diventando secchi non si
decompongono mai, resistendo nel tempo con grande brillantezza. L’elicriso, pur
nella sua apparente semplicità, è una pianta davvero straordinaria, ma non solo
per la sua semplice bellezza e il suo profumo, ma anche perché è un prezioso
alleato naturale contro l’inquinamento dei metalli! Si, quelli presenti nei siti minerari
dismessi. In Sardegna, in particolare nell’antica miniera di Ingurtosu, vengono neutralizzati dall’elicriso, che viene impiegato per contrastare la forte contaminazione del suolo dai metalli
pesanti presenti in tutto il territorio circostante.
Ad accertare questa sua
straordinaria capacità è stato uno studio effettuato da un team di ricercatori
dell’Università di Cagliari, pubblicato su una rivista internazionale. Lo
studio ha dimostrato la grande capacità di questa pianta di trattenere zinco,
piombo e cadmio a livello radicale, e limitarne così la diffusione nel suolo.
Nell’importante scoperta sono stati coinvolti tre dipartimenti, l’Hortus
Botanicus Karalitanus e il Centro Conservazione Biodiversità. L’interessante
scoperta è stata pubblicata sulla rivista internazionale “Bulletin of
Enviromental Contamination and Toxicology”. L’articolo, dal titolo “Metal
Tolerance Capability of Helichrysum microphyllum Cambess. subsp. tyrrhenicum
Bacch., Brullo & Giusso: A Candidate for Phytostabilization in Abandoned
Mine Sites”.
Amici lettori, come a
tutti noi ben noto, le discariche minerarie dismesse presenti in Sardegna
causano, purtroppo, un negativo, forte impatto ambientale sul territorio, con serie
conseguenze che portano ad una serie di problematiche che interessano l’aria,
il suolo, il sottosuolo, le acque superficiali e sotterranee, compromettendo
fortemente la biodiversità e la salute umana. Ebbene, la ricerca prima
evidenziata ha dimostrato la grande capacità dell’elicriso tirrenico di
tollerare elevatissime concentrazioni di zinco, piombo e cadmio, i tre metalli
pesanti inquinanti più pericolosi, presenti nella discarica mineraria di Campo
Pisano (Iglesias).
Questa grande capacità di
assorbimento dei metalli, da parte della pianta è messa in atto dall’apparato
radicale, che riesce a trattenere questi metalli limitandone la loro
traslocazione negli organi epigei come i fusti e le foglie. Queste capacità,
unite alla sua grande adattabilità alle differenti condizioni climatiche ed
edafiche, la rendono un’ottima candidata per interventi di fito-stabilizzazione
di aree minerarie dismesse. Lo studio dei ricercatori dell’Università di
Cagliari, inoltre, ha permesso di evidenziare l’importanza dell’utilizzo della
flora autoctona come risorsa naturale in grado di mitigare gli impatti
antropici pregressi.
Cari amici, L'elicriso
(Helichrysum italicum) si conferma, dunque, un prezioso alleato naturale nella
bonifica dei siti minerari dismessi in Sardegna, capace quindi di rigenerare i
suoli inquinati delle contaminate zone minerarie sarde, a partire dalla zona mineraria
di Ingurtosu-Montevecchio. Questa pianta straordinaria, capace di catturare i
visitatori dell’isola con il suo straordinario, intenso profumo, si rivela
anche purificatrice del suolo contaminato, trasformandosi così da semplice
essenza aromatica in strumento biologico per la salvaguardia ambientale!
A domani, cari amici
lettori!
Mario







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