Oristano 6 maggio 2026
Cari amici,
La POSIDONIA OCEANICA,
quella che tutti noi calpestiamo quando andiamo al mare, ovvero quella che le onde del mare riversano in continuazione sui nostri litorali, è innanzitutto un
preciso segno di salute del mare. Certo, spesso non è bella da vedere, ma rendiamoci conto che è sinonimo di salute, come ad esempio le cosiddette “banquettes”, cumuli che proteggono le spiagge dall'erosione e ospitano una grande biodiversità. Certo,
in molti litorali la posidonia spiaggiata risulta alquanto in eccesso per la
regolare balneazione, per cui è necessario rimuoverla almeno in parte. Ebbene, questa
parte rimossa, anziché essere vista come una possibile risorsa, viene purtroppo considerata un vero e proprio rifiuto.
Al giorno d’oggi,
infatti, quando viene rimossa (principalmente per motivi turistici) viene
classificata come rifiuto urbano (D.lgs. 152/2006). Eppure questo “Rifiuto” può
essere trasformato in risorsa, in diversi
modi: utilizzata, per esempio, come compost, come fertilizzante, per la
realizzazione di pannelli fonoassorbenti o materiali per la bioedilizia.
Proprio per questo diverse strutture pubbliche studiano soluzioni per la
creazione di stabilimenti che consentano di portare avanti e risolvere due problemi importanti: smaltire la
posidonia spiaggiata in eccesso recuperando in primis la sabbia, e poi utilizzando
la posidonia recuperata trasformandola in risorsa come prima accennato.
Nella nostra isola a
muoversi per prima, per recuperare nel modo più consono la posidonia spiaggiata, è stato, nel 2020, il Comune di Alghero,
che, con la Provincia di Sassari e il Consorzio Industriale Provinciale, ha
siglato un accordo di programma finalizzato a regolamentare il recupero della posidonia
in esubero lungo il litorale del Comune di Alghero; l’accordo prevedeva la
progettazione, realizzazione e gestione di un impianto in loco di trattamento e recupero. L’accordo consentiva di centrare un obbiettivo
importante per l’Amministrazione comunale, con una soluzione tanto attesa
quanto efficace.
Durante la firma di
quell’accordo VALERIO SCANU, Presidente del Consorzio Industriale, così
commentò il progetto: “Quest’azione trasformerà un problema in un’opportunità
di larghe vedute, che attiverà un circuito di economia circolare. L’impianto
che intendiamo realizzare tratterà la posidonia per restituire almeno il 60 per
cento della sabbia sull’arenile di provenienza. Il resto invece consentirà la
produzione di materiali ecosostenibili. L’impianto di Alghero, allestito
nell’area consortile di San Marco, sarà in grado di fornire il servizio per
tutto il nord Sardegna“.
Ebbene, amici lettori, proprio ieri 5 maggio si sono finalmente accesi i motori nell’area di San Marco, per dare inizio al funzionamento del nuovo impianto di
trattamento che separa la sabbia dalle tonnellate di Posidonia presenti nel litorale algherese. Il Consorzio
industriale provinciale era rappresentato dalla Presidente Simona Fois, con il
direttore generale Salvatore Demontis e il dirigente del settore Ambiente
Graziano Mura; presente anche il Sindaco di Alghero Raimondo Caciotto e l'Assessore
all'Ambiente Raniero Selva, delegato della giunta municipale quale preposto al decoro e alla
gestione ecologica della fascia costiera. Insieme hanno dato il via al nuovo impianto.
L'Assessore Raniero Selva ha voluto affidare alla piattaforma sociale Facebook un commento sull'apertura
dell'impianto, cogliendo l'occasione per replicare indirettamente alle
polemiche sollevate nei giorni scorsi dagli imprenditori marittimi sui ritardi
nello smaltimento della Posidonia presente sui litorali. "Siamo arrivati finalmente - ha detto - a breve daremo ancora una volta tutte le informazioni e spiegazioni sul lavoro
che si svolgerà sulle nostre spiagge e le norme che ne regolano le attività”.
Cari amici, di certo
questo impianto potrà essere il primo di una lunga serie, non solo in Sardegna.
È sicuramente un’opera importante, attesa da tempo, che consentirà di dare nuova
vita alla posidonia raccolta ad Alghero – e in futuro sia al Nord che al resto
della Sardegna. Riportare la sabbia che prima andava persa, e utilizzare la
posidonia non come rifiuto ma come risorsa, credo che darà anche un contributo sostanziale alla salvaguardia
dell’ambiente della nostra meravigliosa isola, amata da tanti vacanzieri.
A domani.
Mario

.jpg)






Nessun commento:
Posta un commento