sabato, maggio 16, 2026

LA NUOVA VITA DEGLI ANTICHI MONASTERI: DAI MEETING ALLE VACANZE IN MONASTERO, FINO AL LORO MODERNO RI-UTILIZZO PER RINNOVARE I MANAGER DI OGGI.


Oristano 16 maggio 2026

Cari amici,

I MONASTERI, quegli antichi luoghi di meditazione e di silenzio, sorsero lontano dalle città principalmente a partire dal IV secolo d.C., sviluppandosi poi notevolmente durante l'Alto Medioevo (VI-VIII secolo). A edificarli furono quei monaci che, basandosi sulla “Regola Benedettina dell’Ora et labora”, cercavano in questo modo di fuggire le tentazioni del mondo per dedicarsi totalmente alla preghiera, alla meditazione e al lavoro. Questo forte bisogno di isolamento, tipico del monachesimo occidentale, col passare del tempo trasformò i monasteri in Comunità autosufficienti immerse nella natura, dove il silenzio risultava fondamentale per vivere in modo consono il loro bisogno di spiritualità.

Ora, col passare dei secoli, questo bisogno di serenità interiore, sta tornando prepotentemente in auge, tant’è che negli ultimi decenni molti monasteri sono diventati gradito luogo d’incontro  da parte di manager e professionisti, che li utilizzano come sede di Meeting di alto livello, oppure per particolari vacanze anti stress. Questo, amici, avviene anche in Sardegna, e ne è un bell’esempio il Monastero di San Pietro di Sorres a Borutta (SS), Abbazia benedettina del XII secolo, che offre agli ospiti una Sala Capitolare attrezzata per meeting, convegni e ritiri. È un luogo alquanto felice, scelto per la sua atmosfera silenziosa e spirituale, che offre ospitalità e pace in foresteria, un luogo ideale per incontri aziendali che cercano concentrazione, meditazione e un ambiente accogliente ed essenziale.

Si, amici, i grandi professionisti al giorno d’oggi sono fortemente angosciati dalla caotica vita moderna, intrappolati, con forte sofferenza, negli alveari delle stressanti nostre città. Ed ecco che, per venire incontro alle loro esigenze, dei seri professionisti, ingegneri, architetti e interior designer, hanno avuto la brillante idea di riconvertire alla vita di oggi diversi degli antichi monasteri oggi abbandonati, adattandoli alle esigenze della vita moderna. La ristrutturazione di questi luoghi punta a riconvertire questi antichi spazi in luoghi di ospitalità (foresterie), centri di lavoro artigianale, "oasi verdi" e spazi per ritiri spirituali laici o "digital detox", rispondendo in questo modo al bisogno di rallentare i ritmi frenetici odierni.

Amici lettori, grazie alla lungimiranza di questi seri professionisti, alcuni di questi solitari luoghi di culto e preghiera, da tempo chiusi e abbandonati, si stanno trasformando in interessanti, validi “rifugi contemporanei”, capaci di rinvigorire lo spirito e la mente dei professionisti di alto livello in preda a stress e  burnout. Ecco un esempio. In occasione del Caffè della Stampa al Cersaie 2024, si è tenuto un interessante incontro dedicato proprio al tema del riuso e della trasformazione del patrimonio architettonico religioso.

L’evento, organizzato dalla rivista CHIESA OGGI, ha visto la partecipazione di importanti professionisti del settore, come l’ Architetto Lamberto Rossi e l’Architetto Marco Tarabella, dello studio Lamberto Associati. Durante la conferenza, i relatori hanno condiviso la loro esperienza nel recupero e nella trasformazione del Parco dei Monasteri di Cremona, un ambizioso progetto di rigenerazione urbana che ha ridato vita a una vasta area monastica dismessa, trasformandola in un campus universitario.

Il Parco dei Monasteri di Cremona rappresenta un esempio emblematico di come il recupero di edifici storici possa diventare un volano per la rigenerazione urbana. L’Architetto Lamberto Rossi ha descritto il progetto come una delle poche esperienze in Italia di urbanistica partecipata, dove il coinvolgimento attivo della Comunità locale è stato fondamentale per il successo dell’iniziativa. Questo approccio ha permesso di trasformare un’area abbandonata in un nuovo centro di vita e cultura, che non solo preserva il valore storico degli edifici, ma li adatta a nuove funzioni, come la creazione di un campus universitario legato al polo bio-agroalimentare dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Cari amici, in realtà è proprio vero il detto che “NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, MA TUTTO SI TRASFORMA”! I monasteri, quegli antichi pilastri di meditazione e di silenzio basati sulla regola di San Benedetto, si stanno trasformando in nuovi luoghi di vita serena dell’uomo del Terzo Millennio; veri rifugi contemporanei per lo spirito e la mente, oramai troppo tormentata e compressa dai ritmi della vita moderna! Gli antichi luoghi della ricerca di serenità, di riflessione e di pace dello spirito, risultano ancora oggi validi e utili per la serenità e la salvezza dell’uomo!

A domani.

Mario

 

 

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