Oristano 31 agosto 2025
Cari amici,
Il post di oggi chiude quelli del mese di agosto. Ho deciso, prima di iniziare le riflessioni di settembre, di affrontare con Voi quel problema alquanto serio che attanaglia l'umanità: la mancanza di serenità che affligge tutti noi, che da tempo, ormai, viviamo in un mondo sempre più tecnologico, in preda a grande ansia e stress, privati di quei momenti di serena felicità che in passato erano la regola. Si, amici lettori, siamo entrati in questo TERZO MILLENNIO, catapultati in un periodo che risulta ormai caratterizzato da una
rapida evoluzione tecnologica e da un ritmo di vita così frenetico e alienante,
da creare angoscia e stress, non solo nella vita lavorativa ma anche in quella
familiare e sociale. Questa costante vita iper-connessa, con ritmi che hanno
tolto la consolidata serenità, si sta rivelando davvero dannosa, avendo un impatto sempre
più significativo sul nostro benessere sia fisico che mentale, portandoci a
vivere una quotidianità priva della più elementare, serena felicità.
Si, cari lettori, Vi è un
rapporto diretto tra il benessere mentale e quello fisico, nel senso che vivere
sereni e condurre una vita felice, ha un impatto positivo sulla nostra salute globale!
Secondo il grande ARISTOTELE, "la felicità rappresenta non solo il senso della
vita di una persona, ma lo scopo dell'intera esistenza umana!". Insomma, nella
vita dell’uomo c’è sempre stata “la ricerca della felicità”, in tutte le epoche!
Un recente studio, portato avanti dall’Università Autonoma di Madrid (UAM), ha rilevato
che “Piccole dosi quotidiane di felicità fanno vivere più sereni e più a lungo”. Vediamo
come.
Su quest’argomento, un
gruppo di ricercatori del Dipartimento di Psichiatria dell’Università Autonoma
di Madrid si è proposto il compito di valutare i diversi aspetti della
felicità, verificando, per esempio, la
quantità di tempo che le persone
trascorrono, sia in termini positivi che negativi, nel corso della giornata. La
professoressa NATALIA MARTÍN, autrice principale di questo studio
universitario, si è così espressa: “In questa ricerca abbiamo potuto
identificare, se e quanto le misure di welfare siano associate alla riduzione
della mortalità, ma abbiamo anche potuto evidenziare come le emozioni positive,
che le persone sperimentano nel corso della giornata, sono più efficaci sulla
maggiore longevità rispetto alla generale soddisfazione della loro vita”.
I risultati, che sono stati pubblicati sulla
rivista scientifica “Frontiers in Psychology”, si sono basati su migliaia
di interviste (sono state ben 4.753), rivolte a persone di diversa estrazione
sociale in varie città spagnole. Gli intervistati, dopo aver risposto ad una
domanda generale sullo stato di soddisfazione della loro vita, hanno compilato
un questionario nel quale hanno indicato le attività svolte il giorno prima,
descrivendo le emozioni provate durante queste attività. I ricercatori hanno
così evidenziato, dopo tre anni di studio, che la relazione tra provare
emozioni positive e la riduzione delle probabilità di morte era molto più forte
in persone felici, che non soffrivano di depressione.
Questi positivi risultati
hanno fatto riflettere non poco. La professoressa Martin, coordinatrice dello
studio, ha avuto modo di dichiarare: “Questi risultati hanno fortemente
sottolineato l’importanza della socializzazione, per cui, risulta importante
incoraggiare le persone a svolgere qualsiasi tipo di attività insieme ad altri,
in quanto partecipare ad attività sociali risulta incentivante, in grado di aumentare
le emozioni positive del nostro IO, e, di conseguenza, riuscire anche, con la
positività, a vivere più a lungo”.
Amici, regalarsi ogni
giorno piccole dosi di felicità, consente al nostro organismo di vivere
giornate di grande positività. Positività che, oltre la relazione sociale, è
fatta anche di un un’alimentazione bilanciata, e del giusto movimento, a tutte
le età. Secondo uno studio sull'impatto del benessere psicologico sul corpo,
condotto nel 2017 e pubblicato sull'US National Library of Medicine e National
Insitutes of Health, chi conduce una vita serena tende anche ad utilizzare una
dieta bilanciata ed a fare regolare movimento; la giusta alimentazione è,
infatti, uno dei fattori d'incidenza primari per una vita healthy,
ovvero per uno "stile di vita sano".
Condurre una vita sana, cari
amici lettori, significa anche fare la giusta attività fisica, che, a sua
volta, stimola la produzione di endorfine, ovvero gli "ormoni della
felicità", creando, unitamente a quanto detto prima, un benefico circolo
virtuoso. Tutte le strade sembrano condurre a un punto comune: ritagliarsi ogni
giorno piccoli spicchi di felicità, da condividere con quelli che vivono e
operano insieme a noi; in questo modo raggiungeremo quella giusta e appagante felicità,
allontanando il più possibile la tristezza e le malattie, con il felice risultato di vivere
anche più a lungo!
A domani.
Mario
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