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lunedì, aprile 02, 2018

SAI QUALI SONO LE AZIENDE CHE GUADAGNANO DI PIÙ? QUELLE DOVE LA PRESENZA FEMMINILE EGUAGLIA QUELLA MASCHILE. LA GESTIONE AZIENDALE AL FEMMINILE, AUMENTA LA PRODUTTIVITÀ E GLI UTILI.


Oristano 2 Aprile 2018
Cari amici,
Oggi è Pasquetta. Giorno particolarmente dedicato alle relazioni sociali, giornata nella quale ci si ritrova anche con persone lontane da noi durante il resto dell'anno. Giornata nella quale, però, le donne sono le più impegnate, sfaticando per prepararci quelle tante cose buone che mangeremo poi in compagnia! Le donne: cosa sarebbe il mondo senza di loro? Si amici quella grande schiera "al femminile", definita anche "L'altra metà del cielo" è un grande motore delle nostre giornate, non solo casalinghe ma anche nel lavoro e nella Società. Per chi eventualmente fosse ancora poco convinto di quello che affermo, ecco il risultato di un recente studio.
Una recente indagine portata avanti dal Gruppo Sodexo ha messo in luce che dove nelle strutture commerciali si è passati dalla massiccia presenza maschile ad una sostanziale parità tra uomini e donne, risulta migliorata la qualità del lavoro, la sicurezza, la produttività, la motivazione e la partecipazione di tutto il personale dipendente. Insomma, l'equilibrio fra i due sessi è in grado di determinare moltissimi benefici, sia dal punto di vista gestionale e relazionale che dal punto di vista strettamente economico.
L’analisi è ritenuta attendibile, in quanto il Gruppo Sodexo, presente anche in Italia (fu creato da Pierre Bellon nel 1966 a Marsiglia), è oggi il leader mondiale dei servizi di Qualità della Vita. Presente in 80 Paesi, impiega 427.000 collaboratori di entrambi i sessi, tutti animati dalla medesima passione per il servizio. Il risultato dell'indagine è che "fare squadra in modo paritario", fare in modo che avvenga lo scambio di competenze fra i due mondi, quello maschile e quello femminile, riesce ad ottenere come risultato una maggiore efficacia, riuscendo anche a migliorare, nel contempo, la qualità della vita.
L’indagine, condotta su oltre 50mila manager di 70 aziende internazionali fra il 2011 e il 2016, ha stabilito che il cosiddetto “gender balance”, ovvero il giusto equilibrio tra uomini e donne al lavoro in azienda, crea benessere e potenzia il business. Le prestazioni migliori si ottengono quando le donne costituiscono fra il 40 e il 60 per cento della forza lavoro all'interno dell'impresa.
I dati riferiti al 2016 hanno rilevato che un giusto equilibrio di genere è risultato così positivo da creare una maggior partecipazione al lavoro; la parità di genere in effetti ha originato conseguenze positive sul tasso di partecipazione dei dipendenti, il cosiddetto employee engagement. Nelle aziende con più lavoratrici il coinvolgimento e le motivazioni della forza lavoro sono aumentate del 12 per cento. Un dato che, a cascata, ha avuto conseguenze positive anche sulle performance professionali e sulla produttività. E non è tutto.
Oltre ad una maggiore armonia all’interno dell’azienda, questo maggior equilibrio è risultato positivo anche nei confronti della clientela, che si è dichiarata più soddisfatta. Non è solo l'impresa, dunque, a gioire quando al suo interno ci sono più donne! L’equilibrio risulta maggiormente appagante anche per i clienti, che lo trovano anch’essi positivo. Fatto quest’ultimo dimostrato dall’andamento positivo del tasso di trattenimento dei consumatori, il cosiddetto rate of consumer retention. Dove le donne sono di più, la fidelizzazione raggiunge anche il 90 per cento, permettendo di conseguenza alle imprese di migliorare il proprio business. Le vendite risultano aumentate anche del 14 per cento.
Parità di genere, amici, che sembra quasi una ‘parità contagiosa’, se pensiamo che anche fra i dipendenti aumenta la fidelizzazione! Nelle aziende dove il gender balance è rispettato, i dipendenti restano maggiormente affezionati, e quindi vanno via meno facilmente. Lo studio ha infatti evidenziato che il tasso di conservazione dei dipendenti - employee retention – cresce fino all'8 per cento in più rispetto alle organizzazioni aziendali meno virtuose da questo punto di vista.
Anche la sicurezza ne guadagna non poco. Su questo fronte l’indagine ha dimostrato che il giusto apporto rosa accresce pure la sicurezza sul posto di lavoro. Questa voce può aumentare fino al 12 per cento perché la presenza delle donne migliora la qualità della vita sul posto di lavoro, diminuendo sensibilmente anche i conflitti e gli attriti fra i colleghi. Tutto ciò comporta anche maggiori profitti, derivati dal miglioramento del business aziendale. Si è calcolato che l’equilibrio di genere migliora la produttività fino all'8 per cento.
Che dire poi dell’ulteriore spinta ad innovare che l’aumentato utilizzo del mondo femminile porta con se? Si, anche l'innovazione beneficia della presenza femminile nel mondo del lavoro! La diversità crea infatti gruppi migliori, grazie al continuo confronto fra pensieri e idee, che stimolano creatività ed efficienza. C'è poi un altro elemento da considerare: le donne sono più inclini a collaborare, ascoltare e includere. E quindi a gestire al meglio i team.
Si, amici, gestire meglio il team, significa anche affidare il posto di comando, ovvero quello di CEO, ad un capace personaggio femminile. Una donna CEO costituisce un bel vantaggio per le aziende. Esse sono in grado di prendere decisioni migliori, hanno un maggior intuito per raggiungere gli obiettivi e lavorano con estrema passione per far crescere l’impresa. Da Mary Barra, CEO di General Motors, la donna più potente del mondo secondo Fortune, a Indra Nooyi, AD di Pepsi, fino a Marillyn Hewson, CEO del colosso militare Lockheed Martin.
Personalmente ne sono certo: il futuro le vedrà sempre più collocate in alto, nei ruoli strategici, sia nel privato che nel pubblico (la nostra appena eletta Presidente del Senato è Maria Elisabetta Alberti Casellati); le donne ormai sono in piena conquista del potere. Si è passati dalle 21 donne al comando delle grandi aziende strategiche del 2016 (all’interno della lista Fortune 500), alle 32 del 2017, con un incremento di circa il 50%. Credo che il secolare, indiscusso potere, riservato esclusivamente al maschile, sia ormai giunto al capolinea.
Io personalmente posso dirvi che non solo non mi dispiace, ma ne sono oltremodo felice. Viva le donne, ne avremo sicuramente non pochi benefici!
A domani.
Mario

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