martedì, aprile 07, 2020

ORISTANO: DOPO BRESCIA, ANCHE NELLA NOSTRA CITTÀ C’È CHI SI INGEGNA PER COMBATTERE IL CORONAVIRUS. PIETRO DI DIO FABBRICA E DONA LE VALVOLE CAPACI DI TRASFORMARE LE MASCHERE DA SUB IN OSPEDALIERE.


Oristano 7 aprile 2020

Cari amici,

L’improvviso tsunami portato dal COVID-19, più comunemente noto come Coronavirus, che ha sconvolto prima la Cina e poi il mondo colpendo in particolar modo l’Italia, ha avuto almeno un merito (se di merito possiamo parlare): quello di aver messo con forza rabbiosa il dito sulla piaga della nostra sanità: malata, seviziata, impoverita e resa impotente per carenza di uomini e mezzi, ormai da anni. Con lacrime di coccodrillo ora i nostri politici incensano con falsi epitaffi i medici caduti in prima linea, dando degli eroi a quelli che fino a pochi mesi era vituperati e messi all’angolo.
Ora si cerca di correre ai ripari, ma le strutture sanitarie presentano deficit difficilmente colmabili in tempi brevi; manca di tutto dai posti letto ai medici, dalle stanze di terapia intensiva alle macchine respiratorie, dalle protezioni efficaci per gli addetti a quelle delle persone, che, seppure costrette a stare in casa, debbono uscire per poter soddisfare i bisogni primari. Una delle carenze più sentite sono le macchine respiratorie, costose e difficili da reperire in tempi brevi, senza le quali risulta impossibile curare a dovere i colpiti dal virus.
Ebbene, poiché noi italiani siamo famosi per il nostro ingegno inventivo, per risolvere il problema in tempi rapidi, qualcuno ha pensato di adattare le maschere usate dai sub, trasformandole in maschere da utilizzare in ospedale. Su questa linea, due startupper bresciani, Cristian Fracassi e Alessandro Ramaioli, sono riusciti a trasformare delle maschere da snorkeling, quelle che normalmente si trovano nei negozi di Decathlon, in maschere respiratorie d’emergenza. Tale modifica è stata realizzata grazie ad una speciale valvola, ottenuta con una stampante 3d. I due ingeneri sono riusciti a produrla in soli sette giorni con l’aiuto del loro team. Le maschere si sono dimostrate perfettamente funzionanti, e al momento due prototipi vengono utilizzati dall'ospedale di Chiari.
La valvola realizzata dal loro genio inventivo è stata brevettata, ma il file per la sua realizzazione è stato messo a disposizione gratuitamente di chiunque volesse stamparla. “Chiariamo che la nostra iniziativa è totalmente priva di scopo di lucro” - hanno specificato sul loro sito - “Non percepiremo diritti sull’idea del raccordo e neppure sulla vendita delle maschere Decathlon”.
L’esempio bresciano non è rimasto inascoltato. Anche ad Oristano c’è chi si è messo subito all’opera e ha cercato soluzioni similari: Pietro Di Dio, professionista impegnato nel settore delle nuove tecnologie e nel Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Oristano. Questo professionista del digitale, si è messo subito all’opera, e, utilizzando la sua stampante 3D, ha realizzato alcune delle particolari valvole da integrare nelle maschere da mare Decathlon, trasformandole, appunto, in maschere ospedaliere, utilizzabili in terapia sub-intensiva nella cura del coronavirus.
Le valvole realizzate sono state subito inviate e messe a disposizione del reparto COVID dell’ospedale di Sassari. Anche Pietro Di Dio ha messo dunque a disposizione la sua professionalità senza scopi di lucro; la sua iniziativa è nata dalla volontà di aiutare i medici e gli infermieri che, purtroppo con scarsi mezzi, si trovano nella drammatica situazione di curare i colpiti del covid-19. Una volta ricevuto il file con il progetto già pronto per la stampa, ha realizzato le valvole con la sua stampante 3D. 
Di Dio è soddisfatto del lavoro realizzato. È convinto che in momenti di emergenza come quelli che stiamo vivendo, tutti dovrebbero essere pronti a mettere a disposizione la propria professionalità, senza sé e senza ma. Solo con il coinvolgimento di tutti, con la collaborazione piena sia di chi è in prima linea che di chi sta nelle retrovie (come possiamo essere noi fermi in casa, per bloccare la diffusione del virus) questa terribile pandemia potrà presto essere vinta.
Nel bigliettino che ha accompagnato l’invio delle valvole all’ospedale di Sassari, Di Dio ha scritto: “Non siete da soli”. Il suo è un messaggio di speranza e allo stesso tempo di stimolo a tutti, perché le battaglie non le vince mai il singolo ma il gruppo coeso.
A domani, amici.
Mario

lunedì, aprile 06, 2020

OSSERVANDO I MOVIMENTI DEL CORPO DELLA PERSONA CHE CI INTERESSA, POSSIAMO SUBITO SAPERE MOLTO SU DI ESSA, PERCHÉ IL CORPO PARLA…


Oristano 6 APRILE 2020

Cari amici,

Se è pur vero che la “Comunicazione verbale”, quella correntemente espressa e costituita da parole, scritti e immagini, è quella maggiormente usata nella nostra società, possiamo anche dire che non è l’unica, in quanto a fianco di essa ne esiste un’altra, la “Comunicazione non verbale”, certamente diversa ma allo stesso tempo ugualmente efficace, seppure per esprimersi non si serva delle parole. È questo il linguaggio del corpo, un linguaggio spesso criptico per i non addetti, ma ugualmente capace di rivelare molto della persona cui si riferisce.
Ho già avuto modo di parlare del linguaggio del corpo anche di recente su questo blog in data 11 marzo, con un post che rivelava come è possibile smascherare una persona che mente proprio attraverso l’osservazione dei movimenti del corpo; chi desidera può andare a leggere quanto scritto cliccando sul seguente link: https://amicomario.blogspot.com/2020/03/la-menzogna-cosa-ci-spinge-mentire.html.
Ebbene amici, il corpo parla davvero da solo, senza avvisarci, eseguendo i suoi movimenti senza attendere il nostro comando, praticamente in automatico, senza un preciso ordine del nostro cervello; ed è proprio attraverso l’osservazione attenta di questo linguaggio che possiamo scoprire molto della personalità di una persona. Per soddisfare la Vostra curiosità vorrei parlarvi dalla “postura”, della posizione che il corpo assume per soddisfare le sue esigenze, che vanno dal muoversi al sedersi, dall’attività al rilassamento, fino a quella del riposo notturno. Oggi vorrei intrattenervi sulle diverse posizioni che il corpo assume da seduto. Ebbene, in questa diversità di posizioni, il corpo rivela molto della nostra personalità! Vediamole insieme.
C’è chi si siede sulla sedia con le gambe divaricate, chi accavalla le gambe e chi assume una posizione rigida, con le gambe aperte e chi serrate. Osservando la postura che si assume quando una persona sta seduta è possibile capire alcuni tratti della sua personalità e quali emozioni e sentimenti sta provando in quel momento. Prima di leggere osservate la figura posta qui sotto che evidenzia le posizioni, segnate da A - B - C - D - E - ; ognuna delle cinque posizioni sta ad indicare una personalità diversa. Vediamo insieme le differenze, e di conseguenza il loro significato.
Posizione A: Punte dei piedi rivolte al centro. È questo un tipo di seduta tipico delle donne, con le ginocchia una contro l’altra, con le gambe divaricate e le punte dei piedi rivolte verso l’interno. È la tipica posizione della brava bambina che agisce coscienziosamente, si sforza di fare sempre tutto bene e cura meticolosamente i dettagli nei minimi particolari. Questa postura rivela una personalità infantile e sottolinea le proprie fragilità. Timide e pignole, le persone che si siedono in questa maniera sono testarde e cocciutamente impuntate nelle loro posizioni e nulla può convincerle a cambiare le loro abitudini.
Posizione B: Gambe accavallate.  Anche questa è una posizione tipica delle donne, seppure usata anche dagli uomini. Accavallate in particolare all’altezza del ginocchio sono anche un motivo di seduzione. Accavallare le gambe indica un atteggiamento di chiusura e di autodifesa, soprattutto se il busto è inclinato in avanti. Chi tende ad assumere questa posizione in genere è un individuo dalla personalità sognatrice, facile ad estraniarsi; incrociare le gambe (e anche le braccia) significa chiudersi emozionalmente alla conversazione. La personalità di questi soggetti è ricca di immaginazione.
Posizione C: Gambe divaricate. Sedersi con le gambe aperte rivela un desiderio inconscio di dominio nei confronti degli altri. Ad indicare queste precise intenzioni sono i piedi: se sono rivolti verso l’interlocutore, rivelano attrazione, se oscillano, mimando dei piccoli calci verso di esso, sono indice di aggressività. Sedersi divaricando le gambe è quindi una posizione di sicurezza e dominanza, ma se si ritraggono le gambe sotto la sedia il corpo comunica che una situazione o un discorso ci rendono insicuri o ci mettono a disagio. 
Posizione D: Gambe attaccate. Chi si siede con le gambe attaccate e le ginocchia che arrivano a toccarsi, comunica una certa insicurezza. In genere assumono questa posizione le persone organizzate, perfezioniste e razionali che vogliono avere sempre tutto sotto controllo. Sono individui che tendono a trattenere le proprie emozioni perché da bambini hanno vissuto situazioni cariche di ansia e stress senza avere avuto la possibilità di scaricarle all’esterno. Sono persone molto intelligenti, persone che amano pensare ma con razionalità. Sono puntuali, ordinati e precisi. Le loro case spesso sono perfettamente pulite e in ordine: ogni cosa è sempre al posto giusto. Sono persone abbastanza riservate, che non rivelano in fretta fatti che riguardano loro stessi. Sono comunque persone molto oneste e che non amano spettegolare. Rimangono calmi in ogni situazione e non cambiano facilmente il loro punto di vista.
Posizione E: Gambe appoggiate di lato. Questa posizione consiste nel sedersi con le gambe appoggiate l’una contro l’altra, inclinate da un lato, in una posa decisamente molto femminile. Le persone che da sedute assumono questa postura hanno in genere una personalità vivace e carismatica. Tale posa è rivelatrice di una natura istintiva e spontanea ed è tipica degli individui molto determinati e che vogliono far carriera. Spesso chi si siede così ha degli obiettivi ben precisi ed è disposto a lottare pur di raggiungerli. Queste persone si concentrano molto sui loro obiettivi personali e danno importanza alla loro carriera. 
Cari amici, oggi abbiamo parlato della postura del nostro corpo nella seduta, ma il nostro corpo parla in tante altre espressioni: da come incrociamo le braccia a come inarchiamo la schiena, da come camminiamo a come muoviamo la testa, da come muoviamo o stringiamo le mani alla posizione che il nostro corpo assume a letto nel riposo! Certo, non potevamo fare oggi tutto in un’unica riflessione, per cui vi anticipo che sicuramente riprenderemo il problema in mano quanto prima.
Per ora grazie e…a domani!
Mario

domenica, aprile 05, 2020

I MILLE MODI PER STARE BENE A CASA. CONSIDERATO CHE CI DOBBIAMO STARE, UTILIZZIAMO AL MEGLIO IL NOSTRO TEMPO IN FAMIGLIA…



Oristano 5 aprile 2020
Cari amici,
Oggi è la "Domenica delle palme". Rito antico e praticato, perché ci porta alla Pasqua! Purtroppo, però, oggi festeggiato in modo virtuale. Per chi non conosce la storia di questo rito, ecco quanto scrissi nel 2012. Potete leggerlo cliccando sul seguente link.
http://amicomario.blogspot.com/2012/04/la-domenica-delle-palme-lantico-rito-de.html
Oramai lo sappiamo: non possiamo uscire da casa nemmeno per una boccata d’aria, né mattutina né serale (possiamo uscire con circospezione solo per dotarci dei beni di prima necessità, medicinali e cose indispensabili), quindi, considerato che è necessario farlo, dobbiamo fare di necessità virtù! Non siamo certo abituati a trascorrere praticamente l’intera giornata dentro casa, ma con un pizzico di intelligente lungimiranza possiamo di sicuro trascorrere tutto questo tempo in modo proficuo. Fortunatamente gli attuali strumenti informatici ci aiutano in questo, in quanto tante sono le App che, opportunamente scaricate, sia sul computer che sul cellulare possono darci una mano.
Dallo shopping online, che sta conoscendo una popolarità straordinaria par far arrivare a casa quanto richiesto da chi ha problemi ad uscire, ai social network, che in questo periodo stanno aumentando vertiginosamente gli iscritti, in quanto consentono di tenere vivo il contatto con gli amici sia reali che virtuali; insomma, visto che il mondo esterno risulta essere dolorosamente vietato, cerchiamo almeno di mantenere il contatto, seppure virtuale. Per questo risultano molto ricercati nei social come Facebook, i “gruppi” delle varie città di appartenenza, contatti che consentono di condividere pareri, informazioni, consigli e aggiornamenti. Facebook è in realtà il social che più di tutti permette di sentirsi parte di una comunità reale, che trova un riscontro effettivo anche al di fuori del virtuale.
Anche WhatsApp risulta tra le applicazioni con un aumento vertiginoso, ma non solo per la messaggistica istantanea; il maggior utilizzo, infatti, è quello delle videochiamate, necessarie per poter mantenere il contatto con i propri amici e con i propri cari. Sono diversi gli anziani che hanno scoperto le funzionalità di WhatsApp in queste settimane, proprio per riuscire a vedere i nipoti piuttosto che i figli. Con la videochiamata ci si sente un po’ più vicini, anche se di fatto si è distanti.
Tante sono poi le App scaricabili che ci aiutano a trascorrere il tempo in modo interessante. Si possono imparare le lingue da soli, scaricando l’app di Babel, che permette di imparare qualsiasi lingua si voglia: dal francese all’arabo al cinese; per chi è appassionato di puzzle, c’è la App che consente, sempre al cellulare, di giocarci e passare il tempo tenendo la mente attiva. Stessa cosa per chi ama il Sudoku, il gioco dei numeri in cui si devono inserire i numeri dall’1 al 9 per formare ogni casella.
Per quelli, poi, che non hanno grande dimestichezza con i marchingegni elettronici, si possono riscoprire gli antichi giochi di società del passato, a cui molti di noi sono rimasti affezionati. Riprendere in mano il gioco delle carte, facendolo conoscere anche ai bambini, divertendosi così insieme riuniti in casa, significa ricreare quel clima di aggregazione familiare che da tempo, per i nostri mille impegni, risulta un po’ sfilacciato. Anche fare movimento è importante: essendo chiuse le palestre, possiamo mantenerci in forma stendendo un tappeto in salotto ed eseguendo gli esercizi che conosciamo, magari insieme ai nostri figli.
Un’altra eccellente buona idea è quella, coinvolgendo in particolare i nostri bambini, di realizzare praticamente delle belle ricette di cucina, preparando pietanze che magari conosciamo bene, ma che per il tempo che ci è sempre mancato, non riusciamo mai a mettere in pratica. I bambini si divertiranno un mondo se li coinvolgiamo e possono, rimestando con le loro manine, iniziare a mettere in pratica quanto in futuro avranno più facilità a realizzare.
Per gli appassionati dell’informazione possono essere reperite App di notizie aggiornate, come Google News per Android e Apple News per i dispositivi iOS; sono gratuite e fanno davvero un buon lavoro per tenere aggiornati sulle ultime notizie. Anche per gli amanti della lettura sul Web ci sono diversi siti dove possono essere letti tanti libri, sia gratis che a pagamento; ci sono milioni di titoli, a scelta tra i più venduti di romanzi gialli e Thriller, libri per bambini, romanzi rosa, libri per cucina ecc. Su liber liber, un sito che contiene più di tremila libri da ascoltare, in edizione integrale, si possono trovare, a titolo gratuito, i grandi classici della letteratura mondiale.
Stando a casa non si annoia nemmeno che ama gli antichi giochi come il Monopoli, Risiko o Tabù, alcuni dei quali sono anche on line, quindi con la possibilità di giocare in chat con gli amici. Chi è appassionato di musei, può visitarli facendo dei tour virtuali, in quanto molte strutture museali offrono visite virtuali; si possono ammirare, per esempio, le collezioni della Galleria degli Uffizi a Firenze oppure fare un tour virtuale ai Musei Vaticani di Roma, così come possiamo immergerci virtualmente nelle vasche dell’Acquario di Genova attraverso video inediti e innovativi, realizzati con tecnologia subacquea a 360°.
Cari amici, rispettare le regole è importante, perché col rispetto delle disposizioni impartite si salva la salute propria e quella degli altri. Allora non buttiamo via questo tempo trascorso a casa, vediamolo come un “tempo regalato”, capace di farci riscoprire l’amore per la casa e la famiglia, la coesione familiare e se siamo accorti anche divertendoci.
Allora, amici, “IO STO A CASA”, FATE COSÌ ANCHE VOI”!
Grazie, a domani.
Mario


sabato, aprile 04, 2020

ATTENTI ALLE TRUFFE INFORMATICHE IN QUESTO PERIODO DI CORONAVIRUS. LA PAURA E LA NECESSITÀ D’INFORMAZIONE AIUTANO I TRUFFATORI. NON APRITE LE MAIL SOSPETTE!


Oristano 4 Aprile 2020

Cari amici,

Ogni motivo è buono per fregare il prossimo, per i truffatori senza scrupoli! Anche durante la pericolosa pandemia causata dal Coronavirus, continuano imperterriti i loro imbrogli informatici che, a spese dei meno furbi, producono dei buoni introiti. Gli hacker purtroppo non si fermano neanche in questo momento di emergenza sanitaria, inviando mail che allettano gli utenti con false notizie su come difendersi dal virus, come curarsi, etc., ovviamente chiedendo in cambio dei soldi all'utente malcapitato che se ci casca, mette in rete i dati della sua carta di credito, vedendosi poi alleggerito del conto in banca e anche dei suoi dati personali. 
Secondo i ricercatori della Kaspersky Lab che hanno individuato il sistema utilizzato di recente, lo scopo dei criminali informatici, sfruttando la paura del contagio, è in realtà sempre quello di entrare in possesso delle credenziali della carta di credito dell'utente, nel momento in cui vengono inserite per effettuare il pagamento.
Una delle truffe informatiche messe in atto avviene con l’utilizzo di un 'trojan' che si chiama Ginp ed è l'evoluzione del Ginp banking trojan che a marzo ha attirato l'attenzione degli esperti per la capacità di ottenere l'accesso alle app per l'invio e la ricezione di sms con lo scopo di inserire, nella posta in arrivo, messaggi di testo falsi. Ora si è evoluto in chiave coronavirus e, fanno sapere gli esperti, mentre in passato le vittime di questo attacco erano residenti prevalentemente in Spagna, quest'ultima versione suggerisce che gli attaccanti stiano pianificando di colpire anche diversi altri Paesi. Ecco come si muove l’hacker.
Ondate di mail vengono inviate con quest’oggetto: "Coronavirus: informazioni importanti su precauzioni". Facile capire perché tanti, su un argomento di questo non esitino a cliccarci sopra, considerata la paura per il diffondersi dell'epidemia. La mail però, non dice niente di utile ed è una truffa informatica. L'obiettivo è solo uno: quello di ottenere i dati dei destinatari. Come avverte il sito First Online "Si tratta di un tentativo di phishing, di truffa informatica basata sull’ingegneria sociale". First Online aggiunge anche altri particolari: "La comunicazione inviata è curata, non fatta attraverso una traduzione automatica, come capita spesso in questi casi. Il messaggio è firmato da tale Dr. Penelope Marchetti (Organizzazione Mondiale della Sanità). 
All’utente poco accorto tutto questo lo trae in inganno, anche se, con un po’ più di furbizia, una rapida ricerca su Google gli avrebbe dato la certezza che non esiste alcun professionista del settore medico-sanitario con quel nome presso l’O.M.S.". Anche l'agenzia Adnkronos avverte i cittadini che è necessario essere molto cauti per avere un buon livello di sicurezza informatica, e la prima cosa da fare è sempre quella di controllare bene l’indirizzo del mittente, oltre a cercare di capire se il dominio indicato appare corretto, oltre a verificare date e orario di invio.
Nel caso dell’Oms, precisa sempre First Online, il dominio specifico è who.int, sottolineando che "una procedura che richieda l’inserimento di informazioni riservate o comunque dati personali sensibili via email è quantomeno sospetta. I criminali informatici utilizzano le emergenze per indurre le persone ad agire d’impulso e senza riflettere". Per questi motivi tutti gli utenti sono pregati di prestare molta attenzione e a guardare con scetticismo a pop-up, pagine web sconosciute e messaggi sul coronavirus", come spiega Alexander Eremin, security expert di Kaspersky. 
Cari amici, Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della Polizia postale, aveva rilevato, subito dopo il diffondersi della paura per il Coronavirus, una campagna di false email, apparentemente provenienti da un centro medico e redatte in lingua giapponese, le quali, con il pretesto di fornire aggiornamenti sulla diffusione del virus, invitavano ad aprire un allegato malevolo che mirava ad impossessarsi delle credenziali bancarie e dei dati personali della vittima. Ma a questo tentativo di phishing ne sono seguiti ben altri.
Successivamente, è stata scoperta un’altra attività di Phishing che invitava ad aprire un file “zip” contente documenti Excel, che diffondeva un virus di tipo RAT, chiamato “Pallax”. A seguito dell’inconsapevole click, questo pericoloso virus (venduto per pochi dollari negli ambienti più nascosti del Darkweb fin dal 2019) ha consentito agli hacker di assumere il pieno controllo del dispositivo attaccato, spiando i comportamenti della vittima, rubando dati sensibili e credenziali riservate, nonché, assumendo il controllo della macchina attaccata in maniera assolutamente “invisibile”.
Gli specialisti della Polizia postale hanno individuato anche un altro virus RAT, dal funzionamento simile, che nascosto dietro un file chiamato CoronaVirusSafetyMeasures.pdf, assume il controllo del dispositivo infettato, trasformandolo, all’insaputa della vittima, in un computer zombie, gestito da remoto da un computer principale per effettuare successivi attacchi informatici in tutto il mondo.
Cari amici, l’invito della Polizia postale è di diffidare da questi e da simili messaggi, evitando accuratamente di aprire gli allegati che essi contengono e di segnalare eventuali tentativi di Phishing al Commissariato di P.S. online.
Stiamo tutti attenti, cari amici!
A domani.
Mario

venerdì, aprile 03, 2020

LE BORAGINACEE SARDE PRIMEGGIANO IN ECCELLENZA RISPETTO A QUELLE PRESENTI ALTROVE. I LORO CONTENUTI IN PRINCIPI ATTIVI, FONTI DI OMEGA-3, SONO NETTAMENTE SUPERIORI.


Borago officinalis
Oristano 3 aprile 2020

Cari amici,

Che la Sardegna sia una terra magica, ricca di risorse spesso uniche al mondo, in particolare nel campo delle erbe officinali, è una realtà incontestabile. Piante preziose come gioielli, endemismi con proprietà tali che, rispetto alle altre specie dimoranti fuori dall’isola, sono ben più ricche di principi attivi utili al nostro organismo. Possiamo affermare con orgoglio che le piante sarde riservano, più di altre, soddisfazioni uniche, che ne fanno nel loro campo delle vere protagoniste.
Quanto detto vale anche per alcune specie spontanee di cui voglio parlarvi oggi: le Boraginaceae sarde, che non fanno certo eccezione alla regola! La famiglia delle Boraginaceae, una famiglia di erbe ampiamente diffuse nel bacino del Mediterraneo, oltre la Borago officinalis (più nota come Borragine), comprende la Borago pygmaea, endemica di Sardegna, Corsica ed Isola di Capraia e la Borago morisiana, presente in particolare nell’Isola di S. Pietro nella Sardegna sud-occidentale. Ambedue queste specie sono perenni, con habitus prostrato-ascendente e corolla campanulata o quasi e stami inclusi.
Ebbene, di recente una ricerca pubblicata su Food Chemistry ha messo in luce l'abbondanza di grassi buoni nelle Boraginaceae sarde, affermando con convinzione che questi nostri endemismi sono importanti fonti di omega-6 e omega-3! Le Boraginaceae, infatti, i cui semi contengono un olio ricco di grassi polinsaturi – PUFA – benefici per la nostra salute, arrivano ad accumulare fino ad un 21-23 per cento di GLA, l’acido-γ-linolenico, un grasso omega-6 che lenisce e ripara la barriera cutanea. La ricerca ha evidenziato anche che nella nostra Isola crescono spontaneamente altre specie interessanti, di cui non si conosce sia la composizione che tantomeno le potenzialità per la salute. Tutte piante da analizzare e che potrebbero dare risultati a dir poco sorprendenti.
Le analisi effettuate da un gruppo di ricerca dell’Università di Almeria su alcune Boraginaceae sarde hanno evidenziato che gli oli estratti dai semi di queste piante, in particolare di due specie endemiche della nostra isola, contenevano più GLA della Borago officinalis (16,2-19,2 per cento), pianta che cresce nello stesso ecosistema ma non è esclusiva della nostra Isola. In dettaglio:
-         - La Borago morisiana, raccolta a Laconi (OR), ne conteneva il 24,6 per cento;
-         - La Borago pygmaea, raccolta a Gairo (NU), ne conteneva il 22,9 per cento.
Inoltre, un’altra pianta della famiglia delle Boraginaceae – l’Echium plantagineum – è risultato ricco di SDA (acido stearidonico), un omega-3 importante per la salute degli occhi, del cuore e del cervello. Le percentuali ammontavano al 15 per cento, ed erano pertanto superiori a quelle di Borago arvensis (14 per cento), l’unica specie in cui è presente in quantità significative.
Cari amici, questi studi, oltre che dimostrare ulteriormente la bontà della flora spontanea della nostra isola hanno messo in luce anche una concreta possibilità economica: quella di sfruttare le Boraginaceae sarde per ottenere integratori, destinati alle persone che, per carenza dell’enzima Δ6-desaturasi, non riescono a produrre quantità sufficienti di GLA/SDA e, di conseguenza, sono predisposte allo sviluppo di svariate malattie.
Integratori che, contenendo GLA/SDA, sono capaci di dare notevoli benefici: per esempio nei confronti di chi soffre di dermatite atopica (una malattia infiammatoria della pelle), in quanto il GLA controlla l’infiammazione e mantiene integra la barriera cutanea; così come ne possono beneficiare quelli che soffrono di pericolosi cali della vista e delle funzioni cognitive, perché l’SDA è precursore del DHA, un omega-3 presente nella retina e nel cervello, oltre quelli che soffrono di ipertensione, ipertrigliceridemia e trombosi, perché l’SDA è precursore dell’EPA, un omega-3 che controlla pressione, assetto lipidico e piastrine.
Amici, la Sardegna, dunque, è ancora una volta in primo piano con le sue piante officinali, sotto certi aspetti uniche al mondo! Le Boraginaceae, per l’abbondanza di omega-6 e omega-3, possono essere un’ottima fonte anche di reddito, e noi queste particolari piante dovremmo cercare di proteggerle, in quanto alcune sono pure il via di estinzione, come ad esempio la Borago morisiana, già ufficialmente in estinzione; l’augurio è che si intervenga quanto prima per proteggere tutte le nostre specie a rischio, favorendone la coltivazione e la selezione agronomica.
Grazie, amici, a domani.
Mario

giovedì, aprile 02, 2020

LA PANDEMIA DEL CORONAVIRUS HA DIMOSTRATO CHE L’UNIONE EUROPEA NON È E NON SARÀ MAI UNITA E COESA: È SOLO L’EUROPA DEGLI EGOISMI NAZIONALISTICI, CHE MAI DIVENTERÀ QUELLO STATO SOGNATO.


Oristano 2 aprile 2020

Cari amici,

Il seme gettato da Robert Schuman negli anni cinquanta del secolo scorso, per mettere insieme l’economia dei Paesi europei appena usciti dalla guerra, non era solo una via per creare rapporti economici comuni tali da aiutare tutti gli Stati nella ricostruzione, ma un’idea ben più lungimirante: quella di creare un unico Stato europeo, capace di competere ad armi pari con gli altri colossi, a partire dagli Stati Uniti. Oggi, a distanza di 70 anni da quell’idea, nessun passo avanti è stato fatto di "coesione reale" tra gli Stati aderenti, anzi si sono create le condizioni per mettere in atto una guerra economica fratricida fra Stati, che di fatto sta vanificando la possibile coesione, ma che rischia addirittura di far fallire del tutto il progetto iniziale. 
Questa mancata coesione la si può osservare a chiare lettere oggi, dopo il caos sociale creato dalla pandemia del Coronavirus, che, anziché vedere l’UE fare il massimo sforzo possibile per trovare una soluzione globale, valida per tutti i Paesi membri, vede prevalere l’egoismo degli Stati più “benestanti”, incuranti delle problematiche di quelli più deboli ed esposti. Un’Europa “contagiata dal virus dell’egoismo” che mai tende a diminuire, è quella che stiamo vedendo, incapace quindi di creare le condizioni necessarie per far fronte comune all’attuale crisi e, ovviamente, a quelle successive.  
In questa morsa egoistica, l’Italia sta pagando, credo, il prezzo più alto. Con una diffusione del Coronavirus che ancora pare non arrestarsi, con le persone obbligatoriamente chiuse in casa, con tante aziende chiuse e che molto probabilmente non riapriranno alla fine della pandemia, l’esplosione di egoismo degli Stati del Nord Europa, a partire dalla Germania, fa pensare che nulla è cambiato rispetto al passato e il motto “poco mi importa degli altri, l’importante è che mi salvi io”, appare chiaro e forte, senza dubbi o possibili ripensamenti.
Cari amici, la triste situazione prima accennata ricorda, sotto molti aspetti, un curioso film di fantascienza, “Arrival”, diretto nel 2016 da Denis Villeneuve. Gli egoismi attuali entro l’UE sono molto simili a quelli evidenziati nel film, dove si vedono ben marcate le differenze di pensiero tra terrestri e alieni, che hanno una visione ben diversa dei valori individuali e collettivi. Nel film gli extra terrestri arrivati con l’astronave aliena (paragonabile nel nostro caso al Coronavirus), una volta arrivati sulla terra, cercano di insegnare ai terrestri una cosa importante: a ragionare “globalmente” come umanità, come abitanti di un unico pianeta, la terra, e non con il consolidato egoismo individuale che pare continuare a prevalere. Insomma, un comportamento simile a quello attuale che vede gli Stati e staterelli europei, in costante lotta tra di loro.
Si, amici, quanto sta succedendo, in particolare in Europa ma non solo, è qualcosa di simile alla trama del film Arrival, in quanto oggi, di fronte a una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, nulla appare cambiato, rispetto alle scene del film. Vedere gli Stati facenti parte dell’Unione Europea cercare di proteggersi in modo individualistico anziché collettivo, mandando a picco senza rimorso le economie dei Paesi più deboli e pensando addirittura a trarre ulteriori vantaggi per la propria economia, è, senza ombra di dubbio, profondamente ingiusto e sbagliato! 
Sbagliato e pericoloso, cari amici, perché chi oggi cerca di fare il gradasso e l’egoista senza scrupoli, non si rende conto che il virus sta dimostrando ampiamente che le frontiere non esistono, che non esiste nessun tipo di muro che lo ferma, che può infettare senza pietà tutto il mondo, se i suoi abitanti non si coalizzano e fanno fronte comune. Se il mondo non comprenderà realmente che è urgente e indifferibile iniziare a ragionare tutti “globalmente” come umanità, e non con le barriere a cui siamo abituati, pensando ciascuno al proprio orticello, sarà l’umanità a perdersi e a non salvarsi.
Questo virus COVID-19, forte e pericoloso, amici miei, è visto da me come una specie di oscuro messaggero venuto dallo spazio: a farci capire che è tempo d finirla che gli egoismi inutili e dannosi: l’umanità oggi è costituita da pochi ricchi troppo ricchi e da una crescente schiera di poveri sempre più poveri. Senza la solidarietà, senza un sostegno e un aiuto reciproco, i molti miliardi di abitanti della terra potrebbero soccombere tutti: ricchi e poveri! Se i ricchi che ci governano lo capissero…
A domani, amici.
Mario
Le belle parole, a cui non seguono i fatti mi ricordano Pinocchio...

mercoledì, aprile 01, 2020

NEL TRISTE MOMENTO DELLA PANDEMIA CAUSATA DAL CORONAVIRUS, CHE COSTRINGE TUTTI A CASA, L’ITALIA SCOPRE “LA LENTEZZA DELLA RETE”.


Oristano 1 APRILE 2020

Cari amici,

Il post di oggi, purtroppo, non è un "Pesce d'Aprile"! L’Italia in questo triste periodo della pandemia del Coronavirus imperante ha scoperto non solo di avere una struttura sanitaria carente, deficitaria come personale e mezzi, ma anche una copertura della RETE Internet scarsa e a macchia di leopardo, paragonabile ad una coperta con i buchi, rattoppata e troppo corta! 
Dopo anni di contingentamento delle strutture sanitarie e dei relativi operatori (medici, infermieri, etc.), ci siamo accorti di aver sbagliato tutto! Negli anni siamo riusciti o abbiamo tentato di eliminare tutte le piccole e medio-piccole strutture sanitarie sparse nelle province (ospedali di piccola dimensione), abbiamo lasciato andare in pensione centinaia di migliaia di medici e personale sanitario senza assumerne degli altri in sostituzione, tanto che ora, per far fronte a questa pericolosa pestilenza che ci è piovuta addosso, siamo stati costretti addirittura ad attrezzare tende militari da campo per curare i malati. E non è tutto.
Con la collocazione forzata a casa di centinaia di migliaia di lavoratori e di familiari, il vertiginoso aumento di Internet sta facendo saltare anche l’unica possibilità di contatto possibile tra la gente ferma e inoperosa a casa: l’informazione e la comunicazione. Si amici, la RETE, ovvero Internet, strumento senza il quale, ormai, nulla si può mandare avanti, sta per arrivare al collasso! Lo possiamo rilevare tutti: i collegamenti sono di una lentezza assurda, tale da non consentire i necessari scambi informativi in tempo reale. Insomma, ci voleva il fermo forzato a casa di milioni di italiani, creato dal Coronavirus, per far prendere coscienza agli italiani che le nostre infrastrutture di rete non sono ancora sufficienti per fare dell’Italia una Smart-Nation!
Quanto sta accadendo in questi giorni dimostra quanto siamo vicini al black out; considerato che la quarantena imposta dal coronavirus ha fatto aumentare considerevolmente il numero degli italiani collegati (il tempo trascorso dagli italiani sulle app dell'ecosistema Facebook - che comprende Instagram, Messenger e WhatsApp - è aumentato del 70 per cento), l’immediatezza di risposta della rete è praticamente scomparsa e ha rischiato più volte di paralizzarsi. I manager di Facebook hanno rilevato che lo scambio di messaggi è cresciuto del 50 per cento, e le visualizzazioni sono praticamente raddoppiate. Addirittura le chiamate di gruppo su Messenger e WhatsApp sono aumentate, in termini di tempo, di oltre il 1.000 per cento.
Anche i servizi in streaming hanno presentato un uso molto più alto, le piattaforme (video streaming, gaming, streaming musicale) hanno registrato picchi di utilizzo mai visti prima. Le autorità europee hanno chiesto a You Tube, Netflix, Prime Video e altre piattaforme di ridurre la qualità dei video per diminuire il peso sulla rete. Il problema è serio, cari amici, perché la rete, come ben sappiamo, non ha solo un utilizzo ludico ma ormai anche ampiamente di lavoro. 
La pandemia in atto, per esempio, ha fatto aumentare considerevolmente l’utilizzo della rete sia in campo lavorativo che di studio, con l’incentivazione dello smartworking e della formazione a distanza per milioni di lavoratori e studenti. Una ‘Rete insufficiente’ dovrebbe servire a far prendere immediatamente coscienza che è necessario intervenire con urgenza, adeguando le nostre infrastrutture di rete in quanto ancora insufficienti, per arrivare in tempi brevi ad un’Italia considerata sul serio “nazione smart”.
Statistiche recenti collocano il nostro Paese in coda alle classifiche internazionali sulla diffusione dei servizi di comunicazione a banda ultralarga nelle nazioni avanzate. Gli ultimi dati Agcom dicono che solo il 36,8 per cento degli italiani può contare su una copertura di rete ad almeno 100 Mbps. Eppure il 3 marzo 2015 il Governo aveva approvato la Strategia Italiana per la banda ultralarga, con l'obiettivo di coprire, entro il 2020, l’85 per cento della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100Mbps garantendo al contempo al 100 per cento dei cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30Mbps.
Un divario preoccupante che, stante anche gli ultimi avvenimenti, appare davvero incolmabile considerato che non mancano molti mesi alla conclusione del 2020. 
Al contrario, nazioni come la Cina, che nel nostro immaginario collettivo sono ancora considerate (a torto) di serie B, stanno dimostrando di avere ormai infrastrutture tecnologiche nettamente superiori alle nostre e a quelle di molti altri Paesi occidentali. Cosa succederà ora, quando sarà finita la crisi sanitaria derivata dal coronavirus, a cui si aggiungerà certamente una tremenda crisi economica e finanziaria?
Il Governo Conte ha già annunciato interventi straordinari di 50 miliardi di euro (due decreti da 25 miliardi) per fronteggiare la crisi economica che inevitabilmente il coronavirus ci lascerà in eredità. Gran parte di queste risorse dovranno necessariamente essere utilizzate per aiutare famiglie, partite Iva e piccole imprese in difficoltà, ma sarebbe un errore imperdonabile se tutto venisse speso in interventi a pioggia. La crisi di questi giorni (la peggiore dalla fine del secondo conflitto mondiale) deve farci capire che è urgente e necessario un massiccio piano di investimenti infrastrutturali per rendere l’Italia un Paese moderno, e l’utilizzo intenso della rete di questi giorni manda un segnale forte e chiaro: tra le prime priorità c’è sicuramente il superamento del digital divide che ancora affligge l’Italia e il raggiungimento degli obiettivi fissati sulla diffusione della banda ultralarga.
Amici, per rendere l’Italia un Paese davvero moderno, passato questo tristissimo periodo causato dalla pandemia del COVID-19, l’Italia dovrà davvero prendere atto che tra le prime priorità impellenti, oltre quella di ristrutturare seriamente la rete sanitaria nazionale, c’è sicuramente la necessità del superamento del digital divide che ancora affligge l’Italia e senza il quale il raggiungimento degli obiettivi futuri non potrà avvenire.
A domani.
Mario