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venerdì, febbraio 16, 2018

LA BUROCRAZIA: UN MACIGNO CHE SCHIACCIA L’ITALIA. EPPURE I PARTITI IN LIZZA NELL’IMMINENTE CAMPAGNA ELETTORALE POCO NE PARLANO…



Oristano 16 Febbraio 2018
Cari amici,
C’è un drago dalle mille teste, praticamente invincibile, che continua a tenere sotto scacco l’Italia e gli italiani: si chiama BUROCRAZIA. È un mostro difficile da combattere, perché assume le forme più diverse, perché è in grado di illuderci, facendo finta di scomparire, per poi replicarsi un istante dopo. Un’araba fenice che non teme nulla e nessuno: nemmeno la politica da cui dovrebbero dipendere. La gran parte dei dizionari, anche quelli più importanti, la defniscono in questo modo: “Il complesso dei pubblici funzionari; in senso astratto, il dominio o l'eccessivo potere della pubblica amministrazione, con l'improduttiva pedanteria delle consuetudini, delle forme, delle gerarchie; anche, a proposito di amministrazioni e organizzazioni non pubbliche, che ne ricalcano gli aspetti e, soprattutto, i difetti”.
Ebbene, nonostante della burocrazia se ne parli in termini non certo positivi, la si critichi anche in modo forte, essa appare invincibile: niente e nessuno, nemmeno gli schieramenti politici più qualificati, sono riusciti finora fronteggiarla in modo forte, in modo tale da ridurla prima ed eliminarla poi. 
Siamo ormai alle soglie delle elezioni politiche del prossimo 4 Marzo. I programmi elettorali dei vari schieramenti sono variegati e a volte anche fantasiosi, con un paniere pieno di mille promesse, spesso vane, perché non tengono conto dei costi pazzeschi necessari per realizzarle. Invece, potrebbero mettere sul tappeto qualcosa di più concreto, addirittura di poco costoso, perché non inciderebbe più di tanto sul bilancio del nostro super indebitato Stato: affrontare e ridimensionare il peso schiacciante della BUROCRAZIA!
I partiti che si stanno cimentando per le imminenti elezioni del 4 Marzo, avrebbero dovuto includere nei loro programmi proprio la riduzione del peso della Burocrazia, mettendo in evidenza serie proposte per rendere l’Italia libera da quell’immensità di lacci e lacciuoli burocratici che la tengono avviluppata e che ne compromettono il giusto sviluppo possibile, ma almeno all’apparenza, a leggere i programmi elettorali, così non è stato. 
Le tante aziende in sofferenza, intanto, sotto il peso della burocrazia che le soffoca, rasentano le soglie della chiusura. La Rete Imprese Italia, nel corso del convegno «Burocrazia: l'Italia del tempo perso», ha presentato i risultati di un'indagine svolta dall'università di Trento. Come ha avuto occasone di sostenere il Presidente di Confcommercio e Rete Imprese, Carlo Sangalli, una miriade di adempimenti pesa ogni anno sulle aziende, comportando costi globali per oltre 33 miliardi di euro.
Eppure, nonostante le lamentele, le urla strozzate, soffocate in gola dal peso della burocrazia, gli schieramenti in lotta per la conquista del Parlamento, non hanno manifestato nei loro proclami la loro ferma intenzione di “dare corso ad un taglio netto” alla burocrazia, risultando questo proposito praticamente “assente” dalla campagna elettorale. In gran parte i proclami messi in atto dai partiti parlano di fisco, con proposte più o meno fantasiose per ridurne il peso, ma nessuna proposta specifica per snellire, semplificare; insomma tutti hanno paura di mettere il dito nella piaga: dichiarare la ferma volontà di togliere quei lacci e lacciuoli che frenano l’economia, ridimensionando quell’intoccabile potere dei burocrati, ben più forte degli stessi partiti.
L’apparato burocratico pubblico, come accennato in premessa, è oggi un mostro dalle mille teste, una piovra che impedisce qualunque sviluppo, essendosi moltiplicato a dismisura, in particolare negli ultimi decenni. La burocrazia, con in testa gli alti “Burosauri”, non solo costa molto allo Stato, ma addirittura è lo Stato stesso a esserne diventato ostaggio! 
L’Italia di oggi, avviluppata dalla grande “tela del ragno della burocrazia”, continua intanto ad annaspare, non riuscendo a districarsi: si muove poco e niente, a prescindere da quanto previsto dalle leggi messe in campo per agevolare l’economia, solo a lentissimi, piccoli passi, fatti dopo aver ottenuto un numero impressionante di “placet” rilasciati dagli alti burocrati deputati alle concessioni.
La Burocrazia è un freno ormai insostenibile: tarpa solo le ali alle imprese, anche se sono quelle che producono, che assumono, che creano lavoro; diventa difficile produrre e assumere, subendo quel tremendo peso che le schiaccia: un costo pesantissimo non solo per chi fa impresa ma anche per la forza lavoro e per chi disperatamente il lavoro lo cerca e non lo trova. Le imprese continuano a lottare, sprecando tempo e denaro, ma le energie cominciano a mancare, insufficienti a sostenere quel continuo corpo a corpo con la macchina burocratica, presente in ogni struttura dell’apparato pubblico: dal Comune più piccolo al Ministero più importante.
Solo se il nuovo Parlamento che uscirà dalle elezioni del 4 Marzo avrà la forza e il coraggio di “uscire dai soliti proclami elettorali”, quelli che, una volte vinte le elezioni, vengono presto dimenticati, potrà recidere quel nodo gordiano stretto dalla Burocrazia al collo dell’Italia, alleggerendo finalmente questo peso schiacciante che vanifica gli sforzi economici delle imprese. Solo una decisa, drastica, riduzione degli attuali apparati burocratici, volutamente farraginosi e decuplicati, potranno dare un segno di positivo sostegno a chi produce e crea lavoro. Si, chiunque vinca le elezioni, dovrà avere un coraggio leonino, sfoderare la spada e combattere il deleterio potere dei burocrati, intervenendo pesantemente per ridurre il loro potere.
Cari amici, il problema è serio, non certo di poco conto! I nostri giovani, molti dei quali andranno alle urne per la prima volta, attendono una soluzione al loro dramma, che li vede, seppur preparati e disponibili a fare la loro parte, accantonati a casa dei genitori, forzatamente inoperosi e resi “bamboccioni per forza”. È tempo che lo Stato torni ad essere un reale supporto per lo sviluppo della nazione, tagliando le radici alla deleteria Burocrazia, quel malevolo “cerchio magico” operante all’interno dei gangli vitali dello Stato, che, come la gramigna nel campo, infesta le buone culture messe a dimora. 
Un'ultima cosa, amici: non cadiamo nella tentazione di pensare, anche se schifati, di non andare a votare: così faremo ancora più felici le lobby di potere, quelle che premono perchè gli avversari non vadano a votare! Se non c'è il meglio, votiamo almeno per il meno peggio!
A domani.
Mario


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