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domenica, dicembre 25, 2016

ORISTANO E IL PRESEPE 2016 REALIZZATO DA ANTONIO MARCHI IN PIAZZA ELEONORA. RAFFIGURA, IN MODO INEQUIVOCABILE, L’ITALIA IN CUI VIVIAMO.



Oristano 25 Dicembre 2015
Cari amici,
Oggi è una giornata speciale: è Natale, per cui inizio questa mia riflessione facendo gli auguri a tutti Voi! Spunto della riflessione di oggi (giornata che fa rivivere nella nostra memoria, in particolare nei nostri cuori, la nascita del Salvatore del mondo), è il curioso e interessante presepe che Antonio Marchi ha allestito in Piazza Eleonora, proprio di fronte al Palazzo degli Scolopi, l’Hôtel de Ville della nostra città. Antonio è un artista di vaglia (pittore, scultore e anche costruttore di burattini, oltre che burattinaio, anche se penso che quest'ultimo suo pregio derivi più che altro da passione), profondo conoscitore della realtà artistica di Oristano e della nostra Provincia.
Antonio, utilizzando i simboli della natività gentilmente concessi dal Parroco della Cattedrale (le statue di Giuseppe, Maria, il Bambino, il bue e l’asino), ha costruito intorno a queste figure una scenografia veramente d’eccezione: chi guarda il suo presepe ne ricava un uppercut, un pugno nello stomaco forte e scioccante, ma che però riesce a dare un’idea dello stato attuale della nostra povera Italia, non solo massacrata dal terremoto ma politicamente, economicamente e socialmente ridotta ad un cumulo di macerie.
Un'Italia i cui governanti sono stati travolti dai milioni di colpi del NO al Referendum costituzionale, sempre più invasa da una moltitudine di migranti che ormai appare fuori controllo, ripetutamente depredata e colpita al cuore dagli uomini incaricati di  governarla, chiamati a rispondere di furti, ruberie, collusioni, brogli e nepotismi tali da far apparire ben poca cosa le nefandezze commesse nella Prima Repubblica.
Antonio Marchi ha proprio colpito nel segno: chi osserva lo scarno scenario del Presepe, appositamente dipinto di bianco, dove appaiono una serie di assi sconnesse, di finestre cadenti e di oggetti rovesciati, come se un uragano, uno tsunami, avesse colpito il tutto senza risparmio. Al centro di questo cumulo di macerie, apparentemente serafici come ad osservare tutto quello sfascio, sono stati collocati i membri della Sacra Famiglia. Giuseppe e Maria sembrano chiedere con amore al Bambinello di intercedere, di far rinsavire un mondo votato ormai all'autodistruzione. Grazie Antonio di questa rappresentazione che, seppur senza parole, riesce a raccontare e commentare lo stato comatoso della nostra nazione: le Tue forti immagini, non hanno bisogno di parole.
Antonio, forse per evitare polemiche, a lato dell'innovativo Presepe ha aggiunto una scritta che indicava agli spettatori che la realizzazione particolarmente forte voleva evidenziare la natività vista con gli occhi dei terremotati, anche se ai molti osservatori quella scritta appare riduttiva, in quanto il presepe evidenzia un terremoto ben più grande, quello che ha sconvolto e continua a sconvolgere la nostra povera Italia. Questo Gesù bambino, posato su una mangiatoia tra un cumulo di rovine, risulta non solo originale ma carico di significati ben più importanti. Il nostro bravo artista, che è anche un eccellente maestro burattinaio, ha cercato di muovere con professionalità i fili dei suoi personaggi, capaci di catturare l'attenzione di chi osserva, ma anche di suscitare riflessione. 
Si, è proprio così! Il suo Gesù Bambino che nasce tra le macerie è riuscito a colpire nel segno, esprimendo anche un significato di fiducia nel futuro, perchè Dio non abbandona mai l'uomo, anche se sbaglia! Il presepe di Antonio Marchi credo che rappresenti anche un grande simbolo di speranza!
La distruzione, la devastazione che circonda il Presepe, con i tetti sfondati le macerie tutt’intorno, stanno lì ad evidenziare la nostra miseria non solo fisica ma morale; ma il Bambinello sorridente, tra Maria e Giuseppe, dimostra che non siamo soli, che la speranza non può e non deve morire. Il significativo Presepe è stato realizzato da Antonio con la collaborazione del Parroco della Cattedrale, Don Giuseppe Sanna, che con grande disponibilità ha concesso le belle statue della natività e dell'Assessore al Turismo Emilio Naitza che ha messo a disposizione il palco necessario all’allestimento con un gazebo protettivo.
Cari amici, credo che dobbiamo ringraziare in tanti il bravo artista Antonio Marchi. Il suo omaggio in primo luogo ai terremotati del Centro Italia, è certamente allargato, come dicevo prima, agli altri terremoti che ci sconvolgono; Marchi con questa sua realizzazione regala un suo profondo e delicato pensiero alla città: per far riflettere i cittadini oristanesi sui problemi che assillano la città di Eleonora. Il Presepio è ancora oggi, a distanza di duemila anni dalla nascita di Gesù, un concreto segno di speranza. La nostra città, come ben sappiamo, ha perso lo smalto del suo glorioso passato, diventando quel modesto centro anonimo che oggi recita in Sardegna un ruolo sempre più svilito e subordinato. E' tempo di risalire la china! Chissà se ci riusciremo, ma "uniti", tutti insieme, certamente possiamo farcela. Per ora riflettiamo, facendoci gli auguri per il nuovo anno e festeggiando senza troppa enfasi e clamore.
Oristano in questo Capodanno 2017 festeggerà l'arrivo del nuovo anno in quattro piazze del centro storico: in piazza Eleonora, a partire dalle 20, il Cenone di San Silvestro (a cura dello chef Giovanni Salis), poi, dalle 22.30, balli sardi con Davide Chessa e Vanni Masala; in piazza Roma, dalle 22, "Let there be rock" AC/DC tribute, e a seguire "Regina Queen" the real queen experience. Infine in Piazzetta Corrias, dalle 23, Discoteca in piazza con DJ Montisci e DJ Marongiu e in piazza Mannu, dalle 22.30, Karaoke e spettacolo con Sonia e Valeria.
Buon Natale e Buon Anno a tutti Voi! 
A domani.
Mario

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