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sabato, dicembre 17, 2016

LAVORO E SCELTE DI VITA. QUANDO UNA PROFESSIONE, ANCHE LA PIU' IMPORTANTE, VIENE ABBANDONATA PER UN BENE PIÙ GRANDE: LA FAMIGLIA.



Oristano 17 Dicembre 2016
Cari amici,
Scegliere è stato sempre un verbo difficile, in quanto consiste nel decidere di prendere una cosa (o fare comunque una scelta) lasciandone un’altra. A volte diventa così difficile da coinvolgere il nostro Io, in modo totale. Certe decisioni difficili risultano talmente sofferte che ci pesano come cappe di piombo, ma sono necessarie, in quanto, dopo attenta e lucida riflessione, ci convinciamo che sono state prese perché trai due "beni" in competizione, uno di questi prevale, risulta superiore; la scelta fa sì che il bene prevalente non vada perduto. È proprio il diverso ‘peso’ che diamo alle due cose, che ci fa optare per una o per l’altra, risultando impossibile mantenerle entrambe, in quanto si escludono a vicenda.
La premessa che oggi ho voluto fare con Voi l’ho ritenuta necessaria per affrontare seriamente il tema della “Rinuncia”. Scelta davvero lacerante, perché lasciare qualcosa che comunque riteniamo importante, che praticamente fa parte del nostro Io, non è davvero facile. Per comprendere meglio cosa intendo per rinuncia, porto oggi alla Vostra riflessione due casi entrambi chiarificatori e che Vi faranno certamente riflettere: sono due casi molto diversi tra loro, ma accomunati dalla sofferenza della rinuncia. Sono quelli di Nico Rosberg, il campione in carica di formula uno e di John Key, Primo Ministro della Nuova Zelanda: entrambi, per il bene della famiglia, hanno rinunciato uno alla partecipazione al campionato di formula uno e l’altro alla brillante carriera politica. Ma andiamo con ordine.
Il pilota tedesco Nico Rosberg ha detto addio alla F1 subito subito dopo aver conquistato il titolo di campione del mondo 2016. Per ora, però, la causa della sua rinuncia non appare in tutta la sua interezza, non avendone chiaramente rivelato i motivi.  "Penso solo a partire per le vacanze", ha detto a chi lo interrogava sul suo futuro, anche se pare che la decisione fosse da lui covata da tempo. Ora il campione tedesco cerca un po' di tranquillità, dopo aver corso in F1 per 11 incredibili anni, arrivando alla fine a vincere il titolo mondiale. In molti gli hanno chiesto dei suoi progetti futuri, ma Nico con un sorriso ha smontato tutti: "Ho aperto una gelateria a Ibiza, però non è che mi metto lì a vendere gelati. Ma ce l'ho, è mia", facendo capire che dietro c’era dell’altro.
Si, sono in molti a pensare che dietro la decisione di Nico ci sia il bisogno di pensare di più alla sua famiglia. Il suo futuro, almeno nel breve, appare proprio focalizzato sulla famiglia. "Prima di tutto voglio stare con la mia famiglia che quest'anno non ho visto molto. Adesso penso solo a partire per le vacanze, a ridare un marito a mia moglie e un padre a mia figlia", ha detto con convinzione. Credo che dopo aver sentito queste parole, la motivazione principe sia senz’altro quella dell’incompatibilità del “circo della formula uno” con la cura della sua famiglia. E veniamo ora all’altro caso.
Il primo ministro della Nuova Zelanda John Key, dopo otto anni alla guida del governo neozelandese, ha annunciato poco tempo fa le sue dimissioni dall’incarico. Anche in questo caso le motivazioni sono da attribuire alla famiglia, si sono chiesti i Media locali che hanno riportato la notizia?. “Il mio lavoro ha comportato grandi sacrifici per le persone a me più care", avrebbe detto il premier dimissionario. “Mia moglie Bronagh - ha sottolineato - ha fatto un enorme sacrificio durante il mio tempo passato in politica e ora è il momento giusto per fare un passo indietro nella mia carriera e trascorrere più tempo a casa".
Credo che ci sia un unico Leitmotiv che accomuna Nico e John: la famiglia! La difficile scelta è certamente motivata dall’aver voluto attribuire una maggiore importanza all’armonia familiare rispetto all’attività svolta, per quanto questa fosse importante e ricca, sia economicamente che come soddisfazioni personali. 
In entrambi i casi la notizia delle rinunce a posizioni di tale prestigio ha colpito tutti come un fulmine a ciel sereno, anche perché entrambi godevano di quel grande favore popolare, frutto non solo della loro grande capacità, ma anche della serietà e della competenza e correttezza.  
Cari amici, a ben pensare credo che queste due rinunce possano costituire un serio motivo di riflessione anche per noi. Spesso siamo talmente presi dal nostro lavoro, dai nostri impegni, che dimentichiamo che in casa moglie e figli aspettano da noi ben altro che quegli scampoli di affetto e attenzione che riusciamo a dare. Non parlo del quantum economico (che spesso non solo è sufficiente ma anche abbonda), ma della nostra presenza (fisica e morale), che spesso risulta assente anche per lunghi periodi, creando in loro un senso di abbandono, oltre che sconforto e preoccupazione.
Nel caso di Nico Rosberg, poco sappiamo del suo ménage familiare, in quanto possiamo basarci solo sulla sua sintetica dichiarazione, ma nel caso della moglie di John Key, Bronagh, pare che da mesi Lei gli avesse posto un ultimatum, soprattutto a causa della pressione dei Media sulla sua attività pubblica, che si ripercuoteva nella vita privata sua e dei figli. Un fatto, quest’ultimo, che avrebbe convinto la donna a chiedergli di scegliere tra la famiglia e la carriera politica. Anche se poi Key ha elegantemente smentito questo fatto, dichiarando di essere felice della decisione da lui presa in piena autonomia, credo che l'intervento ci sia stato e che abbia pesato sulla decisione presa.
Amici miei, anche noi dovremmo riflettere non poco dopo aver metabolizzato questi due casi; dare una maggiore importanza alla nostra famiglia, che spesso anche se inavvertitamente trascuriamo non poco, è cosa sicuramente da fare, senza indugi o scuse più o meno apparenti. La vita è una, e perdere per il successo l'armonia familiare, credo che sia il peggior investimento che possiamo fare!
A domani.
Mario


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