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domenica, novembre 06, 2016

L’OLIODI PALMA: PER COMBATTERLO SI È SCATENATA UNA GUERRA SENZA ESCLUSIONE DI COLPI. LA SUA PERICOLOSITÀ, PER I DANNI ALLA SALUTE E ALL’AMBIENTE, È UN DILEMMA CHE ANGUSTIA TUTTO IL MONDO.



Oristano 6 Novembre 2016
Cari amici,
La disfida sull’uso dell’olio di palma (consentirlo o proibirlo) è iniziata da tempo e si sta rivelando una vera e propria guerra, combattuta senza esclusione di colpi tra sostenitori e detrattori di questo particolare olio. Demonizzato perché accusato di contenere troppi grassi saturi, che, come ha rilevato anche uno un recente studio dell’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, a temperature elevate può sviluppare sostanze tossiche, è stato invece nei giorni scorsi rivalutato dalla grande industria dolciaria che produce la Nutella: la Ferrero di Alba (CN). E non è tutto.
L’industria estrattiva dell’olio di palma è accusata anche di arrecare considerevoli danni all’ambiente, in quanto la sua produzione intensiva ha causato (e causa) una crescente deforestazione, nuocendo di conseguenza alla salvaguardia dell’ambiente. L’effetto immediato della pesante accusa, soprattutto quella riferita alla sicurezza alimentare, è stata una continua “fuga” dei consumatori dai prodotti contenenti quest’olio, costringendo le aziende produttrici a sostituirlo con altri ingredienti. Prima di entrare nei dettagli di questa disputa, però, vediamo insieme di conoscere meglio questo prodotto e le sue principali caratteristiche.
L'olio di palma viene estratto dal frutto delle “palme da olio africane” (Elaeis guineensis), delle “palme da olio sud americane” (Elaeis oleifera) e delle “palme maripa” (Attalea maripa). La maggior parte dell'olio di palma è ricavato dalla Elaeis guineensis, che, pur essendo originaria dell'Africa, viene oggi coltivata soprattutto in Malesia e Indonesia, oltre che nelle zone tropicali del continente americano. L’olio estratto da queste piante è ottenuto spremendo a freddo il mesocarpo (o polpa) del frutto; è possibile anche ricavare una porzione grassa anche dal seme, ottenendo il così detto “olio di palmisto o di palmisti”. In definitiva, dai frutti della palma si ricavano due tipologie differenti di olio commestibile, spesso utilizzati anche in ambito cosmetico.
Dalla prima spremitura si ricava un olio grezzo (non raffinato) di colore rossastro, contenente una elevata quantità di beta-carotene (pro vitamina A) contenuto nella polpa del frutto, anch'essa arancione. Prima di giungere sulle nostre tavole, l'olio di palma subisce una serie di processi di raffinazione, che includono la deodorazione, la decolorazione e la neutralizzazione (serve ad allontanare gli acidi grassi liberi, riducendo l'acidità dell'olio). Purtroppo, durante questi processi il beta-carotene viene inattivato dal calore. L'olio di palma, come tutti i grassi da condimento, è composto da acidi grassi esterificati con glicerolo.
Quest'olio, pur essendo vegetale, anziché restare liquido, tende a mantenersi solido a temperatura ambiente. Questa caratteristica si deve al generoso contenuto in acidi grassi saturi a lunga catena (normalmente abbondanti nelle carni, nei formaggi e in generale nei grassi animali). Nell’olio di palma abbonda in particolare l'acido palmitico, che diversi studi (compresi i rapporti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS) considerano pericoloso in quanto capace di produrre grandi quantità di colesterolo, cosa che aumenta il rischio cardiovascolare.
Ma, se quest’olio presenta tutte queste problematiche, perché finora ha riscosso tanto successo da essere presente praticamente in una miriade di alimenti? Perché nell'industria alimentare alcune sue caratteristiche risultano alquanto interessanti. In primo luogo è un olio insapore, che non irrancidisce facilmente, che resiste bene alle alte temperature e, cosa non secondaria, ha pure un costo abbastanza basso. Ecco la ragione per cui è grandemente utilizzato nelle preparazioni industriali (nella maggior parte dei prodotti da forno e, ahimè, anche negli alimenti per l’infanzia e nel latte artificiale per i neonati), in quanto ben resistente all’ossidazione e in grado di migliorare la consistenza e la durata dei cibi.
Logico ricavarne la convinzione che gli interessi degli industriali dolciari cerchino di farci dimenticare sia i rischi alimentari che quelli ambientali derivanti dalla sua produzione intensiva (leggi deforestazione). Allora, siamo sicuri che quest’olio non rappresenti un serio pericolo per la nostra salute? La risposta non è certo facile! Chi è attento alla propria salute punta il dito contro l’olio di palma soprattutto perché si tratta di un prodotto ricco di grassi saturi (45-50%), seppure in realtà facciamo finta di ignorare che anche il burro e la margarina, in percentuale, hanno quantità di grassi pari o superiori a questo livello!
Il dottor Alessandro Targhetta, medico chirurgo, specialista in Geriatria e Gerontologia ed esperto in Omeopatia e Fitoterapia, ai suoi pazienti consiglia di non superare un totale del 10% di assunzione giornaliera di grassi saturi (quindi burro, strutto, alimenti di origine animali e, ovviamente, olio di palma). La sua esperienza cerca di farci comprendere che anche l’olio di palma non è un prodotto da demonizzare "punto e basta", in quanto il Suo consiglio resta quello di usarlo con grande moderazione, come per tutti gli altri grassi saturi.
Cari amici, credo che il giudizio finale che anche io mi sento di dare sull’Olio di palma sia quello di considerarlo "non nocivo, ma di farne un uso moderato”, un prodotto da usare con grande accortezza, ovvero usarlo senza abusarne. Lo spot messo in onda dalla Ferrero per celebrare i 70 anni di vita dell'azienda nata dall'intuizione di un lungimirante pasticcere, Pietro Ferrero, oggi il terzo gruppo dolciario mondiale, così definisce questo indispensabile ingrediente della Nutella: «Il nostro olio di palma è sicuro, proviene da frutti spremuti freschi, da fonti sostenibili ed è perfetto per esaltare il gusto dei nostri prodotti e renderli così cremosi». Tutto vero, quanto sostenuto dalla pubblicità? Personalmente credo...fino ad un certo punto!
Vedete, sono una persona che ha fatto dell’ironia la sua arma più appuntita e affilata. Ho sempre cercato di vedere le cose nel “giusto verso” e, anche in questo caso, chiudo la mia riflessione dicendo: amici miei, anch’io adoro la nutella, per il suo gusto perfettamente armonico e piacevole; sicuramente è un prodotto di grande impatto e attrazione per piccoli e grandi, ma, come per tanti altri prodotti, ne faccio un uso molto parco: un cucchiaino al giorno (a volte due) ma non di più! In questi limiti credo si possa mangiare di tutto, non solo la nutella!
A domani. Ciao.
Mario


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