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giovedì, giugno 02, 2016

LAVORO: IL JOBS ACT CAMBIA LE REGOLE DEL COLLOCAMENTO. SARÀ FINALMENTE LA VOLTA BUONA?

Oristano 2 Giugno 2016
Cari amici,
Il 2 Giugno si festeggia la nascita della Repubblica, ma, sotto certi aspetti, c'è poco da festeggiare quando manca il lavoro! Si parla tanto di miglioramenti, di ripresa, di diminuzione delle enormi percentuali di inoccupati (in particolare giovani), ma di soluzioni veramente efficaci ancora non se ne vedono. Il Jobs Act, tanto strombazzato come un provvedimento straordinario, capace di ricreare le migliori condizioni per avviare al lavoro i tanti giovani disoccupati, ancora non ha espresso che in minima parte i suoi effetti, anche se alcune innovazioni previste non sono state ancora messe in atto.
Una di queste, per esempio, è la nuova Agenzia per il lavoro (L'ANPAL), prevista dal Jobs Act per favorire ulteriormente l'occupazione, che dovrebbe entrare a regime, essere resa operativa, in questo mese di Giugno. Lo conferma il Presidente dell'Agenzia, Maurizio Del Conte, che spiega all'ANSA le modalità operative della nuova struttura. Per iniziare la sua attività l’Anpal assorbirebbe il personale dell'Isfol e di Italia Lavoro (ne avrà le quote). I centri per l'impiego invece resteranno per ora ancora in capo alle Regioni, fino all’esito del referendum costituzionale, in quanto fino ad allora non è possibile apportare alcun cambiamento. Questo significa però che l'Anpal, per il momento, non potrà fare azioni dirette sul territorio.
Per ora, dice Maurizio Del Conte, «Possiamo verificare i livelli essenziali ovvero che i servizi che vengono resi ai disoccupati rispettino gli standard. Abbiamo il potere di monitoraggio e valutazione. La nostra missione più importante comunque sarà quella sull’assegno di ricollocazione, una vera e propria presa in carico del disoccupato. Il nostro obiettivo è fare sì che le persone si rivolgano ai centri per l’impiego perché sono utili. Deve esserci un sistema che accolga il disoccupato e lo accompagni. Una delle prime cose da fare è mettere in funzione un sistema informativo per far incontrare domanda e offerta».
La nuova Agenzia, oltre il compito di favore l’occupazione, avrà anche quello di effettuare un maggior controllo sui disoccupati, in particolare quelli che rifiutano opportunità di formazione e lavoro, preferendo continuare a ricevere l’indennità di disoccupazione. In questo caso per loro ci sarà una “tolleranza zero”. L’ANPAL, in questo senso, potrà verificare infatti in tempo reale le condizioni esatte di ogni persona che non si presenta ad un corso di formazione o a un colloquio di lavoro; questo grazie a una maggiore sinergia con l’INPS, l’Ente che eroga gli assegni (sussidi) di disoccupazione. Potrà richiedere di conseguenza all’INPS, quando necessario, di togliere almeno una parte dell’aiuto.
Anche per l’assegno di disoccupazione sono previste delle novità: si chiamerà NASPI e per poterlo percepire, chi è stato licenziato o ha dato le dimissioni per giusta causa, dovrà fare l’iscrizione all’ANPAL tramite i Centri per l’impiego (che ancora fanno capo alle strutture regionali). Dalla data di licenziamento o dimissioni, il Centro per l’impiego avrà 2 mesi di tempo per convocare il disoccupato e quest’ultimo avrà 15 giorni per presentarsi, pena la perdita di 1/4 dell’assegno di disoccupazione. In quel frangente, il disoccupato dovrà anche firmare un programma di ricollocamento e sarà seguito da un tutor fino all’effettiva ricollocazione.
In attesa che anche i Centri per l’impiego vengano gestiti direttamente estrapolandoli dalle Regioni, l’ANPAL si occuperà però di monitorare la loro attività, in modo che i servizi forniti ai disoccupati siano conformi agli standard previsti. Inoltre, l’ANPAL terrà anche un albo delle Agenzie private di lavoro. Per la prima volta in Italia, nasce un sistema informativo unico delle politiche del lavoro, che, collegando le banche dati pubbliche, incrocerà una serie di dati: dalle comunicazioni obbligatorie ai sussidi ed alle schede anagrafiche dei centri per l'impiego, rendendo così più trasparente il mercato. Sarà compito dunque di chi cerca lavoro farsi parte attiva, mediante la compilazione di una dichiarazione telematica di immediata disponibilità (la “Did”); successivamente ci sarà la fase di profilazione e la firma di un patto di servizio personalizzato.
Se non ci saranno altri ritardi e intoppi burocratici, l’ANPAL debutterà dunque a fine Giugno. «La grande novità - spiega il Presidente, professore di diritto del Lavoro alla Bocconi, Maurizio Del Conte - è il legame, stretto, tra i sussidi e i servizi per il lavoro, rafforzando la condizionalità. La disoccupazione non sarà più, come adesso, una sorta di parcheggio retribuito, ma l'interessato dovrà attivarsi e se rifiuterà un'offerta congrua di lavoro perderà assegno di ricollocazione e Naspi». I primi passi dell'ANPAL, aggiunge Del Conte, «coincideranno con il debutto della nuova infrastruttura informativa; poi si emanerà il decreto di accreditamento online degli Enti, che da regionali diventano nazionali, e con criteri che guardano alle competenze (e non più alle singole strutture). Stabiliremo anche la nozione di offerta congrua, che fa scattare la condizionalità. Tutte le informazioni saranno condivise e ciò aiuterà, ugualmente, operatori pubblici e privati».
Cari amici, con l’entrata in vigore, alla fine di Settembre scorso, del D.Lgs. 150/2015, uno degli ultimi decreti applicativi che fanno parte della “Jobs Act”, la legge delega per la riforma del lavoro approvata dal Parlamento nel dicembre 2014, il mercato del lavoro si avvia a vivere una fase nuova e sotto certi aspetti in parte anche rivoluzionaria. È giusto che certi privilegi (in particolare di quelli che ‘sfruttano’ l’assegno di disoccupazione) cadano e che, invece le risorse siano davvero destinate a chi sfortunatamente è stato privato del lavoro. Chissà, se davvero abbiamo imboccato la strada giusta….
Ciao a domani.
Mario



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