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domenica, giugno 12, 2016

“LA DANZA DELLA FARFALLA”. PIETRO MARONGIU, NEL SUO ROMANZO D’ESORDIO, CI INSEGNA COME POSSIAMO VOLARE: COME DA BRUCHI POSSIAMO DIVENTARE FARFALLE.



Oristano 14 Giugno 2016
Cari amici,
Pietro Marongiu (Piero), è un caro amico; scrittore e giornalista, forgiato alle intemperie della vita cimentandosi con caparbietà in tutte le parti del mondo, ha ovunque portato il suo orgoglio di sardo in modo altruistico, etico, votato al dare sempre, senza cercare onori e ricompense. Dopo le sue interessanti opere precedenti (stupende le poesie contenute in “Per amore, solo per amore – Sospesi nell’infinito”), si offre al pubblico con un interessante romanzo "La danza della farfalla", edito da La Zattera, di Alessandro Cocco, che è stato presentato Venerdì scorso ad Oristano presso il Centro Servizi Culturali (Unla), di Via Carpaccio 9. Intrigante il titolo così come è interessante il contenuto: la farfalla di Pietro Marongiu, è un simbolo di libertà: lasciati i panni di bruco, essa è pronta a spiccare il volo, prendendo per mano i lettori e portandoli in un mondo libero, fantastico e accattivante.
È un peccato che non sia potuto essere presente per altri impegni alla presentazione: mi sarebbe piaciuta anche l’atmosfera che si crea, che agevola sempre la successiva e meditata lettura del libro. La danza della farfalla è un romanzo che racconta una storia tra mito e realtà, un racconto fatto di vicende in grado di regalare al lettore sensazioni emozionali profonde. Il libro riepiloga nelle sue delicate pagine due interessanti storie d’amore. Alla partecipata presentazione all’UNLA non è voluto mancare l’editore del libro, Alessandro Cocco, mentre Piero Marongiu ha dialogato a lungo con Eliano Cau, critico e scrittore; negli intervalli Sabrina Sanna e Guido Dorascenzi hanno letto al pubblico spicchi interessanti delle pagine del libro.
Il romanzo d’esordio di Piero è ambientato nel paesino di Banzos, dove un vecchio maestro, che si dibatte in mezzo a molta povertà anche culturale, insegna a scrivere e a leggere. Per attirare l'attenzione dei suoi alunni racconta loro delle storie del passato, antiche leggende che i vecchi gli avevano trasmesso oralmente quando era ancora bambino. Il romanzo di Piero mette a fuoco Tziu Boreddu, un vecchio pastore con l’ovile sull’altopiano di Benthos, dominato da venti impietosi e teatro in un passato lontano di una sanguinosa battaglia, nella quale il re Talo, unitamente al suo popolo, aveva combattuto con forza, senza respiro, contro un popolo invasore venuto dal mare.
E' una coppia di storie d’amore quelle raccontate nel libro: la prima è quella di Shaar, figlia del re Talo e del suo sposo Tylo; storia tormentata, storia di un amore dolce e sfortunato, ambientata intorno all’ottavo secolo avanti Cristo, quando in Sardegna era in auge la grande civiltà nuragica.  La seconda, invece, quella di Marco e Aurora, è ambientata nei giorni nostri. Le due storie sono una perfetta fusione di antico e moderno, ma con un unico comune denominatore: la Sardegna, terra suggestiva, che con la sua grande e profonda empatia, che amplifica la forza dei sentimenti, da una connotazione unica e indimenticabile sia al nostro passato che al presente.
Storie indimenticabili, quelle raccontate da Piero, spicchi del presente ma con uno stretto legame con il passato; sono entrambe una profonda analisi di due intense storie d’amore, così simili e così vicine, nonostante siano separate da millenni. Tutto il percorso dei quattro giovani protagonisti è misteriosamente tracciato da una farfalla, che compare in ogni momento cruciale del romanzo, fino a diventarne il filo conduttore. È tutto solo un sogno, oppure una realtà che assomiglia ad un sogno? Le storie sono sempre un misto di realtà e di fantasia: i sogni aiutano, accompagnano sempre, la nostra vita, la nostra realtà quotidiana. “Guai all’uomo che non sogna”, dice il saggio, sognare è addolcire, rendere più morbida e accettabile la realtà.
Gli innamorati di oggi, pensiamoci bene, sognano come quelli di tremila anni fa. I sogni volano, danzano come la farfalla, e nel libro è certamente questo che Piero vuole ricordare al lettore! Il continuo apparire della farfalla, il suo fermarsi un attimo per poi volare via, sembra voler dire ai protagonisti del libro che la libertà è una scelta, fatta anche a prezzo di immensi sacrifici; il desiderio di volare è un sogno: ma nella realtà la voglia di inseguire la libertà e la bellezza, ha sempre un prezzo pesante da pagare.Questo è quanto Piero ci ha voluto dire col suo prezioso libro.
Cari amici, tutti sognano di trasformare la loro vita, di abbandonare lo stato di bruco per librarsi nel cielo, liberi e leggeri, come fa la farfalla con le sue ampie ali; la nostra vita però possiamo trasformarla solo se saremo capaci di trasformare noi stessi, altrimenti il cambio sarà solo fittizio: come cambiarsi d’abito. Il bruco per diventare farfalla deve trasformare dolorosamente tutto se stesso, ma alla fine riuscirà finalmente a librarsi e danzare felice nell’aria. Solo in questo modo, anche noi potremo davvero volare, danzare nell'aria come la nostra farfalla!

Grazie Piero, per averci dato un ulteriore motivo, un ulteriore stimolo a staccarci dalla nostra quotidianità, dandoci un paio d’ali per volare alto…almeno con la fantasia.

Mario

1 commento:

Giulio Fara ha detto...

ero presente ieri alla presentazione del libro ed è stata un'emozione unica!
Grazie Piero per il dono che ci fai con questo bellissimo romanzo!
un grazie particolare a particolare a Sabrina Sanna per la splendida ultima lettura!!!