venerdì, marzo 05, 2021

QUANDO LA LIBRERIA DI CASA DIVENTA “BIBLIOTECA”. SEI UN AMANTE DEI LIBRI E LA TUA CASA NE È PIENA? ECCO COME ORDINARLI E POTERLI CONSULTARE CON FACILITÀ.


Oristano 5 marzo 2021

Cari amici,

Oggi mi rivolgo in particolare a chi, come me, ha un grande amore per i libri. I libri per me sono come gioielli, perché dentro ogni libro c’è la vita, il pensiero, le conoscenze e la capacità di chi l’ha scritto. Avere in casa tanti libro è come avere tanti amici, disponibili in ogni momento a raccontarci il loro pensiero. Avere tanti libri, però, genera anche qualche piccolo problema, il primo dei quali è il poterli ritrovare subito, quando ci servono per essere consultati. Facile, se abbiamo in casa una libreria di un centinaio di volumi, alquanto difficile, invece, se in casa abbiamo qualche migliaio di testi, tra libri, libricini, enciclopedie, manuali, guide turistiche e culinarie.

Gestire nel modo giusto una biblioteca casalinga, in modo da poter consultare facilmente il libro desiderato, in realtà non è un gioco da ragazzi. Gli appassionati di lettura come me lo sanno bene, perché succede che venendoci in mente un libro del tale autore per consultarlo, spesso la ricerca si rivela infruttuosa. Ecco dunque la necessità di creare un ordine tale, a noi congeniale, per poter accedere al libro desiderato senza perdere tempo. Si possono scegliere diversi criteri, che vanno dall’ordine alfabetico per autore a quello per argomento.

Il grande Piero Dorfles, giornalista, critico letterario e personaggio televisivo italiano (nato a Trieste il 29 dicembre 1946), ha avuto occasione di dire: “Organizzo i miei libri in varie zone tematiche, e li divido tra letteratura e saggistica”. Secondo Dorfles avere una libreria ordinata fa piacere, e dà anche un nostro tono culturale agli ospiti che frequentano la casa. Tuttavia, se appena si supera il migliaio di libri, senza una catalogazione che soddisfi le nostre esigenze, diventa impossibile trovare l’autore che cerchiamo. Come detto prima, Dorfles organizza la sua biblioteca in varie zone tematiche, ognuna delle quali, al suo interno, è disposta in ordine alfabetico degli autori; i libri con autori vari vanno in testa, prima della A.

Una ulteriore divisione, sempre secondo Dorfles, viene fatta poi tra letteratura e saggistica. Le letterature sono separate per lingua o, nel caso i libri siano pochi, per area culturale, etnica o geografica. Quando ci si accorge di avere troppo pochi libri di una certa area per riempire almeno uno scaffale, è meglio riunirli in una miscellanea di letterature.

Roberto Calasso, saggista e narratore, proprietario e direttore editoriale della casa editrice Adelphi, nel suo libro “Come ordinare una biblioteca”, si è posto il problema base per ordinare una biblioteca: stabilire innanzitutto che cos’è l’ordine. Nel libro la conclusione di Roberto Calasso è che “il miglior modo non può che essere plurale e che sono tanti i criteri possibili: alfabetico, tematico, linguistico, storico e così via. Oppure ci può essere la giustapposizione di più criteri. La mia libreria ad esempio è ordinata per temi, ma anche per lingue e per dimensione: è vero, i libri grandi finiscono tutti insieme”.

Il criterio più curioso, ironico e affasciante è quello seguito e applicato da Aby Warburg, storico e critico d’arte tedesco. Aby afferma che “…nella biblioteca perfetta, quando si cerca un certo libro, si finisce per prendere quello che gli sta accanto e che si rivelerà ancora più utile di quello che cercavamo”. È stato questo il metodo che ha seguito nell’ordinare la sua biblioteca ad Amburgo: un tentativo di riprodurre in un luogo l’intelaiatura del pensiero di Warburg stesso. Il pensiero di Warburg in realtà ha un orizzonte sconfinato; secondo lui “è essenziale comprare molti libri che non si leggono subito. Poi, a distanza di un anno, o di due anni, o di cinque, dieci, venti, trenta, quaranta, potrà venire il momento in cui si penserà di aver bisogno esattamente di quel libro”!

Cari amici, i giapponesi, autentici appassionati della lettura, sono da tempo praticanti dello “Tsundoku”, l’antica arte giapponese dell’accumulare libri. Tsundoku è una parola giapponese che descrive l'abitudine di comprare libri e lasciare che si ammucchino, spesso non letti, assieme ad altri libri. Ecco, se ci pensiamo bene, letti o non letti, come dice Warburg, i libri sono gioielli preziosi che, una volta in casa, prima o poi si leggeranno per intero, se non subito, anche tra una ventina o trentina d’anni!

A domani.

Mario
Umberto Eco nella sua biblioteca

Nessun commento: