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mercoledì, ottobre 04, 2017

DALLA MALARIA, PORTATA DALLA ZANZARA ANOFELE, ALLA CHIKUNGUNYA (OLTRE A DENGUE E ZIKA) TRASMESSA DALLA ZANZARA TIGRE. RIPRENDERANNO LE DISINFESTAZIONI A TAPPETO, COME QUELLE DEL DOPOGUERRA FATTE COL DDT?



Oristano 4 Ottobre 2017
Cari amici,
Giovedì 21 Settembre ho riportato su questo blog il caso recente della bambina italiana deceduta per malaria, pur non essendo stata in Paesi a rischio (per chi volesse, ecco il link per leggere il pezzo: http://amicomario.blogspot.it/2017/09/sta-tornando-in-auge-la-malaria-con-la.html). Una malattia che sembrava appartenere ai secoli bui precedenti e apparentemente debellata nei nostri paesi nel secolo scorso, sembra tornare prepotentemente in auge! Certamente ne è complice la Globalizzazione, il movimento mondiale delle merci da un capo all’altro del mondo, e, cosa certamente più preoccupante, la migrazione di centinaia di migliaia di uomini e donne che lasciano l’Africa per raggiungere l’Europa.
Dopo la nota malaria, portata dalla zanzara anofele dunque, il nuovo pericolo si chiama CHIKUNGUNYA, i cui vettori di trasmissione sono alcune zanzare del genere Aedes, come la Aedes albopictus, la zanzara tigre e la Aedes aegypti, la zanzara egiziana; tutte zanzare in grado di trasmettere anche altre infezioni come Dengue e Zika.
Si, queste malattie, originariamente esotiche, sono ora diventate anche europee. Di Chikungunya ogni anno nei Paesi europei, inclusa l’Italia, spiega il nostro Ministero della Salute, si registrano numerosi casi di importazione della malattia. Cosa vuol dire? Che la malattia è stata introdotta da chi si è recato o è originario di Paesi dove la malattia è endemica.
I recenti nuovi casi registrati in Lazio non sono i primi nel nostro Paese; dieci anni fa episodi di Chikungunya interessarono, infatti, la Provincia di Ravenna, tanto che con altre arbovirosi, come Dengue e Zika, la Chikungunya è ormai considerata una sorvegliata speciale. 
L’ultima circolare del Ministero della Salute è del 10 Luglio di quest’anno e contiene le direttive del “Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (del genere Aedes) con particolare riferimento ai virus Chikungunya, Dengue e Zika”.
Le fonti medico-scientifiche più affidabili, quali l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’Istituto superiore di sanità italiano (Iss) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), considerano la Chikungunya, comunque, una malattia dolorosa ma non letale. Solo in rarissimi casi l’andamento clinico, solitamente benigno, può degenerare: se il colpito è persona anziana o affetta da altre patologie debilitanti, però, essa può essere una concausa di morte.
Le modalità di trasmissione del virus non sono quelle dirette, da uomo a uomo o per via aerea, ma avvengono attraverso le punture di zanzare infette, trasfusioni di sangue, trapianti, contaminazioni nosocomiali; la sintomatologia nella persona colpita è costituita da stato febbrile, con brividi, mal di testa, dolori articolari, dolori muscolari, eruzioni cutanee e sintomi gastrointestinali.
Cari amici, che l’Italia sia ormai un “porto di approdo” e diffusione di malattie non indigene è un dato di fatto, considerato l’alto numero di sbarchi che quotidianamente volenti o nolenti arrivano nel nostro Paese. Questo dovrebbe portarci a fare della prevenzione un impegno importante. Una prevenzione che contempli controlli accurati per bloccare i casi di introduzione del virus, in particolare, come riconosciuto dalla letteratura medico-scientifica, proprio attraverso il controllo dei flussi migratori; controlli che prevedano anche messaggi sull’importanza della profilassi da efftuare prima della partenza per zone endemiche: ciò vale per turisti, missionari, gente d’affari e stranieri che vivono in Italia e che raggiungono i Paesi d’origine, dove la malattia è endemica.
Prevenzione che comprende anche la sensibilizzazione e il successivo obbligo per gli amministratori locali di attenersi scrupolosamente alle linee-guida ministeriali per ostacolare l’incremento dei vettori pericolosi e il conseguente insorgere di focolai infettivi. La titolare del Ministero della Salute, Beatrice Lorenzin, lo scorso 19 Settembre ha dichiarato: "La Chikungunya comporta un'influenza molto dolorosa, ma fortunatamente non ha conseguenze sulla salute complessiva del paziente. Non c’è un vero pericolo, possiamo stare tranquilli". L’affermazione del Ministro risponde all’esigenza, corretta, di tranquillizzare l’opinione pubblica dopo la scoperta dei due cluster di Chikungunya a Roma e Anzio, ed evitare quindi il diffondersi di un panico ingiustificato alla luce delle caratteristiche della malattia.
Cari amici, se il mondo sta diventando ormai un “villaggio globale”, è anche vero che mali circoscritti come molte malattie, presenti in alcune zone ed in altre no, si trasmettono a macchia d’olio. Successe ieri, quando gli europei scoprirono l’America, dove portarono le nostre malattie e ne contrassero altre; succederà ancora, perché il prezzo da pagare è stato e sarà sempre alto!
A domani.
Mario

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