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venerdì, agosto 07, 2015

PREOCCUPANTE CALO DELLA FERTILITÀ NEL MONDO OCCIDENTALE: QUELLA MASCHILE NEGLI ULTIMI 15 ANNI È CROLLATA DI OLTRE IL 15%.



Oristano 7 Agosto 2015
Cari amici,
La fertilità è un bene supremo, da tutelare e preservare sin dall’infanzia, per il semplice motivo che risulta indispensabile per perpetuare la nostra specie. Col passare del tempo, in particolare nei Paesi occidentali più sviluppati, il calo della fertilità, sia maschile che femminile, ha subito dei drastici cali. Se Tra le donne sono aumentate alterazioni tubariche, malattie infiammatorie pelviche, fibromi uterini, endometriosi, alterazioni ormonali e ovulatorie, tra gli uomini risulta alterata la produzione ormonale, in particolare la riduzione del testosterone, oltre alla struttura ed alla funzionalità del testicolo, come varicocele, criptorchidismo e malformazioni genitali, tutte concause che contribuiscono al preoccupante calo del numero degli spermatozoi.
Se nelle donne, che già nascono già con un numero predefinito di cellule uovo (riserva ovarica) che con il passare del tempo si riduce fino ad esaurimento, la fertilità inizia a diminuire a partire dai 30 anni, con un calo molto significativo dopo i 40, negli uomini il problema risulta nettamente diverso. Ogni uomo produce in continuazione un altissimo numero di spermatozoi, a prescindere dall’età, per cui la procreazione maschile non avrebbe, teoricamente, limitazioni: ci sono uomini che hanno procreato in età molto avanzata, anche oltre gli 80 anni, con prole sana e forte. Il problema attuale maschile sta proprio nella costante diminuzione nel liquido seminale degli spermatozoi, fenomeno rilevato in modo più ampio nel mondo occidentale.
La fertilità smarrita dei maschi occidentali è diventata un vero rebus per la scienza, considerato che, in meno di 17 anni, un terzo degli spermatozoi sembra essersi volatilizzato! Gli esperti l’hanno chiamata ironicamente la crisi degli spermatozoi, quasi fosse una crisi internazionale. Secondo un recente studio francese, negli ultimi 17 anni la conta delle cellule riproduttive maschili, nei trentacinquenni, è calata del 32,2%. Anche in Italia i dati non sono confortanti: una ricerca del 2011, condotta a Padova su 2.000 persone, metà diciottenni e metà quarantenni, ha evidenziato, nei più giovani, una diminuzione del 25% del numero degli spermatozoi rispetto agli adulti.
Le preoccupazioni degli esperti non sono infondate: esse nascono dal fatto che il numero di spermatozoi condiziona realmente la fertilità: normalmente un uomo produce circa 60 milioni di spermatozoi per millilitro di sperma e, perché sia considerato fertile, ne bastano anche 40 milioni. Al di sotto di questa quantità, invece, e soprattutto sotto i 20 milioni, le sue capacità riproduttive si riducono di molto. Uno studio, condotto nel Nord Europa da ricercatori dell'Università di Edimburgo, ha mostrato che un giovane su cinque ha un numero di spermatozoi così basso da interferire con le sue capacità di avere figli. La risultante è che oggi, nel 50% delle coppie che non riescono ad avere figli, è l'uomo ad avere più problemi: una situazione che costringe spesso a ricorrere alle tecniche di procreazione assistita.
Ma da che cosa dipenderebbe questo deficit di cellule riproduttive maschili? I fattori ipotizzati (ma ancora tutti da accertare) sono diversi e cominciano ad interferire già prima della nascita. Una delle cause, per esempio, è attribuita al fumo della madre in gravidanza, abitudine certamente da eliminare; altra causa possibile la ridotta dimensionie dei testicoli, che si verifica nei bambini che nascono prematuri o che sono sottopeso o sovrappeso durante l'infanzia: essi hanno una maggiore probabilità di produrre meno spermatozoi. Passando poi all’ambiente esterno, altri imputati eccellenti sono i composti chimici: pesticidi e inquinanti sempre più numerosi; essi agiscono da «interferenti endocrini», cioè operano sul sistema ormonale alterandone il funzionamento e, di conseguenza, hanno effetti negativi sulla produzione di sperma.
Anche certi vezzi della nostra civiltà sono considerati responsabili di tale débâcle: bagni troppo caldi e saune sembrano favorire l'infertilità maschile. Infine, le cattive abitudini: il fumo di marijuana, oltre che quello di tabacco, danneggia gli spermatozoi, come anche la sedentarietà o una dieta particolarmente ricca di grassi. Per fortuna alcune di queste situazioni sono reversibili e, se non siamo troppo avanti con l’età, la nostra fertilità potrà nuovamente migliorare!
Cari amici, alimentarci con una dieta corretta, praticare un'adeguata attività fisica e una sana vita di relazione, sono delle ottime “medicine” per migliorare il nostro stato di fertilità. Uno studio pubblicato sul British Journal of Sport Medicine ha dimostrato che gli uomini che guardano troppa la Tv hanno la metà, o quasi, degli spermatozoi di chi, invece, pratica un'attività sportiva o ha un’intensa vita sociale.
Oltre il problema oggi trattato, un altro non meno grave preoccupa il genere maschile: la disfunzione erettile (molto più semplicemente chiamata impotenza), anch'essa in aumento. In Italia risultano in cura circa un milione e mezzo di persone, la metà di quelli che effettivamente ne soffrono. Di questo spinoso probema parleremo in una delle prossime riflessioni.
Ciao, amici, a domani.
Mario


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