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mercoledì, settembre 07, 2016

IL FERTILITY DAY PROMOSSO DAL MINISTRO DELLA SALUTE HA CREATO TANTE POLEMICHE: PERCHÉ?



Oristano 7 Settembre 2016
Cari amici,
La recente iniziativa portata avanti dal Ministro della Salute Lorenzin, che porta il nome di “Fertility Day”, pare sia stata concepita per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della "fertilità e della sua protezione”. Per una migliore campagna di diffusione è stato anche fissato un giorno specifico: il 22 Settembre, che prevede diverse iniziative in varie città, tutte tendenti a cercare di invertire la tendenza, evidenziata dagli ultimi dati ISTAT, della costante diminuzione delle nascite tra la popolazione italiana.
Certamente la Lorenzin, da Ministro della salute, ha ritenuto di fare qualcosa di positivo per interrompere un circuito che, presto, ci avrebbe portato, se non all’estinzione, ad una situazione di squilibrio socio-economico pericoloso. Il problema della carenza delle nascite nel mondo occidentale, come molti sanno, non è solo italiano, anche se noi ormai occupiamo i vertici, per quanto riguarda la penuria di nuovi nati. Oggi nel mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 15-20% delle coppie viene colpita da infertilità e sono in continuo aumento le persone (oltre 300 milioni) che si ammalano per una malattia sessualmente trasmissibile.
I dati del nostro Paese mettono in evidenza che quasi una coppia su cinque ha problemi a concepire: 20 anni fa era circa una su dieci, il che vuol dire che il dato in pochi anni è raddoppiato. Litigiosi come siamo, però, nonostante le asserite “buone intenzioni" del Ministro, l’iniziativa ha scatenato un’immensità di polemiche, in particolare nei social network, alimentate da un'infinità di ragioni, tra cui, comunque, alcune ampiamente giustificate.
Tra le numerose critiche espresse c'è anche quello dello scrittore Roberto Saviano. "Il #fertilityday è un insulto a tutti - scrive lo scrittore, che fa anche una disamina molto critica dei manifesti pubblicati dal ministero -, a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. E il 22 mi rovinerà il compleanno". Punta dell’iceberg, comunque, resta il fattore economico, che affonda le radici su una situazione realmente tragica: come si fa a mettere al mondo dei figli con la precarietà economica che sta attraversando l’Italia e che sembra non finire mai? Eppure la maternità risulta pienamente garantita dalla nostra Costituzione!
Le critiche principali alla campagna di sensibilizzazione messa in atto dalla Lorenzin, convergono in gran parte proprio sul problema principale che ostacola la maternità, ovvero la mancanza di risorse, anche se alcuni cercano di colpevolizzare anche le donne che, per volontà o per altri problemi, evitano di fare figli: una retorica questa che richiama, secondo alcuni, la nota logica fascista di recente memoria. "In un Paese con il tasso di disoccupazione come quello italiano, dove chi ha talento, ambizioni e speranze emigra - scrive ancora Saviano - dove chi non ha la solidità economica di un famiglia che possa garantire studi e accesso alla professione, lascia il Paese, sembra una presa in giro". Difficile condannare o assolvere tutti: le ragioni stanno, equamente divise, sia da una parte che dall’altra.
Alle tante critiche ricevute la Lorenzin risponde a tono: "L'obiettivo di questo giorno della fertilità e di tutta questa attività sulla fertilità dopo il tavolo consultivo è teso semplicemente a dare la corretta informazione ai cittadini. Punto". Poi aggiunge: "Lo slogan del Fertility Day è 'conoscere per essere libere di scegliere', non è nostra intenzione fare una campagna per la natalità ma fare prevenzione perché l’infertilità è una questione di Salute Pubblica''.
Anche la Dr.ssa Eleonora Porcu, esperta di fecondazione assistita, dell'università di Bologna, che coordina il tavolo del Ministero che si è occupato di elaborare il Piano del Ministro, difende a spada tratta l’iniziativa: "Lo dico come operatore con 30 anni di lavoro, ho visto il dolore delle persone che a un certo punto cercano un figlio e non possono averlo, e spesso perché non erano a conoscenza del funzionamento del proprio apparato riproduttivo. Se non si conosce questo problema, se non si sa ad esempio che al crescere dell'età cala la fertilità negli uomini e ancora di più nelle donne , se non si sa che le malattie sessualmente trasmissibili possono minare i nostri organi riproduttivi spesso silenziosamente (come la clamidia), se non conosciamo questo profilo fisiologico della specie umana che ha intrinsecamente una bassa fertilità e soprattutto nella parte femminile, ci esponiamo ad un dolore immenso, il dolore della sterilità, del non riuscire ad avere bambini quando li si cerca, e non si riescono ad avere, il dolore è enorme".
Cari amici, anche di recente su questo blog ho parlato indirettamente di infertilità, affrontando il tema delle donne manager che, per mille ragioni, fanno carriera senza pensare ai figli (chi vuole può leggere il mio post del 12 Agosto, ecco il link: http://amicomario.blogspot.it/2016/08/italia-natalita-ferma-al-palo-milano.html. Ebbene, pur essendoci alla base ragioni in gran parte economicamente valide, la guerra non è da fare contro chi cerca di fare chiarezza sulle capacità di procreazione, cosa che io ritengo del tutto lecita e addirittura dovuta, ma invece sulla mancanza o carenza di incentivi alle famiglie (che oggi non ci sono) che mettono al mondo dei figli! Migliore informazione e maggior sostegno (non solo economico), queste sono le cose che mancano!
Grazie, amici, a domani.
Mario

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