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sabato, agosto 02, 2014

EVVIVA, L’ITALIA NEL 2013 HA VINTO LA COPPA DEL MONDO DELLE TASSE! IL FISCO HA INCAMERATO IL 53,2% DEL P.I.L.!



Oristano 2 Agosto 2014
Cari amici,
il record conquistato nel 2013 dall’Italia, relativamente alle tasse, credo che sarà difficilmente superato da altre nazioni europee. Triste primato, certo, che ci allontana sempre di più da una ipotetica ripresa. L'Italia, dunque, è ufficialmente il Paese europeo dove l’anno scorso si sono pagate più tasse. 
A dirlo, anzi a ribadirlo, è stata la Confcommercio, che attraverso il suo ufficio studi ha calcolato l'attuale pressione fiscale vigente in Italia: pari al 53,2 % del PIL. Nei calcoli fatti da Confcommercio è emerso quanto era già stato evidenziato dai precedenti calcoli fatti da Confindustria, ovvero che dal 2006 al 2013 il P.I.L. italiano è calato dell'11%, mentre nel contempo le tasse dirette e indirette e le imposte sono aumentate di 4 punti percentuali, portando così la pressione fiscale effettiva alla soglia record di 53,2%.
Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio, commentando la nostra disastrosa situazione, ha richiesto con forza provvedimenti urgenti per ridurre gli elevatissimi carichi fiscali. 
«Non è un caso», ha detto, «che la Germania e la Svezia, la prima dentro e la seconda fuori dall’Euro, dal 2.000 ad oggi abbiano ridotto rispettivamente del 6 e del 14% la pressione fiscale, incassando livelli di crescita del 15 e del 21%». Un record mondiale ben poco invidiabile quello italiano, con una pressione fiscale effettiva oltre il 50 per cento (quella apparente, sempre per il 2013 è risultata del 44,1%), calcolata al netto del sommerso che viene stimato nel 17,3%. Italiani «pagatori di troppe tasse» - continua Sangalli - che vede nella esagerata pressione fiscale «la mortificazione della crescita».  Per i consumi, invece, la curva è risultata fortunatamente in leggera crescita, grazie all’effetto “bonus 80 euro”, anche se di appena un decimo di punto.
Lo studio di cui sopra ha calcolato anche che a fine 2014 la crescita prevista per i commercianti sarà dello 0,2%, un decimo di punto in più rispetto alla previsione di due mesi fa. Nel 2015, sempre secondo la Confcommercio, il PIL crescerà dello 0,9% mentre i consumi si attesteranno allo 0,7%, stando molto attenti, però, al rischio sfiducia che potrebbe innescare "revisioni al ribasso".
In questo quadro poco rassicurante un segnale positivo arriva dai nuovi criteri di calcolo internazionale del PIL, che prevedono l’inclusione nella massa produttiva dei redditi derivanti dalle attività illegali (ad esempio quelli derivanti da prostituzione, traffico di stupefacenti, contrabbando, etc.). Includendo questi settori l’Italia si troverà a disposizione un bel gruzzolo “consistente”: circa 1,7 miliardi di euro (1,68 mld.) di maggiori risorse, dice l’ufficio studi della Confcommercio. A livello europeo, il pacchetto sarà ancora più ricco e sfiorerà i 22 miliardi (21,9 mld). i nuovi criteri di calcolo del PIL, introdotti dall’UE, comporteranno un calo del deficit dal 2,6% al 2,5%, liberando dunque 1,68 miliardi di risorse, pari a 250-300 euro a testa per ciascun italiano.
Per Sangalli è un «passaggio ineludibile tagliare le tasse per favorire la crescita. È la premessa a qualsiasi azione che possa ricostituire il potere d’acquisto delle famiglie». Perché se non cresciamo, ha avvertito il numero uno della Confcommercio, «non solo i problemi non si risolvono ma si acuiscono. E non si può escludere che a ottobre sarà necessaria, come taluni già sostengono, una manovra correttiva».
«Nessuna manovra bis», ha ribattuto all’affermazione di Sangalli il viceministro all’Economia Enrico Morando, il quale, però, ha confermato il poco eccellente primato italiano della pressione fiscale su lavoro e imprese in ambito Ocse. Il Viceministro poi, commentando un passaggio dell’analisi dell’Ufficio studi, che evidenziava che dal 1996 al 2013 i Paesi che avevano maggiormente tagliato le tasse erano quelli che avevano registrato i maggiori tassi di crescita ha aggiunto: «Se il PIL nazionale cala il doppio rispetto a quello di altri Paesi, significa che ci sono problemi strutturali che non dipendono dalla simpatia o meno del Presidente del Consiglio di turno».
Che ne dite cari amici che con tanta attenzione mi leggete? Credo che, come me, siete convinti che l’Italia, con il peso di questa pressione fiscale, non crescerà mai! Parlando nei giorni scorsi con un mio amico imprenditore, questi mi ha riferito che di recente ha avviato le pratiche per l’apertura di una nuova fabbrica in uno dei vicini Paesi dell’Est. Mi ha anche confermato che, nei primi viaggi fatti per l’avvio delle pratiche burocratiche, ha incontrato tanti italiani, afflitti dallo stesso suo problema: le tasse ormai insopportabili.   
Nel frattempo i nostri politici si azzuffano per spartirsi i posti di comando e le poltrone: dallo scranno di ministro degli esteri europeo, alla guida delle grandi aziende di Stato, dal premio di maggioranza al capo lista ed alle preferenze nella prossima legge elettorale. Sembriamo a bordo del Titanic: mentre l’Italia affonda l’orchestra continua a suonare…(non per niente a Montecitorio esiste un lungo corridoio chiamato Transatlantico...)!
Ciao a tutti!
Mario

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