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domenica, aprile 16, 2017

IL SUD ITALIA E I SUOI TESORI: A NAPOLI IL TESORO DI SAN GENNARO, VALE PIÙ DI QUELLO DELLA REGINA ELISABETTA D’INGHILTERRA!



Oristano 16 Aprile 2017
Cari amici,
Oggi è giorno di festa: si festeggia la santa PASQUA DI RESURREZIONE, di quel Gesù Cristo che con la Sua morte ha reso possible la redenzione del mondo. Quest'anno, per la felice combinazione dei numeri, cattolici e ortodossi la festeggiano in tutte le Chiese del mondo nello stesso giorno: in una comunione d'intenti che si spera allontani lo spettro di una possibile guerra devastante. Auguri a tutti Voi!
Le nostre Chiese, amici, sono luoghi di preghiera e di devozione e nei secoli hanno accumulato capolavori di incomparabile bellezza e valore, che in alcuni casi hanno superato quelli delle grandi case regnanti. Si, la fede qualche volta è riuscita a fare davvero dei miracoli!
E' proprio vero: in tanti nel mondo sono stati sempre convinti che i grandi tesori in opere d'arte, diamanti, gioielli, pietre preziose, oro e argento, accumulati nei secoli dalle grandi case regnanti (d'Inghilterra e Russia in testa), fossero i più grandi al mondo in assoluto, ma a quanto pare non è esattamente così. La cosa ancora più strana è che, il maggior competitore di questi imponenti tesori non è il prezioso e luccicante patrimonio di grandi casate nobiliari o regnanti come le due prima citate, ma quello di un Santo: precisamente quello di San Gennaro, una figura mitica nel nostro Sud, personaggio straordinariamente venerato a Napoli, il cui tesoro pensate non ha eguali.
Si, amici, a Napoli, in pieno Sud Italia, c’è una collezione di gioielli straordinaria, che vale più di quelle delle maggiori casate storiche europee. A dimostrarlo basterebbe un solo “pezzo” della collezione: la mitra gemmata composta da 3694 pietre preziose (diamanti, rubini e smeraldi), assemblate dal maestro orafo Matteo Treglia, nella metà del ‘700. Oppure volgere lo sguardo attento sulla leggendaria collana d’oro creata nel ‘600 dal maestro Michele Dato, che in due secoli è andata arricchendosi gradualmente di pietre preziose regalate dai vari reali europei. Insomma il ‘tesoro di San Gennaro’ è oggi qualcosa di assolutamente straordinario e unico al mondo.
I pezzi più pregiati in assoluto sono dieci, definiti le "dieci meraviglie" del Tesoro di San Gennaro. Questi pezzi sono la punta di diamante degli oltre ventimila manufatti artistici acquisiti nel corso dei secoli attraverso donazioni di pontefici, imperatori, sovrani, ma anche uomini illustri e persone comuni, come sostengono molti esperti. Per questo motivo alla loro custodia sono riservate misure di sicurezza elevatissime. I pregiatissimi pezzi unici di questo immenso tesoro sono protetti da speciali teche e vetrine super blindate (le stesse che vengono usate per proteggere capolavori come la Gioconda o la Venere di Milo), alcune donate da Fondazioni private e altre concesse in uso, che, come delle vere e proprie casseforti, custodiscono in sicurezza gli splendidi gioielli.
A parte i due gioielli prima citati, la mitra e la collana (entrambe le opere furono realizzate su commissione della Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro per il busto Reliquiario del Santo), possiamo elencare la croce in argento e coralli (gioiello del 1707) della famiglia Spera, il calice in oro e pietre preziose donato nel 1761 da re Ferdinando IV e la pisside gemmata offerta da re Ferdinando II nel 1831. Fanno anche bella mostra di sé, l'ostensorio in oro, argento e rubini dalla ricca decorazione circondata da una gloria di angeli tra tralci di vite e nuvole, donato a San Gennaro da Napoleone, tramite il cognato, Gioacchino Murat nel 1808, come anche l'altro ostensorio in oro, pietre preziose e smalti del 1837, di Maria Teresa d'Austria per le sue nozze con Ferdinando II.
Anche il calice in oro zecchino offerto da Papa Pio IX nel 1849 per ringraziare i napoletani dopo essere stato ospitato in asilo a causa dei moti mazziniani di Roma, la croce episcopale in oro, smeraldi e diamanti donata da re Umberto I e Margherita di Savoia nel 1878 e la pisside in oro, corallo e malachite, realizzata dalla famiglia torrese degli Ascione e donata da Umberto di Savoia nel 1931 in occasione del suo trasferimento a Napoli dopo le nozze con Maria José principessa del Belgio, non sono certo da considerarsi gioielli di serie B, anzi !
Si è proprio vero il tesoro di San Gennaro batte tutti i record: valutazioni fatte da chi di queste cose se ne intende, attribuiscono a questo tesoro un valore superiore a quello posseduto dalla Corona d'Inghilterra! Così, se la regina Elisabetta può ostentare il diamante più grande del mondo, il Santo Patrono della Capitale del Sud Italia può vantare la collana più preziosa e sfarzosa esistente, invidiata dai reali di ogni monarchia del mondo.
Il Tesoro di San Gennaro si è costantemente arricchito in modo straordinario: tutti, regnanti, nobili, famiglie di alto rango e popolo (anche quello definito della malavita) hanno dimostrato di amare San Gennaro in modo particolare, offrendo quanto potevano dare in riconoscenza delle grazie ricevute. Solo una fede semplice e pazza nei confronti del Santo come quella del popolo napoletano, poteva spingere la città a chiedere una grazia a San Gennaro andando dal notaio! Come, direte Voi?
Nel 1526 Napoli voleva liberarsi dal flagello della guerra degli angioini, che avevano anche causato la peste in città avvelenando il fiume Bolla, e da quello del Vesuvio, che ogni giorno provocava terremoti come quello dell’Aquila. «Per questo i napoletani decisero di votarsi al loro santo e la grazia ottenuta portò alla costituzione del famoso tesoro di San Gennaro». A raccontare a tempi.it questa «storia di popolo» è Paolo Jorio, direttore del Museo di San Gennaro di Napoli.
Cari amici, oggi il “Tesoro di San Gennaro” vanta un patrimonio di ben 21.610 capolavori. È un patrimonio creato col contributo di tutti: popolo in primo luogo (pensate che per realizzare la mitra, che serviva da copricapo alla statua di San Gennaro durante le processioni, fu attivata una colletta in tutte le parrocchie del Regno e furono raccolti oltre 20 mila ducati tra la gente comune, una cifra abnorme per l’epoca, addirittura impensabile), a cui si aggiunse poi il contributo di imperatori, re, regine e papi. La cappella dove il Santo è venerato è da sempre considerata dai napoletani la casa di tutti e per centinaia di anni niente è mai stato rubato di questo straordinario tesoro, perché i napoletani, checché se ne dica, sono (almeno per San Gennaro) il migliore antifurto del mondo!
Grazie amici, a domani.
Mario


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