martedì, maggio 02, 2017

SICUREZZA INFORMATICA: ATTENTI A DRIDEX, IL VIRUS CHE SI ANNIDA IN WORD PROSCIUGANDOVI IL CONTO CORRENTE.



Oristano 2 Maggio 2017
Cari amici,
Sicuramente siamo portati, se non altro perchè possiamo toccarli con mano, a fiutare di più e meglio i pericoli del mondo reale, a trascurare e sottovalutare, invece, quelli che non possiamo vedere e toccare, quelli che si annidano nel mondo virtuale, quello di Internet. Sono questi altrettanto subdoli e infidi, in quanto utilizziamo sempre di più, per ogni nostra esigenza, la rete. Ebbene, anche quelli del grande mare magnum del web sono dunque pericoli da evitare, in quanto, sotto certi aspetti, sono anche più temibili di quelli visibili e tangibili: oggi nel mondo informatico, attraverso i computer, passa la maggior parte delle transazioni commerciali e finanziarie del mondo, oltre che quelle normali di relazione.
Nel web la sicurezza informatica totale non esiste: rendiamocene concretamente conto! Non è possibile blindare la sicurezza e, forse, non riusciremo mai a farlo, e questo ci deve portare a diffidare, ad essere oltremodo accorti, attenti ad ogni possibile dubbio che possiamo incontrare navigando nel web, cosa che io paragono al passare in una buia foresta di notte, dove è difficile scorgere gli eventuali pericoli. 
Si, amici, navigare nel mare magnum del web costituisce un grave pericolo per la nostra sicurezza, in particolare quella economica.
Ho già trattato su questo blog i temibili pericoli della navigazione si Internet un anno fa, il 12 Febbraio 2016 (ecco il link per andare a leggerlo: http://amicomario.blogspot.it/2016/02/attenzione-al-nuovo-virus-che.html), dove mettevo sull'avviso che giorno dopo giorno, nonostante i rimedi tentati, i pericoli restano sempre numerosi. Oggi voglio parlarvi di un nuovo virus altamente pericoloso, che è già in piena circolazione: è stato chiamato Dridex; è un virus che, passando da Word, prosciuga velocemente il Vostro conto corrente, se, come molti utenti ormai fanno, utilizzano Internet per collegarsi alla propria banca. L'ultimo alert relativo a Dridex è stato lanciato dalla polizia di Stato sul profilo Facebook 'Commissariato di PS Online', dove si avvisano gli utenti del grave rischio che possono correre quando si collegano in Internet con la banca che gestisce i loro soldi.
Il nuovo grave pericolo, come accennato prima, passa questa volta da Word. Il pericoloso 'Dridex', entra in funzione "inoculato” nei PC attraverso dei documenti in Word; è furbescamente strutturato per sottrarre le credenziali di accesso ai servizi di “online banking". Il 'malicious software', è stato identificato dai ricercatori di alcune importanti società di sicurezza informatica come la McAfee e la FireEye. Fonti della polizia di Stato hanno assicurato che "Microsoft è corsa subito ai ripari per risolvere la vulnerabilità del sistema sfruttata da 'Dridex'; per contrastarlo e fronteggiarlo è stata rilasciata la patch per le varie versioni di Office".
Questo intervento sta a significare che per l’utente risulta sempre più necessario e urgente aggiornare Office in ogni successiva variazione, dando seguito ai periodici bollettini di sicurezza inviati dalla Microsoft. Rendiamoci conto che un sistema operativo ed i relativi programmi, debbono restare sempre aggiornati: sono questi i cardini della reale possibile sicurezza informatica a 360 gradi. Altro suggerimento importante, che molti dovrebbero rispettare sempre è quello di munirsi di un ottimo “antivirus” e di non aprire mai gli allegati ai messaggi di posta elettronica se non dopo averli esaminati con attenzione con l’antivirus, in quanto il principale veicolo di diffusione dei trojan è proprio la posta elettronica. Cerco di chiarire meglio il concetto.
Il reale pericolo non risiede nel formale messaggio di posta elettronica che riceviamo, ma nei suoi allegati! Il virus, infatti, è in grado di infettare il nostro computer solo ed unicamente tramite file eseguibili (programmi con estensione exe, com, drv e dll) o comunque contenenti una parte di codice che deve essere eseguita (ad esempio documenti in formato word che contengono macro). Ciò significa che ad infettare il nostro computer non sarà la semplice lettura del testo della e-mail ricevuta, ma l’apertura da parte nostra dell’allegato; saremo noi, quando aprendolo lo scaricheremo, dando il via con “exe” o altro comando simile, all’introduzione del file infetto che ci è stato inviato nel nostro computer.
Grande cautela dunque, cari amici, alla posta che riceviamo, per cui il mio suggerimento è quello di aprire un file allegato solo se abbiamo più di una certezza sul loro contenuto, anche a prescindere dal mittente. Si, perché può anche succedere che il mittente sia a noi ben noto, ma è anche vero che il nostro archivio (sempre tramite dei virus) può essere stato saccheggiato, e la nostra mailing list usati da terzi per farci dei danni. Allora rendiamoci conto che non è di per se sufficiente a metterci al riparo dal contagio il fatto che il messaggio provenga apparentemente da un nostro amico, mentre invece è latore del virus! Pensate che proprio in questo modo il virus " Melissa" è riuscito a contagiare milioni di computer!
Cari amici, vorrei che la mia riflessione di oggi venisse presa da Voi come il consiglio di un amico: Internet è una cosa straordinaria, ma come molte altre cose non è esente da pericoli anche gravi. Vale pertanto sicuramente la pena di perdere qualche minuto, prima di vedersi “saccheggiare la Vostra privacy o addirittura il conto corrente”! Evitiamo di divulgare i nostri preziosi dati riservati solo perché abbiamo sempre fretta e il tempo sembra non bastare mai. Nei casi dubbi, prima di aprire una mail che non ci convince abbastanza, chiamiamo il mittente per avere conferma, oppure salviamo l'allegato in un supporto di memoria, dove poi potremo analizzarlo con un antivirus.
Prima di chiudere Vi ricordo che in circolazione ci sono anche alcuni pericolosi programmi che, una volta eseguiti sul vostro PC, ne permettono il controllo da una postazione remota: ciò significa che dei malintenzionati sconosciuti possono operare, sostituendosi a Voi, con il Vostro computer, utilizzandolo per fare operazioni che potrebbero arrecarvi non pochi danni. Attenzione, perché anche questi programmi possono essere contenuti nei file allegati ai messaggi di posta elettronica…
Grazie, amici, della Vostra attenzione. A domani.
Mario

lunedì, maggio 01, 2017

LETTERA DI UN PASTORE SARDO A BILL GATES: “AIUTACI A SALVARE LA NOSTRA ECONOMIA”. UN FORTE GRIDO DI DOLORE CHE FA RIFLETTERE NON POCO.



Oristano 1 Maggio 2017
Cari amici,
Questo primo giorno del mese di Maggio è giorno di festa: dedicato a festeggiare il lavoro. Cosa triste di questi tempi, in quanto dobbiamo festeggiare qualcosa che non c’è più! Il problema, largamente presente in tutto il mondo, in un territorio come la nostra Sardegna ha raggiunto però livelli mai riscontrati prima e appare così gravido di conseguenze che forse non è neppure possibile valutarle in tutte le molteplici variabili. L’agricoltura e la pastorizia, per esempio, appaiono attività così tremendamente in crisi da rasentare l’estinzione, senza la messa in atto di urgenti provvedimenti che, però, sicuramente stenteranno ancora per molto ad arrivare.
In quest’ottica di disperazione senza fine, Fortunato Ladu, un pastore sardo di Desulo che pascola il suo gregge a Pabillonis nel Campidano di Cagliari, avvilito ma non rassegnato nel vedere morire l’attività dei suoi avi, ha avuto l’ardire di scrivere una lettera-appello nientemeno che a Bill Gates, il Padre Padrone di Microsoft, che, dopo aver guadagnato con le sue brillanti e innovative idee informatiche una vera e propria montagna di soldi (flusso che sembra non arrestarsi mai), è stato da tempo contagiato dalla filantropia. 
La sua accorata petizione, lungi dall’essere formale e retorica, magari farcita di preziosa e colta terminologia, è apparsa invece semplice e colloquiale, con l'approccio di un "Tu" amicale; si, Fortunato dà amichevolmente del tu a Bill, come la gran parte dei sardi è abituata a fare, perchè l'amicizia è considerata il vero sale della vita. Ecco l'inicipit della lettera:
«Buongiorno Bill, in quest'Isola di 24mila chilometri quadrati vivono tre milioni di pecore, 700 mila capre e 200 mila mucche. Producono un latte molto pregiato dal quale si ricavano formaggi unici al mondo. Ti va di sponsorizzare la nostra battaglia per far sopravvivere questo sistema economico millenario?». Fortunato Ladu, lo si rileva dal contenuto, appare ben informato sul nuovo amore di Gates, quello filantropico di ‘dare una mano’ a salvare il mondo, tanto da spingerlo a continuare nella sua richiesta in questo modo: «Vorrei che visitassi questa terra per valutare con i tuoi occhi se vale la pena o meno di salvare un patrimonio economico e culturale il cui valore è inestimabile per noi. A causa della crisi del prezzo del latte migliaia di aziende si trovano in precarie condizioni economiche, abbiamo perso le speranze di aiuti concreti perché siamo considerati non l'asse portante dell'economia sarda, ma l'ultima ruota del carro».
La lettera, consegnata all’ANSA dal nostro agguerrito pastore, non è rimasta inosservata, almeno in campo nazionale, avendo fatto parlare più di un giornale. Diversi quotidiani hanno ripreso in lungo e in largo la notizia, commentando, ognuno a modo suo, un gesto che non aveva precedenti. A chi, intervistandolo, gli chiedeva lumi Fortunato Ladu ha risposto: «Ho letto molto sui trascorsi del padrone della Microsoft; Bill ha ribadito che del 99 per cento dei soldi che guadagna non sa che farsene e li investe in "green", gli piace la terra, e laddove ha investito ha sempre salvaguardato le etnie locali: sono certo che se potesse seguire il lavoro di un capraro a Seui o Perdasdefogu, resterebbe sconvolto».
Nella lettera traspare, senza dubbio alcuno, tutto il suo amore per la Sardegna. Ecco un altro passo della sua petizione. "Il tuo intervento potrebbe catapultarci in un mondo che apprezza i nostri prodotti e la nostra cultura, far conoscere un territorio interno dove il cibo che si produce e si consuma ha un costo sì, ma fa vivere le persone ben oltre la media. Per questo, se vorrai rispondere all'appello di un popolo che non vuole morire, sappi che salvarlo significherebbe investire il due per cento del bilancio annuale della tua società. Affido questa lettera al web che tu come pochi altri hai reso fruibile a tutti rendendo la vita di ognuno di noi più significativa e meno solitaria, sperando di fare breccia".
Cari amici, non credo che il nostro pastore, che ha avuto l’ardire di rivolgersi direttamente a Bill Gates, sia un ingenuo o addirittura un temerario visionario, illuso di risolvere in un colpo solo i grandi problemi dell’Isola. Sono certo invece che Ladu ha inteso lanciare un sasso nello stagno, quello dell’indifferenza, dopo aver sperimentato che la sua Regione e il suo Paese continuano di disinteressarsi del futuro della Sardegna e del lavoro dei suoi pastori. E' in quest'ottica di sconforto e di abbandono che Egli ha voluto giocare l’ultima carta: scrivere a Mr. Microsoft nella speranza di essere finalmente ascoltato. 
Qualche giorno prima della lettera indirizzata a Bill Gates, Ladu, uomo come pochi senza timore reverenziale, aveva avuto il coraggio di scrivere e inoltrare una pepata lettera alla Presidente della Camera Laura Boldrini, rea, a suo avviso, di aver condannato l'uccisione degli agnelli per le festività Pasquali, considerando quest'atto "una pratica da abolire". In questo caso Ladu può vantare un primo successo: la settimana scorsa La Boldrini, probabilmente con l'intento di riconciliarsi con Lui, lo ha invitato ad andare a trovarla a Roma.
La mia opinione, credetemi (lo posso affermare senza timore), è che la lettera che l’agguerrito pastore di Desulo ha affidato all’ANSA per essere recapitata a Bill Gates, l'uomo più ricco del pianeta, sia un atto di grande coraggio; la sua richiesta è da considerarsi un vero e proprio urlo di dolore, nella speranza di riuscire a calamitare sulla tragica situazione economica della Sardegna (ignorata sia dalla Regione che dallo Stato), l’attenzione del magnate.Non so quanta speranza possa esserci, ma rimane il fatto che almeno Lui ci ha provato a lottare contro l'indifferenza.
Prima di concludere voglio rendervi edotti anche Voi di un paragone che la mia mente, mentre mi accingevo a scrivere questa riflessione, ha fatto su questo episodio. Nella mia mente è avvenuto un curioso accostamento tra la lettera di Fortunato Ladu e la nota poesia di Giacomo Leopardi “Canto notturno di un pastore errante dell'Asia”. Nelle poetiche note del "canto" Leopardi interroga la luna sulla condizione umana e sul difficile governo del gregge da parte del pastore; la luna, lontana e insensibile (un po' come i nostri Governanti), sembra essere avulsa dalle difficoltà del pastore, dal dolore della sua esistenza, per cui, secondo il poeta, nessuna risposta arriva a confortarlo. Le mancate risposte istituzionali al pastore di oggi somigliano tanto alle mancate risposte della luna al pastore di ieri, citato da Leopardi. Oggi la conclusione appare identica a quella di ieri evidenziata dal poeta: è tragico l'essere nati!
Chiudo questa mia riflessione confermando pieno apprezzamento al “Canto di Fortunato Ladu a Bill Gates”, condividendone anche il tono colloquiale utilizzato: il suo "Ciao Bill, ti va di sponsorizzare la nostra battaglia per far sopravvivere un sistema economico millenario? Il tuo intervento potrebbe catapultarci in un mondo che apprezza i nostro prodotti e la nostra cultura", è qualcosa di veramente positivo, un messaggio di speranza nei confronti della propria terra che merita rispetto e che denota un amore per la Sardegna e le sue tradizioni da vero figlio di una terra splendida, ma da secoli dominata e abbandonata!
Credo che tutti dovremmo lottare per migliorare la nostra Sardegna, per "superare" un passato di abbandono, per evitare di continuare a pensare, ancora oggi, che sia tragico esserci nati!
Grazie amici, a domani.
Mario