martedì, novembre 03, 2026

SI PUÒ FUGGIRE DA TUTTO E DA TUTTI, MA NON SI PUÒ FUGGIRE DA SE STESSI. LA MASSIMA È DEL GRANDE SENECA: “I MALI CHE FUGGI SONO IN TE”!


Oristano 3 Novembre 2026

Cari amici,

Qualcuno di Voi mi accuserà di parlare troppo di SENECA su questo Blog, ma, credetemi, certe sue affermazioni certi suoi studi sono validissimi anche oggi, come lo erano ai suoi tempi, praticamente oltre 2 mila anni fa! E io in realtà l’ho sempre ammirato! Lucio Anneo Seneca (in latino Lucius Annaeus Seneca nacque a Corduba nel 4 a.C. e morì a Roma nell’aprile del 65. Fu indubbiamente un grande filosofo, drammaturgo e anche un capace  politico romano.

Seneca studiò l’uomo in tutte le sue sfumature, compresa quella del desiderio di  trovare la pace andando lontano, cambiando ambiente e città, chiudendo una relazione, lasciandosi alle spalle il passato per ricominciare da zero. L’essere umano spesso si illude che la felicità sia altrove, lontano da ciò che lo fa soffrire. Eppure, anche quando troviamo il coraggio di andare via, ci accorgiamo che certe paure e inquietudini continuano a seguirci, ovunque andiamo. Per una ragione molto semplice: perché non tutto quello da cui vorremmo fuggire si trova fuori di noi!

Seneca già duemila anni fa aveva capito che i mali che ci assillano non sono all’esterno, ma in gran parte sono dentro di noi! Il filosofo in una sua frase breve ma potentissima mette l’uomo davanti a una verità difficile da accettare: «I mali che cerchi di fuggire sono in te». Un pensiero che invita a guardarsi dentro e a riconoscere ciò che spesso preferiamo ignorare. Perché cambiare luogo, abitudini o persone, può aiutarci a ricominciare, ma non sempre basta a ritrovare la serenità. A volte, il viaggio più importante è proprio quello che continuiamo a rimandare: imparare a fare pace con noi stessi.

Amici, Seneca aveva già allora compreso qualcosa che ancora oggi noi facciamo fatica ad ammettere: cambiare luogo non significa necessariamente cambiare stato d'animo. Possiamo trasferirci dall'altra parte del mondo, incontrare persone nuove, modificare completamente le nostre abitudini. Ma se dentro di noi continuano a vivere le stesse paure, queste finiranno per riaffiorare anche nella vita che abbiamo appena costruito. È come portare con sé una valigia invisibile, piena di tutto ciò che non abbiamo mai avuto il coraggio di affrontare.

Quante volte pensiamo che saremo felici soltanto quando avremo ottenuto qualcosa? Quando avremo trovato la persona giusta, raggiunto un traguardo importante o lasciato alle spalle un periodo difficile? Il rischio è quello di rimandare continuamente la nostra serenità, convincendoci che dipenda sempre da una condizione esterna. Eppure, se non impariamo a fare pace con noi stessi, anche il posto più bello del mondo può diventare una nuova prigione.

Fuggire, in fondo, è spesso più facile che fermarsi. È più semplice attribuire tutta la nostra infelicità a una situazione, a una persona o a un errore del passato, piuttosto che interrogarci su ciò che accade dentro di noi. Guardarsi davvero “DENTRO” richiede coraggio, perché significa riconoscere anche le proprie fragilità, le contraddizioni e quelle ferite che abbiamo cercato a lungo di ignorare. Bisogna trovare il coraggio di guardarsi davvero dentro, invece di continuare a scappare!

Cari amici, il messaggio di Seneca non è un invito a battersi il petto e colpevolizzarsi. Non significa che ogni sofferenza sia una nostra responsabilità o che dobbiamo sopportare situazioni che ci fanno davvero male. Indubbiamente allontanarsi da un ambiente tossico, interrompere una relazione dolorosa o cambiare strada, spesso è proprio necessario. Il punto dolente, però, è un altro: non possiamo guarire, non possiamo ritrovare la felicità, se non ci guardiamo dentro di noi, senza falsi nascondimenti. A volte il primo passo verso una vita diversa, più serena e felice, non è cercare di andare lontano, ma fermarsi a riflettere, dandosi il giusto tempo per capire “da cosa stiamo cercando di scappare”! 

A domani amici lettori.

Mario

Nessun commento: