Oristano
25 Dicembre 2015
Cari amici,
Oggi è una giornata speciale: è Natale, per cui
inizio questa mia riflessione facendo gli auguri a tutti Voi! Spunto della
riflessione di oggi (giornata che fa rivivere nella nostra memoria, in particolare
nei nostri cuori, la nascita del Salvatore del mondo), è il curioso e
interessante presepe che Antonio Marchi ha allestito in Piazza Eleonora,
proprio di fronte al Palazzo degli Scolopi, l’Hôtel de Ville della nostra
città. Antonio è un artista di vaglia (pittore, scultore e anche costruttore di burattini, oltre che burattinaio, anche
se penso che quest'ultimo suo pregio derivi più che altro da passione), profondo conoscitore della
realtà artistica di Oristano e della nostra Provincia.
Antonio, utilizzando i
simboli della natività gentilmente concessi dal Parroco della Cattedrale (le statue di Giuseppe,
Maria, il Bambino, il bue e l’asino), ha costruito intorno a queste figure una
scenografia veramente d’eccezione: chi guarda il suo presepe ne ricava un uppercut, un pugno nello stomaco forte e scioccante, ma che però riesce a dare un’idea dello stato attuale della nostra povera Italia, non solo massacrata dal
terremoto ma politicamente, economicamente e socialmente ridotta ad un cumulo di macerie.
Un'Italia i cui governanti sono stati travolti dai milioni di colpi del NO al Referendum costituzionale, sempre più invasa da una moltitudine di migranti che ormai appare fuori controllo, ripetutamente depredata e colpita al cuore dagli uomini incaricati di governarla, chiamati a rispondere di furti, ruberie, collusioni, brogli e nepotismi tali da far apparire ben poca cosa le nefandezze commesse nella Prima Repubblica.
Un'Italia i cui governanti sono stati travolti dai milioni di colpi del NO al Referendum costituzionale, sempre più invasa da una moltitudine di migranti che ormai appare fuori controllo, ripetutamente depredata e colpita al cuore dagli uomini incaricati di governarla, chiamati a rispondere di furti, ruberie, collusioni, brogli e nepotismi tali da far apparire ben poca cosa le nefandezze commesse nella Prima Repubblica.
Antonio Marchi ha proprio
colpito nel segno: chi osserva lo scarno scenario del Presepe, appositamente dipinto
di bianco, dove appaiono una serie di assi sconnesse, di finestre cadenti e di
oggetti rovesciati, come se un uragano, uno tsunami, avesse colpito il tutto senza
risparmio. Al centro di questo cumulo di macerie, apparentemente serafici come
ad osservare tutto quello sfascio, sono stati collocati i membri della Sacra
Famiglia. Giuseppe e Maria sembrano chiedere con amore al Bambinello di intercedere, di far rinsavire un mondo votato ormai all'autodistruzione. Grazie Antonio di questa rappresentazione che, seppur senza parole, riesce a raccontare e commentare lo stato comatoso della nostra nazione: le Tue forti immagini, non hanno bisogno di parole.
Antonio, forse per evitare polemiche, a lato dell'innovativo Presepe ha aggiunto una scritta che indicava agli spettatori che la realizzazione particolarmente forte voleva evidenziare la natività vista con gli occhi dei terremotati, anche se ai molti osservatori quella scritta appare riduttiva, in quanto il presepe evidenzia un terremoto ben più grande,
quello che ha sconvolto e continua a sconvolgere la nostra povera Italia. Questo
Gesù bambino, posato su una mangiatoia tra un cumulo di rovine, risulta non solo originale ma carico di significati ben più importanti.
Il nostro bravo artista, che è anche un eccellente maestro burattinaio, ha cercato di muovere con
professionalità i fili dei suoi personaggi, capaci di catturare l'attenzione di
chi osserva, ma anche di suscitare riflessione.
Si, è proprio così! Il suo Gesù Bambino che nasce tra le macerie è riuscito a colpire nel
segno, esprimendo anche un significato di fiducia nel futuro, perchè Dio non abbandona mai l'uomo, anche se sbaglia! Il presepe di Antonio Marchi credo che rappresenti anche un grande simbolo di speranza!

La distruzione, la
devastazione che circonda il Presepe, con i tetti sfondati le macerie tutt’intorno,
stanno lì ad evidenziare la nostra miseria non solo fisica ma morale; ma il Bambinello
sorridente, tra Maria e Giuseppe, dimostra che non siamo soli, che la speranza non può e non deve
morire. Il significativo Presepe è stato realizzato da Antonio con la
collaborazione del Parroco della Cattedrale, Don Giuseppe Sanna, che con grande
disponibilità ha concesso le belle statue della natività e dell'Assessore al
Turismo Emilio Naitza che ha messo a disposizione il palco necessario all’allestimento
con un gazebo protettivo.

Oristano in questo Capodanno 2017 festeggerà l'arrivo del nuovo anno in quattro piazze del centro storico: in piazza Eleonora,
a partire dalle 20, il Cenone di San Silvestro (a cura dello chef Giovanni
Salis), poi, dalle 22.30, balli sardi con Davide Chessa e Vanni Masala; in
piazza Roma, dalle 22, "Let there be rock" AC/DC tribute, e a seguire
"Regina Queen" the real queen experience. Infine in Piazzetta
Corrias, dalle 23, Discoteca in piazza con DJ Montisci e DJ Marongiu e in
piazza Mannu, dalle 22.30, Karaoke e spettacolo con Sonia e Valeria.
Buon Natale e Buon Anno
a tutti Voi!
A domani.
A domani.
Mario
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