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mercoledì, marzo 29, 2017

BANCHE E SISTEMA CREDITIZIO. QUANDO IL CRAC LO PAGANO SOLO CLIENTI E DIPENDENTI. IL CASO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA



Oristano 29 Marzo 2017
Cari amici,
Sul sistema creditizio del nostro Paese sono intervenuto tante volte, anche se l’argomento merita di non essere accantonato. Ho già espresso la mia opinione sui recenti salvataggi, sul passaggio del sistema dal Bail-Out al Bail-In, in sostanza sul fatto che i correntisti sono quell’anello debole della catena che, in caso di disastro, anziché essere protetto è chiamato a pagare il conto. Ora, riferendomi in particolare al Monte dei Paschi di Siena, in questa banca sono i dipendenti a dover “pagare il conto”, attraverso una dose massiccia di licenziamenti, il cui risultato è quello di mettere sul lastrico altre centinaia di famiglie incolpevoli.
Le notizie di stampa parlano di 5.000 lavoratori “da mandare a casa” per far ‘quadrare i conti’. Il piano di salvataggio del Governo pare orientato a ridurre i costi e il personale ben più di quanto risultava in ipotesi finora: 5 mila uscite contro le 2.600 previste in precedenza. Ora i sindacati di questi lavoratori chiedono con forza di conoscere la reale situazione. Pretendono di conoscere i conti di MPS e i nomi di chi ha contribuito a devastare i bilanci dell’Istituto. Richiesta certamente sacrosanta, ma, come spesso avviene nel nostro Paese, ben difficile da accogliere: i grandi nomi della finanza quasi mai vengono chiamati a pagare per il comportamento tenuto, spesso temerario, messo in atto quali responsabili della gestione bancaria.
Entrando nello specifico di questo caso, la Procura di Milano, che si occupa del caso degli amministratori di MPS coinvolti nel crac della banca, ha chiesto di archiviare la posizione degli ex 'Numeri Uno': l'Amministratore Delegato e l'ex Presidente di Rocca Salimbeni, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo. Erano finiti indagati in uno dei filoni dell’indagine sulla banca per una presunta non corretta contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria; queste operazioni strutturate erano state portate avanti la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura. La richiesta di rinvio a giudizio, avanzata dai Pm Stefano Civardi e Giordano Baggio, titolari della tranche dell’inchiesta al GIP Livio Cristofano pare non sia stata accolta con favore; nell’ambito dell’udienza di opposizione avanzata dal Codacons e da alcuni azionisti, la difesa dei due banchieri, accusati di falso in bilancio e manipolazione del mercato, ha cercato di evidenziare, invece, un comportamento della ‘massima trasparenza’ da parte dei due banchieri. Il giudice si è riservato la decisione che è attesa entro Pasqua.
Cari amici, chissà perché io sono convinto che alla fine prevarrà la tesi difensiva degli imputati, e a pagare il conto saranno sempre “i soliti noti”: clienti e personale dipendente della banca. In Italia, per coprire le magagne dei grandi si dà sempre la colpa alla sfortuna, al fatto che essendo le variabili economiche imprevedibili, è ‘il caso’, alla fine l’unico colpevole. Lo stesso Governatore Ignazio Visco ha avuto modo di dichiarare: “"Sicuramente MPS si è trovata in una sequenza perversa, sicuramente le quattro banche" salvate a Novembre 2015 e "le due Venete" affrontano una pesante crisi, ma "il 70-80% delle banche resiste in una situazione difficilissima senza aggravare il problema". Come detto prima, tutta sfortuna, nient’altro che sfortuna.
In attesa della decisione e dell’intervento elaborato dalle Istituzioni europee sul nuovo piano industriale di MPS, alcuni dipendenti hanno deciso di aderire alla prima tranche di uscite volontarie previste dal piano approvato a Dicembre. Secondo quanto riporta askanews, sono 1.300 i lavoratori che maturano i requisiti pensionistici nei prossimi 5 anni e che hanno presentato la domanda per poter avere uno “scivolo” fino alle pensione. La banca aveva però previsto il finanziamento solo per 600 esuberi. Dunque la cosa più probabile, sempre secondo quanto riporta l’agenzia di stampa, è che si dia la precedenza a coloro che maturano i requisiti pensionistici entro Novembre 2020. Dopodiché sarà necessario concordare le modalità per coprire eventualmente anche le altre richieste pervenute.
Mentre i dipendenti lottano per trovare una soluzione che consenta di far sopravvivere le loro famiglie, i dirigenti delle banche coinvolte, oltre ad incassare liquidazioni da capogiro a 9 zeri, cercano da tempo di proteggersi, mettendo in atto operazioni che possano mettere al sicuro i loro già consistenti patrimoni; lo fanno creando consistenti “Fondi Patrimoniali” intestati ai familiari. Sicuramente, come è già avvenuto in passato, sarà difficile che vengano chiamati a ‘pagare il conto’.
Amici miei, ho già detto e ripetuto fino alla nausea che il nostro sistema creditizio ha bisogno di urgenti modifiche che mettano insieme due aspetti importanti: la sicura protezione dei risparmiatori da una parte e la regolare concessione degli affidamenti dall'altra; linee di credito messe a disposizione dei richiedenti con il giusto "merito creditizio", vagliate con seria professionalità, e soprattutto assolutamente slegate da clientele politiche e lobbistiche. Solo in questo modo la protezione e le garanzie, previste dalla nostra Costituzione (art. 47) per la salvaguardia del risparmio e conseguentemente anche dei lavoratori del settore, potranno essere messe efficacemente in atto.
A domani.
Mario



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