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domenica, gennaio 05, 2014

DOMANI E’ L’EPIFANIA, LA MAGICA FESTA CRISTIANA CHE SI FESTEGGIA IL 6 GENNAIO UNITAMENTE A QUELLA DELLA BEFANA, RITO LAICO-CONSUMISTICO CHE FA FELICI MILIONI DI BAMBINI.



Oristano 5 Gennaio 2014
Cari amici,
domani è l’Epifania. E’ questa (detta anche Epifania del Signore) una delle feste cristiane più importanti, celebrata il 6 gennaio, dodici giorni dopo la festività del Natale. Solo nei Paesi in cui non è festività civile, essa viene spostata alla domenica tra il 2 e l'8 gennaio. L'Epifania è considerata dalla Chiesa cattolica una delle massime solennità celebrate, assieme alla Pasqua, il Natale, la Pentecoste e l'Ascensione. Il termine "Epifania" deriva dal greco antico, verbo πιφαίνω, epifàino, che significa "mi rendo manifesto", per indicare l'azione o la manifestazione pubblica di una divinità.
I cristiani già a partire dal III secolo iniziarono a commemorare, con il termine Epifania, le manifestazioni divine (come i miracoli, i segni, le visioni, ecc.) di Gesù. In particolare, tra queste manifestazioni, si annoverano: l'adorazione da parte dei Re Magi, il battesimo di Gesù ed il primo miracolo avvenuto a Cana. La visita alla grotta di Betlemme dei Re Magi, quindi, prima manifestazione pubblica di Gesù, al quale i Magi, sacerdoti astronomi di probabile origine persiana,  secondo le profezie, resero omaggio offrendogli i loro doni.  Ai Magi, secondo quanto scritto da Isaia, furono attribuiti i nomi di Melchiorre (semitico), Gaspare (camitico) e Baldassarre (iafetico). Secondo il Vangelo di Matteo (2,2) i Magi (non precisati nel numero), guidati in Giudea da una stella (στέρα, da στήρ, stella od astro), portarono in dono a Gesù bambino, riconosciuto come "re dei Giudei" (Mt 2,2: βασιλες τν ουδαίων), oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorarono.

Anche nel mondo ortodosso, il termine Epifania sta ad indicare la festa che cade sempre il 6 gennaio (o tredici giorni più tardi nelle Chiese che seguono il calendario giuliano) e viene più correntemente chiamata Teofania. In questo giorno viene celebrato il battesimo di Gesù nel Giordano, mentre la visita dei Magi è commemorata dai Cattolici di rito latino e da altre Chiese occidentali, in una festa a sé; nelle Chiese di rito bizantino l’Epifania viene celebrata il giorno stesso del Natale.
Nel tempo la celebrazione dell'Epifania ha trovato spazio in altre culture, inserendosi ed aggiungendosi ai precedenti riti relativi a quel periodo dell’anno (passaggio da un anno all’altro), miscelandosi alle simbologie in essere, alle tradizioni precedenti, spesso di derivazione molto antica (culti solari), tra le quali quella di identificare in una figura di vecchia (la Befana, appunto) l’anno appena trascorso. Nell’impero romano si svolgevano, a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno, delle feste in onore di Giano e Strenia, durante le quali c’era uno scambio di doni, con gli auguri per il nuovo anno. Nella cultura germanica del Nord Europa i personaggi della mitologia tedesca, Holda e Brechta, abbastanza simili, davano vita alla personificazione della natura invernale. Le “contaminazioni” dell’importante festa cristiana dell’Epifania con altri rituali laici proseguirono negli anni successivi: come la Stella Cometa che guida i Re Magi (tradizione orientale), l'accensione di fuochi augurali (culti solari) e le feste popolari, legate sempre al rito dello scambio dei doni. 
Il personaggio della Befana diventò nel tempo sempre più importante, essendo nella tradizione popolare la dispensatrice dei regali ai bambini in tutte le case, dove, calandosi dal camino riempiva di doni le calze appese prima del calare della notte. Questo mitico personaggio, soprattutto nei paesi di tradizione cattolica, ha l’immagine di una vecchia, brutta ma buona, che si muove a cavallo di una scopa e con un grande sacco sulle spalle pieno di regali. La Befana, secondo la tradizione, resta comunque legata all'adorazione dei Magi. Una leggenda popolare racconta che i Re Magi, diretti a Betlemme per fare visita a Gesù bambino, avrebbero chiesto informazioni ad una signora anziana, e, per meglio trovare la strada, l’avrebbero invitata a seguirli.  La donna, tuttavia, impaurita da questi sconosciuti, non accettò, pentendosi successivamente di non averli accompagnati; per rimediare, avrebbe preparato dei dolci e sarebbe poi andata a cercarli, senza trovarli. Fu così che decise di fermarsi in ogni abitazione trovata sul suo cammino, donando dolci ai bambini nella speranza che uno di essi fosse Gesù, continuando da allora a girare il mondo di anno in anno.
Storicamente il termine Befana era già in uso nel XIV secolo e rappresentava un “fantoccio esposto la notte dell’Epifania“. L’aspetto della Befana, quello di una vecchia signora male in arnese, era la rappresentazione del vecchio anno: nell’antichità, nella dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebravano morte e rinascita della natura e secondo i romani nel corso di queste dodici notti alcune figure femminili volavano sui campi per propiziare i raccolti futuri. La Chiesa condannò queste credenze, definendole frutto di influenze sataniche; nel Medioevo le diverse personificazioni della Befana sfociarono nell’aspetto che conosciamo oggi, molto simile a quello di una strega (che tuttavia, rimane una strega buona).
Unendo sacro e profano siamo arrivati ai nostri giorni e, pur festeggiando con fede la ricorrenza religiosa, la Befana resta un appuntamento importante, atteso soprattutto dai bambini, che anche stanotte, quella tra il 5 ed il 6 Gennaio, aspetteranno con ansia i suoi doni. 
Quand’ero bambino ricordo che la mamma preparava due belle calze fatte a mano (una per me e una per mio fratello), che, dopo cena, venivano appese ai due lati del camino. Allora si credeva sul serio alla Befana; le scrivevamo una letterina, esprimendo i nostri desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c'era molta povertà. Quando la mattina controllavamo la calza i doni c’erano, anche se modesti, e tutti eravamo molto contenti, perché quella era una delle poche feste in cui ricevevamo caramelle, allora molto desiderate. Nella calza, oltre le poche caramelle, c’era qualche mandarino, castagne, noci e l’immancabile carbone, che, unito ad un po’ di cenere, stava a significare che dovevamo diventare più buoni!
Oggi quello che vi sto raccontando della mia infanzia sembra lontano anni luce. I ragazzi si aspettano ben altri doni: dal nuovo cellulare alle play station di ultima generazione, dai tablet, alle tante diavolerie elettroniche che la nuova tecnologia sforna a ritmo continuo e che presto diventa obsoleto. Forse oggi, fin da piccoli, non si crede più alla Befana, ma i regali, nonostante la crisi e le difficoltà economiche che ci angustiano, si aspettano, e come! Il consumismo sfrenato ha fatto dimenticare che l’Epifania è prevalentemente una festa religiosa, che ricorda a tutti noi la venuta al mondo del Signore. La Befana festeggiamola, certo, in gioia e letizia, ma creando meno ansie e problemi ai nostri genitori che, spesso, per accontentare i figli rinunciano a cose più importanti.
Cari amici, domani, con doni ricchi o modesti, il periodo delle feste termina: si ritorna tutti, grandi e piccoli, al “solito”, con la speranza che l’anno appena iniziato sia per tutti un anno migliore di quello che ci ha appena lasciato. L’Epifania, come dice un antico detto ”Tutte le feste si porta via…!

Ciao!

Mario

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